
E’ sicuramente capitato a molti di noi, se non a tutti, di avere in mente un obiettivo da raggiungere o una qualsiasi idea da realizzare e sentire improvvisamente il nostro entusiasmo, e il nostro livello di sicurezza, abbassarsi drasticamente, dopo averlo condiviso con qualcuno.
Perché?
Il parlarne ha sollevato una serie di reazioni, anche inespresse verbalmente, ma avvertite dal nostro sé, generate o dalla poca fiducia a proposito di ciò che avevamo in mente di voler realizzare, o dal poco credito concesso dall’ altra persona, alle nostre effettive possibilità, in merito alla realizzazione.
Il viso stranito, l’espressione crucciata, la perplessità dipinta sull’arco sopraccigliare, le parole … ci smontano, pezzo a pezzo, riducendoci in pochi istanti, nelle persone più insicure della terra.
Esiste un nome molto ‘forte,’ con il quale vengono etichettate le persone che ci stanno intorno e che, con un atteggiamento di sfiducia, più o meno dichiarata nei nostri mezzi e nelle nostre “colorate” idee, che ci tolgono appunto la sicurezza: li chiamano “i ladri di sogni”.
Bel nome vero?
E sono molti, e si annidano, spessissimo, soprattutto in ambito familiare.
Al di la’ dell’etichetta, che viene data a persone che si comportano così, questo tipo di atteggiamento ha radici psicologiche lontane, e purtroppo ancora vive e vegete.
Facciamo un esempio.
Credo che in molti ci ritroveremo nell’esempio che sto per fare, soprattutto noi donne.
Usciamo, incontriamo un amico, un vecchio conoscente, una vicina che non vedevamo da un po’ di tempo e improvvisamente, ci apostrofa, tragicamente preoccupata, con quelle poche parole, che suonano pressappoco così:
“Che cos’hai? Non ti vedo bene”.
Tragedia.
Nel cielo sereno, della nostra perfetta salute e della nostra perfetta centratura, quelle fetide parole risuonano, come una sentenza …
E’ bastata quella domanda e tutto si scompagina …
E’ una domanda, una frase da nulla, se ci pensiamo bene, eppure,
se fino a quel momento ci siamo sentiti centrati, motivati e in perfetta salute, in un attimo ecco che qualcosa cambia dentro di noi e il cielo si oscura e si riempie di tragiche nuvole.
Quelle parole infelici, dette involontariamente o volutamente, hanno comunque avuto un potere veramente subdolo sulla nostra mente: quello di insinuare un dubbio.
E chissà perché questo tipo di stimoli, ci arrivano in special modo ogni volta in cui ci troviamo ad affrontare una nuova sfida o abbiamo in mente di realizzare un nuovo desiderio o quando cerchiamo, semplicemente, di realizzare un nuovo obiettivo.
Ma come mai, da che cosa dipende il fatto che l’impressione di qualcuno riesca a prendere il posto del nostro giudizio, fino al punto di destabilizzarci così intensamente?
Come può succedere che un’osservazione, banale, come quella che ho esemplificato prima, fatta da una persona estranea ed esterna a noi, acquisti una tale importanza nella nostra mente, da riuscire a minare le nostre certezze e a sostituirsi alle nostre ragioni che, prima di farci venire il dubbio, ci stavano spingendo a compiere determinate azioni in maniera così forte ed esplosiva?
Sono una persona alla quale piace andare in profondità, capire, soprattutto quando si parla di “benessere” reale ed equilibrio emotivo e quindi umano/fisico, per cui ho ragionato a lungo su questi aspetti e sul fatto che deve esserci, alla base di questo, chiamiamolo fenomeno, un meccanismo mentale molto potente, capace di stravolgere in qualche modo, con qualche inganno, i nostri propositi e piani.
E la risposta fu sì, fu che esiste un meccanismo alla base di questo fenomeno ed è anche uno dei più studiati e più affascinanti all’interno delle neuroscienze, e del mondo olistico, al quale appartengo.
E’ il fenomeno della suggestione, un fenomeno così forte, capace di intaccare la nostra energia vitale e di farci quindi vibrare in maniera dissociata e completamente diversa, rispetto a pochi istanti prima.
E’ un meccanismo perfido e davvero potente, ma, una volta scoperto il suo funzionamento, un meccanismo di cui possiamo assumere il controllo.
Ed è quello che desidero fare oggi, insieme, non solo analizzando in modo molto semplice e un po’ profano, passatemi il termine, i 3 elementi determinanti, che scattano quando gli altri ci fanno certe osservazioni,
( capaci di far entrare in gioco il meccanismo della suggestione), ma, nello stesso tempo, cercherò di condividere ( e spero di farcela) una strategia molto semplice, perché le opinioni degli altri non abbiano più alcun potere su di noi e sulle nostre numerose idee.
Senza suggestione, saremo capaci di accogliere tutte le nuove idee nascenti e di non ostacolarci, non sabotarci mai più, a proposito di ciò che abbiamo in mente e che vogliamo realizzare.
Iniziamo quindi ad analizzare insieme cosa significa la parola suggestione e quale reale impatto abbia questo meccanismo su ciascuno di noi.
Suggestione.
Una parola usata, apparentemente conosciuta, ma da osservare nella sua specifica essenza, in maniera più attenta.
Il senso etimologico della parola suggestione racchiude “solo una porzione della realtà, cioè quella apparente”; viene dal latino suggestio ‘suggerimento’, derivato di suggèrere, che, letteralmente significa: ‘portare sotto, composto di sub- ‘sotto’ e gèrere ‘portare’.
Quindi ci indica chiunque o qualunque cosa riesca a provocare in noi un dubbio, una forma di insicurezza, uno stato di incertezza o un turbamento e questo ha un grande impatto su di noi.
E’ un meccanismo che noi conosciamo più nella sua forma
buia, negativa, mentre possiede anche un’accezione positiva, quella che
dovremmo attivare, anche per modificare lo stato attuale delle cose sulla
Terra.
Mi sono documentata e negli anni ‘60, un’équipe guidata dal ricercatore
americano, ideò un esperimento di psicologia
sociale, ottenendo dei risultati veramente da tenere in grande considerazione.
Sottoposero un gruppo di alunni, di una scuola elementare, ad un test di
intelligenza.
Li censirono, poi, ne selezionarono un numero ristretto, in modo assolutamente
casuale, e senza rispettare l’esito del test, e informarono i loro insegnanti
che quei bambini erano alunni molto intelligenti, mentre in realtà le loro
condizioni erano varie.
Dopo un anno, l’équipe tornò in quella scuola e così verificò che i bambini
selezionati, anche se erano stati scelti casualmente, avevano confermato la
previsione di essere molto intelligenti: avevano migliorato tantissimo il loro
rendimento scolastico ed erano diventati, spessissimo, i primi della classe.
Simpatica la cosa, vero?
Questo effetto, per questa volta positivo, fu
possibile proprio a causa del meccanismo della suggestione, utilizzato,
strategicamente, in maniera evolutiva e quindi positiva.
Avere accettato questa idea, aveva creato un condizionamento sui loro
comportamenti.
Mitico, non vi pare?
Successivi studi dimostrarono che questo effetto avviene in tutti gli ambiti, non
solo in quello scolastico, ma anche in contesti familiari, sociali, lavorativi
o di qualsiasi altra natura, e in qualsiasi altro campo, sia con effetto
positivo, naturalmente, che negativo.
Lo ripeto spesso che anche solo la scelta delle parole, può compromettere la
nostra autostima e quindi il “tenore”, chiamiamolo così, della nostra Vita.
Fino a quando non impariamo a conoscere questo meccanismo gli altri, che lo
vogliamo o no, avranno un impatto profondo sulla percezione che abbiamo, di noi
stessi.
Andiamo quindi a scoprire come fare per diventare consapevoli, quindi sapere come
agisce questo meccanismo, in modo che lo si possa disattivare.
Ho detto che ha 3 elementi caratteristici
- La suggestione ci propone, ci trasmette, dei contenuti che vengono accettati, perché una parte di noi li approva in maniera consapevole o inconsapevole, non per i contenuti, in sé, ma per il modo in cui ci vengono trasmessi (in maniera affabile, affidabile, all’apparenza, seriamente preoccupata …) e alla qualità percepita della persona che ce li trasmette ( brava persona, intelligente, attenta, apparentemente sincera …)
Come liberarsi da questi pesanti condizionamenti esterni?
- La
suggestione si manifesta affinché i contenuti vengono accettati (per
approvazione cosciente o inconscia) da qualcuno.
Come possiamo controllare questo meccanismo? - Il problema è che scambiamo ciò che è lì fuori come una verità e quindi la accettiamo, mentre, invece, non lo è. Noi, accettandolo, gli diamo valore e potere.
Un esempio pratico?
- Durante un momento di condivisione di un lavoro svolto, veniamo criticati (qui siamo al punto 1 del meccanismo, uno stimolo esterno propone o trasmette dei contenuti di coscienza).
- Quei parole potrebbero provocarci nervosismo, sapendo che ci abbiamo lavorato a lungo e con attenzione, quindi potrebbero minare, se ci lasciassimo andare alla perdita di fiducia e a tutta un’altra serie di reazioni, sia mentali che fisiologiche, negative.
- Ma questo, avverrà solo se quel contenuto lo
accetteremo, cioè solo se gli daremo il permesso di avere potere su di noi.
Pensiamo ad una partita a calcio, oppure ad una gara di nuoto, a un incontro di pallavolo e a dei fischi, dei commenti, degli insulti: quanto potere e presa possono avere su di noi, oppure a una relazione in cui l’altro ti denigra, ti sminuisce, ti sottovaluta, ti giudica …
Se invece noi riconosciamo che quelle parole, quei commenti,
quelle smorfie, quei fischi sono solo un punto di vista di altre persone,
quindi una loro suggestione, che gli permette di vedere solo una parte di ciò
che è, interromperemo “meravigliosamente”, il meccanismo.
Ed è quello che dobbiamo fare.
Ci sono dei campioni che, se vengono fischiati, si motivano in maniera unica,
forte.
Piuttosto che con la perdita di sicurezza, reagiscono al contrario, con una
determinazione ancora più forte, per dimostrare a tutti il loro vero valore.
Nel momento in cui il contenuto esterno, che ci inviano, non viene accettato, la suggestione smette di
avere impatto su di noi e quindi di esistere.
Piuttosto quindi, che procedere per automatismi atavici, distruttivi, ogni
volta in cui ci ritroviamo ad affrontare situazioni di questo tipo, possiamo e
dobbiamo fermarci, riconoscendo ed essendo consapevoli del meccanismo perverso.
A questo punto possiamo vivere al
meglio, consapevoli che le idee e le opinioni degli altri non sono una verità assoluta, ma il risultato del
loro punto di vista, della loro suggestione.
A quel punto possiamo decidere di non accettare quindi il contenuto.
Ognuno ha il suo viaggio, ognuno vive la sua storia con le sue verità e questo dovremmo ficcarcelo bene in testa.
Quello che accade sovente è che accettiamo suggestioni, da
persone che sono loro stesse fragili e suggestionate (quindi che vedono solo un
piccolo pezzo della realtà e, spesso in maniera infantile, distorta,
pregiudicata, quindi, accettando le loro idee, noi stessi ne vediamo un pezzo
ancora più piccolo, distorto, stralunato).
La verità è che quando le persone ci dicono che non possiamo farcela non è
perché noi non possiamo farcela, ma perché loro non ce la fanno o non ce la
farebbero, quindi, dal loro punto di
vista, non vedono quello che vediamo noi
e non reputano si possa assolutamente fare.
Ogni volta in cui ci dicono che è impossibile, stanno raccontando la loro
storia, non la nostra, ricordiamocene bene e tutto sarà finalmente diverso.
Da cuore a cuore vi auguro di avere 1001 progetto ed obiettivo e di avere il coraggio, da oggi, per sempre, di far cadere ogni suggestione e quindi di darvi da fare per realizzarli e cambiare il Mondo.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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