Riflessione e Saggezza in una Storia

Dividere significare poter agire indisturbati, cioè creare le premesse affinché non ci sia supporto e quindi opposizione.
Nel corso del meraviglioso e complicato cammino umano, durato svariati secoli, noi siamo stati educati ad una sorta di accoglienza “guidata” e di accettazione del “diverso”,  che ci facesse credere di essere creature buone e accoglienti, solo se ci attenevamo a certi comportamenti.
In realtà chi creava una forma di “apparente rispetto”, aveva anche originato la parola  “diverso” e quindi creato la realtà e le basi per la discriminazione.

Originariamente noi “eravamo un tutto” nel Tutto, quindi esistevamo in una sorta di benessere vitale, senza precedenti e uguali.
nessuno era “diverso” da nessuno.
Poi, staccati da quell’appartenenza, e votati al ricongiungimento, siamo entrati in una sorta di bolla dove tutto è stato costruito a “regola d’arte” affinché questa ricongiunzione non fosse più possibile e quindi la separazione si perpetrasse e divenisse permanente.
Siamo così divenuti ciechi e strumentalizzati, entrando in una sorta di psico carcere dove la realtà è ben diversa da come ci appare.
Discernere è ora di vitale importanza, ma comporta il guarire le nostre vecchie ferite e fare scelte ardite e senza precedenti.
Significa saper trovare noi stessi e il nostro cammino nella nebbia, che ci avvolge, e il saper andare oltre la dimensione in cui ci troviamo.
E’ riuscire a lasciar andare ciò che ci trattiene, per ritrovare la nostra “identità” reale.
Siamo i ciechi e/o il vedente, con le nostre “restrizioni visive”.
Viviamo in una sorta di realtà dove ciò che appare più reale, importante e vero, spesso non lo è.
Verità e menzogna si sono scambiati i ruoli e vedere l’inconsistenza della bugia, dietro le lunghe e sontuose vesti sottratte a realtà, richiede un ascolto “vigile”, silenzio, sacro silenzio e attenzione, un’attenzione empatica, che solo la preghiera e la meditazione, quella vera, possono offrirti.
Ma ora ascolta con attenzione questa storia e, se vuoi, appunta sul tuo quaderno personale, ciò che, durante l’ascolto della mia voce, ti parlerà o visualizzerai. Buon ascolto!

Questo è il tempo in cui tu devi “percepire” il mondo dentro di te.
Tu sei il mondo e il Mondo è Te.
Qualunque cosa accada, quindi ti appartiene e ti consente di muoverti in serenità, come hai visto o meglio sentito fare ai ciechi del racconto.
Non esiste un esterno, ma esterno e interno sono una sorta di “tutto”.
Le persone del Paese dei ciechi, infatti, nonostante le curve, le buche nella via, i sassi o altro, procedono spediti, senza incespicare.
Avvertono gli Angeli e li accolgono in serena spontaneità, pur non vedendoli con gli occhi fisici.
Nel racconto abbiamo due forme diverse di “coscienza” a confronto.
Quale ci appartiene? Quale ti appartiene?
La coscienza esula dal mentale e va arricchita, guarita ed espansa.
Soprattutto oggi.
Tutto il tuo cammino inizia con “lo stato di presenza”, con l’osservazione attenta.
Non esiste un altro strumento, se non questo.
Devi “ricordarti di Te” e stare in presenza. La presenza ti fa vivere l’attimo e gustare, partecipare ed Essere, essere senza tentennamenti e paure.
In questo modo per quanti sassi la via ti presenti, la parte “attiva” riesce a sostenere ed aiutare la parte che avverte i sassi, rendendola capace di scansarli.
Diventi come una sorta di “pipistrello”, capace di evitare le pareti e gli ingombri.
Questa sorta di crescita “sensoriale di Sé”, parte da piccoli esercizi fatti con presenza.
Assaporare la colazione, con lentezza, gratitudine, presenza.
Sentire la schiuma del sapone tra le dita, ad occhi chiusi, “vedendo” dentro quella schiuma sottile, delicata, morbida e profumata, che ti accarezza la pelle delle mani, quel qualcosa che le pervade, le pulisce e le ammorbidisce.
E’ “sentirne” il profumo con le sole narici, senza la vista oculare.
E’ concedersi di uscire dalle dipendenze esterne, da ciò che la vista ti rimanda, per entrare nella vera dimensione della percezione.
E’ recuperare il fuoco interiore, un fuoco risvegliante, faticoso da alimentare e sostenere.
Così ottieni quello “stato di presenza”, che ti permette di vedere “al buio”.
Cosa ne pensi dunque di questa storia?
Attendo un tuo commento.
Con Amorevolezza Ti degli Arcangeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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6 commenti

  1. Mariano Francesco

    Meraviglioso!
    Grazie sempre carissima ti.
    Buona e felice Domenica un abbraccio grande di Luce ✨
    Aguyjevete Pace e Bene

    • *** ti degli Arcangeli

      Un abbraccio dolcissimo anche per Te!
      Grazie!
      OooM Shanti!!

    • Valentina

      Ciao Ti!!! Fortissimo questo articolo!!!
      Ammetto che al posto del protagonista mi sarei sentita allo stesso modo e avrei fatto la stessa cosa… me ne sarei scappata a gambe levate… all’idea di dover togliere i bulbi oculari per Amore non ne sarei pronta… ho il cuore un chiuso e forse anche indurito…
      Non sarei proprio pronta a perdere la vista oculare… anche se i ciehi vedono a gran lunga di più e meglio di noi… con gli occhi del Cuore e sviluppando maggiormente i loro sensi sia fisici che animici spirituali…
      Grazie Ti! Capisco che ne ho di strada da fare!!!
      Illuminante e risvegliatrice grandissima! Come sempre!
      Ti abbraccio con amore

    • *** ti degli Arcangeli

      A Valentina.
      L’importante è non scoraggiarsi e continuare a camminare e a lavorare su di sé…
      Un abbraccio dolcissimo.
      Om Shanti!!

  2. Valentina

    Grazie Ti!
    Si faccio tesoro dei tuoi consigli e combatto contro lo scoraggiamento…
    Grazieeeeeee
    Un abbraccio dolcissimo a te!!!

    • *** ti degli Arcangeli

      Forza Valentina!
      Attiva tutto il tuo coraggio e, se anche scivolassi, rialzati, pulisci le ginocchia e riprendi il sentiero con Amore e generosa disponibilità.
      Un saluto dolcissimo e tanta tanta Luceee!
      Om Shanti!!!

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