Il lavoro non lavoro su di sé è costante. Ogni giorno hai modo di vedere la Vita e i suoi accadimenti da svariate altre posizioni e ne puoi fare tesoro. L’importante è camminare con serenità, senza prendersela, gustando questa “camminata in solitario”, con Amore e una certa dose di Simpatia. La parola d’ordine può essere dunque quella di “osservare”, in tono amorevole, sia le cose belle che ti accadono, e che riesci a fare, che gli scivoloni con le possibili sbucciature, senza drammi e reazioni spropositate.
Lo so, sei come un camminatore che, nonostante conosca il sentiero a volte pari smarrirti tra i nuovi cespugli o inciampare su qualche sasso, appena sporgente.
Allora la mente riparte con le sue elucubrazioni, mentre si fa largo il dilemma amletico, se ci sia qualcosa di distorto nei tuoi allenamenti.
Dubbi amletici
È normale, che dopo il tempo trascorso ad allenarti e quindi lavorare su te stesso certe situazioni e riscontri, ti facciano sorgere qualche perplessità, in merito ai risultati che credevi conseguiti, dopo i numerosi esercizi.
“Ma sto facendo la cosa giusta?”
E’ di certo importante rivisitarsi, ma va fatto con serenità, per non agganciarsi alle eggregore di disturbo e alle rispettive entità, che sono davvero scaltre.
Cerca di osservarti, con calma, per poter rispondere a questa domanda fatidica.
Prima, prenditi un momento per rilassarti e respirare.
Durante questa fase, siediti con calma e chiedi alla Luce Cristica, più pura di attraversarti e di colmarti e onorarti della sua presenza.
Come invochi la Luce, la percepisci e la visualizzi o hai la sensazione che ti stia riempiendo.
Ora, con calma chiedi, come ho più volte detto nei Post: ”Cosa sta succedendo?”
Quasi sicuramente è qualcosa di transitorio, che non toglie maestria al tuo aspetto di “camminatore allenato” e lo dimostra il fatto che non senti dolore o sofferenza, ma solo un senso di “disagio”.
Questo prova che non sei scivolato o rimasto nel paludario del passato, ma solo che hai trovato un sasso a cui non stavi prestando attenzione.
Se la risposta che ti arriva, ti porta in qualche modo una sorta di “vampata” di paura, di panico, di acredine o di rabbia, allora davvero qualcosa va rivisto e hai ancora dell’esercizio “fisico” da fare.
Anche l’indifferenza di fronte a qualcosa che ti arriva, quella sorta di non partecipazione, chiede una presa in carico, perché fa parte del blocco del Cuore.
Se sei lungo un sentiero e mentre appoggi il piede la tua caviglia cede a destra o a sinistra, almeno un “ops” ti viene spontaneo. Resti testimone, perché non diventa una tragedia, ma sei consapevole di aver messo il piede in una posizione “difforme” e di aver accusato il colpo fisicamente nella tua andatura.
Essere Libero
Il testimone o osservatore vede; non esprime e non reagisce in maniera disarmonica, ma sa, osserva e nota.
Osservare, significa essere con il Cuore aperto, quindi in presenza, senza dare la colpa al sasso o a te stesso. Libero.
Quando sei libero dalle ferite che ti eri procurato nel passato, provi pace, sei sereno e nella calma.
Quando vivi certi episodi con questo “spirito” puoi darti una pacca sulla spalla e riconoscerti che malgrado il piede abbia compiuto un gesto disarticolato, non è successo niente di eclatante, il piede sta bene, la caviglia anche e devi riconoscerti che le lezioni precedenti hanno fatto muovere il tuo Corpo con una certa elasticità proficua.
Questo attesta che ti sei lasciato il passato dietro le spalle e non vivi nel timore che il presente ti riproponga il peggio.
Allora non esplodi, non hai attacchi di bile, non sei adirato o parecchio infastidito dall’accaduto, né da nessuno dei presenti.
E’ successo.
Così, nella vita quotidiana, ci possono essere piccole sporgenze che ti provano lungo il cammino. Le avverti come presenti, come fatti, eventi o situazioni che non ti piacciono, che non trovi di tuo gradimento o giuste, ma le lasci scivolare, non ti agganci.
Il camminatore reattivo
Il camminatore che pur essendo rimasto in piedi e non avendo subito danni di alcun genere, si mette a imprecare e prendere a calci il sasso, di certo è ancora reattivo e lo dimostra il suo reagire.
E’ una persona che si lascia agganciare, perché alcuni elementi personali, legati alle vecchie ferite, entrano subito in gioco. Da lì la reazione, anche spesso smodata, rispetto all’episodio.
E’ importante avere chiaro questo, così come è importante cogliere che non è una forma di castrazione e di auto-controllo, ma fa tutto parte del vivere in “presenza”.
Chi reagisce spesso non è cosciente del suo corpo e della sua mente, non si rende cosa di cosa stia sentendo dentro e così reagisce, segue l’onda esplosiva che gli cresce dentro e tracima come un fiume in piena.
Essere cosciente vuol dire che Tu ci sei, sei in contatto con te stesso, con i tuoi pensieri, con quello che ti dicono, e percepisci bene come ti muovi in mezzo agli eventi e cosa senti dentro, momento per momento.
Non controlli, ma sai e sei nel tuo pieno potere.
Un compagno che per un nonnulla schizza come una molla è il classico esempio di ferita purulenta, che va detersa e presa in carico, da lui però, non dai presenti.
Ricorda che il Potere di scegliere se agire da Re o reagire in maniera incontrollata, deve essere tuo o di chi sperimenta certe situazioni.
Quando un sasso ti fa esplodere, significa che mentre tu reagisci gli dai “potere” su di te.
Se qualcuno provoca le tue reazioni, ti sta evidenziando che “può” prendersi le tue attenzioni, quindi ti succhia energia e questo significa, lo ripeto, che ha potere su di Te.
Saper dare il giusto valore all’accaduto
Anche se oggi hai perso le staffe con un sassolino sotto la scarpa, sappi che non sei un “macello”, perché ogni giorno, ogni mese, ogni istante sei ormai una persona davvero diversa e quindi un Uomo che cammina.
Anche se non sei il miglior camminatore della Terra, stai sereno e respira: se hai iniziato a prenderti cura di te, non andrà di nuovo tutto come ti accadde un tempo, quindi stai tranquillo che non attirerai le situazioni pregresse, né le persone vampiro, che hai conosciuto.
Amati e stai tranquillo! Sei un bocciolo che piano piano sta maturando e verrà il giorno in cui esploderai in tutta la tua bellezza e allora attirerai gli impollinatori magici, proprio come un Fiore, una Rosa.
A mano a mano che cresci, che ti apri, che evolvi, sei sempre più in risoluzione sia in merito ai nodi personali, familiari, ancestrali, sociali e relazionali.
Sì, non sei inerte e quindi percepisci le provocazioni, ma non ti agganci e non reagisci.
L’Uomo molla, allenandosi, ha trasmutato la sua molla in una base che gli dà solidità.
Un tempo eri sempre come un Vulcano prossimo all’eruzione o come una tanica di benzina,
messa vicino ad una fonte di calore, oggi no.
Arriva qualcuno con in mano un bel fiammifero, per esempio il caporeparto innervosito e agguerrito per qualcosa che non gli torna, e tu lo inquadri e pensi che non è un problema tuo, ma suo.
E gli lasci la sua reattività, mentre esegui l’incarico di far fronte al guasto tecnico.
La sua reazione faticosa non diventa più tua, ma resta, “ a pieno titolo”, di sua proprietà.
Come stai pensando, il mondo è comunque ancora ingombro di persone “tanica o vulcano”
e il tempo di Wesak, se non c’è stato un lavoro ed un esercizio personale utile, ora le porta ad esprimersi senza remore.
Ma questo non dovrebbe essere il tuo caso.
Gli allenamenti
Ora, più procedi con gli allenamenti e i lavori, più cambi e quindi sei più “atletico”, più armonico, gommoso e le tue reazioni sempre più rare, esili, impalpabili fino al giorno in cui, come nebbia al sole, svaniranno davvero per sempre.
Ora diventi un vulcano spento, carico di buona cenere produttiva o una tanica di Acqua di Sorgente, Cristica, carica di Luce e quindi il fiammifero, anche se lo lanciasse un gladiatore, non potrà che galleggiare e spegnersi, nell’istante in cui ti sfiora.
Ti capiterà allora di sorridere degli eventi e già ora può avvenire, anche se sei ancora in allenamento.
A volte ti sentirai “magico”, perché la percezione che avvertirai sarà di essere una colonna di Luce, una sorta di montagna, incapace di adirarsi, perché dentro il vulcano si è davvero spento, e per sempre.
Ogni conquista è per sempre, ricordalo!
Quindi impensabile e impossibile arrabbiarti.
Ora hai tutto sotto controllo ciò che ti appartiene e sai davvero cosa sta succedendo in te e tutto viene filtrato attraverso il tuo Cuore.
La consapevolezza è l’elemento di base che ti fa sentire, inquadrare, percepire un fatto, un evento, un dialogo attraverso un tuo nuovo canale attivo e quindi agire secondo le tue nuove modalità e i tuoi valori.
Come fai a trasformare e a migliorare le tue azioni, i tuoi pensieri, le tue parole e le reazioni quando non vedi, non senti, non percepisci cosa ti stia succedendo dentro e come mai accada?
Cogliere la ferita
Se la compagna o il compagno, oppure un figlio ti dicono qualcosa e ti senti ferito, ti senti in qualche modo offeso e toccato, devi comprendere cosa è scattato dentro di te, quale interruttore hai lasciato che si premesse, senza che tu lo volessi, accendendoti come un razzo, un fuoco d’artificio.
E’ una ferita dovuta a un senso di inadeguatezza?
La risposta a ferite familiari, modi di dire e di fare dei genitori?
Un nucleo di rabbia?
Una paura?
Se ti capitasse ancora di re-agire in maniera attiva e violenta quale interruttore si è premuto?
E’ importante che tu lo colga.
Quello della paura? Della vergogna? Della rabbia? Del senso di inferiorità? Del sentirsi sminuito? Della scarsa considerazione? Osservati! In quel momento hai perso le staffe e sei caduto con il viso in avanti verso la cavalcatura, che parte a briglie sciolte.
Ti è venuta a mancare la padronanza di te stesso e sei schizzato, sei esploso come fossi un barile di benzina. Hai reagito.
Osserva. Fallo con calma e se servisse inizia a farti carico di questa situazione. Ma devi osservare, per trasmutare e non lo puoi fare fino a quando non individui la sorgente, non vedi, non accetti e non capisci che sei tu a fare Tutto, non l’altro.
È quindi la Coscienza a fare l’Alchimia.
Ma serve che tu sappia osservare e cambiando prospettiva ti prenda in carico la situazione.
Ricorda che potrà capitarti di aver fatto il tuo percorso, e di trovarti a vivere con una compagna reattiva, con un figlio tanica o una suocera vulcano. Anche questo fa parte del processo e del dottorato.
E’ utile conoscere l’Uomo, i suoi punti di forza e di fragilità, partendo da te stesso.
Le emozioni ci sono e vanno vissute, in maniera presente e attiva, non subite.
L’Essere Cosciente ti dà la piena proprietà e l’uso delle tue Emozioni.
E questo non è auto-controllo, né apatia, perché sei in piena “gestione”.
Ti permetti di vivere le tue Emozioni, senza che facciano loro per te, facendoti apparire come un razzo instabile o un animale rabbioso e depresso, avvilito e preda delle situazioni.
Le Emozioni spesso sono come i calli, sono Energia ispessita dal tempo e dal ripetersi.
Se una persona si agita subito e lo fa da tempo immemore o scatta o si arrabbia ha queste situazioni energetiche ispessite.
Irreparabile? No!
Tutto può essere reso morbido e trasformato.
Ci vuole la pomata giusta.
Se una persona si osserva in modo attento, cosciente, cercando di dilatare lo spazio tra il fiammifero e la tanica, tra lo stimolo e la sua risposta vede accadere miracoli, perché inquadra la situazione e nel preciso istante in cui si concede questo, per dilatare, inibisce la sua reazione, la smorza, le toglie potere e se lo riprende.
E’ Energia che ritorna al suo posto.
Sei in presenza.
Sai, sei cosciente di cosa ti sta capitando.
Non ingoi il rospo, trattenendo le mani e la lingua, ma fai partire la consapevolezza e metti in gioco la Coscienza.
“Ah, questa situazione potrebbe farmi innervosirmi, ma questa cosa non mi compete, non mi riguarda, la sua stizza è sua…”
Non reprimi la risposta, ma lasci fare alla Coscienza.
La presenza ti offre il tempo utile per “soppesare” e scegliere come agire: agisci tu o lasci che parli un’antica ferita e quindi ti porti a reagire?
Quando qualcuno tocca la parte lesa, te ne accorgi e allora ci metti presenza e Coscienza.
Inquadri chi hai di fronte e la tua possibile ferita.
Le situazioni piacevoli
Questo avviene anche di fronte alle situazioni che provocano Emozioni piacevoli, quando hai lavorato su di te.
L’altro fa un elogio e tu senti se e dove ti aggancia.
Cogli se ti identifichi.
Noti ti attacchi a quel riconoscimento.
Vedi subito se ti proietti sull’altro, perché metti coscienza e consapevolezza, sai osservare e la risposta è diversa e parecchio lontana da quella di un tempo.
Con questo testo odierno credo ti sia possibile inquadrare meglio a che punto sei in merito al tuo allenamento.
Se ci sono ancora escoriazioni e abrasioni, tranquillo, continua a disinfettare e vedrai che la ferita si rimargina,
soprattutto se interagisci con il tuo Cuore e le Fiamme Sacre.
Se invece sei arrivato qui per la prima volta e sei nuovo a questi discorsi, spero tu possa aver trovato qualche spunto utile per iniziare un nuovo percorso.
A chi quanto scritto ha confermato che ci siamo, che in qualche modo ha fatto un esercizio utile e proficuo, faccio un incitamento a non fermarsi e a procedere con gioia, godendosi intanto, anche il Paesaggio.
Felice giorno d’osservazione attenta a Tutti!
Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com




Grazieeee carissima Ti, grazie di Cuore!
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