Ci si lamenta quando non si è pronti a Cambiare

Se ti sei soffermato anche solo per un secondo sul Titolo odierno e non rientri nel Club dei Lamentanti cronici, so per certo che dopo una veloce panoramica sulla condizione umana, starai dicendo: ”Ahi, Ahi!” . Sì, ahi ahi, perché lamentarsi lo potremmo definire come una sorta di sport nazionale, uno sport che è possiede, probabilmente, una tifoseria superiore a qualunque altra tifoseria sportiva

C’è chi si lamenta per tutto, anche tra coloro che da anni seguono corsi, seminari, incontri di crescita personale e di risveglio. Perché?

Perché non si è raggiunto il Top della criticità, non hanno cioè ammassato il veleno sufficiente a creare in loro stessi uno shock anafilattico, una sorta di avvelenamento talmente critico da richiedere un intervento drastico, vale a dire il “CAMBIO” immediato, in merito a …

Le “allergie” insegnano

Non so se tu hai mai fatto esperienza di intolleranze e/o di allergie “conclamate”, soprattutto di tipo alimentare.

Ho imparato a mie spese che la reazione allergica avversa la si riscontra quando il Corpo raggiunge un certo dosaggio, per accumulo, di una sostanza che per svariati motivi ti risulta ora “letale” e per tanto il tuo Corpo lo esterna, senza ma e senza se di sorta.

Il decorso

Il decorso avviene pressappoco così.
Per anni tu assumi attraverso i cibi una sostanza non gradita ai tuoi sistemi, e ne assumi in piccole dosi.

Tale sostanza la puoi paragonare ad un “veleno” per il tuo Corpo.
Sto parlando della manifestazione fisica di un’allergia, senza alcun riferimento di natura sottile, solo per esemplificare in merito a ciò accomuna intolleranze e lamentele, shock anafilattico e Cambiamento.

A piccole dosi, giorno dopo giorno, la sostanza medesima ti procura una sorta di assuefazione e pertanto per l tuo fisico non risulta mortale.

Tuttavia, dopo anni di assunzione, ecco che un bel mattino si giunge al punto di “avvelenamento” e al rifiuto totale di quella sostanza.

Quella che il Corpo fisico, attraverso le intolleranze e le allergie ci offre è pari a una “lezione Spirituale” potentissima e a costo 0, fatte salve le fatiche che il suo presentarsi comporta.

L’intolleranza è stata il primo segnale di una presenza “estranea” ai tuoi sistemi , che l’hanno considerata tossica, e ti hanno avvertito per indurti a fartene carico.

L’essere umano, che “comprende” solo attraverso l’esperienza e la sofferenza, in genere non ne tiene gran conto e prosegue con le sue abitudini, magari con qualche piccolo accorgimento, ma mantenendosi fedele alla sua direzione.

La stessa cosa che avviene in ambito alimentare, ecco che sovente accade a livello relazionale.

I dosaggi e le reazioni avverse

L’uomo nel suo vivere quotidiano, sceglie tutta una serie di azioni che lo conducono “distante” dal suo Sé Superiore e lì si mantiene fino all’istante in cui raggiunge il “dosaggio” massimo di distanza, consentito.

Allora gli sopraggiunge una potentissima crisi, tanto potente da mettere addirittura sovente a rischio la sua permanenza nella fisicità.

Cambiare è un’Azione Alchemica e come tale richiede che l’Individuo inconsapevole, consegua il Punto 0, cioè raggiunga la somma utile, il bivio esistenziale indispensabile per venir indotto a scegliere se “andare finalmente verso il suo Sé” oppure rinnegarsi definitivamente e allontanarsi del tutto da Se stesso.

Fino a quel momento egli ha “percepito” le disfunzionalità, i momenti d’intolleranza a cui partecipava lamentandosi, ma doveva raggiungere la massa critica, un’Energia talmente disfunzionale da innescare in lui una sorta di tornado.

E’ a quel punto e solo allora che egli si offre la possibilità di fare quello che non si è mai concesso, trasmutando e sovente “distruggendo” ogni cosa intorno a sé.

Fino a quel momento accade a volte che quest’uomo abbia anche speso soldi in percorsi e in periodi di formazione, ma avendoli disattesi, ecco che è ad assumersi l’onere di offrirgli ciò che ancora gli sfugge.

Fino a quel preciso istante, di fronte alle difficoltà che lui medesimo si creava, per esempio in ambito lavorativo, familiare, amicale o di qualunque altra natura, quest’uomo rispondeva tamponando la situazione. Sovente infatti, tamponava come meglio poteva la possibilità che si scatenassero dei conflitti diretti con le persone coinvolte, lagnandosi poi in merito a queste, altrove.

Sfuggente, si lamentava poi, appena possibile, di questo e di quello, del figlio piuttosto che del suocero o della mamma, senza mai mettere davvero in pratica nulla di ciò che gli era stato detto, ripetuto o che aveva letto durante la formazione.

Perché?

Perché non aveva raggiunto il Top del suo veleno, vale a dire che Non aveva sofferto a sufficienza.

Nessuno cambia se non ha maturato questa scelta e sovente la maturità dipende dalla sofferenza, dal dolore.

Sovente chi ti chiede aiuto non è abbastanza maturo e dunque disattende ogni consiglio e lo fa fino al momento in cui non si è PROCURATO la sofferenza utile per arrivare a rovesciare il “tavolo da gioco”, mandando tutto a gambe all’aria.

Allora, agisce con una tale veemenza da arrivare perfino a perdere tutto quello che aveva e questo in genere partendo dal denaro, quel denaro che “spessissimo” è alla BASE del rifiuto dei primi segnali d’intolleranza, che gli erano sopraggiunti sul posto di lavoro, in famiglia o altrove.

Le separazioni coniugali sovente conoscono queste evoluzioni.
Un tempo nonna diceva: ”Mandi giù, mandi giù, poi viene il giorno che…” e questa espressione rendeva perfettamente l’idea di quanto accadeva e accada spesso anche ora.

L’ingerenza familiare

L’intossicazione velenosa in genere perdura come “effetto” di una convinzione che ha come causa i genitori, i quali la trasmettono ai figli.

Si tratta di una sorta di “mantra” familiare davvero Potente che inculca nei propri nati, nel loro subconscio, la convinzione che sia “meglio” un lavoro o una relazione poco edificante, ma certa, piuttosto del salto nel vuoto e la solitudine.

“Il meglio accontentarsi” e l’espressione “chi si accontenta gode” sono state poi le due frasi popolari, attraverso le quali venne e viene sigillata questa sorta di credenza non solo familiare, ma addirittura collettiva, con la quale oggi ci si misura.

Sono moltissime le persone che condividono e sostengono questo pensiero, subordinando la propria realizzazione Suprema e quindi la Gioia e la Felicità profonde, al denaro posseduto.

Ci si intossica perché si crede e ci si ripete che senza denaro non si vive.

Il denaro per il collettivo

Un problema, sovente anche un grosso problema e non un’opportunità, che scaturisce dall’espressione della propria Potente natura.

Sono le idee che si possiedono e si nutrono e si custodiscono “gelosamente”, circa il denaro, che creano i vissuti a cui poi si partecipa.

Un custode di certi convincimenti secolari si attiva di conseguenza per creare e mandare in scena tutte le tragicomiche che gli servono, per giungere al Punto 0, alla sofferenza estrema.

Il denaro è sempre la conseguenza di un Servizio presente o passato, che tu hai ben reso. Il Maestro Aivanhov andava ripetendo che ciascuno di noi ha una sorta di “conto aperto” con il Cielo.

Questo significa che i soldi non li ottieni facendo 32 lavori, oppure con i saldi e gli sconti, in quanto essi non sono né il mezzo, né il fine per riceve il denaro che serve.

Il Denaro è allora strettamente congiunto alla Spiritualità e non dipende da tutta quella serie di questioni che vengono proposte e vendute.

Il Denaro è l’Alchimia di un movimento dello Spirito e segue le Leggi Universali, infatti anche persone che sovente non hanno collezionato corsi di formazione, ma hanno ricevuto dalla famiglia di appartenenza un’impronta diversa rispetto a quella collettiva, della massa, hanno Denaro e partecipano all’Abbondanza, di cui il Denaro è solo un aspetto, una parte.

La forma pensiero circa i soldi

La forma pensiero circa i Soldi viene creata da una maggioranza che non conosce le Leggi Universali. Viene diffusa e “fatta partecipare” attraverso la famiglia che guida al pensiero collettivo, il quale ritiene che il Denaro sia un problema e al contempo una conseguenza, un frutto del lavoro.

Questo spiega come mai si vada ripetendo che “serve un lavoro”, perché sarebbe lui a procurare il denaro necessario per stare qui.

Allora lavorare e faticare sono il fine attraverso il quale tu metti uno stop al tuo problema dei soldi.

Si tratta di una visione distorta che porta a vivere per guadagnare e ammassare e a sostenere la credenza che più lavori, più fatichi, più fai soldi.

Questo spiega come mai, malgrado la fatica e l’accumulo, questo denaro procurato secondo convincimenti che non rispettano le Leggi Superiori, venga poi speso in futilità e non sia mai sufficiente.

Il Denaro invece, quando viene ricevuto secondo la logica Divina, si presenta nella sua Natura reale, vale a dire come una Forma d’Intelligenza, la quale si dona all’Uomo offrendogli un’opportunità.

Il sodalizio Denaro e Missione

Questa opportunità ti raggiunge quando tu persegui la tua Missione e qualunque cosa svolgi la fai in forma di Servizio Amorevole, senza nessun pensiero circa “i soldi”.

C’è alla base una sorta di “devozione”, di Amore per l’altro a cui porti e offri il tuo Servizio, così da concentrarti sulla tua Missione in ogni circostanza.

Ovunque ti trovi svolgi e porti qui un aspetto del tuo Essere Divino.

Chi per esempio in questo momento lavora pensando a quando potrà andare in pensione, non sta usando le sue Energie per mettere a frutto ogni singolo istante della sua giornata, esprimendo la sua Divinità.

Ciò che ti mette in relazione con l’Intelligenza Denaro scatta per esempio quando ti chiedi in merito a come far star bene chi si servirà del tuo supporto.

Esempio: come agire nella quotidianità

Mettiamo che tu sia un bidello e ogni mattina o in certi momenti, per esempio quando c’è tensione all’interno dell’istituto dove presti il tuo servizio ti chiedi:
”Come posso far sorridere e far stare bene queste insegnanti, oppure i piccini, offrendo quello di cui abbisognano in questo momento?”

Per esempio, dopo che è avvenuta una discussione tra i docenti presenti, non ti auguri che suoni la campanella così gli insegnanti e i loro litigi se ne escono dalla scuola e tu puoi metterti a pulire in santa pace, ma ti attivi pensando a come e cosa poter offrire, quale contributo donare, per ristabilire un po’ di Armonia.

In quel frangente non pensi alla pensione, alle vacanze e non ti lamenti per la tensione che avverti nei corridoi…

Ti chiedi come poterti muovere per il Bene di tutti e presti il tuo Servizio Superiore per trasformare la pesantezza che si è originata lì, nel contesto in cui ti trovi.

Questo “richiama” lo Spirito Santo, il quale produce e gestisce questo Movimento; Lui non conosce la scarsità mentale, non pensa mai che una cosa non gli competa.

Egli si diversifica
dall’uomo che vede gli altri come pesi, come fatica, come mezzi di cui servirsi e da usare per ottenere in cambio qualcosa, mentre Lui E’ e partecipa la Gioia Divina di potersi muovere e creare qualcosa di eccelso, in favore della Vita medesima.

E’ la medesima gioia che prova chi “fa bene” il suo mestiere, senza porsi limiti e confini di alcun genere, e senza vergognarsi di ciò che fa e per questo ottiene sempre le ricompense dallo Spirito.

Su cosa serve riflettere ed esperire?

E’ utile Ricordarsi che qualunque azione tu fai in maniera delicata e per portare gioia, sollievo e ben Essere in un ambiente, viene SEMPRE ripagata.
Magari non in quel frangente.
Magari non nell’immediato, ma con il tempo e sempre nei giusti termini.

Verrà allora il momento in cui qualcuno, in Nome dello Spirito Santo, ti offrirà il Denaro utile e necessario, in leggerezza e sotto svariate forme, come attestazione di Gratitudine Somma del Cielo, per la tua Generosità, per il tuo esserti mosso senza ma e senza se, di sorta, proprio come facesti quel certo giorno, in quel frangente.

Ricordarsi che …

Il gioco a cui l’Uomo partecipa qui sul Pianeta, anche ora, non contempla questo modo di agire e anzi lo osteggia, infatti sovente potrai trovare qualcuno disposto a dirti: “Ma chi te lo fa fare”, oppure un superiore che ti rammenterà che quella non è la tua mansione.

Si tratta di quella parte familiare e collettiva, celata nel subconscio, che se non è andata in soluzione cerca ancora di dire la sua.

E’ giunto il tempo di scegliere, evitando possibilmente di raggiungere il Punto 0 oppure sì, chi lo sa…

Ciascuno ha il suo tratto di percorso.

C’è chi allora viene sostenuto, perché ha appreso e chi al contrario viene guidato a manifestare ancora intolleranze e allergie relazionali.

L’intento è farlo crescere e dunque si cercherà ancora una volta di avvelenarlo e di farlo andare alla deriva, spingendolo distante dalla sua Missione e portandolo a tradire il suo Vero Sé fino al Punto 0.

Tradire il Sé, ancora una volta, o Accoglierlo?

✨Questo è il quesito amletico a cui tu, e solo tu, puoi ora dare una Risposta.

In Amorevole Servizio, Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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1 commento

  1. Mariano Francesco

    Gratitudine cara Anima di Luce 💜

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