
Riuscire a vedere le cose che ci accadono, per come sono, lo so, è come osservare una montagna, all’apparenza invalicabile .
Sovente a parole ci raccontiamo che “se io cambio, anche il fuori di me cambia”, però, al lato pratico, quando ci ritroviamo a misurarci con determinate situazioni, ecco che il vecchio meccanismo, sempre presente, riemerge e ciò che sta avvenendo, “lo leggiamo” come “orribile”, come ostacolante, come un fatto perfido.
Ci siamo raccontati la storiella, del come fare, ma a livello puramente mentale.
Il lavoro mentale, non ti aiuta assolutamente, perché quanto ti sta capitando è semplicemente legato a uno step che ancora chiede di essere risolto.
Non vedi le cose per come sono, ma VEDI le COSE PER COME SEI!
E’ la pura realtà!
Oggi ho deciso di lasciar parlare Giovanna Garbuio, proprio in merito a questo aspetto, perché lo sento come importante sia in questo momento, che nei tempi a venire.
Le relazioni umane devono prendere il volo e quindi è indispensabile riuscire a fare questo passaggio obbligato, per riuscire a mandare in soluzione diverse fatiche passate e poter abbracciare e accogliere, anche chi abbiamo creduto, ci abbia ferito, o ci stia ancora ferendo, volutamente.
Non esistono orchi assassini, ma grandi Maestri!
E se lì fuori tu vedi ancora gli Orchi è perché quell’orco esiste e resiste ancora dentro di me.
Malefica che cerca dentro lo specchio Biancaneve, per sopprimerla, non riesce a vedere che Biancaneve in qualche modo le appartiene.
Ecco cosa ti propongo quindi oggi, tratto dal libro di Giovanna Garbuio.
“Per parecchie persone, Il problema è che finché io non so chi sono, ciò che accade nella mia vita è completamente fuori controllo ed è talmente fuori controllo da sembrare che il meccanismo sulla base del quale la realtà evolve sia esattamente l’opposto di quello che è.
Se non siamo consapevoli di cos’è e com’è la nostra interiorità, continueremo a essere convinti che ciò che accade fuori, non si sappia perché e secondo quali regole accada, però determini come sto e come sono io nella mia interiorità, come mi sento).
Quando in verità le cose funzionano esattamente al contrario.
E’ il come sto che determina cosa accade , non viceversa.
Perché ciò che accade riflette il come sto per mostrarmelo.
La coscienza crea la realtà, questo oramai è un dato acquisito.
Ne deriva inevitabilmente che una coscienza in conflitto non potrà in nessun modo manifestare la pace nella realtà su cui agisce.
E allo stesso tempo un’interiorità che non viva conflitti al suo interno non avrà nemici nella sua realtà esteriore.
Pertanto è inutile voler modificare le situazioni o le persone se prima non abbiamo riarmonizzato la nostra coscienza.
Anzi il bisogno o la volontà di voler modificare gli altri o le situazioni agendo direttamente su di essi è il chiaro segnale della conflittualità che regna nella coscienza, che vuole operare in questo modo.
Più vivo la mia realtà come qualcosa che non va, più dimostro di non essere in pace con me stesso.
La realtà della mia vita è letteralmente costretta a rispecchiare ciò che sono e lo fa in maniera assolutamente meccanica senza alcun giudizio o volontà!
Se noi non sappiamo come siamo dentro, non possiamo certo direzionare ciò che riflettiamo fuori.
Il caso in verità non è altro che la nostra ignoranza… o inconsapevolezza, per dirla più in “spiritualese”. Meno mi conosco a livello emotivo, più la realtà esistente risulterà imprevedibile, caotica e casuale.
Dato che tutto ciò che accade nella nostra vita è evidentemente solo un riflesso della nostra interiorità, un’operazione molto efficace è quella di utilizzare ogni situazione, ogni accadimento esterno come un’indicazione per comprendere meglio noi stessi.
La realtà fuori di noi infatti è lì e si ripete continuamente uguale a se stessa, solo per indicarci quei lati del nostro carattere, quelle angolazioni della nostra personalità e quegli aspetti del nostro inconscio che ci ostiniamo a non voler vedere (o non osiamo voler vedere, quando sono talenti) e continuiamo a non riconoscere come nostri.
Capite che meraviglioso meccanismo è stato messo a punto.
Io non so chi sono, perché l’ho dimenticato, così la mia realtà me lo mostra…
Quando finalmente sarò consapevole di chi e come sono, potrò coscientemente modificarmi e ottenere nella realtà gli effetti che mi riflettono e che consapevolmente voglio.
Questo è il giardino dell’Eden. Il paradiso in terra è solo sapere come funzionano le cose e goderne!
In ogni caso, la nostra realtà ci somiglia, anche se non ne siamo consapevoli.”
Tratto dal libro “Gli specchi esseni” di Giovanna Garbuio
Credo che le sue parole siano più che eloquenti e quindi di non dover aggiungere altro.
Facciamo tesoro e senza rabbia, amandoci e amando l’altro che mi “riflette”, creiamo una nuova realtà.
Individuare e mandare in soluzione, per raggiungere finalmente la vetta.
Sia una bellissima giornata, per tutti!
Con Amore, Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Felice giornata a te cara Anima di Luce 💖 sempre sempre in gratitudine per i tuoi messaggi Amorevoli ✨️☀️✨️
Un abbraccio dolce e fraterno
Om Shanti 💜🤍💜
Grazie Ti, Grazie di Cuore! Il Messaggio mi è arrivato diretto ben chiaro e forte. Utilissimo!
Grazie grazie grazie!!!!!
Grazie tantissime anche a Giovanna Garbuio 🙏🏻✨🤍
Serena serata ✨✨✨✨✨
Un abbraccio dolce 💗🌸💗🌸💗🌸💗🌸💗
Grata, Valentina, per questo tuo dolce e intenso riscontro.
Namasté!