Esco dal pallone emozionale.

Concediti la magia di cogliere le tue emozioni, conoscerle, comprenderle, per viverle al meglio e dare loro il giusto significato.

Ti capita mai di trovarti nella condizione di non riuscire a gestire il tuo vulcano interiore, quando qualcuno o qualcosa ti scatena un’eruzione di emozioni?
Non te lo aspettavi, ma è bastata la richiesta di una persona o un evento inatteso, per farti arrossire, confondere la mente, sudare, dire le cose meno opportune al momento sbagliato.
Ebbene sì, a volte ci capita e l’imbarazzo è direttamente proporzionale all’assurdità di come reagiamo e ci muoviamo, fuori da ogni forma di apparente controllo.
Sembrava una giornata tranquilla, senza nuvole all’orizzonte, ma ti è bastato quel piccolo imprevisto per sconvolgerti la mente, la parola, l’Anima.
Come mai?
Cosa puoi fare?
Come ottenere di nuovo la tranquillità smarrita?
Tutte domande doverose a cui oggi tenteremo, vista la mia esperienza in materia, di dare una risposta.
Spesso le nostre emozioni sono veramente capaci di stupirci, perché  sanno essere vere esplosioni incontrollabili, deflagrazioni a cielo sereno, soprattutto alcune, come la rabbia, la frustrazione, la paura, il risentimento,  oppure il dolore e la sofferenza, che sembrano prenderci la mano e trascinarci in un bosco malevolo, dove tutto concorre al nostro sommo malessere.


Bene, ci sono 5 semplicissime cose che possiamo mettere in gioco già da ora, subito, per cercare di controllare le nostre perfide e ingestibili emozioni.
Una cosa certa è che l’emozione non la può in alcun modo cancellare, distruggere, ma “avvicinarla” cercando di dialogare con lei, affrontandola in questi 5 piccoli passi.

  • Prima cosa: conoscila! Sii consapevole del che cos’è e del che cosa stai provando.

    Per farlo, devi affrontarla come se fosse una persona, un altro te che ti vive dentro, un essere alieno che non devi far coincidere con te, mentre noi siamo soliti farlo, infatti diciamo:” Sono arrabbiato”.
    Non usare questa espressione, perché tu non sei la tua emozione.
    Dire:”Io sono frustrato!” non va bene…
    Sto provando rabbia, sto sperimentando la frustrazione, ma non sono né l’una, né l’altra.
    Ammetto a me stesso che sto provando un’emozione e niente altro.
    Così non passi più da causa ad effetto.
  • Secondo punto: accettala!

    Dopo che l’hai conosciuta è tempo di accoglierla, cioè di accettare il fatto che se è nata ed è giunta fino a noi è per un motivo ben preciso.
    Dobbiamo individuare il significato profondo che c’è dietro un’emozione.
    Dandole un senso, ti risulta poi più facile passare al terzo momento.
  • Diminuisci la ricaduta, l’impatto che ha su di te!

    Come?
    Lavorando su di te, evitando di mantenere le stesse dinamiche, in favore di altre.
    Per esempio, se tendi a brontolare sempre e a vedere tutto nere, dovrai cercare di uscire da questo tunnel, da questa modalità di lettura, a favore di un atteggiamento più solare, più positivo e generoso.
    Cambia atteggiamento: sii più aperto, più disponibile, più attivo nel guardare le cose da un’altra prospettiva, valida, unica, radiosa, rispetto a prima.
    Il nostro corpo influenza molto le emozioni e viceversa, quindi è utile modificare le modalità insite nel nostro modo di muoverci per stare meglio e gestire in maniera autentica e positiva le emozioni.
  • Non solo: per terza cosa, sposta il tuo focus!

    Parlare in continuazione dell’accaduto, ricordarlo, non fa che aumentare la forza “distruttiva”, l’energia dell’emozione, quindi se vuoi risolvere in breve tempo, smetti di alimentarla, di richiamarla alla memoria, di darle ancora spazio.
    Lascia che, come un palloncino si sgonfi e/o voli via, lontano da te.
    Se pensi ad altro, la fai uscire da te e lasci che lo spazio della tua mente venga occupato da altro, possibilmente più piacevole e costruttivo.
    Se vuoi fare un altro passo utilissimo, pensa invece a “cosa ti sta insegnando questa rabbia”, oppure chiediti come puoi superare quella rabbia.
    Molto positivo è anche chiedersi quali vantaggi, la situazione odierna, ti  permetterà di vivere domani e quali insegnamenti e novità, trarrai da tutto questo.
    Altra cosa vitale è utilizzare gli altri per creare dei rinforzi, cioè leggere, vedere negli altri quello che hai sperimentato, per conoscerne altri aspetti, per approfondirne la conoscenza.
    Dobbiamo, per lavorare al meglio sulle emozioni, essere più saggiamente curiosi, cioè usare le altre persone come specchi, per approfondire la conoscenza delle emozioni, come ho appena detto, perché quello che provi tu, non è unico, ma condiviso da tantissime altre persone.
    Molto importante, proprio per questo, è anche il divenire empatico, per riuscire a cogliere tutte le sfumature possibili che, in noi stentiamo a vedere, ma in un’altra persona ci possono balzare agli occhi, quindi stupire e guidare al meglio.
    Utilissimo  anche il sapersi mettere nei panni dell’altro, il  cercare di vivere le loro stesse emozioni, per capire meglio, per cogliere le varie sfumature, guardandole come loro le guarderebbero, dal loro punto di vista, che spesso non è il nostro, ma proprio per questo ci arricchisce.
    Così puoi scoprire in te le stesse modalità di comportamento dell’altra persona ed imparare ad essere più flessibile e attento, anche verso le altre persone.
    Essere consapevoli significa essere forti.
  • Condividi! Abbi l’umiltà di parlarne, di raccontarti, di aprirti con le persone giuste, di dire quello che stai vivendo e come lo stai vivendo.

    Le emozioni vanno esternate!
    Ricordati sempre che un’emozione repressa è peggiore di un’emozione espressa, in qualsiasi situazione.
    Quindi basta!
    Smetti di rinchiudere nel profondo della tua Anima le emozioni provate,
    fingendo che non esistano.
    Perché dove le metti restano: sono lì e da lì non se ne andranno mai via, se non ci lavori per benino.
    Apri la porta, affrontale ed inizia a trovare un senso per ciascuna di esse, a credere che tutto potrà presto, prestissimo essere migliore, diverso, ma per far questo sei tu, solo tu che, per primo, devi crederci.
    Le cose magiche accadono quando tu te lo concedi, quando  tu per primo ti dici che si può, altrimenti continuerai la solita vita e a dare la colpa agli altri e al destino per tutto ciò che non hai.
    Sarai la “solita vittima.

Ma fare la vittima non ti farà raggiungere nessun traguardo, né avere alcun riconoscimento, quindi incomincia da oggi a cambiare le cose, a crederci, perché volere è potere.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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