Amorevolmente Amare


Adoro gli insegnamenti di Madre Teresa e tra tutti gli scritti, di varia origine e natura, oggi, per volere degli Angeli, che ci custodiscono, e degli Arcangeli che presiedono ogni nostra azione e iniziativa, attingerò dal bellissimo testo Preghiera:
”Insegnami l’Amore”
Perché proprio da questo?
Perché l’Amore è il motore di ogni cosa, è il carburante del nostro essere e divenire; egli ci appartiene come scintilla originaria, eppure non lo mettiamo in gioco e lasciamo che la Vita ordinaria lo blocchi e lentamente lo spinga nei recessi più profondi di noi, per soffocarlo ed impedirgli di colorare il Mondo, e di colorarci, come dovrebbe appunto essere.
Tutto nelle nostre relazioni quotidiane, sembra orientato a farci credere che nulla più di buono esista in questa nostra società e di conseguenza ci spinge a chiuderci o a metterci nella condizione di scegliere la chiusura e l’assenteismo all’altro, cioè allo stammi alla larga, perché sei o potresti essere un grandissimo bidone, un potenziale errore, una creatura malvagia che, dopo avermi in qualche modo sfruttato, mi colpirà a tradimento, quando sarò più fragile.
In generale si parla solo del peggio, potenziando quindi il male ed inducendo le persone a pensare male, credere male e vivere al peggio, nella diffidenza, nella paura e nell’assenza.
L’Amore c’è e c’è chi ancora lo sostiene e lo perpetra, sovente nel silenzio, ma con gesti unici, grandi, come è accaduto di recente nella tragedia del crollo del ponte Morandi, dove i soccorritori hanno lavorato incessantemente e alacremente per soccorrere e salvare i feriti ed i superstiti.
Quello è Amore, Amore puro e dedizione, quella dedizione che nasce proprio dal fuoco di questa potente scintilla Divina, che abbiamo dentro tutti, anche se spesso non lo facciamo emergere, non lo alimentiamo, non lo consideriamo, né desideriamo.
La meravigliosa preghiera, di Madre Teresa, dice così:

“Signore, insegnami a non parlare

come un bronzo risonante

o un cembalo squillante,

ma con amore.

Rendimi capace di comprendere

e dammi la fede che muove le montagne,

ma con l’amore.

Insegnami quell’amore che è sempre paziente

e sempre gentile;

mai geloso, presuntuoso, egoista o permaloso;

l’amore che prova gioia nella verità,

sempre pronto a perdonare,

a credere, a sperare e a sopportare.

Infine, quando tutte le cose finite

si dissolveranno

e tutto sarà chiaro,

che io possa essere stato il debole ma costante

riflesso del tuo amore perfetto.”

Questa preghiera è un invito straordinario, bellissimo, unico nel suo genere e nella semplicità a lasciarci vivere dall’Amore, quell’Amore che contraddistingueva lei, magica matita di Dio.
Ripeterla nel silenzio e nella profondità del nostro sé, ci consente di cogliere gli aspetti vitali dell’Amore.

  1. L’Amore è la parte più vera, immediata, silenziosamente operativa di noi, è colui che non chiede primi piani e primi posti, ma sa essere presenza, accoglienza e sostegno sempre.
  2. L’Amore ci trasforma e ci permette di saper cogliere, comprendere, anche quando la mente non ce la fa ed è talmente forte ed unico, che ci rende capaci di smuovere le montagne, di fare l’impossibile, l’inimmaginabile.
  3. E’ lui che ci rende capaci di essere sempre pazienti, generosi, altruisti, soccorrevoli, umili, perché si nutre e vive nella e della semplicità dell’Anima e del Cuore e sa farci godere del trionfo della giustizia, della verità, anzi ci rende, in prima persona, cultori di questi meravigliosi valori, indispensabili nel nostro quotidiano.
  4. Amare, significa saper perdonare, credere, sperare e sopportare, cose indubbiamente faticose, in sua assenza.
  5. Perché amare? Per essere il debole, ma costante riflesso del perfetto Amore di Dio.

Dovremmo fare dell’amore un sadhana, cioè una disciplina interiore, quindi non un qualcosa di frivolo, di stucchevole, come fosse un’occupazione della nostra mente, o soltanto una soddisfazione del corpo, ma un qualcosa di forte ed essenziale.
L’Amore c’è dentro di noi, ma dobbiamo scovarlo, farne una ricerca interiore.
La chiave di volta è quella di dare all’altro, non importa chi e quale ruolo rivesta per noi, se quello di semplice conoscente, parente, compagno, amico, sconosciuto o altro, la possibilità, di penetrarci, a volte fin nel recesso più profondo del nostro intimo, fino alle fondamenta del nostro essere.
Così facendo arriviamo alla distruzione dell’ego e di tutto ciò che nasce da lui e crea distorsioni relazionali, dovute all’assenza di fiducia e quindi ad una perfetta chiusura.
Questo salto, capace di trasformarci e trasformare, può avvenire solo attraverso l’amore e può essere fatto molto facilmente ed in maniera naturale, perché l’Amore è la nostra religione naturale, quella dataci dal Padre celeste.
Ama te stesso è stato il primo ammaestramento.
“Me stesso?” ci chiediamo noi.
Ma questo è egoismo, ci è stato detto ed insegnato.
In verità, se non puoi amare te stesso, non potrai amare nessun altro, perché non si offre, non si dona, ciò che non ci appartiene, che non abbiamo.
Se vengono ospiti ed abbiamo il frigorifero vuoto, possiamo imbandire una tavola straordinaria ed offrire molti cibi e bevande??
La stessa cosa con l’Amore.
E se noi non riusciamo ad amarci, chi potrà mai farlo?
Se non conosciamo questo “elemento vitale”, non lo offriamo e non lo chiediamo agli altri o meglio non ci accorgiamo se essi non ce ne offrono a loro volta mai.
Quando non c’è amore né rispetto per il proprio essere, la vita diventa un deserto, perché solo attraverso l’amore e il rispetto si impara a  far vibrare al meglio il proprio cuore e quindi essere amorevoli, attenti, disponibili, disinteressati e creativamente costruttivi.
Ed è meraviglioso.
Allora, qualunque cosa intraprendiamo, ci nasce dentro con leggerezza e si manifesta all’esterno in tutta la sua bellezza e unicità.
Mai visto, per esempio, che belle copertine sanno preparare a volte certe nonne con gli aghi, sferruzzando nelle ore più impensabili?
E lo fanno con Amore infinito, senza nessun pensiero negativo ed il lavoro risulta sempre essere di un’armonia e di una leggerezza, sia nel tipo di lana o cotone usato, che nell’accostamento dei colori, che nella maglia e nel formato realizzato.
Perché?
Semplice, perché progettato dentro e poi realizzato e creato con l’istinto amorevole.
Se non riceviamo grazia e amore è perché siamo noi che creiamo una barriera, una muraglia cinese, una porta blindata, e non perché l’esistenza, matrigna, non ce ne voglia assolutamente offrire o perché sia brutta, cattiva ed arrabbiata con noi e solo con noi, povere sue vittime.
Sono dure, forti queste parole, lo so, perché spesso siamo portati a ripeterci che noi non facciamo nulla per avere solo calci nel sedere dalla Vita, eppure lei è questo, talvolta, e solo questo che pare volerci offrire.

Come mai?

Le motivazioni sono sicuramente da valutare caso per caso, ma ricordandoci che l’amore ha sempre un grande ruolo negli eventi che ci riguardano.
Osho diceva che :
“Se non ricevi grazia e amore, è perché sei in modalità aggressiva, non recettiva.”
Ho riflettuto spesso su queste sue parole ed effettivamente là dove c’è ingiustizia, amarezza, paura, servilismo … si sviluppa e radica in qualche maniera il rancore e l’aggressività che, come erbacce, soffocano l’Amore e quindi il dialogo e le possibilità positive e costruttive.
La nostra mente è aggressiva, lo è per proteggerci, ma lo è e quando viene lasciata libera ed educata ad avere ed essere il meglio in noi e per noi, sa come distruggere tutto il resto, senza pietà, né ripensamenti di nessun genere.
Per questo la meditazione ci fa bene e ci arricchisce, perché significa per noi, soprattutto, assenza di mente.

“Ma Dio dov’è?” … ci chiediamo quando siamo esasperati.
“Ma esiste veramente Dio?”

Queste domande nascono proprio dalla nostra difficoltà interiore, dalla lettura disamorevole di tutto, anche perché tutto ciò che esiste è Dio, è una sua manifestazione straordinaria, quindi dubitare di lui è dubitare di tutto.
Dio è l’esistenza.
L’esistenza è Dio.
Possiamo esserne consapevoli o meno, questo non cambia il fatto che la nostra essenza è divina, quindi parte del suo Amore e se ne siamo consapevoli, viviamo l’esistenza come una benedizione, altrimenti stentiamo e arranchiamo sempre.
Se non ne siamo consapevoli, viviamo in agonia, ma la nostra essenza sarà comunque divina, a dispetto di quanto può capitarci.
“E la natura di Dio è l’Amore.
Non è possibile concepire l’idea di Dio senza attribuirgli la natura dell’Amore.
Grazia e Amore sono aspetti fondamentali della natura di Dio.
Non c’è Dio senza grazia e Amore.”
Purtroppo, però, noi non siamo sempre in modalità recettiva, accogliente, d’ascolto e quindi non le riceviamo, non ne facciamo parte e ci dissecchiamo, come una piantina che non riceve acqua da molto tempo.
E questo accade per via della “famosa barriera o muraglia cinese”, di cui parlavamo prima, non perché l’esistenza non ce ne voglia offrire, o perché siamo antipatici.
Meditazione significa ricettività, apertura, quindi stiamo parlando di un’ottima terapia, di una medicina eccezionale, gradevole al palato e dagli ottimi effetti.

 

Lei ci spalanca ed allora la grazia e l’Amore divino scendono su di noi da ogni parte, sia dalla natura, dal cielo, dagli esseri umani, dagli animali, da ogni dove, ci alimentano, ci dissetano e rendono prolifici e fruttuosi, in maniera unica e straordinaria, tanto da confezionare meravigliose copertine, non sentire la fatica tra le macerie, oppure tenere per mano amorevolmente un morente..
Allora ci rendiamo conto che tutto questo non è semplicemente “esistenza”, ma Vita e quindi “Dio”.
Invece la nostra mente, la nostra educazione, la nostra intera cultura, e quindi l’esistenza, sono basate sull’aggressione, sulla competizione, sul conflitto, che trasmettiamo come il verbo del nostro tempo.
Non siamo ancora svezzati e diventati così maturi da imparare il segreto della cooperazione, cioè non abbiamo assolutamente capito che il mondo esiste nella collaborazione, non nello scontro, nella guerra, nella vendetta e nel conflitto; che l’altro, il mio il mio datore di lavoro, il collega, il vicino…, non sono un avversario, ma un elemento complementare, che arriva  a me, per rendermi più attivo, attento, solare, dolce, costruttivo e ricco.
Anche il più indisponente tra i vicini, è comunque una risorsa e questo è vedere le cose da un’altra prospettiva e restituire a tutti e a ciascuno la propria amorevole essenza divina.
Senza l’altro, saremmo tutti più poveri.
Noi siamo ed esistiamo nella collaborazione, nella coesistenza, non nel conflitto, non nella competizione.
Ma la nostra mente e l’inconscio collettivo, pensano sempre in termini di agonismo e conflittualità.
Se ci capita qualcosa, che non parte da noi, ma da un’altra persona, spessissimo partiamo dall’idea che lo abbia fatto “volutamente”, che volesse interferire, sminuirci o toglierci il nostro posto al sole.
Non fa parte di molti di noi, il pensare, al contrario,  che sia stato qualcosa di accidentale oppure di voluto per il nostro bene o il sostegno al nostro operato.
“Lo ha fatto apposta per … “ ci  si ancora sempre ad un pensiero giudicante, limitante, sminuente e comunque legato ed emozioni e stati d’animo non positivi.
Questo è frutto del poco amore e di una educazione dividente, una forma di educazione dove l’altro ti viene sempre mostrato, additato e fatto vivere come nemico o potenziale ostacolo, mossosi solo per rotolarti addosso e schiacciarti.
Quanti malintesi e conflitti inutili, nati proprio da questi “pregiudizi e preconcetti”???
Moltissimi.
E questo è solo frutto del non Amore, quindi del male che, se continuiamo  a lasciarlo fare, sta sgretolando il nostro mondo relazionale e quindi la nostra stessa esistenza e amorevolezza.
Quando siamo con l’altro, l’elemento base è quindi che questi sia un nostro nemico.
Come fare?
Sviluppare l’Amicizia e prima ancora far rivivere e credere nell’Amore, soprattutto quello incondizionato.
Potremo diventare amici?
Sì, ma l’amicizia deve essere sviluppata.
L’assunto di base nostro è invece l’inimicizia, il conflitto, e lì, allora, l’idea che tu non puoi mai rilassarti, mai abbassare la guardia, altrimenti ti mordono, ti schiacciano, ti danneggiano in qualsiasi modo e maniera.
La nostra mente, il nostro inconscio collettivo, ha sviluppato nel corso di milioni di anni l’idea che se vuoi esistere e sopravvivere devi essere aggressivo, prepotente, furbo, sfruttatore.
Il più forte sopravvive. Il più aggressivo sopravvive.
Se ti limiti ad essere ricettivo, ad essere aperto, sei un vulnerabile, quindi sei una persona destinata a morire e presto.
È per questo motivo che la ricettività, l’apertura, la vulnerabilità sono state bandite e vengono ancora messe al confino, perché non sono mai stati comprese, non sono mai state ascoltate.
La nostra mente umana è il risultato del nostro passato.

 

La nostra mente umana così com’è, così come frutto del passato, non può amare, perché non sa essere ricettiva, accogliente, aperta, serena e “credente”.
Credente in chi?
Nell’essere umano e nella sua natura amorevole, nella sua stessa origine.
Siamo quindi religiosi, ma fondamentalmente non credenti, perché non crediamo nella nostra stessa essenza, quindi neghiamo uno degli elementi vitali del nostro credo religioso e non parlo di spirituale, ma veramente religioso, mentre la nostra mente, sa solo essere aggressiva.
Per questo motivo noi non amiamo, non stiamo e non vogliamo amare, pur reclamando sempre a gran voce l’Amore dagli altri.
La mente umana, attualmente, ridotta così, non è capace di amare.
Buddha, se potessimo intervistarlo a questo proposito, ci direbbe: “l’Amore nasce solo se la mente muore”.
E soltanto quando c’è Amore, quello vero, con la A maiuscola, che possiamo diventare noi, cioè le creature divine incarnate, immagine di Dio, aperte, solidali, grandi e ricettive.
Amare chi?
Tutti.
Non possiamo amare soltanto tizio, perché ci aggrada, perché è impossibile essere aperti ad una persona specifica e chiusi a tutti gli altri: amare soltanto una persona sarebbe come respirare, una volta su trecento,  solo in presenza di una specifica persona, cioè una cosa impossibile.
Dobbiamo essere Amore sempre, indipendentemente dalle persone con cui ci troviamo ed esprimere questo  amore in modo naturale, come un fiorire dall’interno, come un qualcosa di immediato, unico, diverso.
Per farlo, è necessario sviluppare consapevolezza; quando siamo consapevoli  significa che abbiamo eliminato la mente, siamo pura coscienza, la coscienza che è eterna, sempre nel presente, sempre nuova, sempre nel qui e ora.
Questo, soprattutto oggi, soprattutto ora  è il miracolo tanto atteso, il miracolo indispensabile per mutare le cose, per evolvere, per trasformare la nostra esistenza individuale e collettiva.
Quando siamo consapevoli non ci identifichiamo più con la mente, ma siamo pura coscienza, liberi dal passato, diversi, spaziosi, nuovi e pronti a salire sul dorso della novità, senza paure, pregiudizi, domande e freni.
Solamente questa consapevolezza è ricettiva, aperta: lì, allora, non ci sono muri, non ci sono confini, come lo spazio.
Certo apertura significa passaggio e quindi vulnerabilità, ma significa anche puntare finalmente verso il nuovo, il proficuo e verso ogni dimensione, con la certezza che qualcosa di poco piacevole potrebbe anche esserci, ma non fa parte dell’ordinario, come noi siamo indotti a credere, né sia una costante intrinseca e inevitabile di questa dinamica .
Se spalanchi le tue porte vivi e cambi atteggiamento verso l’esistenza, che diventa un flusso di amore, compassione, disponibilità, pietà, amorevolezza, amicizia, grazia, che ci arriva da un’infinità di fonti.
Così cessa la nostra prigionia e finalmente troviamo quella libertà, a cui da sempre ambiamo, ma con pochi o nulli risultati.
Dobbiamo conoscerci di più, studiosi attenti e solerti, oltre che osservatori di noi, della nostra mente e delle sue subdole dinamiche; osservare sempre come funziona, non interferire, non giudicare.
Dovremmo farci da parte e osservare la mente, come quando dal balcone o dal ciglio della strada, osserviamo il traffico che scorre sotto di noi o vicino.
Se riusciamo a farlo, anche solo per un istante, ci renderemo conto della differenza, tra il nostro essere e la mente, che lei risiede lontano da noi, che siamo invece all’interno, da tutta un’altra parte.

 

Quando cogliamo questo, facciamo un salto infinito, perché raggiungiamo il nostro spazio interiore, dentro cioè lo spazio del cuore.
Siamo finalmente fuori, aperti, pronti a dare e ricevere nella giusta modalità.
In realtà siamo sempre stati aperti, ma fermamente convinti di essere al chiuso, di vivere imprigionati, di stare in uno spazio giustamente blindato, per impedire all’altro di esserci, di entrare, di romperci …
E come mai non ci accorgevamo che potevamo fare tutto, bastava muoversi?
Perché i pensieri sono trasparenti, sono come un vetro, totalmente trasparente, messo tra noi, talmente impalpabile, da farcene dimenticare l’esistenza, e darci l’illusione di guardare direttamente  gli altri, senza filtri.
E  così l’identificazione con i nostri pensieri diventa più profonda e finiamo per dimenticare che la nostra mente è sempre frapposta tra noi  e il mondo che ci circonda.
Sempre, ovunque siamo e con chiunque, la mente è sempre lì a infilarsi, a sparare sentenze, giudizi, valutazioni.
In questo modo, nessun incontro, nessuna relazione può davvero essere reale e autentica, perché lei mente è sempre nel mezzo
Soltanto quando la sua barriera è rimossa l’ego viene meno e diventiamo noi, aperti, disponibili e consapevoli.
Quando facciamo questo passaggio, di solito impariamo ad affidarci alla Preghiera e quindi iniziamo a pregare in maniera diversa: allora non è una richiesta, non è un’implorazione, ma un ringraziamento.
Quando non c’è più la barriera della mente, sei grato per tutto ciò che è attorno a te, sei in sintonia con il divino, che diventa un’esperienza reale, continua e costante, non separata da noi e dal nostro Mondo o dalla nostra Vita.
Arrivare a questo richiede lavoro, ci richiede di fare qualcosa con noi stessi e per oi stessi, come la respirazione, la meditazione, lo yoga o altro, perché quando smettiamo di esserci e di voler essere gli unici artefici di tutto, lasciamo finalmente spazio a Dio e alla sua Provvidenza, al suo Amore e alla sua grazia e tutto allora ci raggiunge e accade con semplicità, in maniera armonica e fruttuosa.
E veramente nell’annientamento del nostro imperioso io e della nostra dispotica mente, che ci viene concesso o meglio ci concediamo di conoscere quello che è sempre stato dentro e attorno a noi e cioè la grazia e l’amore del cielo.

Buon viaggio a tutti!!!
Amorevolmente ti**** degli Angeli.

 

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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