CAMBIARE, UN CASINO GALATTICO, MA POSSIBILE, ANZI NECESSARIO!!!!!

I ragazzi a scuola, mi hanno fatto pensare molto al cambiamento, con le loro uscite poco amorevoli ed i gesti incontrollati, che creano disarmonia.
Cambiare significa sicuramente partire, iniziare e prima di ogni altra cosa esiste, ed è urgentissimo, un cambiamento interiore, quello che ognuno di noi deve affrontare per dare una svota dinamica e produttiva  alla propria vita.
Non possiamo andare avanti, verso il futuro, senza affrontare il futuro stesso in maniera positiva e propositiva, quindi in queste nostre chiacchierate, dobbiamo includere quella odierna, che riprende il discorso sul cambiamento.
Ognuno di noi ha le sue storie.
Sono storie a volte di successo, di rinascita, di riscatto, di gioia, … di tenacia e di determinazione, ma a volte anche di fatiche, di sofferenze, di dolore, soprattutto per il distacco dai propri famigliari, che noi vediamo come il faro indispensabile, nella notte.
Sappiamo tutti che presto saremo chiamati  scegliere i grandi tagli dei vari cordoni ombelicali, per volare altrove, se vogliamo realizzarci e trovare un lavoro coinvolgente, che ci esprima e sia intrigante, ma per ora è meglio glissare, andare oltre, non pensarci proprio …
Sappiamo delle difficoltà in cui potremmo imbatterci in un nuovo Paese, soprattutto all’inizio, con tutti i documenti necessari alla nuova lingua, i nuovi costumi, le abitudini stravolte, fino ad arrivare alla nuova sede, la ricerca della casa e di un lavoro.
Per questi passaggi sono sicuramente necessari un buon  cambiamento interiore e quindi l’attivazione di competenze nuove.
Sicuramente,
scegliere di intraprendere un cambiamento, in qualunque ambito della nostra Vita, non è mai un compito facile, perché richiede che iniziamo, veramente e finalmente, a prenderci cura di noi, significa riprendere il contatto con la nostra vita e con ciò che siamo e desideriamo essere.
Così e solo così è possibile cambiare il nostro atteggiamento verso molti aspetti della nostra vita.
Facile?
Assolutamente no!!!
In genere non sappiamo da che parte iniziare, come fare da soli e non ci riteniamo dotati degli strumenti utili per guardare chiaramente le nostre emozioni e sviluppare appieno il nostro potenziale, né divino, Né umano.
Insomma, ci sentiamo a terra.
Perché ci sentiamo incapaci, impotenti???
Perché nessuno ce lo ha insegnato, o meglio, nessuno ci ha insegnato ad affrontare efficacemente, cioè usando al meglio la mente, le varie   fasi del cambiamento.
Proviamo a pensare a questa frase:

“Abbiamo sempre due scelte nella vita:
accettarla così com’è
o accettare la responsabilità del cambiamento” di Denis Waitley.

Tra le frasi sul cambiamento quella di Waitley mi risulta particolarmente cara e centrata.
Perché???
Perché per ogni nostro cambiamento, ci appoggiamo sempre, o cerchiamo di farlo, a qualcosa o qualcuno.
Ci vorrebbe Mago Merlino o la Fata Turchina, che ci prendano per mano e con la loro bacchetta magica, rendano reali i nostri fantastici sogni, per darci e avere tutto subito.
Ma la realtà è veramente diversa.
Solo nel momento in cui ci assumiamo il 100% della responsabilità del nostro cambiamento, la nostra vita inizia davvero a cambiare.

Quante volte diciamo o ci sentiamo ripetere:
“Ho provato a cambiare, ma alla fine non è cambiato niente. “
Oppure:” Ma va, non cambierà mai niente!!!”
“Ma u ci credi ancora???”
“Io qui devo portare avanti la baracca …
“Capisco tutto, ma da’ retta a me: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e se uno nasce tondo, non può morire quadrato!”
Voglio cambiare?
Lo faccio!!!
Senza ma, però o altro …
Quindi devo decidere e assumersi la responsabilità del MIO cambiamento.
E’ il primo passo, il fondamentale.
Dichiararlo e non farlo è solo firmare nel vento …non serve a niente e nessuno.
Per cambiare davvero abbiamo bisogno di altri due ingredienti:

  • Di un po’ di sana Psicologia del cambiamento, cioè di strategie pratiche, per cambiare la nostra vita
  • Conoscere meglio le varie fasi, i passaggi dei cicli.

Bene o male molti di noi sanno cosa vogliono cambiare nella propria vita, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare …

C’è chi vorrebbe dimagrare, chi vorrebbe/ dovrebbe smettere di fumare, chi portare a termine gli esami universitari e finalmente laurearsi!
C’è però un elemento di cui dobbiamo tener conto ogni volta che iniziamo un percorso di cambiamento.
Bisogna essere fermi e decise, altrimenti rischiamo di ritrovarci ogni volta alla casella del via, con il sedere per terra, adagiati in uno sconsolato e disarmante circolo vizioso.
Come procedere?
1*, sapendo che esiste un vero “Ciclo Emotivo del Cambiamento”, fatto di 5 fasi, ognuna  con il proprio stato emotivo.
Saperlo ci aiuta, non tanto ad archiviare l’argomento come impossibile, ma al contrario, ma a conoscere in anticipo gli ostacoli che incontreremo lungo il sentiero del cambiamento, ma soprattutto gli stati d’animo che proveremo, quindi a cercare di affrontarli al meglio, con le giuste energie, pensieri e modalità.
Saperlo ci offre un vantaggio incredibile.

Sun Tzu dice: “Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura.”

Ma quali emozioni proviamo o proveremo?
Eccole!!!
Presente dalle stelle alle stalle???
Sto parlando proprio di quello.
Abbiamo alti e bassi che influenzano profondamente le nostre giornate e i nostri risultati.
Affrontando un cambiamento volontario, dobbiamo avere la consapevolezza che stiamo per salire sulle montagne russe, che ci aspetteremmo al varco ogni santa volta che decideremo di cambiare la nostra vita, instaurando una nuova abitudine, realizzando un nuovo progetto.
E dove facilmente ci areneremo???
Sull’isola della disperazione, peggio della Fossa delle Marianne.
Vediamo però, passo passo, qual è l’atteggiamento mentale da avere e le azioni concrete da portare avanti nelle singole fasi.

 

Fase 1: Ottimismo senza limiti, assolutamente ingiustificato

Tutti noi conosciamo l’entusiasmo di iniziare un nuovo percorso e rincorrere un nuovo obiettivo.
Dieta, salute, benessere, lavoro, amicizie, vita …
Diciamo che il cammino di ciascuno di noi è lastricato di queste “botte di testa”, di queste ardite decisioni, che spesso facciamo coincidere pure con l’inizio della settimana o addirittura del mese o dell’anno, perché devono indicare una nostra apparente presa di posizione, trasformazione, giro di vite …, che nella realtà dei fatti, non approdano a nulla.
Durante questi primi passi siamo pervasi da un senso di apparente invincibilità.
La nostra motivazione è ai massimi livelli e lo spirito pure.
Questa fase, purtroppo, dura un soffio di vento
Cosa dovremmo fare allora???
Rinunciare???
Tassativamente no, ma mettere per iscritto una lista dei benefici che ci aspettiamo di ottenere da questo cambiamento, senza tralasciare nulla.
Questa lista ci aiuterà a “cristallizzare” il nostro entusiasmo e sarà estremamente preziosa nei momenti di difficoltà.
Rallentiamo.
Cosa???
Sì, dico proprio di rallentare, per non cadere in iper – allenamento.
Quando iniziamo qualsiasi cosa nuova, come appunto un cambiamento, tendiamo a strafare e ci ritroviamo così col fiato corto dopo pochi metri.
Partiamo in maniera graduale, al di sotto di quelle che crediamo siano le nostre possibilità e focalizziamoci sull’essere costanti nel tempo.
Come per un allenamento, è la costanza fare la differenza1!!
L’ottimismo, fine a sé, non paga,
non dura e presto ci troviamo a fare i conti con la seconda fase del ciclo emotivo del nostro cambiamento…

Fase 2: Pessimismo “estremo” e giustificato

Dopo pochi giorni andiamo inevitabilmente, e spesso irrimediabilmente, a sbattere contro quel muro, chiamato semplicemente quotidianità e realtà.

Basta!!! Il grande slancio, sembra andato.
La Luna di miele finita.

Le difficoltà, reali, che incontriamo, aumentano la nostra frustrazione e vista l’assenza, IMMEDIATA, di risultati ci portano a mettere in dubbio l’impegno che abbiamo preso con noi stessi.
“Non fa per noi!”
“E’ UNA SCEMATA!”
“Tutti questi sacrifici non servono a nulla.“
“Che senso ha continuare?”
““Magari c’è una soluzione più rapida.
“COSA MI E? VENUTO IN MENTE???”
Quella vocina malefica nel nostro cervello inizia a sussurrarci  queste frasi sconclusionate, ma potentissime.
E con questi pensieri negativi in mente approdiamo all’Isola della Disperazione…, dove tutto muore.
Lei è un luogo immaginario, dove schiattano tragicomicamente  i tentativi di cambiamento  di ¾ delle persone.

 

La motivazione iniziale è svanita, persa, dissolta, frantumata, andata a farsi benedire.
La forza di volontà è SOLO un ricordo lontano.
L’entusiasmo della partenza non sappiamo neanche lontanamente, ora, cosa sia.
Davanti a noi c’è solo un arido deserto,  in cui crescono frustrazioni, povertà d’animo e sconfitte.
Siamo pronti a mollare.
E molti lo fanno: mollanoooo.
Chi molla una volta … ,in genere, lo fa poi sempre …
Queste persone trascorrono la propria vita oscillando come pendoli tra l’esaltazione  di un nuovo obiettivo stratosferico e la depressione  per le numerosissime difficoltà.
Smaniano sempre, propongono a tutti nuovi progetti e non concludono mai un ciuffolo di nulla.
Qui, se passiamo l’isola della disperazione e riusciamo a riprendere il mare …, emergiamo dalla massa dei”mollacel”, i naufraghi del primo giro.
Sì, ma concretamente come riprendiamo il mare aperto?!
Non potendo più contare sulla sola disciplina personale, dobbiamo usare la  “forza di volontà estesa“.

Fase 3: Realismo reale

Se superiamo il buio dell’isola del pessimismo imperversante, raggiungiamo e attiviamo i meccanismi di realismo incoraggiante.

Immaginiamoci di essere in cordata e di scalare un’alta montagna.
Guardare sempre in alto ci fa girare la testa e scoraggiare.
Guardare sotto, ci fa venire le travergole o vertigini e il blocco del puro terrore, per il vuoto ed un’altra forma di dislivello.
Per stare bene e fuori dalla disperazione, dobbiamo riportare il nostro sguardo sul contingente, sul gradino o parete, che abbiamo di fronte e solo su quella/quello.
Così siamo nella fase di realismo reale, incoraggiante.
Visto che la vetta può essere più o meno elevata, dobbiamo fissare una o più basi di sosta, cioè date, in cui poter valutare i progressi e fare molta attenzione alle singole azioni giornaliere.
Se siamo arrivati alla base intermedia fissata, allora siamo pronti per accelerare e tentare un nuovo approccio a cui assegneremo una nuova data di controllo di qualità.
Concentrarci solo sulla parete davanti e sul prossimo “gradino” ci aiuterà a mettere da parte il pessimismo e a sviluppare un atteggiamento di speranza per il nostro cambiamento e la vetta, la cima.

La terza fase è la più importante in assoluto.
Ottenere risultati, cambia sicuramente il nostro stato emotivo.

Fase 4: Ottimismo giustificato!!!

Passo dopo passo, così, focalizzati sull’immediato, entriamo senza accorgercene in questa quarta fase del ciclo emotivo del cambiamento, quella dell’ottimismo giustificato e le cose inizieranno  a girare nel verso giusto.
I progressi sono più visibili, c’è fiducia nel percorso scelto e sappiamo  perfettamente come affrontare qualsiasi nuovo ostacolo.
Il cambiamento, però,  non è ancora completo, perché i risultati ottenuti, vanno CONSOLIDATI.
Come?
Aiutando gli altri.
Siamo tra i pochi sopravvissuti, i fortunati dell’arrampicata, i superstiti dell’isola della Disperazione, quindi ora l’Universo ci chiama a mettere a disposizione di chi sta affrontando un cambiamento simile al nostro, quel che siamo e sappiamo.

 

Guidare chi è in cammino, spronarli nei momenti di maggiore stallo e difficoltà, dimostrare, con il nostro esempio che è possibile farcela ed ottenere un cambiamento profondo e duraturo è mitico, innovativo.
Diventiamo la forza di volontà, estesa, di queste persone, e questo attiva in noi la tenacia di non mollare e i rimanere sempre focalizzati sul nostro obiettivo.

Fase 5: Epilogo

Quando il cambiamento che ci eravamo ripromessi  è finalmente realtà, riconosciamocelo e  festeggiamo con gioia.
Non era scontato.
Non commettiamo l’errore di darlo per scontato, ma festeggiamo, celebriamo il cambiamento realizzatooo!
Non è un caso che ogni cultura abbia i suoi riti di passaggio.
Dobbiamo comunicare al nostro cervello, che siamo ben felici per quello che siamo riusciti a fare, che  è stato veramente grandioso.
Così facciamo scattare quel circolo virtuoso che ci porterà a raggiungere mete sempre più alte, più ambiziose, più accattivanti e trasformanti, quegli step che ci permetteranno di essere finalmente NOI e DARE con gioia e leggerezza una mano, la nostra mano all’Universo.

Con grandissima Amorevolezza … ti *** degli Angeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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