La Morte osservata con gli occhi di chi parte

Di fronte a certi eventi e alla morte prematura, l’essere umano è portato a voler “misurare” l’accaduto, etichettandolo secondo un suo metro di misura e una sua prospettiva. Sovente egli stenta a cogliere il senso “profondo” di quanto accade, per esempio quando un’Anima lascia la fisicità, e soprattutto ad accettarlo. Ciò che non si accoglie, rende manifesto che non sempre si riesce a comprendere la Perfezione che caratterizza l’Interezza, o se vuoi chiamarla in altro modo, l’Universo e le sue manifestazioni.

Nascere e morire sono tra queste “perfezioni” disattese, ma mentre si è in genere ben disposti verso un arrivo non lo si è altrettanto quando si tratta di una partenza. Tutto prende il là, come sempre, dal frazionamento tra buono e cattivo, una spaccatura che porta a ritenere che, mentre certe condizioni sarebbero favorevoli, positive o per meglio dire buone, altre non lo siano affatto e dunque da catalogare come negative e da rifuggire.

Giudizi/Valutazioni

Il Valore di quel passaggio che siamo soliti chiamare Morte è uno degli obiettivi  di questa Iniziazione, in quanto parliamo di una condizione specifica, per uscire dalla fisicità.

Le condizioni sono condizioni e basta. Esse, per quanto le si voglia etichettare, non presentano nessun lato positivo e nemmeno negativo, ma semplicemente “sono” parte dell’esperito.

Questo significa che ogni volta che le si giudica, le si soppesa e le si valuta, si sta misurando Dio in quanto Artefice del Tutto nell’Uno e quindi delle “Condizioni” stesse.

Un’altra cosa da considerare è che tutte le condizioni, tutti gli accadimenti e le situazioni sono comunque “temporanei” e predisposti a evolvere in maniera rapida. Si tratta di un “Movimento evolutivo” continuo e quando esso si rallenta è perché “l’uomo “in qualche modo ne blocca il decorso. Immagina questo movimento come fosse quello delicato e canterino dell’acqua di un ruscello.

D’improvviso dei rami sopraggiungono e ammassandosi, impediscono il suo deflusso. L’ostruzione è però destinata a durare poco, perché l’espressione della natura di questo Elemento non può essere impedita a lungo e infatti ecco che, in un modo o nell’altro, l’Acqua trova come poter fare per ricominciare a scivolare giocosa, verso valle.

La medesima cosa accade per ogni “Condizione”, gestita come sempre da una Legge Divina.

La malattia e la morte

In questo periodo le malattie, la guerra e le morti, soprattutto quelle rapide, quelle che sovente accadono fuori dai tempi prestabiliti dalla logica umana, per esempio da giovani, sono oggetto di considerazioni antitetiche e spesso distanti dalla Legge Divina e dalla logica Superiore, che le pervade.

Quando in una famiglia sopraggiunge una malattia importante, significa che al suo interno si stanno creando le condizioni per una  “crescita” Sublime.

Premessa soggettiva

Conosco e comprendo le sofferenze di questi distacchi, ma la Volontà Superiore è che in questo Articolo vi riesca ad avvicinare alla “morte”, da una prospettiva che sovente sfugge e che va invece “osservata, accettata e compresa”.

I Ruoli

La persona coinvolta è in particolare l’attrice principale di tutta una serie di relazioni che spaziano dal mondo degli affetti personali, a quello dei professionisti che dovrebbero gestire il decorso della malattia e al contempo i farmaci e le terapie.

D’improvviso quest’Anima si trova a dover “sostenere” una sua scelta di fronte a un collettivo che, come i rami nel ruscello, cercheranno in qualche modo di bloccarla, non considerandola come l’artefice di quanto sta accadendo.

Non Conoscere la verità profonda dell’evento, comporta sovente il riuscire ad influenzare in qualche modo il congiunto che vive la malattia, il quale risulta “emotivamente più fragile”.

In Lui stanno avvenendo tante trasformazioni, dettate dalla “scoperta” della propria Vera Natura Divina, scoperta che precede sempre ogni “viaggio” verso il Mondo Superiore.

Quest’Anima che ha scelto di lasciare il Corpo fisico, ha già pronto il suo biglietto e ora, pian piano fa i suoi bagagli, ma questo non le risulta per nulla semplice in una società che non contempla questo evento e lo rifugge, non accettando che la “partenza” faccia parte della Vita, quella piena, cioè Dio.

Parenti, conoscenti, amici, medici, personale infermieristico, tutti in genere, le propongono anche senza parlare, la morte come “inaccettabile”.

Ancora una volta nasce nel “Viaggiatore” una sorta di contrasto interiore tra la mente, l’ego e l’Anima e pian piano ve lo illustrerò.

La persona diagnosticata sente il richiamo dall’Alto, ma al contempo “osserva e percepisce” tutte le fatiche di chi la attornia e questo la spinge sovente a cercare di “seguire” ciò che gli altri si attendono da lei, vale a dire una lotta e una vittoria. Per questo, quando si parla con queste persone, in genere tutte, o quasi, dichiarano a parole di voler vincere il male e di avere fiducia nel buon esito del decorso.

Sono invece molte, tra costoro, le Anime che mentre la personalità dichiara anche con toni decisi di voler procedere, scuotono il capo, se vogliamo visualizzarle in modo fisico, perché hanno scelto di lasciare questa zona esperienziale e desiderano procedere in tal senso.

In verità la malattia NON ESISTE, ma quando la si manifesta è perché la si è accolta dentro di sé e dunque ci si è predisposti a fare questa esperienza. Tutto avviene a livello inconscio, ma accade.

Alcune di queste Anime manifestano anche una grande Fede in Dio e questo comporta che qualora l’esito non fosse favorevole e la morte sopraggiungesse addirittura in modo più veloce, rispetto ai pronostici decretati dai medici, i familiari, gli amici e i conoscenti, entrino allora in una crisi profonda.

Essi non comprendendo
come Dio abbia potuto “rispondere” in questo modo a un uomo che nutriva una tale Fiducia in Lui.

So che questo argomento è ampio e può essere osservato da vari punti di vista, per cui premetto che non sarà possibile osservarlo in tutta la sua vastità, ma desidero avvicinarvi all’Anima uscente con maggiore attenzione e rispetto, portandovi a osservare questo evento dal suo punto di vista, e lo faccio sapendo che quel che sto scrivendo troverà in voi un eccellente terreno.

La Morte, Gesù lo disse, che è l’ultimo scoglio di questa importante Iniziazione e riguarda e coinvolge tutti.

Memento collettivo

La prima premessa di cui dobbiamo tenere conto è di ricordarci SEMPRE che la malattia in sé non esiste, ma è un “creato” umano, dovuto ad alcuni tra i numerosissimi convincimenti che caratterizzano questa zona esperienziale, questo Pianeta.

Subito dopo ecco che arriva l’aspetto che ci sfugge sempre e che porta a ritenere che Dio abbia agito male nei confronti di un essere umano a lui devoto.

Una persona di cui si dice che “potrebbe smuovere” le montagne per la sua proverbiale Fede in Dio, quando compie il suo passaggio e Muore, che questo avvenga entro 15 giorni dalla diagnosi, oppure dopo 3 mesi o dopo solo 6 settimane nessuno sa che in Verità egli ha spostato le montagne e lo ha fatto in quell’arco temporale.

Quello è stato il tempo necessario per i suoi bagagli.

Siamo convinti che chi vive l’esperienza della malattia cerchi la prosecuzione della Vita nella Fisicità, mentre SOVENTE l’Anima, che collabora con il Sé Superiore, ambisce a qualcosa che le richiede quel tempo utile, affinché tutto avvenga al meglio.

Il suo obiettivo “in genere” non è la prosecuzione nella fisicità, ma al contrario una “partenza” fruttuosa.

Questo è ben visibile quando per esempio i medici hanno diagnosticato 3 mesi di vita e il paziente vive solo per pochi giorni o settimane e viceversa quando le poche settimane diventano mesi o addirittura anni.

Tutto viene approntato in maniera “funzionale” ad un evento che per moltissimi uomini resta ancora un mistero nefasto, incontrollabile, mentre così non è.

L’evoluzione dello stato di decadimento fisico è legato al percorso Sottile in essere e che l’Anima sta svolgendo in vista della partenza, che ha scelto e deciso.

Si è presa il tempo necessario e potrebbe averlo stabilito con largo anticipo.

✨A volte accade che tale data venga addirittura cambiata e attivata seduta stante, oppure modificata poche ore prima del decesso.
Quando un’Anima realizza di aver raggiunto quanto desiderava, di aver conseguito il suo obiettivo, e dunque di poter uscire dalla condizione fisica e ripartire, prende i suoi pochi effetti e ci lascia.

Le Anime protraenti

Mentre da un lato osserviamo partenze veloci, vi sarà capitato di assistere alla situazione di un malato che, per quanto non paresse più presente e le sue condizioni vitali fossero quasi assenti, continuasse a vivere.
Il suo Cuore continuava a battere e pareva intenzionato a non volersi fermare, tanto che intorno a lui si andava bisbigliando che “non volesse cedere”.

Sono espressioni umane, che denotano la nostra scarsa conoscenza del processo in essere.

A volte queste Anime stanno ancora “lavorando” per creare “riappacificazioniSottili, che ci sfuggono nella maniera più totale.

Altre volte invece questi “incontri”, devono avvenire anche nella realtà, dunque il proprio parente resta in vita perché è in attesa di quel figlio lontano, di quel fratello distante, di quella persona da cui desidera in qualche modo “accomiatarsi”.

Talvolta succede anche che sia la sofferenza dei familiari a determinare questo stato di “stasi”: l’Anima sta tanto bene nelle sue nuove dimensioni, ma qui sente un tale rifiuto della sua scelta da percepirne l’influenza.

In questo caso è la fragilità emotiva dell’uscente, che ha caratterizzato la sua parte psicofisica, che fa sì che il decorso venga posticipato, e sovente l’ingresso nel Mondo Superiore avvenga in maniera molto faticosa.

Per questo è necessario cambiare l’approccio umano, collettivo, a queste scelte che vengono chiamate con svariati nomi.

Seguite il mio discorso?

Quando un’Anima parte è perché è “PRONTA”, pronta per un’altra avventura e cerca di andarsene senza insoluti.

Né un minuto prima, né dopo, a meno che non si interferisca inconsapevolmente con il suo processo attraverso le dinamiche che ho appena illustrato, oppure mediante delle somministrazioni farmacologiche.

Per esempio le iniezioni per farlo scivolare a poco a poco nel sonno, se da un lato lo possono sostenere a livello di “sofferenza e fatica fisica”, dall’altra sovente creano interferenze nel decorso Sottile.
Il farmaco poi, resta nei sistemi e agisce nelle ore successive alla morte.

A volte ci sono confidenti che le Anime incontrano lungo il proprio cammino con la malattia, a cui esse parlano di queste loro scelte inappellabili; questi confidenti possono essere sia familiari oppure amici o anche figure professionali, ma sovente non ci sono.

In quest’ultimo caso, il decorso è e resta un qualcosa d’interiore, stabilito in un tempo proprio, che varia e che non viene condiviso in alcun modo, se non con le proprie Guide Sottili, preposte all’accompagnamento.

Un’osservazione attenta al modo di agire di un parente in partenza, può però renderti parte di quanto è stato stabilito e sta avvenendo.

Per esempio, un marito che d’improvviso sceglie di sistemare tutta la casa, e nel mentre inizia a manifestare strani malesseri, sta organizzando e “pianificando” la vita ai figli e alla moglie, ai quali ha scelto di lasciare una proprietà ordinata e curata, così da evitare loro spese e fatiche, nei primi anni dopo la sua partenza.

Sono certa che mentre scrivo vi stanno tornando in mente episodi legati ad amici, a conoscenti, a parenti e perfino a vostra madre o a vostro padre.

Sovente chi muore in un incidente e ha figli piccoli, ha fatto un’assicurazione o creato una sorta di “risparmio” per i piccoli e la moglie, proprio poco prima dell’evento. Nulla è lasciato al caso ed è importante uscire dai “luoghi comuni” circa le partenze.

La nostra società

L’uomo si è creato una società dove l’idea di “voler morire” pare una pazzia e si crede che tutto accada così, d’improvviso, contro la volontà dell’uscente dalla fisicità, ma così non è.

Questo è dovuto al Disagio che accompagna la relazione che si stabilisce da parecchio con la Morte.

Dato che esistono svariate persone che “non vogliono morire” sono portate a credere e ritenere che nessuno lo voglia fare.
Solo gli “sbilanciati mentali”, nell’immaginario collettivo, possono volere la morte, ma così non è.

La Morte “liberatoria”

Ci sono situazioni nelle quali è invece più semplice cogliere la morte come amica, e questo in genere avviene di fronte a malattie molto invasive, che comportano un’estrema sofferenza da parte del malato.

✨In questo caso, sebbene si provi dolore, è più semplice per i parenti accoglierla come una liberazione al male e dunque “come attesa e auspicata”

Eppure, ogni volta che un congiunto o un conoscente “sceglie di morire” queste verità non ti sfiorano e si tende a cogliere sempre questo evento come se fosse una sorta di estrazione del lotto, di processo ingiusto, che fa sopraggiungere all’improvviso il suo momento, la sua sua ora.

La Morte viene ritenuta come fosse un “fatto esterno”, un personaggio che arriva inaspettato e malevolo. Ma così non è.

E’ una scelta INTERIORE, potente e stabilita anche quando tutto sembra parlare e indirizzare verso un qualcosa d’improvviso, ingestito e ingestibile

L’uscente e le sue richieste

Sovente la sensibilità profonda di chi sta per partire è tale da chiedere ai presenti di andarsene, per non farli assistere all’evento.

Con molta delicatezza, gli allettati spingono i figli o il coniuge in assistenza a “mangiare un boccone”, a “riposarsi un po’ e li rassicurano” dichiarando e dimostrando che stanno bene e c’è ancora tempo.

Quando sono impossibilitati a comunicare direttamente, sappiate che si “SERVONO” del personale, il quale dopo aver visto morire un sacco di persone non ha perso le sue capacità diagnostiche, ma viene avvolto in una sorta di “messaggio sottile” che lo induce a licenziare i presenti, per corrispondere a qualcosa di cui sovente egli stesso non è consapevole.

In questi momenti il personale in assistenza, diviene strumento Divino utile per “proteggere” il decorso scelto dall’Anima.

Il malato, che avverte le paure e la fatica dei presenti, sceglie di “morire” senza presenze fisiche.

Sa di non essere solo, percepisce o visualizza gli Esseri di Luce giunti in aiuto e conforto, e ha quindi tutto ciò di cui abbisogna.

L’ambiente dove si trova già rappresenta per lui un luogo non favorevole e dunque cerca di “ripulirlo” il più possibile, evitando almeno le energie dei presenti, che gli è dato in qualche modo gestire.

Quando qualcuno che si ama riesce a dichiarare apertamente che “desidera andare, vuole morire”, le risposte dei presenti sono in genere specchio dell’assenza di ogni “comprensione” della Magia di questo evento.

Allora sovente c’è chi dichiara che il familiare “sta farneticando”, che “sta troppo male” e non manca chi lo supplica “di restare”.

Serve, come ora vi è chiarissimo, maturare una visione della Morte più matura, più decorosa e più Divina, soprattutto rispettosa di quella che è una “scelta”.

Chi esce, come chi entra va accompagnato, non ricattato, né tanto meno considerato come uscito di senno.

L’assenza in chi sta lasciando il corpo materiale, delle risposte Fisiche, acuisce le percezioni Sottili e quindi i presenti gli parlano anche con il respiro.

Serve una società controcorrente

Questo è il tempo utile per diventare come i salmoni, capaci di risalire la corrente, per riappropriarsi della VERA SACRALITA’ del momento in cui avviene la transizione.

Nelle scuole di medicina si istruiscono i professionisti a “mantenere in vita” le persone, anziché educarle a ritrovare e far emergere le competenze Divine, utili per accompagnare in maniera delicata ogni uscente, così che tutto avvenga in maniera dignitosa.

Non mancano figure professionali dolci e disponibili, davvero attente a chi soffre, ma serve qualcosa che vada oltre la gestione della pura e semplice fisicità.

Ci si muove reputando la morte come fosse un fallimento, ma così non è.

Da tutti, o gran parte di chi viene coinvolto, a partire dal personale medico e infermieristico, fino ai parenti ed amici la Morte è vista una sorta di disgrazia, mentre s’ignora che per l’Anima è una liberazione.

Avete presente quando a scuola stanno per iniziare le vacanze e mancano poche ore o addirittura pochi minuti al suono della campanella? Ecco, non voglio essere irriverente, ma al contrario cercare di farvi cogliere le due diverse posizioni, quella degli esseri umani e quella dell’Anima.

 Lei sta per salire sopra un convoglio e per una destinazione che la attrae e che ha prenotato, il cui richiamo è FORTISSIMO e va oltre ogni legame terreno, perché si tratta di un’Energia d’Amore e di Vita di cui già si sente parte.
E’ Meraviglioso questo momento e le paure umane, sovente lo deturpano.

Sono posizioni antitetiche, che è tempo di rivisitare e trasmutare.

Amate chi dite di Amare

Volete davvero manifestare Amore a chi Amate?
Lasciatelo partire nella Pace, dunque lasciatelo Morire, come si dice qui, circondandolo solo della delicatezza e dell’Amore più Puro di cui siete capaci. Chi esce vivrà una condizione astrale migliore se parte avvolto dall’accoglienza di chi lascia e accompagnato con Amore e Compassione.

Deve poter essere concentrato sui passaggi che deve compiere, non preoccupato per chi lo dovrebbe sostenere, cosa che invece accade quasi sempre.

Serve entrare nella condizione “sacerdotale”, di non diventare più delle zavorre, ma essere “Presenze Divine” pronte a camminare al suo fianco per questo Viaggio.

La Ritualità in Lemuria

Un tempo a Lemuria le Donne prescelte erano preposte solo ai RITI.
Le Dee Pleiadiane furono presenti qui per Onorare la Vita e trasmettere il Potere dell’Amore Sacro e Sacerdotale.

Una volta all’anno in ogni comunità si creava un momento “molto importante” in cui Donne e Uomini si partecipavano la propria Saggezza, così che Tutti sapessero.

La Morte, come tutti gli altri eventi importanti, erano partecipati con estrema integrità e Saggezza, non solo dalle Preposte, ma dall’Intera Comunità e per questo Donne e Uomini si scambiavano le rispettive Conoscenze a livello Sottile, guardandosi negli occhi e tenendosi per mano, perché Tutto appartenesse a Tutti e nessuno fosse esente dalla Luce indispensabile.

L’uscita dal corpo fisico è un momento unico e dovrebbe essere intessuto solo dell’Amore Sublime, quello che permette di Rispettare la scelta dell’Anima e di accompagnarla come serve e com’è giusto che sia.

Quando l’Anima sceglie, il Corpo non può che chinare il capo, dunque il cuore non sta faticando o resistendo, ma semmai è in essere qualcosa di grandioso che non si è ancora concluso e di cui nessuno dei presenti “dovrebbe essere la causa”.

Se la osservate dall’esterno, la scena in cui avvengono le ultime battute di ogni storia nella fisicità, è una situazione spesso considerare tragicomica, perché chi lascia il corpo deve sovente “soccorrere” chi dovrebbe assisterlo, mentre per altri versi no.
L’ostruzionismo ha poi degli strascichi sul periodo successivo l’abbandono del corpo

Durante la vita fisica l’Essere umano s’identifica con il corpo, è convinto di essere quella scatola, poi cresce e inizia a credere di essere la mente.
Solo quando giunge al termine di questo tratto di sentiero, scopre chi è (UOMO CONOSCI TE STESSO) e lì avviene il tentativo di “recupero” di ciò che è perfettibile.

E’ anche vero che ci possono essere momenti in cui il corpo e la mente, in alcuni soggetti, fanno muro all’Anima e non l’ascoltano e questo comporta poi fatiche all’approcciarsi della data presunta per la partenza.

E’ difficile per gran parte della gente porre ascolto alla propria Natura profonda, la quale resta però la detentrice di questa scelta, di fronte alla quale corpo e mente, prima o poi chinano il capo.

L’ego talvolta si rifiuta di accettare questo passaggio, perché significa la sua fine, mentre così non è neppure per il corpo, il quale è più propenso ad accogliere fino a quando l’esterno, con le sue dichiarazioni, le sue frenesie, le sue richieste e le paure interferisce a favore della personalità, creando una lotta intestina, un tira e molla.

Le Anime forti, che hanno svolto un percorso di crescita consapevole, hanno la meglio, perché sanno che restare non ha più alcuna utilità.

Nel caso invece di Anime poco nutrire e dunque fragili, tutto si può ingarbugliare, venir rallentato e addirittura posticipato fino a quando la sofferenza sarà insopportabile.
Stazionare poi fuori dall’astrale non è piacevole.

La determinazione dell’Anima

E’ molto importante che un’Anima sia determinata e che nulla la venga a turbare, affinché possa procedere nella Luce, con grande e somma serenità

Essa ha chiaro che il suo unico scopo è quello di Evolvere e quando negli ultimi periodi riesce a svolgere al meglio il suo processo d’inizio di distacco dalla materia, riesce finalmente ad osservare tutto da un’altra prospettiva e ben presto non le importa più nulla di tutto quello che un tempo l’angustiava o la tratteneva.

Lei ora si percepisce nella sua Grandezza e sceglie di manifestarsi, di espandersi il più possibile. Per questo lavora notte e giorno nei periodi antecedenti la presunta data della partenza e nell’astrale saluta TUTTI i suoi conoscenti, nessuno escluso.

Quando giunge dunque il tempo per qualcuno che Amate, soprattutto se vi ritenete Anime “antiche” sappiate mostrare la vostra “maturità” e fate in modo di ACCOMPAGNARE, non di essere accompagnati.
Questo è AMARE davvero l’altro in maniera Divina.

Lo so, il distacco si percepisce, mentre le lacrime scivolano lievi, ma la certezza di trovarsi al Posto giusto, nel GIUSTO MODO e nel MOMENTO ESATTO vi fa percepire e vi RENDE partecipi di una tale “Energia” dell’Amore Universale, che a vostra volta riuscirete a far parte dell’estasi del vostro caro.

E’ una forma di saluto MERAVIGLIOSA, che un tempo, proprio per questo, avveniva nella gioia e che l’Anima apprezza moltissimo.

E’ tempo di PURIFICARE questo momento, di cui si è in parte responsabili, smettendola di attaccarsi al suo Corpo, che RICORDIAMOCI, non DOVREBBE essere colui che dovremmo davvero Amare.

Anche Gesù si commosse di fronte al pianto delle Donne per il suo Amico Lazzaro e lo richiamò a sé, ma perché il filo della Vita dell’Uomo, non era stato reciso.

Dopo le ansie e le sofferenze che sovente l’Anima ha provato durante la sua Vita, costretta in un Corpo fisico che per quanto amato e considerato utile, vuole ora riconsegnare alla Vita medesima , partecipiamo con Amore a questa sua scelta.

Sovente i suoi desideri e i suoi bisogni vennero disattesi, permettiamole finalmente di Cantare libera la sua Gloria e la sua Gioia e soprattutto onoriamola con l’Amore per la Vita, che ora le appartiene di nuovo, per Diritto e per Origine, nella sua pienezza.

In Amorevole Servizio, Ti degli Arcangeli

✨Consiglio a chi volesse approfondire l’argomento, questi due miei Articoli recenti:

A) L’accompagnamento al fine Vita -Le Tecniche Doula
B) La Morte e il Tukdam

✨ Metto a disposizione i contenuti del Podcast: “Le Esperienze dell’Anima” dove ho raccolto alcuni Audio, che ho dedicato alla “partenza”.




Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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3 commenti

  1. Mariano Francesco

    Buongiorno sorella di Luce 💜 🩵
    Sto passando un periodo realmente difficoltoso non tanto per quanto devo apprendere perché sicuramente voglio apprendere da questa esperienza dolorosa ci sto mettendo una volontà che solo Dio Padre e Madre e gli Esseri di Luce mi possono donare e sono grato insieme a te e tutte le care Anime che mi sono vicine nel cuore ❤️
    Tuttavia ho un dolore profondo per la lontananza dai miei piccoli animali le mie creature questo è quello che mi addolora di più… dovrò andare in una comunità…prego per chi mi ha fatto tutto questo in ogni caso la Luce abbracci ogni nostro giorno e possano le benedizioni del cielo scendere su tutti noi nell’ Amore Divino e nella Fratellanza in Gratitudine somma cara Anima di Luce ti voglio bene e ti porto nel cuore sempre 🙏🩵💙🤍🪶🪶☀️

    • *** Ti degli Arcangeli

      Con Amore rispondo a questa tua condivisione, a mia volta con Gratitudine, ricordandoti che ciò che succede l’Anima lo ha in qualche modo Voluto e Scelto.
      Possa questo tuo Nuovo Viaggio, abbracciato e avvolto dall’Amore Sommo, portare i Frutti attesi.
      🙏Om Shanti, Cara “Anima” di Luce!

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