
Il cambiamento non ci è ormai congeniale da secoli, da generazioni,
perché richiede una dinamicità, una disponibilità ed un’apertura, non tanto di origine logica, razionale e mentale, quanto di tipo animico e spirituale, che abbiamo smarrito nella selva oscura.
Se sai fluire secondo i ritmi dell’Universo non ostacoli, ma se vuoi il pieno controllo di ogni cosa, resisti e crei ciò che poi chiami cattiva sorte, destino o altro.
Perché non accogliamo?
Semplicemente perché la gioia, l’abbondanza, l’amore, di cui indubbiamente necessitiamo, non li doniamo facilmente per primi, ma li richiediamo continuamente agli altri e quando finalmente li otteniamo vorremmo averne l’esclusiva e poterla mantenere per tutta l’eternità, così da perseverare in una condizione di raggiunto e consolidato benessere.
Ma tutto è mutevole e questo ci crea sconforto ed una sorta di rifiuto.
E’ come se una parte di noi, nelle varie situazioni, dicesse:
“ Ho faticato moltissimo a trovare la persona giusta per me, non voglio che se ne vada e che nessuno la allontani da me!”
Oppure per un lavoro:
“E’ così difficile trovare un posto, questo mi deve durare fino al momento in cui andrò in pensione!
Non voglio ricominciare il calvario, di un tempo, come precario!”
O ancora:
“Basta! Ne ho passate di tutti i colori, guai a chi cerca di disturbare la mia quiete!!”
E’ come se, saliti sulla cima di un monte, viste le fatiche dell’ascesa, decidessimo di accamparci lassù e di non scendere per il resto della nostra vita, per nessun motivo.
Ci viene da sorridere e forse da pensare che il lato positivo di questa cocciutaggine potrebbe essere il fatto che da lassù potremmo gustare il paesaggio sottostante e far nostro uno scorcio mozzafiato …
Sicuramente sì, ma l’arrivo dell’inverno, il freddo, le necessità … non tarderebbero ad arrivare e con loro, guarda caso proprio loro, le difficoltà, che noi pensavamo non sarebbero mai sopraggiunte in quel paradiso.
Tutto muta e l’adeguamento è necessario, indispensabile.
Ricordiamo il film shock” Into the Wild” – Nelle terre selvagge?
Adeguarsi ….richiede lungimiranza, adattamento, trasformazione, accoglienza, ascolto, educazione, crescita … insomma che ci si metta in gioco ancora e poi ancora e ancora … sapendo che le varianti e le variabili possono essere infinite.
Siamo “poltroni”, quindi il solo pensiero di ricominciare ci trova demotivati, apprensivi, negligentemente oppositivi.
Il nocciolo della questione risiede allora proprio nel fatto che dentro di noi, poco spiritual e molto materialisti, coltiviamo la ferma convinzione che, se ci teniamo stretto il nostro “pezzo di paradiso” conquistato a stenti, nessuno potrà toccarcelo mai più, ma purtroppo non è così.
E’ vero invece l’esatto contrario.
L’Universo non ci è ostile, come tendiamo a credere, e desidera per noi sempre e solo il sommo bene.
Per questo ci spinge a scegliere di trasformarci ogni istante, proprio per conservarci in una condizione ottimale.
Se ci toglie è per farci giungere qualcosa di migliore.
La sua è una legge evolutiva, non involutiva.
Siamo noi che, pretendendo la staticità, rendiamo le cose obsolete e putrescenti.
Siamo seduti su un’altalena, è impensabile non conoscere la vibrazione, ‘oscillazione ed il movimento …
Se la situazione cambia, noi dobbiamo quindi adeguarci e questo non ci piace, ma questo è vivere!!
Chiediamoci oggi:
“Sono disposto a cambiare per essere felice?!”
Lo so, vorremmo che fossero sempre gli altri e tutto il resto a cambiare, non noi e naturalmente non le persone e le situazioni che ci eravamo accaparrati.
Sono nostra madre, nostro padre, la sorella impicciona, il capo lunatico, gli amici stufoni, il fidanzato flippato, il padrone di casa rompiscatole, il vicino rumoroso, il ministro della chiesa o l’esponente del governo a dover cambiare perché la nostra vita possa essere serena, pacifica, positiva e perché no, … perfetta.
Ma ahimè, non funziona così!!
Se vogliamo un cambiamento nella nostra vita, siamo noi a doverlo compiere!
Quando noi ci trasformiamo, cambiamo, allora anche le persone che appartengono al nostro mondo cambiano nei nostri confronti.
Ma noi, siamo disposti a cambiare?
Se la risposta è sì, allora creeremo insieme la vita che diciamo di desiderare, di volere.
Tutto quello che dobbiamo fare è cambiare qualche pensiero ed eliminare qualche “ferrea convinzione di famiglia”ed il resto verrà da sè.
Semplice, no?
Non sto prendendo in giro …
Lo so, più facile a dirsi, che a farsi, ma il tempo incalza e dobbiamo rimboccarci le maniche e fare ed essere la differenza propositiva, per stare meglio, per far star meglio gli altri e per trasformare la realtà al meglio.
Non è sempre facile farlo, ma è possibilissimo.
Analizzeremo così oggi, e nelle prossime chiacchierate, alcune delle credenze che potremmo avere in diverse aree della nostra vita.
Se sono convinzioni positive, mi raccomando, salviamole, nutriamole e salvaguardiamole!
Anzi: espandiamole!!!
Se invece rintracceremo delle credenze negative, ci aiuteremo a lasciarle andare, per volere Angelico e quindi divino, perché è tempo.
La mia vita è un ottimo esempio di quel che può succedere quando si cambia, non nel modo di pensare, nella mia situazione specifica, ma nel modo di vivere, di essere, prima così imbrigliato nelle dinamiche e negli schemi familiari e del mio gruppo circostante, per compiacerli e non sentirmi “diversa”.
Sono passata dall’essere una bambina capovolta, timidissima, che sentiva e parlava oltre che con gli Angeli i fili d’erba crescere, al pieno recupero e riscatto della mia educazione interiore al semplice sì e no, senza più forzature di sorta, in un crescendo impegnativo, che mi ha portato a moltissime scelte e cambiamenti.
La fatica del riscatto, doloroso in tantissime situazioni, ha permesso al mio essere di giungere alla sua realizzazione dinamica e quindi alla piena espressione della mia empatia animica, l’unica che ci rende capaci di aiutare in maniera unica e disinteressata gli altri.
Non vivo più nel dolore e nella sofferenza.
Ho creato una vita meravigliosa, sempre in continuo mutamento.
E ciascuno di noi può e deve fare lo stesso.
Così per accompagnarvi in questo cammino, ho creato, per volere angelico degli eccellenti strumenti, proprio per questo passaggio evolutivo, che si vanno ad affiancare a quelli già disponibili sul sito, e di cui vi darò notizia domani, ma prima di quegli strumenti è indispensabile la volontà personale di ciascuno di noi nel desiderare di”mettersi in gioco”, nel volere cambiare e soprattutto l’essere pronto/a a farlo.
E’ inutile acquistare guide eccellenti, per poi chiuderle nel cassetto e dimenticarle.
Le tarme vi ringrazieranno, ma gli Arcangeli e ti no, perché ci siamo attivati per voi, non per le simpatiche creaturine dei nostri mobili.
Per prima cosa quindi, vi consiglio di essere buoni, amorevoli con voi stessi e di scegliere cosa meglio volete fare.
Poi, se vorrete, di acquistare quelle pubblicazioni e mettersi all’opera, seguendo gli esercizi di ciascun manuale della buona pratica e magari cercare di coinvolgere altre persone a cui vogliamo bene, ma senza mai imporre nulla.
Il cambiamento deve venire dal nostro dentro, deve essere un movimento interiore che accogliamo con serenità, fidandoci di noi e delle proposte dell’Universo Amico.
Cambiare ora lo sappiamo che può essere difficile o facile, dipende da noi e solo da noi.
- Per prima cosa entriamo nell’ottica di riconosci tutti gli sforzi che facciamo, sia quelli riusciti al 100%, che quelli…beh, diciamo un po’ meno.
- Teniamo presente che potrebbe verificarsi un periodo di transizione tra il tuo vecchio sistema di credenze e quello nuovo.
Concediamoci che sia un po’ come per il cambio del guardaroba o meglio del look: difficilmente passiamo da una chioma nero corvino ad un biondo platino, in poche ore, tutto avviene in maniera graduale.
Potremmo quindi oscillare tra il comportamento odierno e gli schemi – pensiero del nostro passato, accogliamo e perseveriamo serenamente. - Non perderci quindi mai e poi mai d’animo.
- Essere sempre gentili ed affettuosi con noi stessi, che non significa essere accomodanti, ma semplicemente trattarci con amorevolezza, come faremmo con un caro amico.
- Infonderci ogni giorno un incoraggiamento indispensabile/necessario per vivere questa esperienza, utilizzando, per esempio le “Carte angeliche per amarsi”, oppure le frasi guida del libro La via della Luce, di cui vi dirò domani, o scegliendo una frase dall’web o dallo stato postato da una persona, di tipo positivamente propositivo ( per questo vi invito a scaricare le Frasi del giorno, che da un po’ posto sul blog, e metterle sui vari stati, per essere “alternativi” e contaminare di positività, viste le frasi e certe immagini che circolano nei social a volte), non sciocco e sminuente.
- Essere costanti e regolari così che il tutto sia più rapido ed il bersaglio garantito e al meglio.
- Non mollare mai, ma piuttosto ridurre: meglio una sola meditazione o un solo consulto o esercizio alla settimana o al mese, piuttosto che nulla.
- Fare sempre il nostro massimo, cioè quello che possiamo.
- I lavori ci daranno prestissimo nuove informazioni su di noi, in un crescendo unico.
- Saremo presto in grado di compiere altre scelte nuove, in vari settori.
Ogni nuova scelta presa è come un seme piantato nel nostro giardino spirituale e mentale.
Potrà volerci un po’ di tempo perché i semi germoglino e crescano, ma ricordiamoci che, quando piantiamo un seme, non otteniamo subito frutti rigogliosi, almeno non sempre.
Esaminiamo attentamente i nostri sentimenti mentre svolgiamo questo percorso, teniamone traccia e rielaboriamo, magari creando momenti di confronto e scambio, in 3 o 4 persone, che stanno affrontando lo stesso cammino ( ecco perché dicevo poco fa, di cercare di coinvolgere e diffondere questa pratica del cambiamento, indispensabile ). Troviamo anche un piccolo spazio dove, ad una certa ora, ogni giorno, ripensare a com’è andata. i riti fanno bene e ci rendono più costanti, tosti, perseveranti.
- Durante il percorso lasciamo emergere possibili pensieri e ricordi e potremmo veramente restare sorpresi per quello che potrebbe emerge.
Ripetere certi impegni con noi stessi, se qualcosa non ha funzionato come desideravamo.
A volte potrebbe essere utile anche concederci un po’ di sano pianto e quindi tenere a portata di mano un bel pacchetto di fazzolettini di carta.
Dobbiamo concederci il permesso di esplorare il passato e di piangerci sopra, se necessario.
Le lacrime sono una vera sorgente di purificazione. - Concederci tutto questo sia il nostro punto di partenza e di arrivo, perché la vita è trasformismo, è cammino, …è appunto cambiamento.
E’ necessario sbilanciarsi per camminare e mettere un piede davanti all’altro, così per cambiare è necessario uscire dal salone “comfort” ed entrare sulla giostra dell’Universo, per poter acchiappare tutte le occasioni che la vita ci offre …
Chi mi vuol seguire?
Un abbraccio dolcissimo e amorevole
da ti**** degli Angeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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