
Ero in giardino, quando un piccolo fremito ha attratto la mia attenzione: un piccolo uccellino, all’apparenza caduto dal nido, era esangue a terra.
L’ho preso tra le mani, sperando di poterlo rianimare, ma mi sono accorta nell’immediato che le sue condizioni era gravi.
Caduto probabilmente da un nido, posto sull’albero ai piedi del quale l’avevo appena rinvenuto, aveva fatto un “volo” troppo alto, per uscirne indenne, visto il suo piccolo corpo ancora abbastanza implume.
Un piccola codina, davvero spettacolare e un corpicino perfetto, ma toccato dall’altezza era lì, sul palmo della mia mano. Mi ha guardato e ho capito che cercava aiuto: non voleva morire da solo.
Sono stati pochi momenti, molto intensi.
Ho iniziato a parlargli piano, a confortarlo, a lodare la forza e il suo coraggio e lui, con grande sforzo, si è sistemato all’interno della mia mano, come fosse un nido, il suo nido.
Ha appoggiato la testolina al mio pollice, così da vedere il mio viso e poi, piano piano, ha chiuso gli occhi ed è spirato.
Mi sono sentita risucchiata in un mare di Luce e l’ho consegnato.
Le sensazioni provate sono indicibili, tanto che quando mi sono riavuta, mi sono accorta che ero molto felice, nonostante il volto rigato di lacrime.
Era stato un momento molto intenso, che mai mi sarei aspettata di vivere, quando avevo deciso di scendere per bagnare alcune piante.
Ho fissato per un istante il suo Corpicino, che mi aveva donato, perché lo seppellissi, e non ho potuto non accarezzarlo ancora.
Ho continuato a parlargli e a chiedere che mi indicasse dove desiderava che lo seppellissi e come.
Quel piccolo, caduto dal nido e prossimo a una nuova Vita, pochi istanti prima, aveva cercato qualcuno che lo accompagnasse con Amore, nel passaggio e questo mi ha fatto riflettere in merito alla morte dei nostri Amici Animali, sia quelli che vivono con noi, sotto lo stesso tetto, che quelli che vivono liberi, come il piccolo Fru, perché è così che oggi mi piace ricordare quel tenero uccellino, che ho accompagnato.
Quando un Animale deve partire ha, come tutte le forme viventi le sue paure e i suoi bisogni.
Entrare in un corpo e uscirne comporta sempre uno sforzo e anche l’Animale, sebbene viva nel qui e ora e sia connesso alla Sorgente, cerca qualcuno che lo “prenda per mano”, per accompagnarlo nel nuovo regno, dove sta per spiccare il volo.
Quel giorno, ricordo che ho pensato alla figura del Veterinario e in particolare a due tra questi professionisti, con cui avevo avuto un bel rapporto, al tempo in cui la casa era aperta a parecchi Animali.
Ad un certo punto della loro carriera, entrambi, avevano avuto una sorta di “crisi professionale”, legata, lo ricordo bene all’eutanesia, in entrambi i casi.
Parlando con loro, a distanza di tempo, perché l’uno aveva sostituito l’altro, mi avevano entrambi parlato della “fatica” e del rimorso, del senso d’inadeguatezza” che sperimentavano, nel somministrare l’iniezione letale ai vari Animali da “compagnia”.
Ciascuno di loro, con parole molto simili, mi aveva confidato che era stanco e che si sentiva in estremo disagio interiore nel continuare a svolgere quella parte del proprio lavoro.
Era bello assistere ai parti, meraviglioso salvare e riportare in vita un cane, un gatto ammalato, un coniglietto o una cavia dolorante; meno bello era sterilizzare, ma soprattutto dover accogliere gli “ultimi desideri” di un Animale, che avrebbero dovuto sopprimere.
Ricordo che , entrambi, avevano usato le stesse parole, pur non conoscendosi.
“… è pesante e disarmante, disumano, accogliere gli ultimi desideri che gli animali domestici esprimono, prima di morire. Sono stanco!
Nessuno sa e capisce, cosa prova un veterinario quando fa l’iniezione per far dormire gli animali, anche se vecchi e malati.”
Si erano espressi, entrambi così.
Quel giorno, con Fru ancora caldo tra le mani, le loro parole mi erano ritornate alla mente e mi avevano riportato tutto il dolore che essi provavano e di cui mi avevano parlato.
Quando un Animale muore, con gli occhi cerca qualcuno che lo Ami in modo incondizionato, fugando le sue paure.
Uno specialista, che si trova spesso a dover proporre o a dover rispondere ad una richiesta esplicita del proprietario di un Animale, in merito alla soppressione, si sente “investito” di un potere e di un compito, che lo dilaniano.
Ma ancora più forte è il momento in cui il veterinario passa all’azione e si ritrova con l’Animale davanti.
I suoi occhi lo fissano e gli parlano e gli raccontano un sacco di cose, gli narrano di una vita intera.
Gli animali morenti, che siano vecchi o malati, oppure giovani, non importa, cercano i loro compagni di viaggio, quelli che a volte sono i loro padroni, altre delle semplici figure che sentono “cariche di amore” .
Mi ricordo di un cane, che avevano i nonni, quando ero piccola.
Ci giocavo volentieri e mi divertivo tantissimo.
Un giorno iniziò ad essere malfermo sulle zampe, nonostante la giovane età, e nonna chiamò il veterinario.
Aveva contratto il cimurro e le speranze di vita erano pari a zero.
Ricordo ancora quel giorno.
Ero lì vicina e avevo sentito tutto.
Ho sempre pensato e saputo che quella malattia era un dono che il cane aveva fatto a qualcuno e questo lo rendeva ancora più speciale al mio cuore.
Mi fu detto di lasciarlo tranquillo, che stava poco bene, ma si sarebbe ripreso.
La malattia fu veloce oltre ogni previsione, e il giorno del suo trapasso forzato, non riuscirono a tenermi lontana dalla casa della nonna, anche se il Cane venne portato in una parte del giardino, distante, e mi fu vietato tassativamente di andarci.
Ricordo che chiesi alla nonna, perché nessuno andasse a fargli compagnia e mi fu risposto che era troppo brutto e doloroso, vederlo morire.
Rinchiusa sulla terrazza, mi sono allora attaccata alle sbarre della ringhiera e ho parlato con lui, da lassù, fino alla fine.
Nei giorni precedenti, quando ormai non riusciva più a sollevarsi dal tappeto e dal cuscino, che gli erano stati preparati, io e lui ci guardavamo e ci “parlavamo”.
Sapevo che voleva essere accompagnato e così ci sono stata, anche se i grandi mi avevano bloccata sulla grande terrazza, un luogo che alla fine si era rivelato eccellente per spaziare con lo sguardo interiore e arrivare fino al punto in cui il veterinario si era isolato, per procedere.
In questi giorni, in cui la natura esplode, mi ritornano diverse esperienze passate e il ricordo dolcissimo di diversi Animali che mi hanno in tanti modi accompagnata.
So che non tutti ci sentiamo pronti per stare accanto a un animale morente e che ogni scelta va bene, perché deve risuonare e rispettare anche chi la vive.
La gente provata da quanto accade, quando arriva il momento, affida il proprio Animale al veterinario e se ne va, se ne va, solo per non vedere il proprio animale domestico morire.
La morte è un qualcosa di “faticoso” nella nostra cultura, lo so bene, eppure se a qualcuno succedesse di trovarsi ad assistere un Animale morente, si accorgerebbe che anche nel passaggio questi Amici ci aiutano.
Essi sentono la fatica umana e si servono della Morte per infondere la Pace e l’Armonia che il passaggio comporta e offre.
Mentre l’Animale cerca quello sguardo amico, perché in qualche modo vuole portarlo con sé, però, mentre ti fissa, la sua sensibilità, avverte il tuo smarrimento e lo cura, lo guarisce, lo lenisce come fosse un unguento.
Il veterinario, anche se dolce, attento e più preparato, sente che manca qualcosa in quel processo così delicato e sa, che per quanto tenti di sostituire la figura dell’altra persona, non lo può fare e non gli compete.
Per questo, ci sono veterinari che chiedono ai proprietari di stare vicino ai loro animali fino alla fine.
Nella vostra Amicizia, tu eri il centro della sua vita.
Forse lui per te, era solo dei membri della tua Famiglia, ma Tu per lui, eri la Famiglia e, nella sua semplicità Naturale, si sentiva e si viveva come uno del tuo branco.
Ecco perché un Animale che spira, ci vorrebbe vicino.
E’ difficile, lo so, ma se appena puoi, se mai ti capitasse, il consiglio, che mi permetto di darti, è di cercare di non lasciarlo solo.
Lasciare un cane, un gatto a morire in una stanza con uno sconosciuto è molto faticoso anche per lui, per l’Animale, perché nella sua “spontaneità” lui agirebbe diversamente.
Spesso la morte rende “estraneo” anche lo spazio circostante e anche per questo, un Animale ti cerca con lo sguardo.
Oggi, osservando i gattini giocare felici, ho deciso di condividere alcuni ricordi, perché credo serva parlarne.
So che è molto doloroso anche per i veterinari, vedere come gli animali domestici non riescano a trovare il loro padrone negli ultimi minuti della loro vita, doloroso al punto tale che, il primo veterinario mi vidi costretta a sostituirlo, proprio perché abbandonò la professione.
La morte a quanto pare, così come è stata gestita nel tempo, ha generato solo dolore, da qualsiasi prospettiva tu la voglia vedere.
Dolore per il Padrone.
Dolore per l’Animale.
Dolore per il veterinario.
Ma allora, perché non invertire la rotta e stare accanto a chi amiamo, cercando di rendere quel passaggio più dolce e normale possibile?
Cosa mi chiedeva Fru?
Mi chiedeva “con-forto, cioè che fossi forte con lui.
I veterinari fanno di tutto per evitare che gli animali soffrano e si spaventino, ma il miglior analgesico per chi deve cambiare dimensione è l’Amore, è il trovarsi tra le braccia di chi ha amato e ci ha seguito fedelmente, senza risparmiarsi mai, è essere accompagnato, proprio come il piccolo Fru.
Pensa agli occhi di un piccolo pesce, di un uccellino, di un gattino, di un cane, di una lumachina, di qualunque forma di vita e immagina, se non lo hai mai vissuto, la dolcezza e l’Amore, la Gratitudine, che l’Animale ti esterna in quel momento.
Superare la paura e accedere al mondo Superiore è un qualcosa di meraviglioso, allora proviamo a scegliere di farci forza e di accompagnare chi ce lo chiede, come riusciamo a fare, con un canto, una preghiera, una carezza, uno sguardo, un sorrido o anche una lacrima, ma prendiamo almeno in considerazione la possibilità di farcela e di accompagnare, simbolicamente, mano nella mano, chi parte, perché è un’esperienza straordinaria.
Perché non tras-mutare Tutto questo dolore in Amore?
Questa è pura Alchimia.
Con Amore Ti degli Arcangeli!
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Ciao Ti, meraviglioso scritto grazieeee! Mi pare di aver sentito, in piccola parte, le sensazioni con il piccolo Fru…
ho sentito una Luce Bianca intensa avvolgermi interamente, gran parte l’ho sentita fermarsi e fissarsi al cuore e agli occhi, lasciandomi un senso di calore dolce balsamico al Cuore fino ad estendersi agli occhi sgorgando in lacrime. Così ho sentito nell’osservare il piccino e il suo sguardo dolce posarsi sul mio… un avvolgente Luce che collega entrambi come in una connessione di Amore, che poi mi accompagna in un sentimento di dolcezza e Pace profonda.
Grazie di cuore Ti, del meraviglioso regalo che ci hai donato ✨🤍✨🙏🏻
ora so come dover affrontare e trasmutare quel dolore in Amore, qual’ora mi si presenterà l’occasione di assistere alla partenza a nuova Vita di una dolce creatura Anima_le.
Grazie grazie grazie!!!!!
💗✨🤗
La tua dolcezza ti consente di certo di accogliere il dolcissimo invito e messaggio che il popolo degli Alati ci rivolge, attraverso il piccolo Fru.
Un abbraccio dolcissimo…
Molto grato per questo messaggio tanto intenso di vita può sembrare il contrario ma bel profondo lo sento così e ringrazio te cara Anima e tutti i compagni e compagne Maestri amorevoli che ho avuto la fortuna di avere accanto nel mio cammino e anche la fortuna di accompagnarli in questi momenti di transizione non capivo colto tutte le volte dal dolore ma anche dal grande amore nel sentire la serenità nel loro sguardo quasi a ringraziare ti abbraccio forte cara Ti grazie sempre 💙💚💜❤️🧡💛🤍☀️✨️
Ricambio con gioia questo tuo abbraccio e accolgo con attenzione creativa le tue parole.
Ciaooo Francesco! Buona serata!
L Amore cura tutto Tras Forma ❤️
Che meraviglia grazie dello splendido e tenerissimo articolo sempre attento e pieno di consigli preziosissimi
Un abbraccio cosmico Ti 🌈🌈🌈
Onorata!
Ma soprattutto felice di aver dato voce a questo piccolo e dolce uccellino in partenza.
Felice serata, Moira!
Om Shanti!