5 modi per raggiungere l’autostima

autostima e bambini

“Stìmati.
Gli unici che apprezzano uno zerbino
sono quelli con le scarpe sporche.”

Leo Buscaglia

Mi viene da sorridere se penso a noi donne e anche solo genericamente alla parola autostima
Sembra che tra noi e lei non corra molto il buon sangue.
La rincorriamo da sempre, ma ci appartiene raramente
I bambini, invece, sono le Anime privilegiate, quelle che sviluppano di solito una buona autostima,  grazie al potente sostegno dei genitori.
Poi, la vita va avanti, i contorni  relazionali, emotivi, sociali, lavorativi, ambientali, in generale, ed i commenti, le aspettative e i giudizi della famiglia e/o della gente ci riducono l’autostima, proprio quella perla preziosa,  che era stata coltivata durante l’infanzia.
Ma che cos’è questa benedetta autostima???
L’autostima è la considerazione che ciascuno di noi, come individuo, ha di se stesso.
Ehhh, ehhhh, è proprio quella idea, a volte buffa, a volte rallentante, massacrante, azzerante o quasi che utilizziamo verso noi stessi
Tragica?
NO, solo una fotografa delle brutte copie che stampiamo spesso di noi stessi.
Averla, ci permette di credere nelle nostre capacità e ci fa sentire utili, dotati, abili in qualcosa, insomma al passo con ciò che serve; grazie a lei, noi abbiamo la sensazione di poter contribuire in modo positivo alla società e di meritare una vita serena, gioiosa, appagante.
Svilupparla  è un processo naturale ed essenziale per vivere una vita piena, sana e felice, almeno, così dovrebbe essere, se riuscissimo a farla evolvere con noi, a mano a mano anagraficamente cresciamo.
La prima cosa da fare quindi è fare il punto della nostra situazione, cioè comprendere il potere del nostro atteggiamento verso noi stessi.
Come fare?
Semplice!
Pensiamo al modo in cui siamo soliti parlare di noi (” che stupido che sono!”, oppure :” non riesco, non sono capace!!!”, ” sono insicuro” ) come ci percepiamo ( belli, abili, altruisti, attenti, intelligenti, oppure scarsi, stanchi, incapaci, sfiniti, succubi, inconcludenti, inutili, dimenticati) o ci descriviamo, che dobbiamo avere la consapevolezza piena, che diverranno, prima o poi, la nostra vera verissima realtà.
Quando ci buttiamo giù, sminuendo il nostro valore e minimizzando i  talenti che abbiamo, davanti alle altre  persone, magari incontrate per la prima volta,  non facciamo altro che presentarci come  persone prive di autostima, praticamente insignificanti.
Un conto è l’umiltà, altra questa disistima di sé.
Non si tratta di umiltà, ma di un vero e proprio  rifiuto di se stessi, un tentativo di sminuirsi.
Certamente non manca chi pecca in altro modo, enfatizzando qualità reali o presunte, talenti blasonati, competenze infinite; anche in quel caso, si tratta semplicemente di arroganti e/o egocentrici o saccenti, oppure semplicemente di persone insicure, che cercano gonfiandosi a ruota di ben apparire e di nascondere a se stessi emozioni, giudizi, percezioni?
Un po’ e un po’
Anche in questo caso i casi sono molteplici, mutevoli e comunque legati alle singole storie personali.
Noi limitiamoci a dire che esistono tutte queste differenti sfaccettature  …
Tuttavia, esiste una via di mezzo: basterebbe rispettarsi, riconoscere i propri meriti e ammettere di essere una persona valida, al pari delle altre persone, con talenti e pensieri unici e rispettabili per stare bene e fare un ingresso corretto nella società.
Il problema è che arrivare a  questa convinzione non è facile, soprattutto se ci siamo  sottovalutati per anni, magari anche ora lo stiamo facendo nei più svariati modi.
Una cosa però è certa:  è sempre possibile cambiare ed evolversi in positivo,  imparando ad amarsi e ad apprezzarsi.

Cosa fare?

1) Sconfiggere la paura che ci impedisce di accoglierci amorevolmente e di apprezzarci.
L’amore di sé ci è stato inculcato che è sbagliato, questo perché viene spesso confuso con il narcisismo, con l’egocentrismo e  quindi  considerato come un  aspetto negativo, pesante, non buono.
E’ anche vero che la stessa parola Amore comprende talmente tanti aspetti e sfumature, che si presta a travisamenti e difficoltà, forse,  di comprensione.
Amore per noi è il fare del bene agli altri, l’ essere sempre disponibili e caritatevoli, il soccorrere chiunque, in una parola dare, dare, dare se stessi, senza limiti, sempre.
Darsi sì, ma fino a che punto?
E per quanto tempo?
A chi?

Non essendoci dei “limiti canonici”, spinti dalla generosità, da nobili intenzioni, o anche solo dal timore di risultare poco generosi, siamo finiti con il creare delle sproporzioni nell’atto del dare e del ricevere, penalizzando magari le nostre necessità o i desideri personali, che abbiamo posposto a quelli degli altri.
Nella nostra testa si è così creata un’immagine della persona ok, come di colei che fa questo, questo e anche questo …
Non fare, non dire, non supportare l’altro in tutto ci fa quindi uscire da questo schema e visionare  come egoisti o interessati solo a noi stessi.
Anche in questo caso, si tratta di raggiungere il giusto equilibrio.
Se vogliamo amarci, dobbiamo dimostrare a noi stessi un po’ di amore, regalandoci e/o concedendoci  le stesse attenzioni e la stessa tolleranza, generosità e compassione che rivolgiamo ai nostri amici o meglio al nostro Migliore Amico.
In genere noi tendiamo ad essere servili verso gli altri e a dimenticarci di esistere in prima persona.
Siamo dipendenti
Dipendenti del giudizio degli altri, dipendenti degli schemi comparativi che ci siamo creati e dipendenti da quanto abbiamo adottato dal mondo circostante.
Ma l’Amore e la dipendenza non vanno d’accordo
L’amore svanisce quando si entra nel regno della dipendenza.
E allora, come comportarsi?
Ascoltarsi!
L’autostima è legata alle emozioni.
Impariamo ad ascoltarle e agire in sinergia con loro, anziché reagire automaticamente solo ai sentimenti delle altre persone: gli piaccio, mi stima, non mi considera, da me si aspetta o altro.
Dare spazio solo ai bisogni degli altri a quello che essi vogliono a  lungo andare instaura legami morbosi, perché le persone ci orbitano attorno,, creando un legame in cui l’altro si appoggia sempre di più a noi e noi, sopraffatti, siamo sempre più stanchi, scontenti, affannati e rancorosi.
Inizialmente può essere appagante, ma a lungo termine no.
Quindi dobbiamo recidere, recidere, recidere qualsiasi forma di dipendenza.
Ascoltare le proprie emozioni è vero che cambia anche le relazioni, perché ora possiamo accorgerci ed accettare che le richieste degli altri non sempre ci fanno felici, ma ora, se ci ascoltiamo dentro, siamo abbastanza consapevoli per scegliere la soluzione migliore per noi, oppure quella che accontenterà entrambi, ma eviteremo sicuramente quella che soddisferebbe tutti tranne noi stessi.
L’autostima inizia a crollare quando permettiamo agli altri di decidere per noi.
Inizialmente, potrebbe sembrare la strada più facile per evitare scelte difficili,  mentre si tratta di una strada senza uscita, perché ci affidiamo completamente all’altro, finendo per rimanere prigioniero della decisione altrui.
Se queste persone scomparissero improvvisamente dalla nostra esistenza, ci ritroveremmo persi, disarmati e indecise, come non sapessimo più cosa fare di noi stessi e della nostra vita.
Basterà fare un po’ di analisi interiore, per capire come e quando ci sminuiamo e finiamo nella ragnatela.
Proviamo a chiederci semplicemente:
“Che doni/ abilità possiedo?”
“Che esperienze hanno inciso sul mio modo di pensare, agire??
Quali sono i miei punti di forza? ”
Per una volta, almeno, cerchiamo di non pensare ai punti deboli e/o negativi, ma alle infinite cose belle che ho ricevuto o che sviluppo con il mio impegno e/o costanza.
Che cosa voglio fare da grande?
Sto  facendo  quello che desidero?
Sono soddisfatto della mia salute?
Mi sento sereno, felice, appagato?”

2) Smettiamola  di farci condizionare dagli altri!!!
L’insicurezza che si agita spesso dentro di noi, ci porta quotidianamente  a tentare di soddisfare e piacere agli altri
Quando però cerchiamo di vivere secondo le aspettative altrui, perdiamo tutta la nostra autostima, la lasciamo svaporare quasi senza accorgercene.
Molte persone scelgono, anche consapevolmente, di vivere per chi gli sta accanto, condizionando così gli studi, la carriera, il posto in cui abitare, quanti figli avere; ogni decisione viene presa in funzione delle aspettative di qualcuno esterno a sé, genitori, mogli, figli, mariti, amici e così, seguendo le indicazioni altrui, smarriscono la propria identità e senza quella ancora una volta anche la propria autostima.
È un vero peccato vivere per qualcun altro, perché ci rinneghiamo, rinneghiamo il nostro cammino personale e la nostra identità vera e piena.
Ho ricevuto da Dio molti talenti, ma cerco di usare quelli degli altri, che non mi appartengono e quindi non posso nemmeno spendere
Spesso siamo indotti a credere che Amare una persona sia proprio questo, ma questo non è Amore né verso di lei, né verso noi stessi?
Fisicamente, possiamo camminare al posto di un’altra persona?
Idealmente sì, ma nella pratica siamo fisicamente un’identità che sostituisce l’altra, che le da voce, mani, movimento perché lei non può
Chi non si muove in prima persona, è insoddisfatta, rancorosa, piena di rimpianti:  rimpiange le scelte fatte o non fatte durante la propria vita e di solito, cerca di sfogare la propria rabbia sugli altri,  sulle nuove generazioni, sfoderando anche pessimi consigli e tante lamentele.
Al contrari, le persone che hanno una buona autostima sono serene e quindi, sempre attive, dinamiche, pronte a dare utili consigli, ad accendere nuova Luce e quindi ad essere ottimi mentore.

3) Valiamo? Allora, facciamo sapere a noi stessi che siamo OK!
Anche inconsapevolmente, durante la giornata, spesso ci diciamo cosa dobbiamo fare oppure ci lasciamo sfuggire delle esclamazioni a volte poco carine, che evidenziano delle mancanze reali o presunte di cui siamo o ci reputiamo artefici …
Impariamo a riprogrammarci e a regalarci anche qualche doveroso apprezzamento che aumenta la nostra autostima.
E’ tempo questo per portare almeno qualche utile cambiamento nel proprio modo di pensare, solitamente nebbioso, pesante,  negativo ….
Concediamoci delle piccole pause durante la giornata per ricordarci che siamo persone uniche, adorabili, pene di vita, mitiche, meravigliose, speciali …
A volte combiniamo pasticci?
Proviamo a pensare che monotonia se esistessero solo i perfettini …
Anche l’imprevedibilità è un aspetto straordinario: evita la monotonia, la ripetitività, l’inquadramento …movimenta ogni cosa …
Se accettiamo tutte le sfaccettature del nostro modo di essere, quando qualcuno cercherà di intralciarci, non rinunceremo a noi stessi, ai nostri progetti o pensieri, ma saremo più perseveranti e pronti a cercare di raggiungere comunque i nostri obiettivi.
Quante cose avrebbero potuto  accadere se solo avessimo creduto di più in noi e noi nostri talenti??
Un altro aspetto di questo passaggio, richiede quindi anche l’essere pazienti, il sapersi perdonare, lo smettere di biasimarsi o di incolpare l’esterno, gli altri …così i nostri desideri potranno timidamente affacciarsi dentro, salire in superficie   e permetterci di lavorare sulla felicità e sull’autostima.
Nel contenitore del valere, dobbiamo inserire anche “il sentirci liberi” di esprimere i nostri sentimenti, anziché reprimerli e l’educarci a prestare attenzione alle opportunità che ci vengono inviate dall’alto.

4) Cogliamo l’attimo!
Per non sentirci sminuiti, e metterci nella condizione di svalutarci, attiviamoci per saper prendere al balzo le offerte che ci vengono inviate.
Le opportunità si presentano sotto svariate forme.
Saperle afferrare è un’altra abilità non tanto diffusa, ma imparare a riconoscere le opportunità e a trarne il meglio fa parte del processo per migliorare l’autostima.

Talvolta dovremo arrotondare un pochino la spinta a fare o l’ambizione, qualche altra allenarci stoicamente alla pazienza, ma tutto questo ci porta solo a diventare più attenti, più vigili, più perspicaci nel non farci sfuggire nessuna delle occasioni che la vita ci offre su un meraviglioso vassoio d’argento, perché meritiamo sempre il meglio!
Mettiamoci in gioco, accettiamo le sfide e puntiamo sempre a miglioraci e a crescere.
Viviamo in un contesto che tende a giudicare le persone in base a cosa fanno per vivere e non per ciò che sono.
Attiviamoci per altre modalità, dove la persona viene prima di tanti altri aspetti, soprattutto fisici, materiali
Che lavoro svolgi?”
“Sono solo un…”

Mmmmm … ascoltiamoci mentre ci esprimiamo così!!!
Significa che abbiamo un problema di autostima.
Noi siamo ben oltre una semplice qualifica o una divisa: siamo degli  esseri umani unici, capaci e veramente straordinari  o meglio delle Anime con una “qualifica terrena”, attivi a 360° per una causa grandissima
Se giudichiamo il valore di una persona in base alle sue ricchezze o al suo livello sociale, e noi non li equipariamo,  o non ricopriamo quelle posizioni che reputiamo di prestigio, avremo sempre problemi di autostima.
Ci sentiremo ultimi tra gli ultimi o quasi e tutto ne risentirà: umore, fisico, benessere generale.
Vogliamo invece godere al meglio di tutto?
Creiamo delle giuste scale di valori, valorizziamo il nostro tempo, concediamoci  pause, gesti, pensieri, parole gratificanti
Cerchiamo di trovare un equilibrio tra il tempo che dedichiamo agli altri e quello che dovremmo dedicare a noi, per non scivolare nell’ansia, nello stress, nella fatica dell’assenza di riconoscimenti gratificanti
Ognuno di noi ha tempi e modalità diversi di “riconoscersi” e donarsi qualcosa per coccolarsi e stare bene; l’importante è che lo faccia e che abbia il tempo per farlo, altrimenti … ce lo stiamo ripetendo da un po’ la sua autostima si disintegra.

5) Viviamo nel qui ed ora!
Siamo molto conservatori ed il passato è un grosso scoglio al quale ci ancoriamo come le cozze
Il passato  ci offre sicuramente le sue lezioni, i suoi insegnamenti,  dalle quali  trarre consapevolezze, sapere e quindi crescita,  ma ormai è andato, quindi è giusto ad un certo punto lasciacelo alle spalle.
L’unico cosa che conta realmente è l’attimo, il famoso qui ed ora.
E’ la realtà, la certezza, il momento che esiste davvero e se  non è quello che desideriamo, sta a noi apportare dei cambiamenti, per trasformare il futuro, in ciò che vorremmo.
Come?

Lavoriamo sul linguaggio, affinché sia sempre positivo, propositivo, prendiamo nota dei nostri successi.
Ogni volta che ci viene la tentazione di scadere nella lamentela universale, di buttarci  giù e di  piangerci rumorosamente addosso, concediamoci una sana pausa, fatta anche di piccoli gesti materiali: un caffè, un cono gelato, il sorseggiare una bevanda che amiamo e magari, comodamente seduti, rileggiamoci i nostri successi o una lettura illuminante.
Vogliamo essere competitivi a tutti i costi?

Competiamo con noi stessi,  non con gli altri, per esempio, prendendoci l’impegno di non lasciare mai le cose a metà o di portarle a termine entro una tale ora o arco di tempo.
Si tratta di vissuti personali, di eventi che esulano da qualsiasi altra persona e quindi estremamente remunerativi, non tanto magari economicamente quanto emotivamente.
Qui non esiste come gli altri ci percepiscono, né di cosa avrebbero fatto al nostro posto, ma noi e solo noi.
Tutti noi siamo in continuo movimento, quindi cambiamo continuamente e ci trasformiamo.
Se oggi non ci piacciamo a 100, non spariamoci addosso irreparabilmente: ricordiamoci invece che tutte le persone cambiano molto nel corso di un decennio, quindi … anche a noi sarà concessa la trasformazione che ora immotivatamente ci neghiamo.
Non c’è ragione di deprimersi se non siamo belli, ricchi e/o intelligenti come il divo più gettonato
Ciascuno è unico e irripetibile e non è sicuramente lo stesso di dieci anni fa.
Siamo invece grati!

Pensiamo alla saggezza che abbiamo ottenuto in tutto questo tempo e sfruttiamo al meglio l’esperienza guadagnata.
Non denigriamo nessuno, ma gratifichiamo chi ci sta intorno e verremo a nostra volta, guarda caso, gratificati, proprio come avremmo magari desiderato fino ad oggi, con scarse o nulle possibilità.
Siamo grati e aperti, amorevoli e l’Universo lo sarà con noi.
Tutte le persone che incontriamo sono risorse e potrebbero offrirci nuove opportunità.
Diamo loro del giusto tempo, ascoltandole con giusta ed amorevole attenzione, in perfetto equilibrio spazio- temporale.
Ricordiamoci che c’è sempre la possibilità di imparare cose interessanti che potrebbero cambiarci e migliorare.
Migliorare che cosa?

L’autostima,
guarda caso, proprio la nostra amata e ricercata signora autostima.
Altro aspetto arricchente è la condivisione: condividiamo con gli altri ciò che abbiamo imparato per migliorare l’autostima, perché gettiamo semi che creeranno nuovi frutti ed alberi.
Raccontiamo ai piccoli come ci impegniamo per migliorarci; aiutiamoli a comprendere che non è mai sbagliato reinventare se stessi e che è importante impegnarci per uscire dall’infelicità.
Dimostriamo coi fatti che nel viaggio della vita è più importante coltivare il migliore noi stesso ogni giorno, ogni settimana e ogni anno, che fare una pura e semplice carriera impersonale, dove ti senti addosso i panni di altri e tutto diventa faticosamente pesante.
Non imponiamoci obiettivi altrui, né diamocene trecentomila, altrimenti potremmo sentirci  schiacciati e di conseguenza scivolare, perdendo sempre lei, l’adorata autostima.

A volte i nostri progetti ci prendono la mano e così commettiamo degli errori di valutazione, arrivando a pensare di poter fare cose impossibili o reputando difficili cose molto semplici.
Se qualcosa ci affatica, è arrivato il momento di regalarci una bellissima parentesi, una pausa ossigenante e concederci poi di cambiare finalmente la direzione della nostra vita, ricordandoci nella scelta che ciò che affatica e da dolore non appartiene alla Luce.

Se sono ad un bivio e la confusione imperversa, mi fermo, mi recupero, valuto, soppeso e poi scelgo la direzione con l’unica consapevolezza vera dell’Anima: ciò che ogni volta mi fa sentire sbagliato, mi rimanda una visione che mi colpevolizza e addolora, mi offre una sensazione energetica che stride con il mio essere, non mi appartiene e non è della vera mia Essenza radiosa.
Buona Autostima a tutti!
Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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