
Nulla succede per caso e in questo nulla rientra anche ciò che viene creato, inventato, costruito, oltre a ciò che ci accade, oppure viene detto, vissuto o fatto.
Anticamente, l’Uomo cercava costantemente la protezione divina, sempre.
Nomade, legato ai ritmi naturali della Terra e poi via via sempre più calato in un’esistenza stranamente ancorata al tangibile, è andato lentamente allontanando Dio dal suo vissuto.
Un grande periodo di ombre, in tutto questo, fu il periodo medioevale, quando rinchiuso in spazi circoscritti, i castelli, spaventato, coinvolto in guerre tra feudi e poco propenso a viaggiare, l’Uomo spesso si aggrappava alla religione, alle sue pratiche e anche alle varie forme di magia, per esorcizzare il male e tenerlo discosto.
Allora, più che mai, le campane con i loro rintocchi, espandevano buone vibrazioni che scacciavano i demoni interiori e non, e creavano una sorta di forza atavica per affrontare il buio, la notte, le fatiche.
Allora le campane erano campane.
Oggi, sono spesso registrazioni, in questa nostra sorta di mondo “falso” e contraffatto.
Ma il suono reale era potente e sapeva dare molto di più di un semplice suono registrato.
Il Chakra cardiaco esultava e si rinforzava ad ogni tocco, lungo tutta la giornata e soprattutto nel buio della notte.
La conoscenza è antica e molto forte, ma stenta a raggiungere l’Uomo contemporaneo, ormai ancorato a pochi sapere animici e a moltissimo sapere tecnologico.
Ci siamo chiusi e persi, inseguendo le orme degli angeli ribelli.
In tutta questa nebbia, che ci ha lentamente raggiunto raggirato e preso, abbiamo trasformato anche le nostre capacità, dismettendo saperi, usanze, abilità, conoscenze, senza le quali abbiamo allontano dal nostro vissuto la capacità di “fare miracoli” o meglio di accoglierli attraverso la mediazione Divina e quindi di auto guarire e stare bene.
Lo si poteva chiamare “effetto placebo”, oppure guarigione, comunque lo volessimo indicare, sappiamo per certo che c’era una profonda fede in Dio e quindi una buona, se non buonissima predisposizione all’accoglienza della sua amorevolezza e dei suoi doni.
Era così che l’Uomo guariva più spesso di quanto non sappia fare oggi, e godeva di varie strategie per non perdere la sua connessione con l’alto e il Superiore, anche se nella quotidianità era una creatura povera, rozza e grezza.
Quel suono reale, di campane, diveniva ancora più potente proprio per l’accoglienza, il senso che gli si attribuiva e l’enorme fede con cui lo si viveva.
Tu faticavi, eri ben poca cosa, ma Dio c’era, era al tuo fianco, camminava con te e tu lo portavi dentro e lo sentivi ad ogni tocco di campana, vibrarti nell’Anima.
Le emozioni erano sintonizzate con l’accoglienza, mai al rifiuto e questo programmava al meglio gli eventi, nonostante tutto.
Oggi, siamo in grado di utilizzare anche l’effetto placebo per farci del male.
Mi spiego.
Con il covid, che non scrivo volutamente con la lettera maiuscola, abbiamo dovuto creare una sorta di spazio interiore, per capire come muoverci e cosa fare, per contrastare non tanto il virus in sé, ma quanto in realtà gli sta dietro e di cui molte perone non sono consapevoli, nella maniera più totale.
Nella storia, per creare grandi sconvolgimenti, solitamente affidati alle arti della guerra, si era soliti creare un motivo occasionale, una causa che potesse consentire lo scoppio del conflitto, la così detta belligeranza.
Ci siamo evoluti, anche in questo e abbiamo creato la causa, sopra le altre cause, per ottenere qualcosa, qualcosa che si cerca di attivare con piccole rotazioni, d’intervento in intervento, con metodica lentezza.
La storia umana, attuale, la possiamo visualizzare come una sorta di vite, che lentamente, per non sconvolgere in maniera troppo drastica l’ordine mondiale, viene avvitata, in modo che i più non se ne avvedano, impegnati a far fronte alle fatiche legate alla tensione e all’onda emotiva costantemente protratta nel tempo.
Senza placebo divino, poco o per nulla religioso, con una fede esilissima, là dove ancora permane, è con questo pregresso, che l’Uomo attuale sta affrontando questo periodo storico, la speciazione, di cui stavamo parlando da tempo in molti, in una sorta di incredulità.
Cosa ci è dato o possibile fare?
Opporsi, resistere, lasciarsi andare?
Ognuno sceglie la sua modalità, ma senza la consapevolezza che il suo operato contribuisce comunque al benessere o malessere generale, quindi vale la pena concordare linee comuni, per altro indispensabili
Una cosa, credo, in varie persone l’hanno accolta e cioè, che anche quando hai chiaro che qualcuno sta avvitando i nostri mobili di casa in maniera silente, non possiamo e non dobbiamo fare dichiarazioni, ossia usare un linguaggio che neghi che certe cose stiano avvenendo o siano in progetto, perché nell’istante in cui lo fai, visualizzi proprio quella cosa e quindi le dai forza, la crei, la sostieni e in qualche modo la proteggi.
Dichiarare che non vuoi una certa cosa, una certa situazione, significa vedere, immaginare dentro di te ciò che, giustamente, non desideri, ma che crei, come forma pensiero e questo non va.
Lo abbiamo capito e quindi distogliamo il pensiero e evitiamo di parlarne, lasciandoci andare alla corrente.
Di fronte a certe affermazioni, soprattutto a proposito del vaccino, e a ciò che si dice in proposito, sappiamo però che è difficile accogliere la medesima modalità, perché la libertà individuale, la libertà di scegliere fanno parte dei Valori antichi, sta scritto nella nostra Costituzione, creata per il benessere collettivo e con enormi sacrifici, anche umani.
Qualcosa dentro allora si rivolta in noi e ci spinge ad essere più aggressivi e reattivi.
La rabbia allora, senza le campane, risuona dentro e genera un effetto ancora una volta oppositivo all’apparenza, ma creativo dall’altra.
Ecco allora che il pensiero che ci viene dato dal cielo è quello di lasciare scorrere, di cercare e di sostenere tutte le vie “legali” per avere accoglienza, per essere rispettati, ma senza creare quelle forme pensiero che poi si ritorcono contro di noi.
Buona cosa è però quella di lasciare che Dio passi, in noi, che arrivi con le sue “occasioni”, che ci sono, creando e alimentando in noi le consapevolezze che non sempre abbiamo o vogliamo ascoltare.
Se sento dentro che i promotori di questo stato di cose, stanno tentando di fare una certa azione, la accolgo come solo un tentativo, non come una certezza e sposto il mio pensiero altrove, preparandomi al meglio alla giusta soluzione divina.
Mangio bene, prego, mi attivo all’accoglienza, sostengo l’informazione pulita e i progetti a vera misura d’Uomo, metto in essere le mie cellule in una sorta di crescita pacificata, dove non deve entrare né la rabbia, né l’odio, né il giudizio.
La rabbia potrebbe rendermi incontrollabile.
L’aggressività spalanca le porte al buio, perché chiude il chakra cardiaco e Dio arriva da sopra e passa da lì, si espande da quel punto.
La mia Anima entra in affaticamento e in questo momento un contradditorio interiore è vivamente e caldamente da sconsigliare.
Mi attivo per essere un Uomo giusto, al servizio della verità e dei Valori, ma senza acredini di sorta.
Se congestiono le mie cellule e poi dovessero in qualche modo obbligarmi a fare qualcosa, mi verrei a trovare in un’estrema sofferenza; questo mi impedirebbe di riuscire ad espellere ciò che mi potrebbero iniettare o costringere a fare.
Dobbiamo essere molto cauti e costruttivi , quindi vivere sicuramente per creare e costruire in modo da cooperare con Dio, non in chiusura, perché se chiudiamo rischiamo di lasciare fuori proprio la sua grazia, la sua misericordia, di cui abbiamo sommo bisogno.
L’Anima è potente e dobbiamo ricordarci di averne una.
E’ lei che ci connette alle nostre Origini, come fece nei tempi antichi, e ci indica il cammino.
Lavorare di testa ci annienta e ci induce a seguire l’onda autodistruttiva di chi dirige questa sorta di farsa mondiale, costruita intorno ad un’emergenza reale, ma creata ad hoc.
La medicina non conosce l’arte sottile dell’Anima.
Ma c’è e ci può aiutare e guarire, sempre.
Siamo esseri di Luce, in un corpo, che vivono seguendo la mente, ormai ottenebrata in molti, ma se viviamo nella pace, sappiamo sollevarci e risentire quelle campane, riecheggiarci dentro. Presente la prefazione del “Guerriero di Luce” di Coelho? Aspettava di sentire le campane.
Non essere arrabbiato, non cadere nella collera, non lasciarti andare alla rabbia che blocca, evita gli estremismi e sii accogliente.
Reagisci sì, ma con garbo, lasciando aperta la porta che consente a Dio l’ultima parola, oltre la nostra.
Mia nonna era solita dire che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.
Avrà pure un senso questa antica saggezza popolare?
Se tu visualizzi il male per annientarlo, per fermarlo, programmi attraverso le tue immagini interiori una sorta di chiusura delle tue cellule, dei tuo chakra e se domani, le cose dovessero andare oltre, ed essere diverse da come tutti vorremmo fosse, tu avresti un corpo che rifiuta nella maniera più totale e devastante ciò che andrebbe a ricevere.
Vedere il veleno in anticipo, programma il corpo a vederlo come tale, senza via d’uscita, cosa che invece esiste, se resti nell’onda del qui e ora, senza pensieri malevoli di sorta.
Non so, se riesco a trasmettere ciò che gli Angeli mi stanno dicendo, ma è per il nostro sommo bene.
Dobbiamo stare in una condizione “adattiva” e trasmutativa, momento per momento.
Ti faccio un esempio.
A scuola i primi intervalli sono stati per me un incubo, una sorta di stretta al cuore.
Ragazzini che vivevo come semi asfissiati, in piedi qua e là nel cortile, con dietro finestrelle in cemento armato, con della rete metallica. Poi, cambiata la mia disposizione interiore e trasmutata in amorevole accoglienza, ecco che ho accolto e visto il messaggio divino.
Una ragazzina saltella e mi ricorda il gioco del Mondo.
Ne parlo con il collega di educazione fisica e ci attiviamo, acquistando nastro adesivo e numeri.
Ora i ragazzi, non hanno cambiato il distanziamento, ma giocano e quindi saltando in quelle 12 caselle, che abbiamo disegnato anche lungo i corridoi interni, a turno, recuperano, energia, ossigeno, pompando dentro quella vitalità che lo stare impalati, toglieva.
Si distraggono e vivono una sorta di benessere, nella piacevolezza, trasformando in opportunità un divieto.
Non si sentono più in carcere.
Ora sorridono di nuovo e attendono con gioia quella che prima un po’ tutti definivamo i “dieci minuti d’aria”, come fossimo appunto in prigione.
E questo è magnifico.
E’ come nel film di Benigni, quando lui trasforma il campo di concentramento, in un grande gioco, per il benessere del figlio, che così si salva.
C’è sempre una via d’uscita e non possiamo, non dobbiamo precludercela: qualcuno ci ha insegnato che fatta la legge, trovato l’inganno.
Teniamo questa sorta di memento con noi.
Questo non significa non cercare di fermare, di cambiare le cose, ma farlo con garbo, con leggerezza, con apertura, anche mentale.
Il subconscio viene comandato dalle emozioni e il suo potere è enorme, quindi gli devi dare, lo devi nutrire di buone emozioni, altrimenti collassa e se collassa qualunque cosa diventa deleteria e devastante.
Se affronti un intervento chirurgico, convinto che è per il tuo bene, tutto è bene; se vai in sala operatoria con 100 dubbi in testa, varie perplessità o pensieri no, sui medici, sul tipo d’intervento, sull’anestesia e tanto altro, credo che l’esperienza ti abbia già dimostrato che il risultato è di gran lunga diverso.
Facciamo tesoro di questi nostri semplici pregressi.
Qualcuno ci ha detto che non è vero ciò che è vero, ma è vero ciò che tu credi, e Benigni ce lo ha ampiamente dimostrato.
Vivere per settimane con questa paura e questa proiezione che quella cosa i farà stare male, andrà male, è male, gli vai a dare un rinforzo, un peso, una consistenza senza uguali.
Non facciamolo!!
Quando e se mai ci troveremo in quella condizione, troveremo sicuramente il modo, la modalità, di attivare l’alchimia necessaria per evitarlo o per trasformarlo, “trasmutarlo” attraverso l’Alchimia animica e come fosse un gioco, ritornare ed essere come e meglio di prima.
Ciò che non avvelena, ci rinforza.
Ricordiamolo!
Buona giornata di Luce, a tutti. Con Amore ti
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