Amare è non reagire.

Siamo una società di “reattivi”, vale a dire di persone che, al minimo fastidio interiore o esteriore, rispondono nell’immediato, innescando una serie di risposte spesso forti, che determinano una realtà faticosa e poco accogliente.
Non sto dicendo stupidate, ma sto dando il quadro del come siamo, in maniera molto diretta e “immediata”.

Mai visto cosa accade a volte in un ufficio postale, in una banca, alla cassa di un supermercato o in un ambulatorio medico?
Basta la minima contrarietà o situazione ritenuta tale, perché qualcuno inizi a dare di testa, espandendo con il suo linguaggio e la gestualità aggressiva un’energia ostile, pronta a contagiare moltissime altre persone, tutte recettive.
Un terminale che si inceppa ed è la fine del mondo.
Sembriamo un popolo di cani rabbiosi, sempre alla ricerca di un capro espiatorio per le nostre tensioni.
Sì, ma quali?
Quelle interiori.
Quelle che non vuoi vedere, né prendere nemmeno lontanamente in considerazione, ma che ci sono e che determinano questa modalità malata di vivere e di muoversi.
A scuola? Anche lì.


Una nota, un appunto al figlio ed il genitore, frustrato e interiormente insoddisfatto di sé, diventa un mortaio impazzito che spara a destra e a manca, pur di salvare se stesso, prima ancora del figlio.
La strategia, in realtà, per porre fine a tutto questo esiste, ma comporta l’assumersi l’onere di crescere, di lavorare su di sé e di modificare il proprio comportamento e la chiave di lettura degli eventi e del mondo.
Se sei un po’ fuso o un po’ psicopatico, sicuramente non capisci nulla di te stesso e quindi lavori a braccio, consentendo spesso al tuo io di schizzare.
Mai osservato come si comporta un gatto quando accade qualcosa che lo impaurisce?
Prende la via di fuga e lo fa con una tale rapidità, da lasciarti disorientato.
Quasi non ti capaciti di dove sia finito ed in che modo.
Quando vieni coinvolto in situazioni di questo tipo, la via di fuga è l’unica possibile e d’adottare fino a tanto che l’aggressore non sia rientrato in sé.
E’ un comportamento gioioso e molto proficuo.
E’ l’unico strumento di cui disponi in questi frangenti, per ricostruire la pace e quasi sempre porta buoni frutti.
Se questo non accade, visto che tu non puoi modificare l’altro e le sue prese di posizione, le sue modalità, le sue reazioni, ti conviene andartene realmente e per sempre.
Tu puoi lavorare solo su di te e prendere la decisione di non reagire, di trovare e mettere in atto la via di fuga gioiosa, quella senza giudizio, senza pensiero di sorta, quella a cui non vieni, in genere, educato.
Quando tu cambi te stesso, cambi il Mondo dentro ed intorno a te.
Una cosa è certa: tu, in quanto Uomo, vuoi, desideri stare bene e per farlo, devi metterti nella condizione della “gioiosa“ astinenza”, vale a dire quella della reazione zero, cioè della “non risposta all’aggressione dell’altro”.
Ti poni allora nei suoi confronti in maniera amorevole, nonostante il momento.
Qualunque cosa lui dica o faccia, tu lo accogli, lo rispetti e resti, verso di lui nella identica modalità di sempre.
Se tua moglie, donna serena e sempre sorridente, oggi ha, per la prima volta, le palle girate e urla, non entrare nel giudizio, non iniziare a tua volta a pensare a chissà quale problema recondito, ma accoglila, le spettano anche le giornate no, come a tutti.
Qualunque cosa lei dica o faccia ti ama, come tu ami lei.
E’ così e solo così, che tu la osservi nell’Anima, non nella sua difficoltà o in quell’espressione del momento.
Quella, non è lei.
Nel momento in cui schizzi, tutto in te si altera e tu non sei più tu.
Il respiro si blocca, la mente si paralizza, la lingua scivola fuori dalla bocca nella maniera più inconsapevole possibile e tu dici e fai cose di cui non hai presenza.
Tu non sei tu.
Allora, vogliamo prendercela con un altro tu? O con un altro me?
Se in una coppia uno dei due ha il muso, l’altro in genere inizia a farsi mille domande e prova una fitta feroce al cuore; questa è una cosa assurda.
Misurare l’altro in un momento in cui lui non ci sta, non ha senso.
In questo momento tu devi guardarlo con accoglienza, devi vedere la sua Anima, cioè quella parte “immutabile”, stabile, nobile di lui/lei.
Quella persona che hai davanti ti vuole bene, te ne vuole sempre, anche ora che è uscita da sé per un istante, anche ora che non sa quello che dice, che non ci sta di testa.
La nostra vera umanità la misuriamo quando ci esprimiamo in maniera presente/ consapevole, vale a dire quando siamo coscienti e quindi siamo spontanei, sorridenti, sereni, disponibili, siamo in pratica noi.
Quando siamo come i porcospini, per 101 motivo, e cerchiamo di centrare ben bene gli occhi dell’altro, allora siamo altro, siamo bombe ad orologeria, creature pericolose per sé e per gli altri.
E purtroppo, spesso, in moltissime situazioni  siamo così.
Comportarci come siamo soliti fare, cioè rispondendo al fuoco con il fuoco, crea difficoltà e corti circuiti inauditi.
Creiamo solo, in gran quantità, lavoro per gli psicologi e gli avvocati.
Dobbiamo applicare quella che definiamo la “creatività zero”, il che significa che spegniamo il cervello e non esprimiamo né giudizi, né pensieri poco virtuosi, che accrescono solo il casino nella già agitata storia del momento.
Quando l’altro fatica, tu hai il dovere di dare il meglio di te, quindi di applicare la reattività zero.
L’unica cosa che può fermarti è il credere che non ce la puoi fare.
Non importa come sta andando il Mondo lì fuori di te: se tu cambi, lui cambia con te, anche solo per come tu ora lo osservi e lo vivi.
Cambiando prospettiva, tutto ha un colore diverso.
Noi siamo, al contrario, dominati dalla nostra reattività, una reattività che controlla il nostro Io e spegne la nostra Anima ed il nostro cuore.
Se, al contrario, hai consapevolezza di tutto questo e quindi segui gli ordini dell’Amore, allora tu non giudichi l’altro, ma diventi una persona intelligente, una persona che sa leggere in chi gli sta davanti, la stessa identica figura di sempre, malgrado la sua modalità del momento.
Quello sfogo è un momento e nulla di più.
Concediglielo.
E’ normale.
Se invece a tua volta reagisci, di reazione in reazione, vivi nella fatica, e finisci con il riesumare antichi dolori, e così anno dopo anno, esperienza dopo esperienza, fino al momento in cui la morte pone fine ad ogni cosa.
Ma questa è vita? Ma anche no!!
Cos’hai da perdere nel tentare questa strada di cui ti sto parlando? Nulla.
Provare questa nuova strategia,  ti darà l’occasione per modificare tante situazioni sia dentro di te, che fuori di te.
Il rispondere poi, al fuoco con il fuoco, genera una serie di emozioni pesanti, destabilizzanti, come la paura, la tristezza e la rabbia, tutte strettamente false, senza fondamento, ma create e alimentate dalla reattività e dal giudizio o dal tentativo di analisi del momento.
Tu misuri ogni cosa, secondo le esperienze passate e quindi riporti in vita a tua volta reazioni identiche a quelle che hai già messo in atto, nel tuo passato, in questo identico frangente o meglio, apparentemente, identico frangente.
Anno dopo anno, situazione dopo situazione, la tua “esperienza reattiva” si ingigantisce, aumenta quantitativamente e qualitativamente e tu diventi una bomba atomica, capace di far esplodere l’intero pianeta.
Capiamoci. Esistono anche le identiche emozioni in formato reale.
Se una persona mi punta una pistola, quella che provo è paura reale, una paura salvavita, non un qualcosa di fittizio, ma nella stragrande maggioranza dei casi, ciò che attivi è di tipo fantasioso, ipotetico, di memoria e non reale.
Se l’ex ha fatto così, la persona che hai davanti non è lui, anche se tu la rendi un replicante del tuo passato e quindi reagisci allo stesso identico modo, anzi: con più enfasi, perché stai ammassando dati e sommando.
Se tu lavori e ti crei, diventi al contrario, una persona umana, quindi capace di aumentare in te anche la consapevolezza e l’amore.
E tutto fila più liscio.
La reattività riaccende la luce sul passato, lo riesuma, quindi ti porta alla disperazione, perché qualsiasi cosa tu faccia, di diverso da questa reazione zero, di cui ti parlo, o rispetto alla fuga gioiosa del gatto, ti mette con le spalle al muro, ti fa sentire inadeguato, ti fa dire la cosa sbagliata nel momento adatto solo a creare un vero macello.
Allora ti senti impotente, frustrato, depresso e incasinato e quindi preda di tutte le passioni tristi ( non mi ama più, non mi vuole più, sono sempre il numero due …).
Datti la “possibilità” di fare qualcosa di diverso.
In genere si dà molta energia per le cose futili della vita, come l’auto, la casa grande, il cellulare nuovo, il seno rifatto, e mettiamo poca energia nelle relazioni, nei così detti BENI RELAZIONALI.
Cosa sono i Beni Relazionali?
Sono le cose che veramente contano, quelle che fanno la differenza, quelle da cui nascono le emozioni e tutto quello che veramente è importante, quello che porteremo con noi, oltre questa vita.
Le tette rifatte o la casa con piscina non le avremo quando lasceremo questo corpo fisico e questa vita.
Devi puntare sul benessere stabile, su ciò che ti dà felicità, che è felicità.
Devi essere consapevole che la felicità dipende dai beni relazionali.
Anche l’economia rispecchia il nostro caos interiore e relazionale, attuale; una persona reattiva, perde il controllo e attiva meccanismi meccanici, ottusi,, senza presenza, né cuore in tutti i settori della sua vita.
La reattività scatta, si innesca quando una cosa dentro o fuori di te ti stimola in qualche modo e ti attiva una memoria disturbo, che è appartenuta al tuo passato; allora tu, che la tenevi sepolta, in una bella scatola interiore, perdendo il controllo, lasci che il coperchio si spalanchi, che il passato esca e generi una reattività potente a livello emozionale.
Queste emozioni vogliono una risposta, vogliono una reazione meccanica simile a quella che tu hai già vissuto allora, nel tuo passato e tu le accontenti.
Quando reagisci sei “assente al tuo presente”, alla realtà del momento.
La tua memoria ti frega, ti riporta indietro di un casino di tempo e purtroppo, se la persona che ti sta davanti non ha conoscenze diverse, non è educata all’alternativa, a sua volta viene presa da questi ingranaggi, da questi meccanismi e anziché attuare una “lucida via di fuga”, quella del gatto per capirci, inizia a farsi domande, a tirare conclusioni e poi attiva la reattività ad oltranza.
Essere reattivi, nonostante la scelta di attuare il piano d’Amore animico, può capitare ogni tanto, ma non deve essere sistematico.
Se tu investi sulla tua crescita interiore, solo pochissimo, vale a dire lo 0,0001%  sia a livello educativo, che formativo in senso stretto, è normale che poi tu venga intossicato da situazioni che non riesci a gestire, che affronti in modo puramente razionale, umano, fisico; così, anno dopo anno, ricadi negli stessi sistemi, nelle stesse modalità.
Gli stimoli pronti a farti scattare, come fossi una bella molla di un vecchio materasso, ti raggiungono ogni istante, crescono numericamente nel tempo, si sommano e così potenziano la tua capacità di rispondere, di reagire.
Non hai difese e quindi sei in balia di quanto accade.
Ecco allora che non serve solo e tanto pensare alla propria salute fisica o al conto in banca, quanto ti serve far crescere anche il cuore e  rinforzare l’Anima, cioè puntare alla tua crescita interiore,  per interrompere questa reattività, che è e sta diventando un qualcosa di forte e generalizzato, anche nei piccoli.
Il bullismo e tante altre forme di violenza sono manifestazioni sempre di tipo reattivo, incontrollato.
Queste dinamiche, purtroppo fanno comodo a chi vuole sfruttare l’ignoranza umana, per condurci, come il pifferaio magico, nel fiume.
I reattivi sono ottusi, prevedibili, non creativi e quindi controllabili al 100%.
Sono persone dominabili e le dittature ce lo dimostrano, quando usano la parte aggressiva e reattiva del popolo, cioè della moltitudine.
Il dominio e la reattività si sposano benone, vanno a braccetto in perfetta simbiosi.
C’è, purtroppo, un interesse del nostro sistema sociale a tenerci nell’ignoranza emotiva, perché chi non gestisce le proprie emozioni, lo rendi schiavo con niente, lo domini, lo controlli.
Al contrario, se tu fai esperienza di un altro tipo di relazione, vale a dire entri nell’ambito realmente umano, pensi e guardi il mondo da un’altra prospettiva; allora ti accorgi che l’impossibile ( non reagire alle provocazioni spesso non volute dalla persona, ma sicuramente da chi è fonte del nostro male) è perfettamente fattibile, prima dentro di te e poi, fuori di te.
Successivamente ti verrà spontaneo cercare altre persone che si muovono sulle tue lunghezze e frequenze, quindi starai meglio e potrai contribuire a generare un cambiamento radicale che oggi tutti cercano, ma ben pochi stanno realizzando.
Come dice Coelho: “In fondo la colpa di tutto ciò che ci accade nella vita è esclusivamente nostra. Tanta gente ha avuto le nostre stesse difficoltà, ma ha reagito in maniera diversa.”

Non reagire, ma attua la via della “fuga gioiosa!”.
Amorevolmente Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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