Educa i tuoi Pensieri

Essere leggero e camminare senza più gli zaini karmici, che ti accompagnano da tempo immemore, è un traguardo che ora puoi concederti, anzi devi concederti, per poter accedere all’altra dimensione.
Il peso maggiore presente in questo zaino, da cosa è dato? Dalle fatiche mentali.

E’ nella tua mente che ogni cosa prende vita e purtroppo lo fa in maniera “pesante”, limitante e quasi costantemente buia.
L’emicrania è infatti uno dei disturbi fisici umani, più ricorrente e sovente è solo la risposta che il corpo ti offre alle innumerevoli macchinose congetture cerebrali che produci, produciamo.

Pensa a quale leggerezza potresti sperimentare se la tua mente potesse arrestarsi di fronte alle innumerevoli “proposte” della Vita.
Ti consentirebbe di togliere dalle spalle lo zaino, che la mente colma ogni giorno di nuovi fardelli, molti dei quali simili tra loro.
I frutti degli svariati pensieri ed elucubrazioni non sono altro che le numerosissime difficoltà che affronti, dopo aver loro dato forma e consistenza, attraverso la tua mente.
Quelle difficoltà ti appesantiscono e sebbene sovente tu le attribuisca agli altri, alle persone con cui ti relazioni, alle vicende che ti accadono, sei tu la fonte primaria ogni evento, bello o brutto che sia.
Cresci tra adulti che hanno sovente perso per strada il loro bambino interiore e quindi apprendi da loro, molto presto l’arte di lasciarti coinvolgere da qualunque cosa e di ricamarci sopra, come fossi la Parca preposta al filo della vita; così ti lasci coinvolgere e risucchiare da tutta una serie di pensieri ricorrenti, pensieri che non ti mollano mai e che tu stesso non abbandoni, entrando e permanendo in una sorta di loop, che come un labirinto, ti intrappola senza lasciarti intravvedere alcuna via d’uscita.

Questa dinamica diviene una sorta di “rito” che poi applichi a qualsiasi evento.

E’ così che tu crei continuità e quindi permetti che nasca dentro di te una sorta di abitudine mentale alle “creazioni e creature” più assurde e quindi all’“affaticamento mentale”.
La tua mente è proprio affaticata dal ripetersi, in modo abituale, di certi pensieri.

Ma che cos’è dunque l’abitudine?
L’abitudine è un gesto, un’azione o un pensiero che compi senza avvedertene, senza presenza, senza alcuna forma di attenzione, senza Amore.

Abitudine è quando chiudi l’auto e poi ti domandi se lo hai fatto, oppure posi un oggetto di cui hai spesso bisogno e non sai di averlo depositato e dove lo hai lasciato, se nel porta oggetti all’ingresso di casa o chissà dove.

Agisci, ma sei lontano, quindi senza la consapevolezza della tua azione.
Questo tipo di azione accade in questi termini, proprio perché ti “muovi fisicamente”, ma senza alcuna forma di Amore, proprio perché l’Amore richiede “intenzione” e quindi presenza, partecipazione, consapevolezza.

Un’azione fatta con coinvolgimento è un’azione “creativa”, costruttiva, esaltante.
L’azione fatta con attenzione e presenza dà eccellenti frutti e ti permette una sorta di “partecipazione” attenta, vigile, fruttuosa, come ho già detto. Sai cosa stai facendo e partecipi intensamente a questa cosa, non ti senti e non agisci come fossi un “robot”.

E’ quando agisci invece in forma dissociata, che ti assale maggiormente la stanchezza e questo proprio perché non metti in gioco l’Amore.

Quando tu “ci sei” e fai una cosa con presenza, provi soddisfazione e piacere e spesso cerchi la perfezione.
Pensa a quando posi un mazzolino di fiori in un vaso.
Tu cerchi il vaso più adatto, tra quelli che possiedi, poi aggiungi l’acqua e appoggi all’interno i fiori recisi.
Ti soffermi ad osservarli e poi inizi a dare quei piccoli ritocchi, compi quei gesti minimi, capaci di appagare il tuo sguardo.
Non ti chiedi se un visitatore se ne accorgerà: pensi a nutrire il tuo Spirito, che cerca la “perfezione divina” in quel mazzolino di fiori.
Osservi, disponi modifichi, aggiungi e cerchi la perfezione. A volte cambi addirittura la collocazione del vasetto fiorito.
Contempli la tua “opera” e ne provi piacere.
Un gesto così semplice, diventa allora un qualcosa di magico e “modifica” sia te, che l’ambiente a cui lo doni.

Agire consapevolmente richiede amore, elimina gli automatismi, e diventa un’azione creativa, che ti può solo arricchire.

Se hai un figlio a scuola, ti sarà magari capitato che ti venga detto che è distratto, che non segue, che è discontinuo; in realtà, spesso questa sua “assenza” è dovuta a una iperproduzione mentale; è preda di un vortice di pensieri che lo assale e lo fagocita e quindi lo rende estraneo a quanto sta accadendo in classe.
Gli eventi dell’ambiente scolastico, circostante, si sommano e si sovrappongono ai suoi pensieri e l’interno ha il sopravvento sull’esterno.
Lavorare in presenza a qualcuno può sembrare un’azione più faticosa, più lenta, ma non è così: è muoversi sapendo esattamente dove sei e cosa stai facendo, quindi un metterci un’intenzione.
Se agisci intenzionalmente i tuoi sensi e le tue emozioni collaborano e la risposta è sempre qualcosa di “divino”, qualcosa a cui sovente non avevi nemmeno lontanamente pensato, ma che ti lascia veramente soddisfatto, perché il risultato supera la tua fantasia, l’immaginazione.
La sera, dopo una giornata piena di azioni fatte in presenza, avrai magari la sensazione di aver fatto un po’ meno del solito, ma ti sentirai veramente leggero, soddisfatto, orgoglioso e quindi ancora “carico di energia.”

“Un gesto senza Amore e privo di Presenza è un gesto poco “creativo” e quindi insoddisfacente e per nulla positivo”.

Quando agisci ancora senza presenza?
Agisci senza “partecipazione attenta”, anche quando qualcuno ti pressa, quando una persona ti chiede qualcosa che non avevi contemplato e che ora fai, per compiacere l’altra persona.
Solo per quello.
Avevi i tuoi progetti e ora ti senti costretto a modificarli per senso del dovere, per gentilezza o per semplice cortesia.
Tenti allora di mantenere la tua programmazione, e di aggiungere anche questo nuovo impegno.
Come fai? Acceleri e agisci cercando di raggiungere il risultato nel  minor tempo possibile e  quindi agisci “alla svelta”, con la mente orientata solo a tagliare velocemente questo traguardo, per poi riprendere le tue faccende.
Il risultato, in genere, è scarso, insoddisfacente e la mente è appesantita, affaticata.
E’ tempo di recuperare questo aspetto dell’essere in “presenza” quando agisci e anche di “stupirti” di fronte a quello che ottieni, oppure vedi o ti offrono.
Lo stupore è un ingrediente della tua parte “bambina” e va conservata, soprattutto da grande, e soprattutto quando sei genitore.
Come puoi apprezzare, accogliere ed amare quello che tuo figlio ti offre, se non sai guardare le cose, attraverso gli “occhi del tuo Bambino interiore”?

Se pensi alla fatica che ti comporta, soprattutto a livello mentale, smacchinare continuamente a proposito di 3 o 4 misere situazioni umane, che siano relazionali, lavorative, economiche o di altra natura, allora capisci che la tua mente, così schematica, razionale, e preda dei pregiudizi, quindi schiava del sistema, ti racconta le cose “a modo suo”.
Mente, proprio perché è una mente!!
Ti mente perché fingendo di offrirti soluzioni, ti fa passare da una fatica all’altra.
Se fai qualcosa per accontentare un’altra persona, come nell’esempio sopra, ti accorgi che nonostante il tuo affaccendarti, per accorciare il tempo necessario, il tempo realmente impiegato, sembra dilatarsi, e sembra di più rispetto alla realtà effettiva e questo ti ingenera una sorta di ansia, di malcontento, di fatica. Questa situazione ti svilisce, ti rallenta, rischia di farti combinare pasticci e intanto non ti consente di raggiungere il tuo vero traguardo personale, quello che renderebbe unica la tua prestazione.
Saper dire di “no” ti è quasi impossibile.
Fai e intanto non vedi l’ora che tutto finisca, per poter riprendere i tuoi reali impegni o l’azione che ti assorbiva così tanto.
Ma siamo poi sicuri di amare, apprezzare e assaporare pienamente quello che viene comunemente chiamato come “tempo di svago”?
Paradossalmente, viviamo in un modo tale che tutto ciò che facciamo, sia che la mente lo classifichi come lavoro, sia che lo classifichi come ricreazione, non vediamo l’ora che finisca.

“La nostra mente è continuamente nella fatica mentale, è sempre nella fatica, perché non vede l’ora di finire le cose che sta facendo, qualunque esse siano, per farne altre che poi non vedrà l’ora di veder finite, per architettarne di “nuove”.

Viviamo in una sorta di “insoddisfazione” senza limiti, permanente.

La tua mente se agisce senza connessione e unità d’intenti con il tuo Cuore, riesce solo a trasformare ogni tua azione, anche la più semplice, in qualcosa di pesante e abitudinario.
E quando le azioni si trasformano in abitudini, alimentano in maniera esponenziale il senso di fatica: sono sempre azioni che adempi, ma che non vedi l’ora di cessare.

Vivi con un senso continuo di stanchezza, come se tutto intorno a te fosse fuori posto.

Gli oggetti che ti circondano, tutti i gesti che compi, anche i più semplici, hanno tutti una loro carica emotiva e una loro storia e sta a te farne parte, “parteciparla”, allontanandoti da quel senso di fretta e di spossatezza che ti porti dietro.

Come si può allora “trasmutare” questa stanchezza mentale, dovuta a questo ronzare instancabile di pensieri?

Beh, la prima ricetta è quella del cercare di uscire da questa “carneficina mentale”, sforzandoti di rimanere nel qui ed ora, in piena presenza.
Poi, ti affido altre tre piccole scintille di comprovata utilità:

  1. Stupisciti! Guarda ogni cosa come se la vedessi per la prima volta.
  2. Affidati! Muoviti esattamente come fece Icaro, per uscire dal labirinto del Minotauro.
  3. Prova piacere! Allena il Cuore a dire “che bello” molte volte in un giorno.

Queste sono le 3 scintille più potenti, che ho a mia volta sperimentato, contro il turbinio dei pensieri e quindi contro l’insorgere della fatica mentale.

Tra le 3 proposte, la più sinergica con la tua parte bambina e la più leggera, la più versatile, la più creativa è sicuramente la capacità di stupirti, perché ti spinge a mettere in gioco anche l’abilità di essere presente, di dover stare sul pezzo, attento e consapevole e quindi pronto a intercettare tutte le emozioni che possono arrivarti da quel fatto, da quella storia, da quel momento, da quell’evento, lasciandoti coinvolgere, appassionare “vivere” da ciò che ti accade, come per i fiori che sistemi dentro un vaso e poi offri a te stesso e alla tua casa.

La fatica mentale, al contrario, è data dall’incapacità di stupirti, dovuta al fatto che “viaggi per inerzia”, e compi qualsiasi cosa in modo automatico e abitudinario, oppure dalla mancanza di flessibilità e di accoglienza; sei, un po’ come tutti, portato a voler controllare gli eventi, a cercare di indirizzare le cose secondo un tuo modo di vedere e di desiderare.
Lasciare tutto nelle mani dell’Universo è una fatica somma, perché anche oggi, quando vieni allenato alla “creazione”, vieni sempre addestrato a volere ciò che chiedi, non a “ricevere” ciò che ti viene mandato.
Manca Fede e questo ti porta a controllare e strumentalizzare tutto.
Dio sa cosa stai combinando e di cosa hai bisogno per uscirne, quindi chiedi e poi lascia a Lui la risposta, fidati.
Lasciare a lui, lo “specialista del caso” è quasi una sorta di dovere, di atto di amorevole fiducia, fiducia che purtroppo scarseggia nell’Uomo.
Un’Anima che non si ricorda di essere Anima, agisce come pura materia e di conseguenza tende a volere l’eternità, dimentica di “essere eternità” e di appartenergli, chiede Amore, mentre è Amore e si comporta come altro da Dio, scivolando fuori dalle leggi divine, perché “tragicamente inconsapevole” di questo straordinario aspetto, che le appartiene.
Da qui il nostro voler prevedere qualsiasi cosa e averne il controllo, sempre, a qualunque costo.
E’ così che vivi nell’insicurezza, in una sorta di perenne tensione e nell’incapacità di sentirti e di conseguenza agire da Libero e provare piacere, per ogni istante che vivi, anche se apparentemente scomodo.
Del resto, come puoi provare piacere anche solo guardandoti e assaporando il bello di stare in un corpo, nel tuo corpo e sentirne la consapevolezza, la magia, e provarne stupore, anche nel più piccolo movimento, se sei inconsapevolmente inconsapevole di te stesso e di tutto ciò che ti riguarda?

“Stupirci, affidarci e provare piacere sono i 3 desideri, le 3 bacchette magiche, i 3 fuochi artificiali più potenti contro la nostra fatica mentale”, ma coglierne il potere e cambiare, nonostante questo nuovo articolo, spetta a te e a te solo.
So che veniamo “addestrati” fin da piccoli a staccarci da Dio e dalla nostra Essenza, per vivere nella materia e nelle schiavitù indotte, ma questo è il tempo per “crescere” e ritrovare la nostra vera identità: siamo Anime.
Se ti riscopri Anima sei nella condizione di operare qualsiasi tipo di guarigione e di cammino.
E’ solo nella tua essenza animica che tu puoi ritornare al Padre, proprio come è solita fare una navicella spaziale, orbitante nello Spazio, che sganciato il superfluo, in leggerezza, rientra nell’orbita terrestre e fa così ritorno a casa.
Oggi, dopo questa lettura, ti ritieni una navicella in rientro?
Personalmente, ti auguro di sì!
E allora, ti dico con tanta gioia: buon rientro!
Amorevolmente Ti degli Arcangeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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6 commenti

  1. Mariano Francesco

    Torneremo al Padre ♥️✨
    Grazie di cuore carissima Ti.
    Con grande gioia e serenità un abbraccio grande di Luce Gioia e tanta Fede ✨
    Pace e Bene
    Aguyjevete ✨❤️

    • *** ti degli Arcangeli

      Sì, ce la facciamo!
      Un abbraccio dolcissimo e grazie per la tua “presenza” costante.
      Om Shanti!!

  2. Silvia

    Bellissimo articolo, grazie Ti ✨✨

    • *** ti degli Arcangeli

      Grazie!!
      Sono felice che ti abbia raggiunto …
      Un carissimo abbraccio!
      Om Shanti!!!

  3. Valentina

    Grazie Ti!!!
    Grazie! Grazie! Grazie! Per tutto il tuo blog meraviglioso che ci offri con tutta gratuità e amore!!!
    Ne faccio tesoro dei tuoi consigli come perle preziose…
    Da oggi: Stupirci! Affidarci! Provare piacere!
    Non a caso ritorna il numero 3!
    Un abbraccio di cuore con affetto grande
    Scintille di Luce a te

    • *** ti degli Arcangeli

      Certamente!
      Il buio si dissolve mettendo in essere tutte quelle “strategie” e modi di essere che non gli appartengono.
      La rabbia, l’angoscia, la paura, la maleducazione, l’ira, l’aggressività sono figli suoi, quindi sì all’amorevolezza, alla bellezza, alla gioia, alla gratitudine e a tutto ciò che viene e appartiene alla Luce.
      Buon cammino Vale!!!
      Om Shanti!!

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