
Vieni tu dal Cielo profondo
o sorgi dall’abisso,
Bellezza?
(Charles Baudelaire)
Siamo poco abituati a dare il giusto valore ai gioielli che spesso indossiamo, guardandoli come monili, ornamenti e non come grandi “compagni di viaggio”.
In realtà pietre e cristalli sono stati generati dalla Natura per offrire e offrirci un supporto grandissimo.
Essi amano la vita e interagiscono per conservarla, fortificarla, sostenerla …
Amorevoli nella loro essenza, essi presentano ognuno una loro”indole”, io la chiamo così; è una sorta di “carattere” che contraddistingue ogni pietra, proprio come fosse una persona.
La creazione Divina ha infuso in ognuno di loro un dono amorevole, che le induce a lavorare per noi, anche quando noi non chiediamo loro di farlo.
E allora, perché pulirle e programmarle, se poi esse agiscono comunque in nostro favore?
Beh, la risposta è semplice!Pulite e programmate, esse lavorano al meglio perché connesse e supportate dalla persona che le ha scelte e che ora le tiene con sé, le accoglie ed offre alla sua casa o le indossa.
Conoscerle e apprezzarle è un dovere, perché significa comprende appieno la loro capacità di sostenerci, aiutarci, ispirarci, fungere da channeler naturale.
Ultimamente mi capita spesso di avere segnalazioni di cristalli e pietre che, dopo essere stati dimenticati nei cassetti di casa, vengono rinvenuti e, una volta”ripristinati per il loro compito”, cadono e si spezzano o si spaccano, si danneggiano senza un apparente motivo.
“Perché, proprio ora che mi ero ricordata di averla?” mi chiedono queste persone.
Beh, ogni situazione è sicuramente diversa e legata al vissuto delle “due amiche”, cioè della proprietaria e della pietra o cristallo che sia, ma una riflessione generale va fatta.
Queste magiche creature, oso chiamarle così, entrano in empatia con il nostro sistema.
Quando stanno a stretto contatto con la nostra persona, lavorano in modo silenzioso, ma continuo.
Svolgono il compito per cui sono nate e/o sono state programmate e lo fanno al meglio.
Se la persona, a cui sono affidate, ha un bisogno specifico, necessita di aiuto, corre un rischio, va difesa, … esse bloccano, tolgono, assorbono, rilasciando altro.
Quando sono sature, non chiedono più di starci accanto e noi le dimentichiamo.
Quando smettiamo di servirci di un oggetto, di bere una bibita, che ci piaceva molto, mangiare un cibo di cui eravamo ghiotti, di assumere un farmaco …?
Semplicemente quando siamo saturi e/o guariti, nel caso del farmaco.
Così accade con le pietre.
Hanno assorbito, sono sature e non possono né vogliono darci altro, anche perché ora potrebbero a loro volta contaminarci.
Esaurito quindi il loro incarico spariscono, si spezzano, cadono malamente e si frantumano.
E’ il sacrificio di “un vero Amico”.
Dispiace sicuramente.
E’ giusto allora ringraziare chi si è sacrificato e dargli degna sepoltura, restituendolo alla Natura.
Se abbiamo una collana, un paio di orecchini, un anello … con una o più pietre, teniamoli puliti dalle loro memorie, purifichiamoli costantemente, adagiamoli ogni sera in un apposito supporto dove si possano riprendere dalle fatiche quotidiane e parliamo con loro, anche se la cosa può fare sorridere chi viaggia solo ancorato alla logica.
Non costa nulla questo gesto e in cambio vi garantisco che l’Amico ci restituirà parecchio.
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