
Odio e rabbia sono 2 costanti, soprattutto nella realtà lavorativa di queste ultime settimane. So che la combinazione astrale attuale e non solo, sta avendo una grossa influenza sui nostri comportamenti, creando stati reattivi “straordinari” capaci di influenzare le nostre azioni, generando una spirale di fatiche, aggressioni, reazioni, altre fatiche e nuove reazioni, in un ciclo, in una spirale senza senso.
Cosa sta succedendo?
Semplice! Si sta lentamente manifestando la “fatica” relazionale tra speciati e non, cioè tra coloro che stanno abbracciando appieno il cambiamento e chi rimane dall’altra parte della valle.
Siamo nella condizione di chi, dopo un terremoto, si ritrova ad osservare altre persone rimaste aggrappate ad un costone di terra, spaccato e staccato dalla zolla madre.
Vicinissimi, ma mai così separati e lontani.
Speciati alchemici e normalmente normali.
Gli uni guardano gli altri, vorrebbero riunirsi, ma la voragine li separa e dentro la paura, un fiume silente, di una forza incredibile ed indescrivibile.
Così in molti non comprendono il senso di tutto questo e procedono con le solite frasi fatte, nelle quali ribadiscono che il “male odierno trionfa”.
Già è vero, trionfa nel momento in cui tu lo nomini in continuazione e lo sostieni nel processo di presa di potere, di forma e quindi d’incidenza, nella realtà odierna.
Noi creiamo la realtà attraverso i nostri pensieri, le nostre azioni e reazioni.
Cosa significa questo?
Significa che ogni azione esterna che ci coinvolge, ingenera dentro di noi un tipo di risposta che ci induce a passare all’azione e quindi a fare o non fare la “buona differenza”.
Se una persona ti aggredisce verbalmente, le sue parole, la mimica facciale, le sue stesse azioni ti raggiungono e ti risuonano dentro, amplificandosi, grazie anche alle due parti di te che intendi mettere in gioco, parti di cui ho ampiamente parlato nell’articolo precedente, l’ultimo, prima di questo ( alchimista).
Ognuno di noi ha i suoi “credo” e in base a quelli formula dei pensieri, spesso rinforzativi, che spingono la nostra parte esecutiva a muoversi in una direzione o nell’altra, in accordo o disaccordo con la nostra parte animica o diciamo terrena.
L’Alchimista sa gestire questo stato.
La persona che non ha svolto un lavoro o non lo ha ancora concluso, no.
La tensione che viaggia nell’aria sociale, attualmente, è dovuta ad energie “disgreganti”, che giocano su questa nostra condizione generale, cioè al fatto che poche persone sono in grado di “starsene buone”, perché i più sono reattivi come la polvere da sparo o l’alcool esposto alla fiamma.
Qualcuno vuole che ci azzuffiamo per bene e infatti moltissimi stanno agendo secondo questa modalità attesa.
Modalità attesa da chi?
Non è questo di cui voglio parlare oggi, ma piuttosto di come puoi fare per avvederti di quanto sta accadendo in generale e magari anche dentro di te, per tutelarti e smetterla di reagire in maniera spropositata a tutto.
I bambini sono agitati.
I nonni più brontoloni del solito.
C’è poca considerazione e generosità, malgrado il Natale si avvicini, e tanta rabbia e reattività collettiva.
Tutti non fanno che parlare e sostenere che questa società è malata e tutto va male e così la forza delle parole, rende la “profezia autoadempiente”.
Cosa devi fare per uscire da questa dinamica?
- Fare attenzione a quello che credi.
Se una persona mi si rivolge in forma cortese oppure in forma sgarbata, dentro di me scattano due diversi credo; nel primo caso “credo” che quella persona sia gentile, mentre nel secondo “credo che sia sgarbata, maleducata, infastidita da me o nemica, prevenuta”.
Quello che tu credi, ingenera poi nella tua mente esecutiva una risposta, perché lei, agisce proprio in base a quello che ti appartiene, che tu pensi e credi.
Se credi che questo sia un mondo di … e che tutto vada storto, stai certo che vivrai giornate di m…. e tutto o buona parte ti andrà di conseguenza.
Staccarsi, riuscire a farcela, almeno per un momento, è il consiglio spassionato che ti offro e ti spingo a prendere in considerazione, in questo momento.
Molte cose non sono come ci appaiono, ma se reagiamo secondo i nostri credo, generati e alimentati nel tempo dalle nostre esperienze pregresse, rischiamo di fare grossi disastri e di creare guerre atomiche, che non hanno motivo di esistere, di essere.
Bisogna diventare cultori di “credo più sani”, per generare realtà più serene, costruttive e positive, in cui attirare e vivere buone cose. - E per farlo? Consiglio spassionato: lascia andare! Per una volta, qualsiasi cosa ti succeda, reagisci in “maniera diversa/anomala; staccati dai tuoi credo e fingi di non aver visto o sentito nulla, poi mi darai ragione.
Quando agisci seguendo i tuoi “credo”, il tempo, dà lentamente corpo/forma alle tue profezie e questo ti porta poi a guardare tutte le cose successe con un certo compiacimento, perché tutto, nella tua testa, si è avverato ed è avvenuto, proprio come tu avevi pensato/preventivato e quindi gli esiti non fanno che alimentare e rinforzare ulteriormente i tuoi credo costruttivi o destabilizzanti.
Tu credevi che tizio fosse una brava persona?
Lo è.
Al contrario pensavi fosse maleducato e volesse solo offenderti? E guarda caso ti ha offeso.
Quella smorfia disegnata sul viso della parente era un segno di disappunto? Avevi ragione era così e tu, come sempre, lo hai poi appurato.
La tua capa ti odia? E lei effettivamente ti perseguita.
Volere è potere, non dimenticartelo mai, soprattutto con le dinamiche e la forza del pensiero, della parola e dei credo.
Non è meglio vedere avverarsi solo le cose belle?
E allora, perché non inverti i tuoi pensieri?
Ah, forse perché pensare negativo è più semplice e fare la vittima porta maggiori frutti, come appunto l’attenzione dei “compatimenti” altrui.
Preferiamo essere “apostrofati come poverini”, che come fortunati …
Va così.
Fa parte di una dinamica perfettamente sincronica con l’andamento negativo dei più.
In realtà il tuo Mondo Interno è la messa in scena del Mondo esterno e viceversa.
Viviamo in una società dove tutto viene imputato al mondo esterno, mentre in realtà tutto dipende solo ed esclusivamente dal mio mondo interno, cioè da me e da come io reagisco a quello che mi sta intorno e mi succede intorno.
Se litighi con una persona, se lei ti trova antipatico, se ti isola, se non ti accoglie, cosa puoi fare?
Beh, puoi sicuramente attivarti per cambiare le cose, ma non partendo da lei, che non gestisci, ma da te stesso.
Spiegarti, giustificarti, confrontarti, urlare, tacere, rendere pan per focaccia o subire sono solo palliativi temporanei, perché se chi ti ha aggredito “crede” di te una certa cosa, se non muta radicalmente il suo modo di valutare o le sue forme pensiero, stai tranquillo che prima o poi ti ritroverai nella stessa situazione; se lei non si fida, è razzista o portata a pensare sempre il peggio dell’altro, ricorda che, alla prima occasione, ritornerà a muoversi nella stessa maniera, perché quelli sono i suoi convincimenti e le si ripresentano ad ogni occasione.
Per riuscire veramente ad accordarti con lei, dovresti riuscire a farle cambiare idea, ma questo non dipende da te, non lo gestisci tu, quindi, tu puoi solo modificare la situazione attuale, dimostrando la tua buona fede, ma alla prossima occasione tutto sarà esattamente come ora e tu ti ritroverai ancora a doverti scagionare, tuo malgrado.
Scocciato? Di più.
Ma è così, perché di fondo l’altro non si fida, crede che gli altri lo raggirino sempre e hai voglia tu di predicare il contrario.
Quella persona tiene, come tutti gli ancorati ai credo negativi, na’ capa tanta.
Già, però puoi lavorare sul tuo Mondo Interiore, l’unico che, dipendendo interamente da te, puoi modificare, realmente, e trasformare, con la certezza del 100% dei buoni esiti.
Per esempio, puoi cambiare il “tuo stato”, nei suoi confronti.
Se non te lo sei sposato e non devi abitare in uno spazio di 2 metri per 2, puoi prendere il largo da lui, puoi cambiare radicalmente il tuo modo di “viverlo”, creando tutte le “buoni condizioni” perché non ti aggredisca più, perché non ti faccia stare male, perché non possa in qualche modo lederti.
Questo non significa togliergli il saluto o altro, ma semplicemente stare “alla larga”, in maniera che non trovi le condizioni per agire secondo le sue modalità, legate ai suoi credo.
Con lui, stai sereno, che non ti succederà più nulla, non tanto e solo, perché gli stai a debita distanza, quanto perché, a mano a mano cambi il tuo Mondo Interno, il tuo “stato”, fai crescere la tua parte animica, le dai importanza e quindi ti riconnetti al mondo di amore divino.
Questo ti rende più forte e ti allontana energeticamente da queste dinamiche, che quindi non attrai più a te, nella maniera più assoluta.
Ciò che non ti appartiene più, non ti raggiunge ormai più.
E sei sereno.
Diventi una persona Libera, nel vero senso della parola, quindi perdi la tua identità di Pinocchio nelle sue mani.
Quante separazioni e relazioni non avrebbero i risvolti legali, che hanno, se riuscissimo ad applicare questa modalità.
Ogni volta invece, che tu cerchi di entrare in relazione con l’altro, perché credi lui ti debba giustizia, e quindi per averla lo avvicini e cerchi di fargli arrivare il tuo punto di vista, le tue verità, i tuoi credo, rischi di diventare una pedina del suo gioco, perché metti in campo tantissime energie positive, solo per farlo ricredere e ritrattare; al momento la spunti, se trovi qualche breccia nelle sue credenze, poi, alla prossima situazione e dinamica, perchè nuova, tutto si ripeterà, nella maniera più sfinente ed avvilente possibile.
Questo accade perché tu partecipi al suo gioco, pensando di “cambiarlo”, di farlo “ragionare”, di farlo “tornare sui suoi passi”.
Ma così non è.
Allora, inizia tu a “ritornare sui tuoi passi” e a riprenderti la libertà d’azione che ti spetta.
Sei lui pensa questo di te, è affare suo.
Tu cerca di andare dritto per la tua strada e di essere “ciò che reputi corretto”, secondo i tuoi Valori.
Se lui ha i suoi valori ed i suoi punti di vista, sicuramente i tuoi non gli vanno a genio, quindi inutile farsi il sangue amaro e cercare di fargli vedere le cose dal tuo punto di vista, perché lui ha il suo.
Cosa puoi fare invece con lui?
Puoi vedere la sua “parte sana”.
Puoi guardarlo con gli occhi dell’Anima, mentre lui ti guarda con gli occhi del suo Ego e sta tranquillo che non ti vede, nella maniera più certa, possibile.
Non ti serve nemmeno sperare nella giustizia futura divina, perché se rimetti a Dio la funzione giudicante di tutto questo, significa che ancora guardi all’altro, come ad un nemico, ad uno stronzo, ad uno che merita il fatto suo.
Tu impegnati invece a scioglierti da queste dinamiche sue e a lavorare alacremente su di te, per arrivare a vedere in lui, solo la parte non toccata da queste storture umane.
Impegnati molto, proprio come lui, che ci mette impegno in quello che fa, ma impegnati sull’altro fronte, cioè te stesso e la tua crescita divina, l’unica capace di farti vivere e sperimentare ogni situazione, azione e persona solo nella sua parte divina.
Sappi che le persone intorno, che vivono le nostre dinamiche secondo l’Ego, ti richiameranno all’ordine, soprattutto agli inizi del tuo percorso, ricordandoti che fare così, ti fa passare dalla parte del torto, ti rende una vittima, un “dominato”.
Ti vedono come uno che si ritira, che non combatte.
Non è vero.
Sei un saggio in una società di malati e stolti.
Cosa conclude una persona che vive con un violento e cerca di “salvarlo”, facendolo ripensare a come ha reagito con rabbia e violenza ad una situazione?
Che al momento il “reattivo” sembra ricredersi, sembra pentito, chiede scusa, ti porta magari a cena, ti offre dei fiori, ti fa tante belle promesse, ma alla prossima occasione farà e reagirà con la “consueta violenza”.
Perché?
Perché la violenza è legata ai Credo di quella persona, ancorati al suo Ego, e la mente esecutiva li porta a compimento, ogni volta che i credo le ordinano di farlo.
Quindi ti picchia e ti picchierà ogni volta.
E un ubriaco?
La stessa cosa. - Non fare la/il crocerossina/o dell’Ego, perché quello non ti vede, vede solo se stesso.
Le reazioni emotive negative, partono dai suoi credo e smantellarli lo può fare solo il “possessore” della password.
Tu smantella la “tua dipendenza” emotiva e la parte “crocerossina” che c’è in te.
Smettila di crederti “stronzo” se non lo aiuti, perché non ti è dato, nella maniera più assoluta di farlo.
Lui è il suo solo medico e tu, solo l’infermiere: non puoi arrivare dove solo lui può arrivare.
Pensaci.
Namasté!
Amorevolmente ti
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Semplicemente stupendo…. Grazie Ti degli Arcangeli un abbraccio grande di luce