
… ed ESSERNE GRATI.
“La gratitudine è certamente uno dei più preziosi processi alchemici.
Se prende possesso di te, allora ogni tipo di nevrosi, psicosi, o qualsiasi altra psicopatologia, svanisce in modo del tutto naturale… Per me, questa è l’unica preghiera.”
E’ vero, quanto sostiene Osho, è una formula magica, che possiamo esprimere o tenere racchiusa dentro, ma ci cambia totalmente e profondamente la Vita.
E’ l’impronta primaria che appartiene gli Arcangeli e a tutte le creature celesti, che credo di aver ricevuto come dono sommo dal Divino, ma che mi accorgo non è innato, né molto presente in mezzo a noi.
Le persone che hanno dentro un forte senso di gratitudine, di amore e di apprezzamento per tutte le cose belle, e a volte meno belle, della vita, non hanno per forza più cose ed attenzione delle altre persone, né conducono un’esistenza più serena e fortunata in senso materiale: la nostra è una Vita meravigliosa dal punto di vista spirituale.
Questo, naturalmente risulta “un po’ stonato” alle orecchie dei più, che vivono per possedere e stare bene solo in senso materiale, convinti che il resto sia una naturale conseguenza della prima condizione.
Così non è, altrimenti i ricchi non avrebbero mai problemi e responsabilità di sorta.
Ma come facciamo a stare bene, senza tutti quei simboli di “potere, prestigio sociale”, tanto quotati?
Quando siamo grati, riusciamo a riconoscere maggiormente la presenza della bellezza nella nostra vita e in quella dell’universo in generale e quindi ci muoviamo e assaporiamo tutto in maniera completamente diversa.
Osho sostiene che la Gratitudine sia “… la sola preghiera che si manifesta in te come il profumo dai fiori: una preghiera non detta, non espressa in parole, ma vissuta. È espressa in ogni tua azione, in ogni tuo gesto. Tutte le altre preghiere sono costruite dall’uomo.”
E’ una specie di canto, di inno a tutto, che ti sgorga dentro, come fosse una fontana, una sorgente inarrestabile di acqua pura e vivificatrice, tanto che, uno studio, fatto nel 2003, ha dimostrato che le persone che benedicono e ringraziano quotidianamente sono molto più felici e godono di uno stato di salute migliore di chi, al contrario, non lo fa mai.
Dobbiamo invece essere costantemente grati e dovremmo addirittura tenere un diario della gratitudine. Ricordando a noi stessi di ringraziare per tutto quello che abbiamo, che possediamo, ci mette nella giusta condizione di fare una specie di “inventario” di noi stessi e della nostra Vita e quindi di “vedere” ciò che realmente e spudoratamente ci sfugge; è monitorando la nostra ricchezza reale e ringraziando, che diventiamo più sensibili e rinforziamo la consapevolezza di quel che siamo e abbiamo.
Non importa quanto sia difficile la nostra vita in questo momento: c’è sempre un motivo per cui ringraziare. Scoprirlo ci aiuta a crescere, nonostante le fatiche e a gestire meglio ogni settore della vita.
Impariamo a scrivere ogni giorno almeno 3 cose per cui essere riconoscenti.
Sembra facile!!!
Ci vuole esercizio, attenzione e quella presenza amorevole che non abbiamo assolutamente, educati fin da piccoli al selvaggio “voglio”, “ mi spetta”, “è mio!”
Non importa cosa appunteremo inizialmente su quell’agenda …
Può trattarsi di cose molto generiche, come ringraziare per il sole, l’aria fresca o per il sorriso del nostro vicino musone …, ma vale tutto la pena e di più ancora.
Nessuno è obbligato realmente verso nessuno … e i doni poi del Creato sono per noi tra le più grandi meraviglie che ci possano essere.
Pensarci, significa mettere finalmente al primo posto ciò che regolarmente ci sfugge.
Passiamo un po’ di tempo ogni giorno riflettendo sulle cose di cui siamo più grati in quel momento, questo ci rallegra e ci fa veramente apprezzare.
Pensiamo che bello, poter finalmente una mattina scoprire che siamo grati alla vita per almeno 5 motivi …
Un trionfoooo!
La nostra mente si lamenta in continuazione, siamo educati così.
Dalla culla alla tomba, è tutto un viaggio di lamentele ed in questo modo ci perdiamo la grande opportunità di crescere, di amare, di esistere, di godere delle cose.
Ci sarebbe talmente tanto per cui danzare, cantare, amare.
Dobbiamo modificare quest’abitudine di lamentarci, seriamente e velocemente.
Invece di lamentarci, impariamo tutti l’arte della gratitudine.
Quando stiamo vivendo un momento particolarmente difficile, può essere utile rivedere quello che abbiamo scritto in precedenza sulla nostra agenda …
Se anche si trattasse di una situazione davvero complicata, c’è sempre un lato B, un lato dove il sole continua a splendere, … proprio come accade nel cielo: le nuvole possono coprire il sole, ma non lo possono far sparire, lui è lì, sotto e ci aspetta più intensamente che mai.
La stessa cosa nella nostra quotidianità: anche nel buio, troviamo dei motivi di gratitudine, magari sembreranno piccoli, ma saranno potenti come il sole sulla nostra pelle, quando riesce a forare le nuvole o a sfuggire dalla loro copertura.
Se per esempio, ci è capitato qualcosa di brutto, come una malattia impegnativa, magari terminale, è sicuramente improbabile che ne siamo umanamente riconoscenti, ma possiamo tranquillamente esserlo per altre questioni, come per esempio per qualcuno che ci ha portato la cena, un letto caldo, il gatto che ci coccola, l’avere un medico attento e paziente, il poter stare in un ambiente caldo, tranquillo, amorevole. Tutte queste situazioni, emarginano la complicazione e sebbene qualcuno tra di noi le possa definire piccolezze, vi garantisco che possono rendere più sopportabile il trauma più grande, cioè quello della malattia.
“Già, ma guardati intorno” mi dirà ora qualcuno, “ti sembra forse che chi è riconoscente per ciò che gli accade, viva in modo più facile rispetto agli altri?”
No, anzi: molte delle persone che praticano, come me, la gratitudine sono quelle che hanno vissuto eventi incredibilmente difficili, perché non è la situazione ad essere per noi il problema, ma come si pensa alla situazione che la rende invivibile, stroncante oppure più sopportabile.
Un altro aspetto poi, che concorre a peggiorare certi vissuti è la poca attenzione al nostro linguaggio, quando stiamo male e siamo in difficoltà.
Dovremmo risparmiarci certe uscite, certe frasi e trovare le parole giuste, che non peggiorino il tutto.
Usare, per esempio un linguaggio dispregiativo ed etichettare negativamente una situazione può solo appesantirla, peggiorarla e indurci a stare peggio ed essere meno grati e accoglienti in generale.
L’opposizione poi, crea muri e questo un altro aspetto d non sottovalutare.
E’ come ci mettessimo a fare il tiro alla fune con l’Universo per tentare di vedere chi la sa più lunga ed è più forte …
Vogliamo scherzare???
Eppure è il nostro sport/divertimento, che va per la maggiore.
Resistere e spaccarci tutte le ossa, una per una … a volte per più match è un nostro classico.
Se per esempio, siamo ammalati e ci esprimiamo a proposito di lei, della malattia, indicandola con parole tipo “orribile malattia”, aggraviamo solo la situazione, oltre che la nostra salute.
Scettici???
Beh, pensiamo a quando dopo una giornata di lavoro, rientrando ripetiamo a tutti i familiari che siamo a pezzi, abbiamo la schiena rotta, siamo stressssssatiiii …
Come stiamo poi?
Freschi come rose appena colte???
La parola ha un senso.
Passa attraverso vibrazioni.
Le vibrazioni smuovono in un senso o nell’altro …
Provate a dire al vostro cane, senza un apparente motivo: ”Brutto!!!”, oppure una parolaccia oppure a fargli un complimento …
Lo vediamo fermarsi, fissarci con la fronte aggrottata, lamentarsi con un guaito strano, magari cercare di toccarci con la zampa, come a chiedere se si tratti di uno scherzo, oppure chiederci conto, ma in maniera ancora favorevole, conciliativa …
Insistere però lo porterebbe poi a cambiare atteggiamento e questo non tanto per la nostra movenza, la gestualità, il timbro usato, ma proprio per il tipo di energia che arriva al suo apparato acustico e al decodificatore cerebrale.
Ritornando alla malattia, ci basterebbe dire semplicemente “la malattia che ho, perché in questo modo non solo la malattia non diventa parte di noi, ma, con un linguaggio neutro, la priviamo della sua negatività.
Sempre servendomi di Osho:
“Se vi spostate dalla lamentela alla gratitudine, dall’infelicità alla felicità, tutta la vostra visione della vita cambia, l’intera prospettiva. Improvvisamente la primavera sboccia nel vostro essere, migliaia di fiori sbocciano nella vostra coscienza e il primo fiore a sbocciare è quello dell’amore.
E sappiamo che l’Amore ha ed è una forza guarente per antonomasia.
La stessa cosa accade in altri frangenti, per esempio nelle relazioni.
Sminuire se stessi e gli altri ci impedirà sempre di essere veramente riconoscenti.
Quando ti ritrovi a riflettere negativamente su di te o un’altra persona, fermati e inverti quel pensiero.
Ad esempio, invece di rimuginare “Io sono un grande imbecille sul lavoro!”, dobbiamo affermare che
“Sto avendo qualche difficoltà con questo problema/ persona/ pratica … sul posto di lavoro”.
Questo ci evita l’etichetta universale, perché noi chiediamo e stampiamo quella dicitura, come fossimo barattoli di passata di pomodoro, che vengono poi etichettati.
Come?
Ma come abbiamo dettato!!!
Noi chiediamo e l’universo accontenta!
C’è poco da sorridere o questionare, funziona circa così e credo che gli esperimenti li abbiamo fatti tutti.
Mai provato a definirvi scemi e vedere poi che un vostro superiore si rivolge, a voi, come “foste scemi”??
Bisogna ridefinire il nocciolo della questione: il problema non sei tu, non siamo noi, ma c’è uno scollamento tra noi e la problematica in oggetto, che è altro ed è un qualcosa che possiamo sempre superare, se non cominciamo a fantasticare “paurosamente2 su quel che “potrebbe accadere”.
Per evitare che questo accada dobbiamo praticare la consapevolezza.
Rimanendo nell’adesso impediamo al nostro cervello di precorrere i tempi, di preoccuparci convulsamente per il futuro, così come di restare impantanati nel “nostro mitico passato”, dico mitico perché non ce ne vorremmo liberare mai, mentre è d’obbligo farlo e alla svelta.
Questo è un modo di praticare la gratitudine, perché ci caliamo nel presente e riconosciamo e ringraziamo per l’importanza dell’”adesso”, del nostro presente.
Quando?
Per cosa?
Per tutto!
Pratichiamo quando ci alziamo, oppure mentre mangiamo.
Questo significa prestare attenzione a chi incrociamo in casa o appena fuori casa, oppure l’evitare di messaggiare, leggere un libro, guardare la TV o controllare in continuazione il cellulare mentre mangiamo, per concentrarsi sul cibo che stiamo mettendo in bocca e sulle persone attorno e con noi.
A volte siamo talmente lontani, talmente altro, che non ci ricordiamo cosa abbiamo fatto, detto, pensato o mangiato.
È caldo?
Dolce o salato?
Freddo?
Qual è la sua consistenza? Ci aggrada o no?
E il suo profumo?
La consapevolezza!!!
Dobbiamo farla diventare una pratica costante: durante una passeggiata o semplicemente quando siamo sul balcone, affacciati ad una finestra, in auto o seduti fuori.
Dobbiamo nota il colore del cielo e la forma straordinaria delle nuvole, oppure i fasci di luce che scendono ad abbracciare la Terra e quindi noi …
Rieduchiamoci ad osservare il colore e la forma degli alberi e delle piante, oppure i profumi, utilizzando il naso per individuare eventuali odori e ascoltare il vento tra gli alberi, il suono dei bambini che giocano, il rumore delle auto che ci passano vicine.
C’è un mondo dentro e intorno a noi, riusciamo ancora a vederlo?
Praticare la consapevolezza del presente è un modo per vivere gli avvenimenti nel momento in cui accadono è partecipare, è niente altro che vivere.
È una tecnica che rilassa, porta fuori la nostra amorevolezza, risveglia la gioia interiore e la fa riemergere, non solo: può contribuire ad alleviare problemi di salute, come la depressione o l’ansia, perché questi tendono ad essere causati dal timore per il futuro e dalla preoccupazione pazza per il passato.
Consigli per l’uso?
Beh, qui ce ne sono già vari, ma rammento ancora la potenza della meditazione, per sostenerci ed incamminarci verso la consapevolezza e tutti gli argomenti di cui abbiamo parlato.
Lei è un’altra di quelle modalità incredibilmente utili per affrontare i problemi di salute legati soprattutto alla nostra parte mentale, razionale, e quel senso generale di malessere che si manifesta nella propria vita. Può anche guidarci a promuovere la pratica della notissima e dibattutissima “riconoscenza”.
Qui nel sito trovi del materiale, prendilo ed usalo al meglio!
Andiamo in qualche posto tranquillo e meditiamo per 15 minuti ogni giorno.
Sediamoci comodamente e iniziamo a prendere contatto con il nostro respiro, facendo dei respiri ampi, profondi, a bocca chiusa.
Osserviamo il ventre salire e scendere ad ogni movimento di inspirazione ed espirazione.
Concentriamoci bene sul respiro.
Quando dei pensieri vaganti, vengono a minare il tutto, richiedendo la nostra attenzione, riconosciamoli con semplicità e lasciamo che si allontanino senza sostare.
Importante è lasciarli transitare ed uscire dal nostro presente, senza agganciarsi.
Se ci ritroviamo a deviare dalla meditazione, senza crisi di autostima, centriamoci nuovamente sulla respirazione.
E’ bello prendersi il tempo necessario, quindi evitiamo di guardare costantemente l’orologio, magari calcolando quanti respiri, pressappoco siamo soliti fare in 15 minuti circa di pratica.
Non diventiamo fiscali, cronometrando, ma diamoci un certo numero di respiri, come 30, 50 o …
Se perdiamo il conto, non fustighiamoci a sangue, va bene comunque.
Probabilmente potrebbe accadere perché è il momento giusto, per noi, di smettere.
Per oggi mi fermo qui.
Riprenderò il discorso la prossima volta, ma prima, in accordo con gli Arcangeli, vi faccio un velocissimo sunto del cosa sarebbe meglio fare, per rendere più fruttuosa la nostra chiacchierata, urgente, visto i tempi in essere e divenire rapidissimo …
- Gratitudine, riconoscenza verso tutto ciò che siamo, abbiamo, ci circonda …
- Mettere al bando le lamentele: nuocciono gravemente alla salute!
- Focalizzare bene la differenza tra noi e una situazione critica
- Evitare le parole “bubboniche”, le parole etichetta
- Conseguentemente … Consapevolezza
- Partecipazione
Strumenti utili: i nostri 5 sensi + 1 abbondante cucchiaio di buona Meditazione, almeno una volta al giorno.
Per oggi è tutto… Ci aggiorniamo al prossimo appuntamento …
Amorevolmente ti***** degli Angeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Grazie per queste belle parole che mi arrivano in un momento di grande buio….cercherò di farne tesoro .
Con infinita gratitudine
Valeria
Cara Valeria sorridi sempre anche nei momenti più difficili perché permetti alla luce di non abbandonarti mai!
Ti auguro di trovare ciò che cerchi e di riuscire a superare questo momento!
Spero ti portino dove il Cielo ti vuole Valeria…
Un abbraccio dolcissimo
Grazie per questi aiuti che ci permettono di VIVERE la nostra vita nel qui e ora e ci da la possibilità di essere felici!
Ti mando tantissima luce!
Grazieee Giovanna!
Grazie per entrambi i pensieri, che accarezzano dolcemente una nostra compagna di viaggio, perché non si senta sola e me, e mi avvolgono di Luce per continuare ad illuminare il cammino di chi legge.
Un abbraccio amorevole ad entrambe
Ciao, mi sembra assurdo tutto questo. Da pochi giorni ho iniziato a tenere un diario della gratitudine. E mi sforzo igni giorno di trovare un motivo in più per ringraziare in questo periodo buio della mia vita. Sembra un caso questo tuo messaggio… Ma so che non lo è. Grazie
Ciao Cinzia!
Niente avviene per caso e tutto ci raggiunge quando è il giusto tempo per noi.
So che può essere faticoso, soprattutto all’inizio trovare la luce in questi periodi, ma la scelta di tenere un Diario “speciale” farà accadere dei bellissimi miracoli.
Stanne certa.
Om Shanti.
Attendo altre tue notizie.
Cara Ti degli Arcangeli, grazie per i tuoi preziosi consigli, che giungono nel momento opportuno. Abbiamo tanto, a volte mi piace ricordare la canzone di Domenico Modugno, “Meraviglioso”: “Tu dici non ho niente… ti sembra niente il Sole, la Vita, l’Amore?
Già, abbiamo attorno un’apoteosi dell’Amore di Dio, ma il sistema cerca di farci notare il peggio per abbassare le nostre energie e tenerci in pugno, evitando questa meravigliosa ascesa.
Forzaaa pensiamo in grande!!!
E ringraziamo per i doni meravigliosi che riceviamo e che ci attorniano, in questo mondo Meraviglioso, come cantava Modugno…
Ti auguro tanta Gioia!!!
Om Shanti!!
Io amo gli Angeli, ti ringrazio delle belle parole che hai scritto, accetto tutto ciò che è luce, grazie infinitamente grazie di cuore.
Ciao Daniela!
Che ognuna di queste parole ti vibri nel Cuore e alimenti la tua Anima meravigliosa, portandoti oltre queste nuvole, nella Luce piena del Cristo.
A presto!!!
Om Shanti!!!!
Grazie grazie grazie Ti degli Arcangeli cerco sempre di essere positiva e ringrazio ogni giorno per ciò che ho…. ma non riesco a fare capire tutto questo ai miei figli , non sono mai contenti di nulla anche se cerco di fargli capire che già il fatto che stiano bene è motivo per ringraziare . Infinitamente grazie.
E’ buono il tuo dire anche a loro, ma se non ottenessi, non importa.
Tu continua a ringraziare e a gioire per tutto, anche per questi figli avvolti dal pessimismo che il buio semina con tanta attenzione, soprattutto tra i giovani.
Cogliere il bello delle cose semplici è difficile in questo periodo, per chi non ha lavorato su di sé.
Tu Ama, ama anche loro e anche per Loro.
Non farti contagiare dallo sconforto, perché sarebbe un punto a favore del buio e che il buio attende con ansia.
Sosteniamo la Luce, sempre!!!
Om Shanti!!!
Grazie per queste affermazioni bellissime
Grazie ti semplicemente tanta gratitudine e vera serenità
Con tanto affetto
Tua amica
Moira
Onorata!!
Un abbraccio dolcissimo
Om Shanti!!!