
Persone con pregiudizi?
Chi non ne ha mai incontrato lungo il proprio cammino, scagli la prima pietra.
Scherzi a parte: vivere fuori dal pregiudizio è abbastanza faticoso, nel nostro contesto “umano”, soprattutto attuale.
A scuola, con i ragazzi, smonto spesso i pregiudizi ed i luoghi comuni più ricorrenti, proprio per educarli alla “libertà di pensiero e di azione”.
E’ utile, anzi indispensabile farlo, anche perché qualcuno, un burattinaio occulto, in particolare attraverso i social, sta gestendo il nostro pensiero, soprattutto emozionale, e quindi ci sta conducendo, a nostra insaputa, verso una massificazione totale di pensieri e comportamenti.
Ho già detto che un adolescente è sempre un adolescente.
Lo era al tempo della pietra, esattamente come lo è oggi, ma non sottovalutiamo i contesti nei quali oggi il ragazzo vive, che non sono più quelli di un tempo e sono più subdoli e devastanti, rispetto a quelli remoti.
Non sono una fautrice di martello e scalpello, cioè di un ritorno alle caverne, sia ben chiaro, ma cerco di farti notare che qualcosa va rivalutato e compreso al meglio, come fenomeno destabilizzante, non fine a sé, ma per l’uso in essere, che qualcuno, in maniera occulta, ne sta facendo, con esiti sotto gli occhi di tutti.
Oggi non è il contesto reale, prossimo al ragazzo, a “sfruttarlo” e diseducarlo, ma quello apparentemente più lontano, più etereo e quindi meno pericoloso, sotto un cero aspetto, almeno nella testa di noi adulti.
I social possono essere il meglio, per le diverse generazioni, ma rischiano di essere e diventare il peggio per le nuove generazioni, generazioni “create” per salvare il Mondo e perpetrare la vita; per questo i ragazzi sono le “vittime preferite” e prescelte dal sistema creato dal burattinaio, il quale li intercetta in mille e un modo, con mille diverse strategie, per annientarli e impedire che essi siano e portino Luce a questo mondo beh, diciamo un po’ provato.
Non credi in Dio?
Non m’importa!
Osserva la realtà circostante e non dirmi che non hai pensato che siamo alla frutta, soprattutto quando vedi la violenza dilagare, certi pensieri massificati imperversare, certi comportamenti “pericolosi” diventare la normalità in certe situazioni e contesti.
Allora pensi e “globalizzi” e vedi il mondo da un’unica prospettiva falsata, lo ritieni un posto di merda, ma così non è.
Non siamo tutti uguali e non siamo tutti schizzati, paranoici, bulli, depravati, stressati, violenti e maleducati o fancazzisti.
Perché lo dico?
Perché io non sono così e ai ragazzi propongo l’alternativa e lavoro con loro, per loro e soprattutto con loro perché siano veramente “persone impegnate”, cittadini di un Mondo diverso, liberi di scegliere e di essere per sé e il tutto a cui appartengono.
E so che non sono sola.
E perché questo cappello, prima di parlare in maniera più specifica dei pregiudizi ordinari?
Beh, perché anche in questo caso, social, gioventù, violenza, bullismo e tanto altro, il pregiudizio fa la parte da leone.
Non è quindi dei giovani che ti voglio parlare oggi, ma bensì dei Pregiudizi, che ti assicuro abbondano…e colpiscono di riflesso educativo anche loro ed in forma, ripeto massiccia, dal punto di vista mediatico.
Ammetti di non averne, ma di trovarti di fronte a una persona che ti ha appena manifestato un pensiero urticante, frutto di un comune pregiudizio ( Non sono razzista, ma per me è stato uno di loro, uno di quelli che vengono da …). Non è la prima volta che accade con questo interlocutore.
Cosa fai?
Come reagisci?
In genere inizi a pontificare e ti scaldi, ti infervori nel tentativo di dire la tua e di far cambiare bandiera all’altro.
Con quali risultati?
Nessuno, perché se la persona è “recidiva” alle sue convinzioni non ti sta coinvolgendo in uno scambio, ma semplicemente in una sua dichiarazione ufficiale di pensiero.
Tu apri il dibattito, ma senza i presupposti per farlo; le dinamiche che si innescano creano solo stati emotivi adatti al fallimento totale.
Cosa manca? Il confronto reale, anzi l’impossibilità totale del confronto, perché chi ti sta di fronte ha in realtà, per primo, pontificato e non chiede né desidera uno scambio, un paragone tra pensieri e punti di vista.
Ha detto ed innalzato il suo muro.
Quella è la sua verità o meglio è quella del “gruppo a cui appartiene” e non la smentirà mai e poi mai.
Stop.
Cosa fare?
Consiglio spassionato: non consumarti nel dargli spiegazioni, perché lui crede solo a quello che vuole credere e per te non ci sono speranze, di alcun tipo.
Quando due persone mature “discutono” su un argomento, e parlo di maturità dialogica, non anagrafica, nella maniera più assoluta e totale ( un altro nostro preconcetto/pregiudizio è che solo l’età anagrafica ti conferisca la maturità …beh, discutiamone) anche se non raggiungono un accordo, finiscono per guadagnarci entrambi, perché ascoltando le argomentazioni dell’altro, ciascuno dei 2, impara qualcosa di nuovo o ottiene un punto di vista che lo arricchisce e lo stimola, sicuramente.
Quante idee possono allora nascere e dare frutti particolari per sé e per il mondo.
Ti è mai successa una situazione di questo tipo?
Quando invece alla discussione prende parte una persona con pregiudizi, tutto funziona in maniera diversa: lei sente solo ciò che desidera ascoltare e crede a quello che vuole credere; l’energia che si sprigiona durante il dialogo è completamente diversa e la conversazione, di per sé, sarà completamente inutile perché non ci saranno argomenti o spiegazioni che possono farla ragionare, o almeno fare in modo che capisca il nostro punto di vista.
Purtroppo, il mondo è pieno di persone con pregiudizi, è non è un pregiudizio, né un luogo comune, penso te ne sia accorto, e anche tu stesso puoi o potresti esserti comportato in questo modo alcune volte, in certe circostanze, lo so io per prima, perché scivolare è un attimo.
Magari ti sei rifiutato di assaggiare un piatto, solo perché in famiglia non lo si cucina o non lo cucina così, oppure perché ti è stato detto, insegnato che solo nella tua regione lo si prepara al meglio.
Hai mai pensato che questo luogo comune può essere reale, ma può anche essere fittizio?
E come fare a sincerarsene?
Semplicemente assaporandolo, con la massima disponibilità del caso.
Sai, cercare di ragionare con una persona che si nasconde dietro i suoi pregiudizi non solo è inutile, ma ci distrugge anche emotivamente.
Il primo passo quindi, che devi fare, è quello di evitare di cadere nella trappola, ma soprattutto è quello di imparare ad individuarle, a riconoscerle.
Le trappole?
Sì, ma prima ancora le persone con i pregiudizi in tasca o meglio nella testa.
Ma come si possono riconoscere le persone con i pregiudizi?
Semplice, guardati intorno: le persone con i pregiudizi sono quelle che si formano un parere, generalmente di tipo negativo, su qualcosa o qualcuno prima ancora di averlo vissuto, frequentato, provato, quindi conosciuto.
Queste persone “pregiudicano le cose” prima del tempo, e la cosa peggiore è che non sono in grado di cambiare la propria idea di fronte ai fatti, di qualsiasi genere ed entità siano.
Sono persone rigide.
Sono persone inamidate, come i centri della mia bisnonna, quelli che metteva ovunque, anche sui divani.
Hanno un sistema di valori rigido e criticano duramente tutto quello che va oltre i valori che hanno nella loro testa.Hanno quello che gli specialisti chiamano, con una parolona- o parolaccia, come la chiamo io, un pensiero dicotomico, cioè unico, del tipo “o tutto o niente”, quindi non sono in grado di comprendere le diverse sfumature della vita.
Presente cento sfumature di … rosa, blu, verde … ( aspettavi rosso o grigio, vero? Nooooo, con ti nun se po’ avere la normalità).
Bene!
Queste persone credono, fermamente, che il loro punto di vista sia l’unico corretto e tutti gli altri sbaglino.
Dove li trovi?
Ovunque.
Presente sul posto di lavoro, quando inizi, per esempio, un momento di scambio collegiale, di confronto per allargare le attività e le ricadute di tipo relazionale, gestionale, strumentale o altro?
Ecco!
In quel preciso istante in loro scatta la molla del “devono fare come dico io”, oppure “io ho la verità, il verbo in tasca”, “io so …, tu, lui, voi, essi …no!”-
Ecco!
Sei hai vissuto, sai.
Le persone con il verbo in tasca, non tacciono.
Non ammettono opinioni che non siano le loro.
Cercano di imporre il proprio punto di vista, con una tale forza ed un crescendo, tanto che si instaura un clima di fastidio collettivo e di confusione per nulla costruttiva,
Strano, perché spesso sono proprio le persone meno carismatiche e meno capaci, lavorativamente parlando, eppure in quei frangenti vogliono “dirigere”.
Proprio perché rigide e poco flessibili non si confrontano mai con la vera realtà e quindi con i bisogni intorno a sé e quando hanno l’occasione, vogliono dipingere il “quadro della situazione”, usando i loro colori, quelli che hanno intesta e solo quelli.Si fissano solo nei fatti che convalidano le loro opinioni, ignorando ogni affermazione e prova contraria.
Cosa fanno, se riesci a parlare?
Traggono rapidamente tutte le inferenze possibili ed immaginabili, sulla base della loro esperienza limitata, e queste generalizzazioni le applicano a tutti, felici poi di aver saputo trarre con la propria logica e furbizia le dovute conclusioni.
Peccato, che non costruiscano nulla e contribuiscano solo a deviare e distorcere la realtà.
Non sperarci in una forma comune o qualsiasi di collaborazione con loro.
Non sono interessate a raggiungere accordi con gli altri, ma solo ad affermare la propria opinione e a sfruttare le competenze altrui, ma senza lo step di confronto, messa in gioco e crescita personale reale.
Se cresco, miglioro e faccio crescere chiunque si troverà ad interagire con me.
Non sia mai.
“Io sono perfetto così e semmai devono essere gli altri a raggiungere il mio livello”, pensa l’asta che hai di fronte.
Perché, come ti sto consigliando e suggerendo, non dovresti discutere con queste persone?
Beh, la prima cosa è per non gettare il tuo Tempo: è troppo prezioso per spargerlo così, senza frutti.
Discutere con queste persone è inutile.
Il problema è che fin dall’inizio si barricano nei loro pregiudizi, non si aprono alle nuove idee e non sono capaci di adottare un atteggiamento empatico.
Queste persone mettono in pratica, con molta scaltrezza,
bisogna riconoscerglielo, l’ascolto
selettivo, cioè si concentrano solo
sulle parti del discorso che convalidano le loro idee, ignorando il resto.
Sono dei veri specialisti, lo sono anche nel portare la conversazione dove
vogliono e nell’ utilizzare la manipolazione
emotiva, per cui è probabile che alla fine tu termini l’apparente dialogo,
con l’altro soddisfatto, che ti riconoscere errori o difetti che in realtà non
sono tuoi.
Visto che il loro obiettivo non è
quello di capirti, non è quello di mettere in comune, né quello di crescere o
farti crescere, ma solo di vedersi riconoscere la ragione, oppure di criticare
e/o criticarti,
è meglio non cadere nel loro gioco.
Perché creare un dialogo dove non è possibile?
Perché sbattere via tempo prezioso?
Perché farsi dare lezioni di Vita, da chi la vita non la vive?
Non dargli spazio!
Non lasciare che alterino il tuo equilibrio emotivo.
Accetta che sono fatti così e questa è la loro opinione e non la cambieranno
per te, ma nemmeno per chissà chi, almeno che non sia un qualcosa di
“vantaggioso”, ma in maniera studiata e subdola.
Pertanto, consiglio spassionato e alternativo, oltre che libero di ti, puoi
risolvere la questione dicendogli che capisci che quella è la sua opinione, ma tu
non la condividi e quindi la rispetti e non intendi continuare a parlarne,
oppure defilarti senza dare niente, nemmeno questo lasso di spazio/risposta.
Sappi che le persone con pregiudizi,
alla fine sono le prime vittime dei loro propri pregiudizi.
Beh, se sei una persona con pregiudizi, ti faccio notare che sei socialmente
svantaggiato.
Ho letto una notizia bomba e te la riporto.
Un gruppo di psicologi a Zurigo ha scoperto che i pregiudizi sono utili solo
nel breve periodo, per formarci un’idea veloce della persona che abbiamo di
fronte, ma a lungo termine diventano limitanti e dannosi.
Cosa hanno combinato?
Hanno fatto un esperimento illuminante.
Nell’esperimento, gli psicologi hanno chiesto ai partecipanti di fare un gioco
al computer; le persone potevano seguire due strategie: essere amichevoli oppure
ostili.
Eri libero di scegliere la tua modalità, sulla base di una analisi veloce del
tuo avversario, attraverso un pregiudizio.
Tuttavia, se un giocatore era cordiale e si incontrava con un altro che non lo
era, perdeva.
Cosa è emerso?
Gli psicologi hanno scoperto che le persone con pregiudizi non imparavano
dai loro errori, quindi non erano in grado di regolare il loro
comportamento e continuavano a perdere.
Quando le situazioni sociali, le realtà intorno a noi sono più complesse il
pregiudizio non aiuta, perché ci porta ad una visione globale distorta e ci fa
giudicare male e in modo parziale la persona, il fatto, la situazione, che
abbiamo di fronte.
Non ascolti i segnali che l’altro ti manda? Peggio per te, ti dice la realtà.
Sei fuori strada, restaci.
Dal momento che le persone con pregiudizi si fissano solo su una
caratteristica, di chi hanno di fronte, spesso perdono di vista il quadro
generale, e questo farà in modo sia che , dal punto di vista personale, perdano
delle buone opportunità o si isolino, ma ,e questo è l’aspetto più
preoccupante, almeno dal punto di vista da cui valuto tutta sta storia che
ledano altri.
Pensa se queste persone rigide rivestono ruoli particolari (medici, insegnanti,
psicologi…) che implicano la crescita, l’aiuto, il sostegno all’altro: creano veramente
tanto disagio, soprattutto emotivo, perché intervengono e fanno tutto in
maniera unidirezionale, non a favore dell’altro.
Fanno in base a ciò che pensano, non a ciò che vedono.
Questo, purtroppo, accade anche nelle relazioni familiari, dove l’essere
considerato come “nonno”, padre, madre… quindi uguale a lui/lei in tutto e per
tutto, porta a delle relazioni distorte e a delle situazioni dolorose se non di
pura e distruttiva sofferenza.
Non credi che forse valga la pena pensare a come pensi e cercare di
interrompere il circolo, se ci stai dentro?
Buona revisione e scelta di Vita.
Amorevolmente ti
mas spesso a sfavore
dell’altra persona e questo è inaudito.
Faccio del male a me e all’altro.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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