Cambiamento per rialzarsi


Cambiamo? Cambiamo cosa?
Tutto! Tutto ciò che ci sta stretto, ci soffoca, ci fa stare male …
Di cosa sto parlando?
Sto parlando del riuscire a concederci una Vita veramente unica, sentita, nostra, …di modificare radicalmente la nostra esistenza, dandole finalmente una bella svolta, facendola diventare qualcosa di eccezionale.
Questo richiede indubbiamente coraggio,  per abbracciare la trasformazione di noi, delle nostre giornate, del nostro cammino.
Cambiare è sempre possibile, ma in tutto questo  cammino evolutivo se c’è un problema vero e reale siamo fondamentalmente noi, con le nostre paure, che si interpongono e creano barriera, muro, di fronte a qualsiasi novità e trasformazione.
Essere diversi … nessuno può crederci più e meglio di noi.
Abbiamo smesso di sognare, di crederci, di pensare in grande …
Quello del sognatore sembra un mondo dismesso, lontano anni luce da noi, ma non è così …
Tutti vorremmo una medaglia, poter gioire di un riconoscimento a proposito del nostro modo di agire, ma non sempre la Vita ci porta ad avere ciò che vogliamo, ciò che speriamo, ciò che desideriamo.
Ci prepariamo, chiediamo a gran voce, lottiamo, ogni giorno, per raggiungere uno scopo, per poterci sentire ok, lottiamo veramente per farcela, eppure, spesso, la giornata si conclude con un nulla di fatto e questo perché la Vita non sempre ci premia o sembra volerci ricompensare per tutto l’impegno e la determinazione che mettiamo in gioco, in essere.
In realtà dobbiamo anche qui operare un cambiamento nel modo di leggere quanto ci sta accadendo, perché NON ESISTE UN FALLIMENTO, mai, ma solo nuove esperienze di Vita, esperienze a volte diverse da quanto noi ci eravamo immaginati.
Perché?
Perché spessissimo chiediamo e pensiamo che quella sia la sola e unica cosa giusta per noi, ma in realtà non lo è e quindi non veniamo esauditi.
La nostra perseveranza nel richiedere di nuovo, e nel creare una sorta di tira e molla con l’Universo, ingenera allora una situazione inaudita, fatta di un desiderio impossibile e di un dono reale, non visto e quindi mai recapitato.
E’ come se noi attendessimo il corriere con la convinzione di ricevere quanto prima un magnifico cellulare, di ultima generazione e questo non arrivasse mai per farci la consegna.
Aspettandoci altro ci mettiamo nella condizione del rifiuto totale.
Noi vogliamo il cellulare, solo e soltanto quello, perché siamo convinti che ci spetti, ci piaccia, sia l’eccellenza per noi.
Il nostro pacchetto, così,  perde la sua etichetta, con il nostro mitico indirizzo, e vaga, con il suo corriere, alla ricerca di un proprietario sconosciuto, qualcuno disposto a riceverlo e a viverlo.
Anche se l’uomo delle consegne suonasse alla nostra porta per chiedere se siamo noi i fortunati vincitori del suo orologio, noi risponderemmo di no, convinti che ci sia toccato il famoso telefonino; rimarremmo delusi, amareggiati e staremmo a guardare la persona delle consegne ripartire, nel tentativo di poter finalmente trovare il destinatario, mentre noi, affranti, resteremmo senza il regalo supposto o l’oggetto reale.
La nostra testa, con le sue convinzioni, ci spinge ad allontanare la “fortuna” che il Cielo ci ha riservato.
Controlliamo tutto e pretendiamo di sapere sempre, cosa sia il meglio per noi.
Così ci perdiamo un sacco di “doni” in arrivo, per presunti regali che non ci porterebbero nulla di mitico…
Facendo così, veniamo atterrati dalla delusione, dallo sconforto, da un senso infinito di frustrazione.
Ricordiamoci allora, ogni volta che questo accade, che NESSUNO CI FA Più MALE di quanto NOI NE FACCIAMO A NOI STESSI.
Se un qualcosa non arriva, significa che non c’è sintonia tra il desiderio e l’invio.
Io chiedo e aspetto qualcosa che non coincide con il mio “meglio”.
Perché?
Perché solo Dio, nella sua infinita lungimiranza può stabilire cosa sia veramente e pienamente vitale ed importante per me.
Potrebbe anche essere che il mio “desiderata” a breve termine mi possa offrire qualcosa, ma in seguito mi potrebbe creare tali e tanti problemi,  che il Padre cerca di mettermi da subito nella mia “condizione ottimale”, anche perché ogni cambiamento lui sa, che ci comporta sforzi enormi e difficoltà di accoglienza e trasformazione, veramente unici e spesso inauditi.
Per questo è importante che riflettiamo insieme su queste mie parole ispirate, perché la nostra Vita è nelle nostre mani, la felicità e lo stare bene dipendono da noi, solo ed esclusivamente da come collaboriamo, attraverso il “Libero Arbitrio” con i piani celesti.
Tutto dipende da come interpretiamo gli accadimenti, da come leggiamo i nostri “presunti” fallimenti (ho fallito perché non ho avuto …).
Se per noi sono sconfitte, ci sentiamo depressi, scoraggiati, veramente provati, perché ci meritavamo quel “telefonino”, quell’esame superato, quella prova, quella sfida …
Siamo come gli altri, perché a loro sì e a noi no??
Pensiamo soprattutto quando il telefonino è in realtà un lavoro, una casa, un aumento di stipendio, un riconoscimento, una promozione, un bel voto, …un nuovo posto di lavoro.
Perché?
Perché non ci è stato dato?
Eppure ci siamo attivati.
Abbiamo lottato.
Ci siamo in qualche modo messi in gioco e c’abbiamo creduto.
Dentro allora qualcosa ci atterra: vorremmo risollevarci, ma il senso di “ingiustizia subita” è fortissimo e quindi non ce la sentiamo di guardare ancora in alto, di rialzarci veloci, di riprendere il cammino, come se nulla fosse successo.
Ci sentiamo stanchi, stanchissimi, sfiniti.
Quasi presi in giro dall’Universo.
Ci sembra che le energie non ci appartengano più …
Ci viene da gettare la spugna e restare lì, proprio come potrebbe fare un pugile, finito al tappeto.
Qualcosa dentro brucia e ci divora.
Siamo cresciuti con l’idea che nulla si ottiene se non ci mettiamo in gioco, ma ora, visti gli esiti, ci viene da pensare che forse il gioco non valga la candela, che forse attivarsi con così tanta determinazione sia stato sciocco …, ma non è così.
L’impegno, la volontà, l’essere attivi ed operativi è meravigliosamente utile, da farsi, sempre: gli inetti, gli ignavi, i senza spina dorsale non servono …, non alla causa dell’essere Figli della Luce.
Importante è però attivarsi con la disponibilità piena ad assecondare “la volontà divina”.
Non sono io a gestire, ma sono accogliente.
Nulla si ottiene senza che ci si metta in prima in linea, di ciò che vale, che conta realmente.
Unico aspetto, al quale non siamo preparati, è invece il bersaglio: noi pensiamo ad una cosa, mentre in realtà ci attende altro.
Nessuno in questo momento di crisi, di sgomento, di nokaut tecnico, sembra riconoscerci che ce l’abbiamo messa tutta e questo accentua il nostro senso di frustrazione, perché sappiamo perfettamente che siamo sovente in attesa almeno di un riscontro da parte degli altri…
La pacca sulla spalla, il sentirti dire “bravo”, … ci mancano e così le forze sembrano ancora di meno.
Se qualcuno apre bocca è spesso solo per sottolineare il cosa non ci è stato dato di ottenere , di raggiungere e quindi il famosissimo metterci il dito nella piaga.
Ne abbiamo bisogno in questi frangenti?
Anche no, grazie, grazie!!
Non è stato sufficiente quello che abbiamo fatto, questo è certo: tutta la fatica fisica e mentale, non sono serviti, non hanno sortito l’esito sperato e non ci hanno assicurato gli esiti desiderati.
La vita è piena di situazioni strane, di cambi improvvisi, d’imprevisti apparenti, che fatichiamo a comprendere, accettare e sperimentare, soprattutto se ci deviano dal possibile e atteso bersaglio.
Se iniziassimo però, a guardare tutto, nell’ottica del cambiamento, da un’altra prospettiva, ci accorgeremmo di quanto sia affascinante e “strana”, in maniera positiva, questa imprevedibilità della nostra vita.
Dovremmo veramente imparare ad accettare ciò che ci capita, gli imprevisti che sembrano venuti apposta per destabilizzarci ed allontanarci dal nostro obiettivo.
Prenderli come una virata, come un “incentivo” utile e non dannoso, per cambiare direzione e prendere quella super strada voluta per noi dal Cielo.
Allora sapremmo rimetterci subito in gioco,  con più forza di prima.
Ogni cosa che ci accade, bella o brutta, positiva o apparentemente negativa è un passo avanti, è un’esperienza, una fiammella che ci illumina in qualche modo il cammino, e che porteremo con noi per sempre.
Anche la situazione peggiore ha in sé del buono, del bene, anche solo perché ci migliora, ci rende più forti, ci accresce, ci rende “unici”.
Qualcosa che ci fa crescere, ecco la prospettiva da cui guardare ogni accadimento, perché il Cielo non ci manda mai nulla per il gusto di farci male o condurci al male, al peggio, anzi …
Pensiamo ad un animale fiero, libero, come potrebbe essere un puma, un leone, catturato e tenuto, cresciuto in cattività.
Noi gli procuriamo tutto, perché in cattività: cibo, un posto dove stare, quando accoppiarsi e con chi, poi un giorno lo rimettiamo nella savana o nella foresta da cui proveniva.
Sarà nel caos, nella difficoltà massima, perché è stato diseducato alla sua libertà … e rieducato ad una vita in cattività, dove è stato spogliato della sua dignità, della sua natura, del suo modo di lottare ed affrontare la vita e le sue giornate, le sue prove …
Nella gabbia ha perso di vista il sacrificio ed ora non gli appartiene più.
Chi può dirci se quanto ci è successo è giusto oppure sbagliato, se si tratta di un successo o di fallimento??
Chi può prendersi il diritto di giudicarci, di pesarci, di valutarci, magari senza nemmeno conoscerci?
Chi lo fa, non ha comunque vissuto dentro la nostra pelle e non sa quanto ci è costato fare o non fare quella cosa, parlare, dire, agire … non lo sa e non lo può sapere …
Suppone, ma non sa.
Nessuno può essere a conoscenza dei dubbi, delle perplessità, dei 1000 ripensamenti che ci accompagnano, ogni volta che dobbiamo affrontare qualcosa di nuovo e come e quanto ci siamo attivati ed abbiamo lottato …
C’è solo una persona che può giudicare tutto questo e questa persona siamo noi, ciascuno di noi e nessun altro…
Quello di cui non abbiamo consapevolezza è che, anche se a volte ci sentiamo dei perdenti, degli sconfitti, degli incapaci, agli occhi di qualcun altro siamo dei “vincenti”.
Dobbiamo averne la consapevolezza e ricordarci ora e sempre, che non ci sono “fallimenti”, mai, ma solo esperienze, esperienze di Vita.
Quindi qualsiasi cosa ci sia successa, rialziamoci e con umiltà e dignità, riprendiamo il nostro cammino di Luce, certi che valiamo e che anche questo momento lo attesta.
Cambiare prospettiva è mitico, necessario, urgente.
Ci si deve concedere questa possibilità, perché la vita è, proprio per questo, solo un cammino meraviglioso.

Amorevolmente ti*** degli Angeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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