
Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è un problema loro.”
Charlie Chaplin
Condivido appieno questa affermazione dantesca, anche se in passato, io per prima, essendo una sostenitrice del Cielo, a spada tratta, ho spesso conservato, con il benestare degli Arcangeli, relazioni ed amicizie a volte veramente pesanti.
Sono uno spirito leggero, che avverte più di altri la “fatica di vivere”, presente in alcune persone, ma reputandomi nata per sostenere la crescita animica del prossimo, ho veramente accettato a volte di far da pilastro a “costruzioni impossibili” e proprio per questo oggi mi faccio portavoce di questo pensiero.
Lo so, ci sono passata.
Scalpiti, ma obbedisci e scegli di essere l’occasione.
Rimanere accanto a queste persone può divenire la loro possibilità di uscire dal buco e trasformarsi, ma può anche divenire la tua camera a gas.
Oggi, che l’evoluzione è rapida e molto articolata, gli Arcangeli sostengo invece, che ci facciamo portatori di un taglio rapido e netto, nei confronti di queste persone; un taglio che deve essere, per il benessere generale, il più rapido possibile.
Devi lasciare a sé, al proprio destino, certe Anime mal evolute, che non riescono ad attingere da te.
Sinceramente sono molto grata a Dio, per questa evoluzione relazionale, almeno nel mio caso.
Non voglio essere fraintesa: una possibilità, a volte pluri ripetuta, si dà a tutti, ma se i semi non germogliano è giusto abbandonare quel campo, per altre semine ed altri raccolti.
Non è più tempo per gettare sementi nel vuoto e nemmeno per farsi usare.
E’ faticoso, ma soprattutto esaurente, lo stare accanto a persone che non vogliono cambiare, che scelgono la loro “modalità ordinaria di vivere, di essere, di fare, quindi anche di relazionarsi”.
Se un tempo tu potevi essere, per chi è in difficoltà, uno stimolo, un’alternativa al cambiamento, oggi, che la responsabilità è totalmente e più di prima affidata al singolo, le cose vanno diversamente, rispetto ad un tempo.
Il collega o la collega che si lagnano sempre, ma alla prima occasione fanno le stesse identiche cose e magari ti coinvolgono pure nelle loro “piccole e nefaste manovre salva sé” è giusto abbandonarli nel loro brodo.
Lasciali perdere e non farti prendere dall’idea folle di mostrare loro cosa sia la correttezza, come si fa e come si può essere alternativi e amorevoli.
Lo sanno, non hanno bisogno di tempi supplementari, né di corsi di recupero, perché molti di loro sfruttano il buon cuore degli altri e basta.
Chi l’ha detto che ignorare significa soltanto non sapere o non conoscere qualcosa?
Ignorare, può avere una valenza molto più nobile e saggia, soprattutto con questo genere di personaggi; ad esempio, utilizzare in modo intelligente la nostra non-risposta in una data circostanza oppure il prendere le distanze da loro, che poco rientrano nel nostro cammino, sono sicuramente da prediligere a qualsiasi altra strategia d’intervento.
Ignorare persone o situazioni non è essere senza cuore, ma al contrario è avere la consapevolezza, come diceva Madre Teresa, che noi stiamo elargendo perle, semplicemente a dei porci.
Il non alimentare fuochi già incandescenti, è una saggezza che devi acquisire e la si acquisisce con il tempo e con le esperienze che ci segnano , ci maturano, e accendono quel campanello d’allarme che ti segnala che forse è il caso di non dire nulla, di non aggiungere oltre, di lasciar finalmente correre, se serve, di non reagire, ma di voltare altrove la punta della tua nave e di prendere il largo verso nuove spiagge, dando così dimostrazione di grande forza interiore e saggezza.
Viviamo in un mondo dove tutti pretendono e reagiscono agli impulsi esterni, e pochi sono capaci o meglio vogliono rimboccarsi le maniche e darsi gratuitamente all’impegno sociale, per cambiare le cose.
Se hai la certezza di appartenere a questo sparuto gruppo di folli, sempre in prima linea, al quale io appartengo, non temere di lasciar perdere i “bollatori”, gli untori, le bocche larghe …, perché stare non coloro non ti porterà da nessuna parte.
Sono capaci di criticare solamente, di vedere il male ovunque, ma non muovono un dito, se non a pagamento.
Conosco persone che oramai inveiscono anche contro la televisione, o s’incattiviscono per una semplice battuta ironica.
Tutti pronti, tutti sempre sul “chi va là!”.
Perché?
Perché ciascuno di noi distingue subito ciò che gli appartiene.
Se vedi il male ovunque lo hai dentro e quindi non credi all’amorevolezza, alla gratuità e reagisci e crei solo una marea di vibrazioni basse, pessime, deleterie e distruttive, di cui l’Umanità non ha bisogno, nella maniera più certa possibile.
Una collega che sta sempre a guardare l’orario degli altri, le prestazioni di tizio e caio e a parlar male del prossimo, come pensi di convertirla?
Facendoti spremere come un limone o facendole da scendiletto?
Non è lei o lui che potranno invertire la rotta; l’occasione l’hanno avuta, per tutto il tempo in cui tu o altri gli sono stati accanto, ma la loro “integrità” è tale per cui non vogliono cambiare e tu devi solo prenderne atto.
Non contare che stiano per convertirsi ad altre modalità, a pieni voti, perché questo non accadrà, almeno non per ora.
Cambieranno magari, se e quando lo vorranno e se lo decideranno, ma per te non è più tempo per perdere forze, energie e sicuramente anche tempo, il tuo tempo, per cercare di alterare il loro attuale DNA: arrenditi all’evidenza e restituiscili a sé.
Fin che vorranno quella sarà la loro storia, ma che non divenga la tua!
Ma la tua reazione a cosa porta?
Questa scelta di allontanarti, vale a dire questo tuo modo nuovo di vivere e reagire a certe persone e situazioni, conduce forse alla pace e alla serenità?
Sicuramente sì.
Restare nell’orbita gravitazionale di certe situazioni e persone, ti porta solo all’ autodistruzione.
Reagire, cercando di far udire la tua voce alternativa, comporta la nascita di forti emozioni negative, che poi diventano ansia, tensione , nervosismo, fastidio o addirittura rabbia verso questa/queste persone, che spesso parlano male e reagiscono peggio.
Quindi la parola d’ordine è: battere in ritirata!
Non è forse meglio ignorare certe situazioni o certe persone con le quali è inutile qualsiasi forma di scambio e di dialogo?
Non è cattiveria, ma salvaguardia di sé.
A volte ignorare è semplicemente una questione di salute emotiva e protezione del tuo equilibrio, anche mentale, perché come sanno far saltare i nervi certi individui, non lo sanno fare tutti.
In pratica scegli di non reagire per salvaguardare te stesso.
Non è un reato !!
Vedo persone che continuano ad alimentare legami tossici nella speranza di ottenere una “conversione” o una ricompensa emotiva, che però, mi dispiace, non arriverà mai.
Che senso ha sacrificare il nostro benessere per delle relazioni nocive che, a conti fatti, non ci regalano nessuna emozione positiva?
È un discorso che vale in tutti gli ambienti che ti coinvolgono: dal lavoro alla vita di coppia, dall’amicizia fino ai burrascosi rapporti di famiglia.
Cosa ti aspetti da persone che tendono a salvaguardare più l’apparenza esterna, piuttosto che coltivare il proprio benessere interiore e quello degli altri?
Non puoi raccogliere carciofi spinosi e pensare di utilizzarli come fossero viole.
Per questo motivo ritengo necessario ripeterti e consigliarti di ignorare le situazioni che ti creano disagi, che ti preoccupano senza motivo e fare solo dono della tua assenza, quando la tua presenza non è apprezzata e non è goduta nella giusta maniera.
Essere saggi, a volte, vuol dire scegliere il saggio silenzio, cioè le parole vuote, e mettersi ad adoperare orecchie finalmente intelligenti.
Lo so, non è semplice, per chi ha un’Anima nobile e improntata all’amorevolezza vera.
Bisogna ESERCITARSI.
Ignorare, bada bene, non deve essere uno stile di vita, ma una scelta in alcuni frangenti: bisogna imparare a ignorare quando è giusto farlo.
Ad esempio, quando riceviamo delle critiche gratuite o delle osservazioni, che non sono per nulla costruttive, che senso ha innescare un confronto se non c’è crescita, scambio vero, apertura e quindi possibilità reale di crescita?
Discutere per entrare in un gioco, solo per affermare chi ha l’Ego più grande?
Anche no!!
Un’altra situazione in cui ritengo decisamente saggio ignorare l’altro o gli altri, è quando notiamo che dietro le azioni o i commenti degli altri si nascondono cattive intenzioni.
Evita!
Evita di stare al loro gioco e soprattutto, di scendere al loro livello.
La dimostrazione che Chaplin ha ragione, l’hai quando non riesci ad ignorare le parole di troppo che si dicono in momenti di rabbia o, come si dice, quando si hai la testa calda, quando “hai perso il lume della ragione”, e non sai più cosa dici e cosa fai, in quel momento.
Ci sono eccellenti seminatori del litigio.
Essi sanno sempre come creare e formulare attraverso le parole, le situazioni, i gesti un vero e proprio campo di sterminio, facendo scatenare il peggio dell’altro, che abbocca, con terribili conseguenze; sono i cultori del putiferio.
E per sconfiggerli veramente?
Bastava semplicemente ignorarli.
Ecco perché sostengo che ignorare è sinonimo di forza, di grande forza, perché richiede una grande dose di volontà, unita a una perspicacia, ad una lucidità “divina”, di tipo anche mentale, impeccabili.
Si tratta di mettere in gioco l’arguzia di Dio.
E’ anche sinonimo di saggezza, perché che ti piaccia o no, saggezza in questo mondo alla deriva, per certi versi, significa spesso non accogliere l’oltraggio e saper tenere la bocca ben chiusa.
Chiusa la bocca ?? !!
Non si diventa grandi uomini, se non si ha il coraggio d’ignorare un’infinità di cose, guarda caso tutte perfettamente e inesorabilmente “inutili.”
La vera grandezza non la manifesti accogliendo i semi del male, ma evitando di spargere i tuoi su un terreno arido e senza Amore.
Con gioia ti
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Semplicemente meravigliosa verita.. Grazie di ❤️Ti degli Arcangeli un abbraccio di luce felice fine settimana ❤️
Grazie Marino!
Porterò con gioia ed onore, in me, questa Luce che mi invii per questo fine settimana.
un abbraccio dolce ti