6 mosse per raggiungere la Santa Pazienza

Ci sono giornate nelle quali, per quanto pazienti si possa essere, i nostri sistemi, messi spesso a dura prova, sembrano divenire ingestibili e quindi, nonostante la nostra conclamata consapevolezza che la soluzione più adatta, più appropriata, sarebbe quella di rimanere tranquilli, schizziamo e diamo a volte il peggio di noi.
A tutti spesso capita di innervosirsi, e poi perdere la pazienza, con i nostri familiari, con i nostri amici e a maggior ragione con coloro che non ci sono particolarmente simpatici.
Perché?
Le motivazioni possono essere parecchie e nascere dentro di noi o essere accentuate e sollecitate dall’esterno e dai vari camion della spazzatura, da cui ci lasciamo sommergere, e di cui abbiamo parlato in più occasioni.
La costante rimane allora la modalità rabbiosa con cui ci muoviamo in quei frangenti.
Ma è possibile gestire questi eventi e soprattutto la rabbia, che ne scaturisce, ed evitare reazioni violente? Probabilmente sì, e forse, come vedremo, è la calma il modo migliore per gestire anche le situazioni più critiche e stressanti, che spesso ci arrivano a sorpresa.
La pazienza è, in effetti, una delle migliori qualità che ciascuno di noi dovrebbe possedere,  e che siamo comunque  in grado di sviluppare in assenza.
Personalmente ne sono dotata di “serie”, ma con il tempo mi è stato richiesto di affinarla e ampliarla.
Gli Arcangeli e gli Angeli sono veri cultori e Coach di Pazienza e la loro scuola insegna.
Ma come si può fare, quando  ci pare di esserne letteralmente sprovvisti o scarsamente dotati?
Beh, oggi ci attiveremo proprio per questo, cercando di interagire al meglio con i consigli che gli Arcangeli mi suggeriranno.
La rabbia condiziona spesso parecchio il nostro comportamento, rendendoci a volte persone imprevedibili e quindi evitate dai metodici o da chi ama la pace interiore ed esteriore.
Dobbiamo quindi lavorare, affinché la pazienza diventi parte integrante del nostro atteggiamento proprio nella vita di tutti i giorni.
Facile???
Insomma, … non ve lo posso negare che facile facile, né immediato non è sicuramente.
La mia ricetta non cambierà certamente le cose nel giro di poco tempo, ma nel lungo termine potremo apprezzarne i benefici e constatare come la pazienza e un atteggiamento pacifico sono in fondo qualità che già risiedono in ognuno di noi: dovevamo solo “educarle” e prenderne consapevolezza.
Cosa fare quindi, quando, anche in maniera imprevedibile, una frase che molte persone reputerebbero inoffensiva, detta anche con garbo, ci fa scattare a molla o assumere atteggiamenti ostili, spinti da “principi e schemi interiori, molto rigidi e personali”?

  1. Per prima cosa dobbiamo guardare all’insieme, non soffermarci sul particolare

L’atteggiamento migliore, in ogni comunicazione, è di solito quello ascoltare l’altro senza pensieri di sorta.
Quante volte chi parla e chi ascolta stanno sostenendo la medesima cosa, ma si aggrediscono, convinti di partire da due diverse e contrapposte posizioni?
Sovente.
Questo accade perché non siamo “liberi” nell’ascolto.
Spesso, quando la rabbia prende il sopravvento, non siamo in grado di “osservare con distacco la situazione”,  che quindi causa la nostra irritazione.
Anche a distanza spazio/temporale, spesso non siamo capaci di analizzarla oggettivamente o di considerarla da una prospettiva differente e prendiamo ancora fuoco, nel raccontarla ad amici, parenti e/o conoscenti.
Il nostro io è focalizzato esclusivamente su qualcosa e quel qualcosa è ciò che genera o ha generato il nostro impulso rabbioso.
Proviamo allora a fare uno sforzo e ad osservare la situazione nel suo insieme.
La prossima volta che qualcuno si comporta in modo tale da suscitarci rabbia o irritazione, cerchiamo di non reagire impulsivamente e di individuare invece le ragioni che hanno spinto quella persona ad assumere quel particolare atteggiamento.
Perchè ha avuto quel comportamento?
Perché mi ha detto così?
Intendeva deliberatamente farmi arrabbiare?
Se ci fermiamo un secondo a pensare, riflettere ecco che subito ci accorgiamo che, il 99% delle volte, la persona in questione aveva solo “buone intenzioni” nei nostri confronti.
Scopriremo presto che nella maggior parte dei casi la sua intenzione non era ASSOLUTAMENTE quella.
I fomentatori?
Esistono sicuramente, ma non sono la maggioranza.

Spesso le persone assumono un determinato comportamento solamente perché qualcosa nella loro vita in quel momento non va per il verso giusto e allora sfogano il proprio stato d’animo nei confronti del prossimo.
Sappiamo che esiste una “catena”, un circolo vizioso tale per cui ci si trasmette a vicenda quanto riceviamo, in una sorta di “telefono senza fili”.
Proviamo allora a pensare al nostro interlocutore e a cercare di cogliere, di capire, che il suo modo di parlare ed il suo comportamento non erano, intenzionalmente nati per farci arrabbiare, ma erano solo espressione di un suo desiderio, un suo pensiero, una sua decisione e magari anche, perché no, capita, una sua frustrazione.
Cerchiamo dunque di essere pazienti, non arrabbiarci e provare piuttosto ad aiutare quella persona, nei limiti del possibile.

Ricordiamoci che:

  1. Il nostro nemico è il migliore dei nostri coach ed è a costo 0.

Questa affermazione è uno dei migliori insegnamenti offertici da Buddha.
Per quale motivo?
Perchè solamente i nostri nemici, che il Cielo permette ci avvicinino, solo loro possono offrirci la possibilità di sviluppare davvero la nostra pazienza.
Con chi ci sta bene, la pazienza è automatica, ma con loro no, è un’arte da creare, tirar fuori e/o affinare.
Sono loro che ci possono dare l’occasione di essere persone migliori ed imparare a gestire le situazioni avverse.
Dunque, la prossima volta che qualcuno cerca di suscitare la nostra rabbia, proviamo a considerarlo come la più gentile delle persone.
Pensiamo che ci sta facendo solo un favore, perché ci sta temprando, ci sta dando l’opportunità di controllare la rabbia e di rimanere calmi e paziente.
Lui è lo strumento che ci sta fornendo la possibilità di migliorare come persone.
E’ il maestro, com’è possibile odiarlo?

  1. Non guardiamo all’esterno, all’apparenza dell’altro, ma osserviamoci dentro.

La Meditazione ci da modo di cogliere che la maggior parte dei nostri problemi sono legati non alle situazioni problematiche in sé, ma esclusivamente alla percezione che noi stessi abbiamo di quelle situazioni.
Il centro dei nostri problemi siamo proprio e solo noi, con le nostre “prevenzioni”, interpretazioni, credenze passate.
Se facciamo questo pensiero, riusciamo a diventare davvero pazienti e ad imparare ad osservare noi stessi piuttosto che la causa esterna.
Quando sentiamo che qualcuno o qualcosa ci sta provocando una reazione rabbiosa, proviamo semplicemente ad osservare la nostra reazione, sforzandoci di esserne completamente noi, presenti e consapevoli.
Dobbiamo essere presenti nel momento.
Non focalizziamoci sull’oggetto della nostra rabbia, quanto piuttosto sul loro comportamento.
Si tratta di una reazione utile e ragionevole?
La rabbia porterà davvero qualche risultato positivo?
E’ facile allora, in quest’ottica, capire che, perdere la pazienza non porta, in genere, a nulla di buono, ma contribuisce solo a deteriorare i rapporti e ad accelerare ed aumentare la nostra frustrazione.
Impariamo allora ad osservarci ed essere consapevoli che la soluzione è nelle nostre mani e solo in quelle.

  1. Usiamo la razionale razionalità.

La logica può rappresentare un valido alleato per far sì che la pazienza diventi una nostra qualità, alta, ben definita e personale.
Dobbiamo guardare alla logica della causa ed effetto.
Chi perde facilmente la pazienza, urla, si arrabbia  e spesso non fa altro che criticare il prossimo, molto spesso, come ho detto poco fa,  si ritrova solo ed abbandonato.
“Felicemente isola”.
Difficilmente si ambisce ad essere amici, compagni e/o confidenti di qualcuno che alla prima occasione perde la pazienza e si arrabbia.
Ne vale la pena?

  1. 5. Realizziamo che la pazienza è la soluzione migliore per tutti.

Arrabbiarsi è un fenomeno implosivo, con una specie di fungo atomico.
Non so voi, ma in genere, quando ci si arrabbia e si perde la pazienza, ci si rovina letteralmente la giornata, creando tutta una serie di effetti collaterali persistenti.
Dopo l’arrabbiatura, subentra immediatamente uno stato d’animo cupo e negativo, come chinassimo il capo, è difficilmente è possibile riacquistare velocemente la tranquillità.
Perfino il corpo ne risente.
Allora, ne vale davvero la pena?
La pazienza, in fondo, è la scelta migliore che abbiamo a disposizione, quindi scegliamo di rimanere calmi.
Non arrabbiarci!
Facile?
Noooooo!!!
All’inizio non sarà sicuramente facile, ma lentamente sarà fattibile, perfettibile e poi molto più agevole: si tratta solo di metterci un po’ di attenzione, una briciola di impegno e andare nella direzione opposta, rispetto alle nostre consuetudini.
Quando stiamo per arrabbiarci, cerchiamo di ricordare a noi stessi che perdere la pazienza ci renderà più nera la giornata e che avremo bisogno di molto tempo ed energia per riprenderci, ritornare sui nostri passi, espellere le tossine prodotte e riconquistare tutta la nostra adorata e bramata serenità.

  1. Rabbia a impatto 0? No! Pensiamo ai problemi scatenati dalla rabbia …

Quello che nasce da un’azione immediata, sollecitata dalla rabbia, spesso genera solo problemi.
Probabilmente ognuno di noi ha fatto o detto qualcosa, in un momento di rabbia, di cui si è poi pentito seriamente ed amaramente.
Le parole dettate dalla rabbia sono coltelli affilatissimi, lame che possono davvero ferire chi ci è vicino e spesso si tratta proprio delle persone a cui volgiamo più bene, quindi vulnerabili alla “nostra mostruosa e incontrollata fantasia” del momento.
Perché rischiare un botto mostruoso?
La prossima volta che stiamo per perdere la pazienza, pensiamo a qualche “casino” combinato in passato, durante un attacco di rabbia,  e al fatto che ora siamo nella stessa condizione, per cui potremmo combinare esattamente lo stesso pasticcio, se non peggio.
Attiviamoci quindi per imparare a sviluppare la pazienza, in fondo è soltanto questione di pratica, e ben presto realizzeremo da soli che la calma e la tranquillità sono tra le qualità migliori che una persona possa avere e donare al prossimo.
Benjamin Franklin disse: “Colui che ha pazienza può ottenere ciò che desidera” , quindi, cosa aspettiamo???
Visto che siamo sempre carichi di richieste da indirizzare al Padre celeste e all’Universo, mettiamoci all’opera e cerchiamo di accrescere la nostra arte raffinatissima della Santa Pazienza, se vogliamo i doni richiesti.
Come possiamo chiedere un Amore eterno, se, al bisogno, sappiamo solo aggredire chi ci ama??
Con amorevolezza ti**** degli Angeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. Dona

    Grazie!!!! Mi capita ogni tanti di trovare una mail di questo sito, e sono risucchiata dalle parole…non riesco a chiudere la mail (come si fa spesso) e passare oltre. E alla fine dell’articolo mi sento davvero come se avessi imparato qualcosa…che di per sé era semplice da arrivarci da soli ma chissà perché spesso sfugge…..davvero una bella sensazione

    • *** ti degli Arcangeli

      Grazie Dona …Namastè!
      Sono dolcemente emozionata dalle tue parole, che mi danno la forza di continuare a scrivere e trasmettere la mia gioia e tutte le “consapevolezze” che il Cielo mi invia …, nonostante le fatiche …
      Il Padre ti doni tantissima Luce, affinché il tuo cuore canti, la tua Anima si risvegli al meglio e canti … e la tua mente venga guidata … per uscire dai rallentamenti “umani” per arrivare alla Luce e all’Amorevole pace, che essa ci offre.
      Un abbraccio dolcissimo

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