Onorare la Terra e le Anime

Sono legata alla Terra, ai suoi profumi e alla sua ritualità ciclica, e quando ritorna la festa di Halloween so che si apre sempre una sorta di parentesi e di baccanale, senza precedenti.
Mentre il Natale ci trova tutti concordi, questa festa ci separa e divide l’opinione pubblica tra i ferventi sostenitori e i detrattori, cioè coloro che la considerano una festa pagana e “americana, quindi lontana dalla nostra cultura”.

Come per tutte le situazioni poco chiare, viene “venduta” in maniera diversa, a seconda di chi la promuove o la aborre.
Personalmente è vero che non la festeggio in maniera appariscente, addobbando cancelli e balconi, ma so che si tratta di “una scelta” importante e soggettiva che va fatta, con maggiore consapevolezza, rispetto alla modalità attuale.
Ci sono feste, come il Diwali indiano, che mi risuonano maggiormente, mentre altre no, ma questo non significa che prenda posizione contro chi le festeggia in maniera appariscente. Si tratta di scelte personali, che ci esprimono e dovrebbero essere però fatte, con maggiore consapevolezza e rispetto.
Una cosa è certa: il nome straniero ci fa pensare a qualcosa di “estraneo alla nostra cultura”, ma Halloween, in realtà, di “straniero” ha solo il nome, perché si tratta di una ricorrenza che in Italia esiste da secoli, solo che ce ne siamo completamente dimenticati, visto che le ingerenze storiche, sociali e religiose hanno fatto la loro parte, in merito a questo.
Per conoscere questa “tradizione” italiana, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, quando la nostra Terra, e per terra intendo l’Italia, che all’epoca non si chiamava ancora così, era prevalentemente contadina e agricola.
Le stagioni ci accompagnavano e tutto era benedetto e legato a lei e ai suoi frutti.
Con l’arrivo del freddo il riposo avanzava e i contadini, prima di riporre i loro attrezzi, omaggiavano Madre Terra con danze e canti.
Tutto sembrava addormentarsi e entrare in una sorta di letargia, mentre gli alberi perdevano in gran parte le loro chiome e si apprestavano al riposo ammantati di brina, neve e ghiaccio.
Il passaggio dall’immagine del sonno ambientale e naturale a quello umano fu un secondo.
Halloween, infatti, deriva dalla frase “All Hallows Eve” che tradotta letteralmente significa “Notte di tutti gli spiriti sacri”.
Quali Spiriti Sacri?
Beh, qui dobbiamo risalire ai primi abitatori della nostra terra, quindi ai Celti, che ritenevano “SACRI” tutti gli spiriti, cioè Tutte le Anime, che avevano abbandonato il “cappotto” terreno, cioè il corpo, per rientrare nella loro Natura reale.
Noi li chiamiamo defunti, termine che non amo, e trovo limitante, perché questa parola latina sta ad indicare chi ha esaurito il suo percorso di Vita e in questo si cela una sorta di “verità parziale”, perché in realtà è il corpo che esaurisce questo tratto di Vita, mentre l’Anima prosegue sotto altra forma e non cessa la Vita, non la dismette, mai.
Questo termine, Halloween, che quindi stride alle orecchie di molte persone, è nato in tarda epoca cristiana, semplicemente per ricordare quella notte  nella quale, anticamente, i Celti celebravano i propri antenati.
Avevano scelto una notte per cantare e commemorare le persone passate, per così dire, “al di là” del Bardo, direbbe Battiato, oltre la vita terrena, scrivo io, per essere compresa da tutti.
La fusione con le proposte cristiane è avvenuta lentamente.
Tutte le Terre contadine, della futura Europa, in realtà avevano una festa stagionale che segnava l’arrivo dell’inverno, il riposo, la calma e la transumanza del bestiame.
Irlandesi, Anglosassoni, Celti … cantavano l’arrivo della stagione “morta”, cioè dell’inverno.
Ricordare per salutare e lasciare andare il periodo caldo del raccolto li portava, per una sorta di giusta associazione di idee, a pensare alle persone care partite e così le due commemorazioni iniziarono a sommarsi.
Per qualcuno questo fu anche una sorta di capodanno e ben presto, si trasformò in un momento in cui ricordare i propri cari passati alla vita vera, quella migliore, quella dei “raccolti eterni”.

Già i Romani avevano feste dedicate al “ricordo” degli antenati, e molte di queste cadevano soprattutto in autunno, proprio perché le condizioni metereologiche, l’illuminazione terrestre e le precipitazioni richiamavano il concetto spirituale sotteso.
Per esempio il 5 e il 6 di ottobre essi celebravano ben 2 ricorrenze particolari: il Mundus Patet, con cui onoravano gli Avi, con una sorta di cerimonia in cui scavavano una buca nella terra, buca molto fonda, che simboleggiava il “passaggio” che ci connette con il mondo dei morti.
(Dante stesso ci parla di una porta sotto la città di Gerusalemme),  e il giorno dopo con la Mundus Manes, un giorno dedicato ai Manes, cioè alle anime dei defunti.
Scavato il cunicolo era come immaginare di averli raggiunti e quindi di poterli salutare, ringraziare e omaggiare.
Invece il giorno 29, cioè alla fine del mese di ottobre, proprio come in questi giorni, si onorava Vertumno, il dio del cambio di stagione, che portava all’Uomo nuovi frutti e Pomona, la dea celebrata in occasione del raccolto degli ulivi.
Questa festa si fuse con quella celtica, perché romani e celti si davano appuntamento, proprio in quel periodo, per i commerci e tutta quella serie di scambi di frutti della terra e di animali, che avrebbe permesso a entrambi di affrontare al meglio i rigori dei lunghi mesi invernali.
I riti funebri, le partenze, le Anime e le tradizioni, che le avvolgevano, piacevano e avevano un certo impatto sull’emotività collettiva, soprattutto popolare.
Era una devozione “immediata” che esisteva quindi da sempre, ovunque e con diversi nomi.
La Chiesa, allora tollerava, sebbene con fatica questa sorta di amorevolezza e così nell’anno 738, fu Papa Gregorio III che prese la decisione di iniziare a controllare di più questa ritualità “spontanea”, facendo spostare la festa dei Santi dal 13 di maggio al 1° di novembre.
Voleva sovrapporla a quella pagana, con la viva speranza di “riassorbirla” nella ritualità cristiana proposta dalla chiesa.
Ma quello che nasceva dal cuore e durava ormai da secoli era molto difficile da gestire e da imprigionare, infatti, nonostante questo provvedimento e i tanti divieti, i contadini continuavano con i loro falò, i loro riti, i lumini, le ghirlande votive, le offerte di cibo e tanto altro.
Anche la cucina in quelle giornate diventava “speciale”.
Fu così che nel X secolo, la Chiesa decise di aggiungere anche la “Festa dei Morti”.
Fu scelta, come data, il  2 di novembre, per indire una festa dedicata ai morti terreni.
Finalmente, la chiesa si sentiva appagata, perché andava a giustificare e tollerare gli antichi rituali pagani ancora in essere, facendoli propri.

Ma fu nel 1600, che accadde il fattaccio.
Con il colonialismo britannico, la festa di Samhain/Halloween fu esportata nel “Nuovo Mondo” e là, in una Terra così lontana dall’Europa e fuori dal controllo diretto della Chiesa, prese un’identità particolare.
Per una volta non “derubavamo”, ma “portavamo” qualcosa di “valore” oltre oceano.
I coloni però non vivevano nella stessa terra europea e quindi, contrariamente a noi, non coltivavano le rape, rape che “originariamente” venivano intagliate e usate per metterci i lumini, in questi due giorni di festa.
Cosa cresceva rigogliosa in quel periodo? La zucca!
E fu così che in America la zucca sostituì la rapa, del resto l’America del Nord ne era piena.

Nonostante gli interventi della Chiesa, ai primi del ‘900, in molte parti d’Italia i riti perpetrati tra il 31 di ottobre e il 2 di novembre, ripetevano ancora fedelmente gli antichi usi pagani, mentre i bambini, travestiti, andavano a chiedere, di porta in porta, i dolcetti così buoni e difficili da ricevere, vista la povertà generale.
Non era stato un grosso successo per la cristianità, ma il cuore parlava ancora la sua lingua immacolata.
All’apparenza, non era cambiato nulla, se non appunto il nome.

L’Italia era una Terra frammentata, a differenza di altre terre e regioni e quindi avevamo modi ancora diversi, per indicare la stessa identica realtà.
Halloween  era Is Animeddas e Su Mortu Mortu in Sardegna, oppure la Notte delle Lumere (le zucche con il lumino) in Sicilia e anche in alcuni paesi e paesini lombardi.
Cosa c’è di più bello del cibo per fare festa e sentirsi a “casa” stando con chi amiamo? Forse è proprio per questo che in questi giorni, ancora si celebrava una sorta di comunione con i defunti, proprio attraverso l’offerta di cibo.
Anche oggi in molte case e realtà questa dinamica non è cambiata e infatti abbiamo dolci come le Ossa dei Morti, oppure il Pane dei Morti, come si fa in Umbria, o nelle Marche, o qui, a casa nostra, in Lombardia e perfino nel Veneto.
Una tradizione che io onoro ed è di origine piemontese è quella di aggiungere un posto a tavola per gli spiriti: è un modo per onorare chi ci ha preceduto in questa esperienza terrena.
So che in Liguria i bambini ricevono un dolcetto, chiamato il Ben dei Morti e che ci sono paesi in Calabria e in altre regioni,  dove si preparano dolci o altro, che poi vengono apparecchiati in piccoli tavoli, accanto alle tombe dei defunti, e questa è addirittura una tradizione che risale agli Etruschi.
Calze, doni, piccoli pensieri fanno parte di tutte le terre d’Italia e oltre.

E’ così che in tutte le regioni esiste questo “grande momento” di festa dedicato alla Terra e a chi l’ha lavorata con passione e con Amore per secoli; lo so, per qualcuno si tratta solo di una festa legata ad una tradizione pagana, locale, ma così non è, almeno nel mio cuore.
Non metto lumini esterni, né zucche, ma riservo un posto a tavola e uno grande nel mi cuore per tutti coloro che hanno creduto e amato questa Vita e la Terra.
Ci sono tradizioni che nessuno dovrebbe spegnere e come sempre dovremmo avere la delicatezza di rispettare le scelte di ciascuno, anche in occasione di Halloween.
Basta usare certi toni!
L’invasione americana forse sei proprio tu che critichi, a sostenerla e lo fai ogni volta che entri in un McDonald, facendo finta di non sapere nulla di ciò che naviga e accade dietro quella grande sigla.

C’è confusione e “cattiva gestione della notizia” in rete e la voglia di gestire sempre l’opinione pubblica in maniera “univoca”.
“Halloween” o  Mortu Mortu sono la stessa cosa e fanno parte delle nostre “radici”.
La Terra è nostra Madre e dobbiamo riprendere ad onorarla con rispetto, perché sentiamo di appartenerle e non perché ce lo chiedono parlamentari o pseudo “creature” politiche o di altra natura, che da tempo fingono di sostenere i diritti umani e della terra su cui poggiano i nostri piedi e da cui traiamo ogni giorno la forza e il nutrimento, mentre in realtà si spartiscono proventi e violano le più semplici forme di diritto e Amore universale.

Noi Italiani, che dalla vita agricola siamo passati in blocco alla vita cittadina, se ancora cerchiamo un po’ di pace, silenzio e veri affetti proprio in quegli angoli che abbiamo abbandonato per i grandi centri urbani, dovremmo custodire e recuperare i preziosi rituali legati alla terra, quei rituali che facevano parte del vivere quotidiano dei nostri avi e delle loro usanze, quando un pezzo di pane aveva un grande valore e stare seduti a tavola con le persone che amavi era una vera gioia ed un onore.
Torniamo alle “origini” e ritroveremo il nostro cuore.
Amorevolmente Ti degli Arcangeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. Valentina

    Ciao Ti, bellissimo articolo!!! Molto interessante!!!
    Grazie per averci donato chiarimenti sulle feste di questo periodo! Interessantissimooooo!!!
    Grazie infinite!
    Grazie immensamente anche per la preghiera a Madre Terra! Veramente bellissima!!!
    Ti ringrazio tanto!
    Un abbraccio di Luce Grande

    • *** ti degli Arcangeli

      Om Shanti!
      Grazie a te per l’entusiastico ritorno.
      Anche questa gratitudine è creazione, colore, Luce e gioia universale.
      Buona lettura! … e ascolto.

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