Amarci e vivere al meglio

Il passato serve solo nella misura in cui  ci offre le basi per cambiare noi stessi
e quindi il Mondo. 

Oggi sono in una fase molto riflessiva e meditativa, a proposito di alcuni pensieri che mi frullano in testa, per alcune percezioni che a pelle sto ricevendo da alcuni giorni e che gli Arcangeli, purtroppo, mi confermano.
Sto avendo vari contatti con altre persone che camminano fedelmente incontro al Divino, ma nonostante gli abbracci dolci e fatti con trasporto, qualche parte di me coglie un qualcosa che fatico a definire, come se, in fondo a noi ci fosse un po’ di amarezza, di freddo, o di paura che ci fa vibrare non con la solita trasparente magica gioia.
Mi sto chiedendo perché, cosa sia e da dove provenga tutto questo…

Il Cielo mi dice che il freddo del sotto sta tentando di espandersi e le nostre anime, stra -sensibili, lo avvertono.
Invio Luce e pensieri di Pace, intensa pace, anche se so che stiamo smuovendo,con le varie commemorazioni di questo periodo, ricordando alcune tra le tragiche pagine della nostra storia passata, energie che andrebbero svolte e rimesse in gioco in altro modo.
Ricordare per tenere in vita (sto parlando dei morti della Shoah) non aiuta l’Umanità e nemmeno loro, perché espandiamo soltanto energie stagnanti; quei morti chiedono pace e queste funzioni commemorative disturbano tutto l’Universo.
E’ tempo di far sì che i loro sacrifici diventino pagine di Luce e di Amore, quello vero e costruttivo, e che essi vadano nella Luce per risplendere a nuova vera Vita animica, dopo tanto dolore.
Ma non è di questo che desidero parlare a nome celeste, ma di quanto emerge da questo rimescolamento di “fatiche” energetiche.
Mi rendo conto e credo voi con me, che viviamo in una società “difficile”, dove tutto viene proposto e trasformato in una “prova”, un esame, quindi un disagio.
Vivendo in un mondo fatto di pagelle, di promozioni al lavoro, di buoni voti a scuola, di competizione, tutto diventa una sfida verso gli altri e quindi un ostacolo da superare, da saltare, da scavalcare, che ci rende spessissimo faticosa la convivenza con noi stessi e quindi l’amarci, l’accoglierci, il sostenerci noi per primi.
Amare se stessi è una cosa importantissima, è l’esordio per tutto, è il punto di partenza di ogni nostro passo.
E’ da lì che viene la nostra voglia di vivere appieno la Vita.
Ma siamo in tanti a non farcela, persone che riescono a cogliere ogni giorno,di sé, solo quegli aspetti che ci allontanano dal nostro “meglio” e quindi, anziché portarci al nostro centro e quindi a sentirci nella condizione di apprezzarci e stare bene con noi stessi, ci destabilizzano e ci smantellano.
Quante lettere e messaggi che ricevo in questo senso.
Alcuni consapevoli, altri no, ma la sostanza non cambia.
Come possiamo fare, quindi, in un contesto che parla tantissimo di benessere,ma in realtà lavora costantemente e per lo più per creare disamore verso noi stessi?
Beh, oggi proverò a dare tre piccoli consigli, che non vogliono essere imposizioni, ma semplici suggerimenti per ciascuno di noi, con la consapevolezza che il gesto primo ed ultimo, la scelta sul da farsi spetta a noi, solo ed esclusivamente a ciascuno di noi e che quindi, fossero anche pillole d’oro, se non le assumiamo, se non le facciamo nostre, non servono a nulla, né a nessuno.
Ci lamentiamo moltissimo, ma la verità è che le occasioni ci sono, e sono parecchie, ma se noi non assumiamo ciò che il medico, dall’alto ci prescrive,la malattia non viene debellata e quindi nulla muta e tutto resta invariato.
Volere è potere.
Ed il potere è nelle nostre mani, solo ed esclusivamente nelle nostre mani.
In genere, quando non amiamo più noi stessi, è perché ci stiamo chiedendo troppo, abbiamo posizionato la nostra asticella troppo in alto e quindi saltare è particolarmente faticoso,improbabile, improponibile.
Non è detto che non si possa saltare a quell’altezza, ma prima occorre fare un passo indietro e avere l’idea chiara di quali siano le nostre “qualità” vere.
Cosa sappiamo?
In cosa ci sentiamo bravi, capaci, ok??
Quali sono quelle cose, anche piccole, non importa assolutamente, nelle quali ci muoviamo al meglio?
Quali le iniziative che, con qualunque tempo e stagione, sappiamo di potere e voler completare con successo?
Questi sono i nostri punti di partenza!
Sono le cose che ci caratterizzano!
Non giudichiamole.
Non sminuiamole pensando che c’è chi fa altro, meglio e magari più complicato rispetto a ciò che noi sappiamo e facciamo.
Ognuno ha le sue doti, il suo gradino, il suo punto di partenza.
Non cadiamo nei pregiudizi o meglio preconcetti “ordinari”, secondo i quali vale chi segna subito tot punti o parte da quel gradino.
Ciascuno di noi ha il suo bagaglio ed è a quello che deve guardare, da quello che deve partire per lavorare al meglio, in fretta, in maniera proficua.
Non ci stiamo più concedendo la nostra“sacrosanta e adorata” diversità.
Il Modo è bello, perché è vario, sembra diventata una colpa, non una risorsa.
In realtà il proverbio è nato per valutare la differenza e farne notare la forza, la consistenza costruttiva.
Due spine si compenetrano e quindi svolgono la loro funzione appieno, proprio perché l’una è maschio e l’altra è femmina, una entra e l’altra accoglie.
Ognuno di noi ha … e possiede quindi già, da oggi, da ora, da sempre, quello che le permette di essere la persona che è, e di fare e saper fare quella determinata cosa.
Al contrario noi vediamo e ci concentriamo non su ciò che sappiamo fare, sui doni positivi che abbiamo, ma su ciò che non funziona, cioè diamo lustro solo ai nostri difetti, o presunti tali, e questo da subito, da sempre e spesso per tutta una vita.
E questo non va, nella maniera più assoluta.
Perfettibili?
Sicuramente sì, sempre.
Non puntare mai più in alto?
No, non sto dicendo questo, ma semplicemente di avere chiaro che ciascuno di noi ha delle risorse, che gli appartengono, lo contraddistinguono, lo portano a sap er fare e creare certe cose, meglio di altri, e quindi è da lì e dalla consapevolezza di essere dotato di un qualcosa di ben specifico e personale, come tutti del resto, che dobbiamo, si deve partire.
Nessuno è scemo.
Nessuno non vale nulla.
Nessuna è nella condizione di non saper fare nulla.
Se pensando a me, e in questo momento non trovo e non penso a nulla di buono,beh, allora è giunto il momento di metterci veramente all’opera e di capire,cogliere, scoprire questi talenti ancora nascosti, perché non è più tempo di non sapere chi siamo e quanto valiamo e quindi di non metterci in gioco.
Noi possiamo crescere, è giusto farlo, ma sappiamo che dentro di noi abbiamo delle cose che già ci appartengono, che ci sono state tramandate e quindi aspettano solo di essere usate e al meglio, con gioia, grande.
Dobbiamo solo portarle alla luce.
E questo era il primo passo.
Il secondo è che ognuno di noi ha una parte di sé a cui non vuole dare attenzione.
E’ una parte che spesso non ci piace, non ci soddisfa, quindi la rinneghiamo,cerchiamo di occultarla, di mascherarla, di ignorarla.
La reputiamo pessima, per i più svariati motivi o meglio sovente perché non rientra nell’ordinario comune, quindi secondo noi, da scartare, da nascondere e custodire gelosamente sotto un metro di noi.
Ma chi l’ha detto che quel nostro lato sia “abominevole”?
Giotto, Newton, Galileo Galilei, Vivaldi, Jobs avevano sicuramente qualcosa di“anomalo”, rispetto alla massa, ma l’aver usato proprio quel qualcosa di“diverso”, li ha resi unici e genialmente creativi.
Come possiamo noi bollare ed etichettare come da distruggere ciò che nessuno può soppesare al meglio, soprattutto se lo occultiamo?
In realtà, questa parte fa “parte di noi”, quindi cercare di non guardarla,non vederla, non usarla o lavorarci, è l’errore più grande che possiamo commettere.
In realtà dovremmo fare il contrario.
Dovremmo attivarci per conoscerla, per capirla, per studiarla, soprattutto partendo da quando uscendo ci fa pensare che non ci piaccia, non sia buona, non sia omologata e quindi possa non valere.
Perché emerge?
Cosa ci vuol dire?
Cosa rappresenta?
Cosa esprime?
Cosa vuole da noi?
Cos’ha di buono?
E cosa di abominevole? Perché?
Perché è così o perché i più pensano o penserebbero che questa nostra  “caratteristica” non sia buona, giusta,gradevole?
Ma è veramente così?
Pensiamo al suo lato “positivo” … perché c’è, esiste sempre, lo dobbiamo solo cogliere, cercando di inquadrare al meglio, il tutto.
Dobbiamo amarci e amare la nostra Vita, cercando di stare bene con noi stessi,in primo luogo e poi con gli altri, con i nostri amici.
Iniziamo ad amare veramente la Vita, che non significa solo e tanto che cosa lei ci può dare o quali vantaggi ne posso avere, ma cosa e a chi posso dare,come  e perché.
Amiamo la nostra Vita appieno.
E ricordiamoci che non possiamo amarci,se non siamo noi stessi e noi stessi lo siamo nel momento in cui “ci esprimiamo”, ci permettiamo di tirare fuori quello che siamo e sappiamo fare.
Così incominciamo ad apprezzare la Vita nel nostro momento presente e quindi possiamo tornare a stare bene, ma veramente bene con noi stessi e quindi ad amarci.
Vivendo in un mondo amaro, fatto di pagelle, di prove, di voti e di sfide verso gli altri, amarsi, come ho detto all’inizio, diventa fondamentale.
Non dobbiamo, e questa è il terzo aspetto, pensare sempre a quali vantaggi verranno da …, ma imparare a dare, a metterci in gioco, a muoverci per primi, senza pensare al guadagno e a cosa ne trarremo in cambio, ma a cosa permetteremo di far fiorire, di trasmettere, di offrire, di far nascere, …perché l’Amore è dare, non ricevere o aspettarsi in cambio.
L’Amore vero è quello che nasce dentro di noi ed esce, andando incontro agli altri, in maniera disinteressata, non viceversa …
Fare per gli altri ci permette di esprimerci, quindi di essere noi stessi, di creare, usare ed espandere energie positive, capaci di non solo farci amare, ma vivere l’attimo presente, quindi viverci nel qui ed ora, stare bene e amarci perché fare ci dà gioia e accresce la nostra leggerezze, la nostra aura, la nostra energia vitale…
La Vita così diventerà meravigliosa, anche se oggi tutto sembra andare storto o essere poco gratificante, perché quello che ora ci accade è solo il frutto della nostra lettura, dei nostri pensieri, del nostro modo di vedere ed interpretare i fatti, le situazioni, le persone.
Nessuno al di fuori di noi, può crederci e cambiare lo stato delle cose, quanto noi …
La positività genera altra positiva, la fatica, altra fatica e l’assenza di gioia, fiducia e amore…, beh, credo che sia facile comprendere che non dà vita ad altro se non a situazioni pesanti, tristi, buie e poco amorevoli.
Se vibriamo al meglio, daremo il meglio ed otterremo solo e soltanto l’eccellenza per noi e gli altri.
Amorevolmente ti**** degli Angeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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