
Nascere.
Un atto di grande Amore e di Gioia, soprattutto perché Tu, come qualunque altra forma di Vita, che si affaccia a un nuovo modo di essere, porti in te un Messaggio Divino, anzi, Sei il Messaggio del Divino.
Tu, come tutti, nascendo Sei stato l’Angelo venuto per portare al Mondo
i doni di cui eri stato insignito, doni immensi, che erano stati racchiusi dentro un piccolo Corpo fisico, il Tuo, all’atto del tuo arrivo ufficiale.
La Mente Divina è potente e crea un programma per ogni Messaggio e Messaggero che si avventura sul Pianeta Terra.
L’Infinito ha creato un Programma apposito per Te e ti dato uno zainetto nel quale c’è tutto il necessario utile, perché tu possa essere ciò che è racchiuso nel tuo programma, realizzandoti.
E’ così che ognuno di noi nasce, cresce, trova una compagna o un compagno, compie un cammino e poi rientra a casa, rientra a far parte dell’Infinito.
Ogni cellula che possiedi nel tuo corpo è un Universo.
Ogni Cellula è magica, perfetta, intelligente all’impossibile e programmata per essere ciò che è, qualunque cosa sia.
Tu sei quindi programmato per Essere te stesso e lo sei, indipendentemente da cosa tu credi di essere e di potere o saper fare.
Il tuo Programma è sciolto dalla tua mente pensante, non abita in lei, ma bensì nel tuo DNA, dove inizialmente si attiva e lavora, seguendo l’istinto e la sua saggezza.
Questa prima fase di Attivazione, la noti molto bene nei piccoli, quando a seguito della nascita si attiva il “tempo” e il programma si mette in moto.
Sei piccolo, spontaneo e così quello che Sei si esterna senza pensieri e limitazioni di sorta.
Tu segui quello che ti piace e che desideri ed eviti chi non ti va a genio o non ti piace.
Tutto in modo lineare e piacevole.
L’istinto fa parte del tuo progetto e ti guida.
Ti senti felice, sereno e ami giocare e divertirti.
Ami e soddisfi i tuoi bisogni.
Poi succede qualcosa.
Cresci, il corpo si espande, la mente anche, e tu inizi a usare dei “simboli” per trasmettere il tuo messaggio al Mondo.
Ogni specie vivente ha una sua forma comunicativa con il suo gruppo di simili e anche Tu, Uomo, capisci e sei compreso grazie a dei simboli.
Questi simboli etichettano tutto.
Oggetti, azioni, emozioni, materia, tutto ha un suo bollino identificativo.
Gli esseri umani sono stati programmati per creare un linguaggio e una simbologia.
Nel Mondo di cui ora fai parte, esistono parecchie lingue, anche molto diverse e tantissimi simboli.
Tutto questo ti permette di entrare in relazione con gli altri e d’intendersi, ma anche di metterti in contatto con te stesso.
I simboli possono essere suoni, oppure movimenti o segni .
Ci sono tanti simboli, come ho scritto, alcuni per gli oggetti, per le idee oppure per la musica e per ogni disciplina e scienza.
Il primo passo che fai è quello d’introdurre dei suoni, e così inizi a usare e a farlo in maniera sempre più rapida e proficua, cioè impari a usare questi simboli/suono per parlare.
Chi ti ha preceduto e già sa, t’insegna i diversi significati di tutti i suoni e così tu impari a riconoscere la pappa e il papà, la mamma e la nonna, il letto, la forchetta e il bicchiere.
A poco a poco ampli il tuo registro e inizi a cogliere anche dei nomi che ti parlano di cose che non puoi toccare e vedere, ma che comprendi che, in qualche modo esistono, anche solo nella fantasia.
Entro i primi 4 anni fai passi da gigante. E’ faticoso, ma la gioia di creare relazione ti fa prestare poca memoria alla fatica messa in campo, per questo periodo.
Dopo il linguaggio è la volta del sapere.
Gli adulti di riferimento, ti offrono quello che già sanno e così ti “programmano” attraverso le loro conoscenze.
Da loro ci arrivano regole, dettami, cultura e tutta una serie di divieti, massime, giudizi e pregiudizi che spaziano dall’ambito religioso fino a giungere a quello prettamente sociale, collettivo e culturale.
In questo modo tu smetti di essere un messaggero dell’infinito e acquisti lo stesso profilo di chi ti trasmette tutto questo.
La tua attenzione di piccolo umano viene assorbita e si crea una sorta di canale che travasa in lui tutte quelle in-forma-azioni e insegna_menti che ti rendono un Uomo o una Donna, in miniatura, ma simile a loro.
Ci sono delle regole e tu le rispetti, perché lì sei nato e così ti hanno educato a fare.
Ti senti inserito, accolto e apposto, appostissimo perché facendo come loro vogliono e fanno sei 1 di loro, sei giusto, sei 1 buon uomo e una buona donna, secondo i loro metri di giudizio.
Osservati da fuori e ti accorgerai che vieni “addomesticato” primo come si fa con i cani.
Ieri osservavo una signora, lungo il marciapiede imporre degli ordini al suo cane, ancora cucciolo, al guinzaglio, seguendo il video trasmesso dal suo orologio di ultima generazione e poco discosta c’era una mamma che stava facendo la stessa cosa, con il suo piccolo cucciolo d’uomo, in merito a un certo comportamento rilevato.
Per un attimo le immagini si sono sovrapposte e mi sono detta: “Ordini! Sempre ordini e con lo stesso tono e modalità! Aberrante”.
La stessa dinamica e strategia educa un cane, un gatto, un piccolo d’uomo.
Punizioni e ricompense sono alla base di questo sistema fallimentare e lontano dall’Infinito.
Il cane si siede al centro del marciapiedi ed è bravo, un bravo “cagnone”, esattamente come il piccolo, che è stato apostrofato allo stesso modo, come “un bravo bambino”.
Bravi perché fanno quello che “vogliono gli altri”.
Del resto a volte ti sarà capitato nella tua carriera di piccolo in crescita, di essere stato lodato senza merito o biasimato senza torto, fa parte del percorso e del gioco.
Già, ma per “paura” di non essere bravi e all’altezza, e di venire puniti, esattamente come il cane, con le orecchie basse e gli occhi sbiechi, pronti a seguire ogni minima variazione umana d’espressione, iniziamo la nostra “nuova e triste storia” di dipendenti e di subordinati al volere degli altri.
E’ così che la Libertà Cosmica sparisce e tu cerchi in tutti i modi di compiacere gli altri ed entri in una forma “apparente” di Libertà.
Del resto, lo vedi a livello scolastico, quando il ragazzino cerca di sciogliersi da questa servitù, e di ritornare autonomo, sto parlando della pre-adolescenza; è allora che a scuola le prestazioni iniziano a calare e i compiti divengono saltuari: il ragazzo che prima voleva compiacere l’adulto, si distacca da ogni forma di dovere “indotto” e di scelta compiacente, per tentare di “compiacere di nuovo” se stesso.
L’adulto dà a questo fenomeno una spiegazione il meno dolorosa possibile per se stesso, attribuendola a un periodo di baccanali e di ormoni spaziali, mentre in realtà è il piccolo di un tempo, che cerca solo di riprendere in mano la Sua Vita situazione, iniziando a esternare quello scarso interesse per la scuola, che lo accompagna da tempo, ma che, volendo essere bravo agli occhi della famiglia, non poteva permettersi di ricusare e dimenticare, mentre ora sì.
Perché studiava e si applicava in maniera quasi spasmodica?
Studiava per fare felici gli adulti e ricevere la loro approvazione.
In moltissimi ragazzi avviene questo e quando vogliono rientrare in Sé e nel loro “potere” entrano in crisi, perché si scontrano con le richieste del sistema, a cui non desiderano più sottostare.
Durante l’addomesticamento ci vengono “infuse” tutte le credenze, le regole ed i valori della famiglia a cui apparteniamo e quelle del collettivo nel quale la famiglia è inserita.
Tu n-on puoi scegliere, ma ti devi adeguare.
E’ così che ricevi i pacchetti delle cose a cui devi credere e quelli a cui mai e poi mai dovrai dare ascolto, figuri il credito, non se ne parla proprio.
Tutto ti viene passato.
L’idea del bello, del brutto, del buono e del cattivo, del giusto e dell’ingiusto, tutto.
Siamo piccoli e aperti, quindi veniamo riempiti come vasi vuoti di tutto questo “sapere”.
Tu Ami i tuoi genitori, come loro amano te, quindi accogli quanto ti passano e lo immagazzini a volte anche con gioia.
Tutto passa dentro la nostra mente, per rispettare l’accordo iniziale ed entra grazie alla nostra attenzione.
L’attenzione in tutto questo è fondamentale perché ti permette di focalizzarti su 1 solo oggetto, 1 unico pensiero in una vasta gamma di possibilità.
L’attenzione rende possibile questa raccolta che parte da fuori di te e viene assorbita e disposta all’interno, creando il tuo nuovo magazzino di sapere.
Lo zaino non sembra più servire e quindi lo lasci da qualche parte, perché ora hai la tua nuova e fiammante palestra interiore, creata dagli adulti di riferimento, secondo i loro parametri, le loro schede di allenamento.
L’attenzione è il canale che usi per mandare e ricevere messaggi.
E’ come un ponte tra una mente e un’altra, tra una testa e un’altra.
Da lì passano suoni, simboli, segni, contatti, tutto ciò insomma che cattura la tua attenzione e rende possibile tutto questo.
Così insegniamo e così apprendiamo.
E’ solo grazie all’attenzione che apprendiamo oppure insegniamo, senza il passaggio non avviene, infatti i piccoli che per svariati motivi, non prestano attenzione, non vengono toccati da questo processo.
Con l’attenzione gli adulti ti insegnano a creare la realtà, attraverso tutti i simboli utili.
Suono, alfabeto, scrittura e poi lingua sono quindi gli strumenti utili per muoverti in questo contesto.
L’immaginazione ad un certo punto spunta fuori e ti spinge a fare domande. E’ il tempo del perché.
Si sviluppa allora l’immaginazione e tu acquisti la padronanza della lingua quando inizi a parlare da solo con te stesso, e inizi a pensare.
Anche quello che ti capita, da questo preciso istante, visto la vastità di simboli che possiedi e i processi che hai attivato, inizi ora a dare un senso particolare e puoi immaginare cose reali, ma anche cose astratte, come bello, brutto, grasso o magro, dando loro una connotazione reale.
Se parli di bello ora te lo immagini così, mentre se dichiari che una cosa è brutta la realizza in quest’altro modo, nella tua testa.
Una cosa particolare è che tu pensi servendoti solo della Lingua che parla e che conosci meglio.
Padroneggiare una lingua, per intero, è molto faticoso e infatti questo accade perché pensi pescando dai simboli che hai appreso.
Quando inizi il tuo percorso scolastico, il mondo astratto non è più un problema e questo ti permette di continuare ad imparare altro, come la lingua scritta e la sua lettura e infatti inizi anche a produrre tu stesso quella lingua, attraverso la tua scrittura personale.
Ampli così i simboli e i loro nuovi significati.
Il pensiero ora è veloce e sta diventando automatico, mentre i simboli agganciano automaticamente la nostra attenzione.
La conoscenza inizia a dialogare con la tua testa e riesci a sentire addirittura la voce delle persone con cui interagisci, quando immagini cosa succederà di lì a poco, quando dovrai parlare e magari chiedere qualcosa a tua madre, a un tuo insegnante.
La loro voce è naturalmente una creazione che nasce dal vissuto, ma tu inizi a darle forza, perché le dai valore, ci credi e quindi dialoghi internamente senza paura.
In questo modo tu anticipi dentro di te le loro opinioni su un tuo desiderio, una marachella o qualcosa che ti sta a cuore.
Lasci che loro prendano piede dentro di te.
Quando sei piccolo non sai cosa sei, Sei e basta!
L’adulto a poco a poco diventa il tuo specchio e lo diventa con le sue affermazioni circa chi sei Tu, ai loro occhi: bravo, ordinato, oppure disordinato e aggressivo, dolce o chiacchierone. Tua madre ti dice chi Sei e tu le credi, l’ascolti; poi tuo padre fa la stessa cosa e magari ti dice altre cose o addirittura sostiene il contrario, l’opposto e anche in questo caso tu ci sei e raccogli anche la sua opinione, che però vivi come “certezza”.
“Se lo dicono mamma e papà, significa che io sono fatto così!”
Da loro vieni anche a conoscere gli aspetti fisici che ti contraddistinguono e anche a questo dai retta.
Ascolti tutti e ti crei un profilo soggettivo, frutto di tutti questi dati intersecati tra loro.
E così vedi per la prima volta la “tua immagine “ attraverso le loro parole.
A poco a poco queste opinioni ti cambiano e modificano il tuo comportamento, le tue opinioni, mentre nella tua testa si crea un’immagine di te, ben lontana dal tuo Progetto Divino iniziale, e vicinissima alle 1000 pennellate, con cui gli altri ti hanno dipinto.
Ci sono persino tratti in cui tu sei dato come la fotocopia del nonno, oppure dotato del medesimo naso dello zio.
Da lì nasce il “come ti vedi” e quello che vai pensando di te.
Questo determinerà, purtroppo anche il come tu affronterai la Vita.
Essere un perdente, un fallito, un pauroso o un arrogante nasce proprio da questo “profilo” congiunto dato dagli adulti e dalle persone di riferimento.
Poi, arriva il momento in cui a questo profilo di base si aggiungono i suggerimenti sul cosa fare e come muoverti per essere sempre benvoluto e ben accetto dovunque.
Così vieni instradato a comportarti in questo modo o in quell’altro.
E’ la paura del rifiuto che fa novanta e che ti spinge ad accogliere tutto, senza il minimo gesto di rifiuto.
Là dove qualcosa non quadra cerchi d’ingegnarti perché tutto torni.
E cerchi di diventare la perfezione, quella perfezione che sembra appartenere ed essere prediletta nel mondo, nel quale vivi.
Sovente ti senti deluso di te stesso e ti apostrofi con toni accesi, e questo avviene quando qualcosa in te si discosta in maniera ribelle da quella fantomatica perfezione, tanto agognata.
Prima dell’addomesticamento, eri e basta!
Ora sviluppi dei simboli contro di te, ma a favore del te che dovrebbe piacere e com_piacere il tuo contesto d’origine.
Da piccolo eri Libero e selvaggio, eri Divino, immerso nella Verità e libertà Cosmica.
Dicevi la Verità, perché vivevi nella Verità.
Ora sei un prodotto in costante mutazione, temi il futuro tanto quanto il giudizio e l’opinione degli altri.
E’ così che, mentre cerchi di andare bene agli altri, inizi a non andare più bene a te stesso e a far soffrire tutte quelle parti di te che vai rinnegando.
Anche la perfezione è un traguardo impossibile, perché si discosta dai tuoi doni e questo la rende una vera e terribile utopia e così entra in gioco anche la “finzione”.
Tutte le tendenze spontanee e normali, svaniscono e iniziano a prendere piede la noia, la tristezza, la ricerca ossessionante di una libertà che non sembra più appartenerti, nella maniera più assoluta.
Tutto a poco a poco si sgretola e tu inizi a cercare la bellezza, perché ti pare che essa sia altro da te, la libertà perché ti senti prigioniero di un te altro da te, la gioia, perché vivi scontento e assillato dal come vorresti essere e diventare, ma non sei.
Con l’adolescenza, il corpo inizia a produrre gli ormoni. Questo fa parte del suo processo naturale e la loro potenza, ti spinge a cercarti, a voler dare spazio al tuo “Bambino Interiore”, ma ora quel bambino è preso, braccato dalla paura e quindi ti muovi in maniera inconsulta passando dal tentativo di ritrovarti e auto-dichiarare la tua libertà o la tua sottomissione.
Ora però puoi anche fare a meno dell’addomesticatore, perché dentro hai creato una sorta di “giudice interiore” davvero inclemente e terrificante.
Lui ti boccia in continuazione.
Ti giudica.
Ti controlla.
E’ stato allevato al meglio e così sa bene anche come punirti o come elogiarti.
Ci sono persone che vivono in ambienti dove l’addomesticamento è più radicato, totale e fruttuoso, mentre altre, che vivono in Paesi diversi conoscono altre forme di addomesticamento.
Quello che si nota è che sulla Terra si è fatto sì che questo addomesticamento avvenisse ovunque, anche se in maniera diversificata.
La vita scorre rapida, tra mille mutamenti di “rito”.
Qualcuno allora si cerca, qualcuno no.
La regola è comunque che tu perso-na ti senti vuota, perché sei stata privata dei tuoi doni, e così vai cercando ogni cosa fuori di te: Amore, giustizia, libertà, gioia, allegria… tutto sembra dover venire dall’esterno, proprio come il “riconoscimento iniziale” dell’adulto.
Cerchi la Giustizia, perché in realtà non esiste giustizia nel sistema di credenze che ti è stato insegnato, così come cerchi l’Amore, perché il sistema ne è totalmente privo, oppure cerchi la Verità, perché hai un magazzino mentale carico di certezze inopinabili, che però ora non ti risuonano.
Ora è tempo di ritrovare quel Sé Bambino e riconoscerti quella Perfezione che Sei e che Ti appartiene per origine.
Basta seguire l’impossibile!
Questo è il tempo in ci puoi dedicarti all’espressione piena del tuo “Io Sono!” e nulla più.
Buona ricerca e buon “Io Sono” a Tutti!
Con Amore infinito Ti degli Arcangeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Meraviglioso scritto Ti! Grazie immensamente
Tutto chiaro adesso💛💛💛💛💛
Spogliamoci totalmente e completamente da tutti i “veli” nebbiosi costrutti e avvilenti dedicandoci pienamente alla vera e viva espressione del grande IO SONO 🤍🤍🤍🤍🤍🙏🏻
Un caro abbraccio con affetto grandissima dolcissima Ti
💖🙏🏻
Sono certa che tanto entusiasmo, darà eccellenti frutti.
Buon lavoro! Grata
Ho cercato sempre dentro di me passando molte volte i limiti del vivere proprio perché rifiutato e rifiuto questo modo di vivere da automa…Jiam Morrison in questo senso è stato un maestro di pensiero a 14 anni conoscevo tutto di Lui ero incantato dalla sua forma di essere purtuttavia la sensibilizzazione unità alla ribellione viene spesso fesintesa …
Mi ricordo una meravigliosa intervista fatta a Jim dove nel pieno della sua fama rispondeva a una giornalista provocatorie in questo senso diceva :
Signor Morrison Lei crede negli eccessi? Crede che le droghe o l’ alcol facciano parte della saggezza di uno Sciamano? Jim rispose è il concetto di vita Americano spendiamo più soldi in sigarette e Alcolici che per l’ educazione…seguendo disse la salva eagione separa l’ infinito di noi….non contrnts ka giornalista continuò e Lui rispose con una domanda: Tu soffrì? Cos’è che più ti angoscia?
Questo la dice lunga….il mio non voleva essere un divagare dolce Anima Ti più jna semplicemente testimonianza un abbraccio grande pieno di stelle ✨️✨️✨️✨️✨️✨️
Già, gli artisti hanno un piede oltre.
Sono venuti per scuotere e a volte lo fanno in maniera eccessiva, proprio per spezzare schemi e griglie mentali.
Il punto cruciale che li riguarda è che a volte sono stati fagocitati, per tanti motivi dagli esseri che certe scelte generano. Più grande è il cammino animico che scegli, più vieni ostacolato, perché la tua forza si possa esprimere.
E’ un gioco.
Buona serata, Francesco!
Con affetto.
Mi scuso per la scrittura…ma la mia tastiera multilingue…felice serata 🙏🤍🤍🤍