Esistono svariate interpretazioni in merito ad accadimenti di rilevante importanza per il l’Intera Umanità e al contempo per il singolo, che si potrebbero giudicare infantili e che invece sono sovente legate a distorsioni dogmatiche.
Una di queste è la Crocefissione, che ha creato una forma interpretativa patologica, talmente radicata, che ancora oggi permane e che a poco a poco perderà d’importanza.
Siamo soliti leggere e ripetere che il Cristo, pensando a Gesù, discese agli inferi e il come ci s’immagina l’accaduto non corrisponde a quanto in Verità avvenne.
Chi mi segue, da un po’, dovrebbe avere chiaro che il Maestro Gesù, un Essere di certo già Evoluto, visse e si prestò per un qualcosa di davvero straordinario.
Questo evento si rendeva necessario non solo e tanto per affrontare questi tempi e questo passaggio di Ere, ma soprattutto per alleggerire il Karma Collettivo, soprattutto la sofferenza.
L’intervento Sovrano
Senza questo passaggio l’Evoluzione non sarebbe stata possibile.
La situazione del Pianeta era congestionata a tal punto che pareva la memoria ormai colma di un computer a cui non è più possibile affidare e far compiere nulla.
Questo rese necessario un intervento “Sovrano”.
Fu allora il Cristo Planetario, cioè il Sole Centrale di questo Sistema, che sappiamo Essere una Super Coscienza nata dalla Fusione di parecchi Spiriti Realizzati e Armonici tra loro, a “offrirsi” per questa “venuta sulla Terra”.
Per quanti Buoni intenti potessero nutrire questa impresa, era chiaro che questa immensa Coscienza non avrebbe mai potuto incarnarsi in forma diretta, ma poteva “adombrare” un Essere abbastanza Saggio ed Evoluto, in grado di prestarsi, affinché il suo Corpo fisico le permettesse di raggiungere e muoversi “Sottilmente”, su questo Pianeta.
La discesa agli inferi
La discesa dunque agli “inferi” di cui si parla, non riguarda l’Avatar Gesù, ma il Cristo Planetario che per quanto si servisse del Maestro, ebbe contatti con una realtà talmente disarmonica e lontana dalla sua Perfezione Somma, che per questa Super Coscienza rappresentò il contatto con una sorta di baratro, di luogo altamente contaminato, che per questo venne indicato come luogo inferiore, cioè gli Inferi.
Perché questa venuta?
Il Cristo “venne” per riformattare il Pianeta, per purificare la sua memoria congesta e per togliere la coltre di sofferenza, che impediva qualunque altra possibilità evolutiva.
La Vita qui presente, nelle sue svariate Forme, doveva invece procedere, perseguendo a sua volta la propria elevazione di coscienza,
Sappiamo che questa Elevazione è permanente, dunque anche il passaggio alla tanto ambita Quinta Dimensione è solo un momento transitorio, una delle numerosissime fasi, lungo il Sentiero che ci riconduce alla Coscienza Suprema.
Tutti si stanno dirigendo a questo appuntamento, anche la forma di Vita più semplice, perché la Vita in sé racchiude questo Potenziale perfetto di “divinizzazione”.
Lungo il Cammino, a poco a poco, l’uomo raggiunge la Saggezza e l’Umiltà, le quali sono la conseguenza di una Comprensione chiara della Logica, che governa l’ordine dell’Intero Universo.
Esiste una Saggezza che muove ogni cosa, anche ciò a cui l’uomo dà un giudizio di tipo morale e che ritiene talvolta oscuro e inammissibile.
C’è una Perfezione inscritta nel Tutto, in ogni nucleo ed è programmata per esprimersi e sublimarsi a poco a poco, in maniera costante e continua.
Anche un Sole evolve?
Anche Colui che agli occhi umani rappresenta una forma davvero Superiore di Coscienza non ferma la sua corsa ed è simile ad un vulcano.
Spesso immagino, a questo proposito, delle Catene montuose, perché esprimono molto bene il processo Evolutivo di Divinizzazione.
E’ quando si raggiunge una Cima che lo sguardo si apre di nuovo e allora si può notare che quella che potevi reputare come l’ultimo baluardo, l’Alta vetta, in verità è solo una delle tante e delle possibili da raggiungere.
Allo stesso modo ogni orizzonte ne cela un altro, il quale ne nasconde un altro ancora e questo a sua volta ne occulta un altro ancora e così per un numero spropositato di possibilità.
L’immaginario umano, per ora imbrigliato, fatica a oltrepassare i suoi confini e tende a misurare qualunque cosa secondo i suoi canoni ordinari, limitati e limitanti.
Bisogni umani attuali
Vivere in Presenza, senza paure e voglia di controllare ogni cosa.
I Sistemi sanno più di quanto si sia portati a credere e pensare e a poco a poco fioriscono e fioriranno in un crescendo, senza metterci calcoli e senza il patema di voler avere chiaro da subito, questo com’è e quello cosa diverrà.
Le cose inutili si scioglieranno e cadranno come avete visto fare allo sporco, in certe pubblicità dei detersivi chimici.
Sovente, quello che osservo, è che esiste una sorta di necessità identificativa, destinata a scomparire, sebbene, per ora, quando si parli di Nozze tra Grandi e Grandissimi Esseri, qualcuno tentenni …
Il “mio” ha fatto scuola e ha percorso molta strada nelle coscienze umane; basta vedere gli attaccamenti alle e tra le persone, soprattutto in merito alla figliolanza.
Si tende ancora a considerarla, in moltissimi casi, come fosse una sorta di proprietà.
In Verità nulla ci appartiene se non per certe fasi e passaggi (comodato d’uso), per dei momenti transitori, ma questo sgomenta ancora molta gente, la quale interpreta come un gesto di disamore questa apertura, soprattutto affettiva.
Alcuni preconcetti diffusi
Un matrimonio?
Nell’immaginario collettivo è per l’eternità
La reincarnazione? Sempre nel medesimo nucleo, semmai solo con scambi di ruoli.
I Figli?
Un bene che se fosse trasmissibile attraverso un notaio, uno si prenoterebbe per tutte le incarnazioni.
Usciamo da questi campi di sterminio di massa. Aprite i cancelli e volate!
V’invito ad osservare la Natura. Essa è Maestra e ci guida e ci aiuta nell’andare OLTRE, per abbracciare e partecipare al Tutto
Gli attaccamenti, le morbosità, i controlli e i bisogni di controllare, hanno originato schemi e generato sofferenza, diversi nodi karmici, fino al punto di non ritorno, che ha poi richiesto la venuta dell’Avatar Gesù e la “discesa agli Inferi” del Cristo Planetario.
L’idea in merito alla perdita di “Coscienza”
La paura delle Nozze e della perdita della Coscienza è una faccenda che riguarda l’io-me, il quale reputa la coscienza terrena come un bene sommo e dunque porta a visualizzare e immaginare anche lo Spirito, come se fosse anch’esso un Bene dotato di confini e di limiti.
✨Sorrido, perché la Grandezza della Vita vi Stupirà!
Chi ancora non riesce a concepire la Vita in toto e a percepire la Grandezza di partecipare la Vita senza schemi e confini, deve ricordarsi che è destinato e programmato, suo malgrado, a vedere sgretolarsi la sua piccola identità umana a favore di qualcosa d’Incommensurabile.
E il giorno che avverrà sarà Memorabile e non rimpiangerà di non averlo permesso prima, solo perché avrà perso memoria dei suoi attaccamenti
e quindi si troverà in uno stato di Somma Beatitudine.
Verrà il giorno in cui questo avverrà suo malgrado. Allora si renderà conto della Magia che comporta un’Espansione di Coscienza e si troverà a sperimentare quella sensazione Sublime, che a volte pervade chi, per tanto tempo è rimasto aggrappato a qualcosa, magari per affetto.
Vivrà le medesime emozioni di chi, per esempio, un bel giorno si è trovato costretto a cambiare la sua tanto amata auto e così ha scoperto il meraviglioso salto funzionale, avvenuto grazie al nuovo acquisto.
Quando una Coscienza si espande, lo fa in base ai Tesori che ha potuto esprimere, lungo il suo Cammino esperienziale, e diventa “sovramoltiplicativa”.
Questo la conduce fuori da tutti i limiti, facendola accedere a un vero e proprio campo di Pace Universale, dove tutto è possibile e questo è talmente elettrizzante e appagante che le nostalgie dell’io-me scompaiono e si dissolvono, nella Radiosità della Vita che si Ama nel Tutto, con cui diviene UNO.
Oggi abbiamo fatto insieme, una breve, ma significativa passeggiata, nell’OLTRE…
In Amorevole Servizio, Ti degli Arcangeli
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Allora mi sembra di capire che con la morte ci riuniamo all universo in stato di bestitudine ….