Amare si può


Cosa vuol dire essere innamorati?
Cosa significa amare veramente una persona, in una società in cui la parola amore è a dir poco inflazionata, e spesso usata a sproposito?
Vediamo di parlare ancora una volta di questo magico “stato di grazia”. 

Ahi, ahi, oggi ti chiacchiererà di un qualcosa di utile, ma sicuramente faticoso per moltissimi di noi e cioè di amore, separazione e tanto altro …
Che legame può esistere tra l’Amore, la separazione ed il divorzio?
C’è e si cela nel fatto che la separazione, fatta con consapevolezza è un atto d’amore e di estremo coraggio.
Coraggio, perché spesso si salta nel buio, un buio totale, che precede una nuova luce.
C’è l’ignoto che ci attende, il giorno in cui optiamo per questo grandissimo passo, e sta, pronto a ghermirci, proprio oltre quella decisione.
Decisione che cambierà inevitabilmente la nostra vita e anche quella dei nostri figli, che sono, in genere, la nostra preoccupazione maggiore, se ne abbiamo.
Ora, facendo questa scelta, non sappiamo quale direzione prenderà la nostra vita e non abbiamo più certezze, se non quella che vogliamo tagliare un rapporto incancrenito.
Abbiamo con noi, solo paure e speranze.
E Amore.
Amore, sì, perché quando si arriva ad una scelta così difficile, dietro ci sono tante notti insonni, tanti pensieri, tanti tentativi, andati a vuoto, che ci hanno dilaniato e spesso minato nelle nostre sicurezze  e nell’autostima.
Si può decidere, come nel mio caso, di farlo come gesto estremo di amore verso l’altra persona, che vive con i piedi in due scarpe, come avrebbe detto mia nonna, senza avere nemmeno lontanamente l’idea di stare ledendo non una, ma ben due donne contemporaneamente.
In realtà è un Amore che ci appartiene, perché prima che verso l’altro, tagliare una relazione malata è amare noi stessi ed i nostri  figli,  compiendo una scelta che, ci auguriamo, ci porti nella direzione della tanto desiderata serenità, che ci spetta, come a tutti.
Se restassimo, l’unica cosa che ci spetterebbe,  sarebbero le lacrime, i calzini sporchi, le camice o le mutande da lavare e stirare.
E non aggiungo altro.
Sadica?
No, incornicio semplicemente il quadro, in maniera diretta, materiale, del cosa ci comporta il restare.
Lo facciamo quindi per amore, per rientrare in quell’ordine cosmico di stare bene o meglio in quel ciclo di tranquillità, nel quale siamo nati, ed a cui dovremmo appartenere tutti, nessuno escluso.
Non si può vivere infelici.
Non si deve, mai.
Il dolore, ricordiamocelo bene, non viene da Dio.
Quindi, una relazione che ci procura dolore non è buona e va troncata, per il bene di tutte le persone coinvolte.
A volte, soprattutto noi donne, pensiamo di rimanere in questa condizione di amarezza, dolore perenne, per non togliere qualcosa ai figli e per mostrare che siamo nati per crescere anche nella tenacia e nell’adattamento.
Sicuramente sì, siamo nati anche per questo, ma c’è tenacia e tenacia, così come esistono varie forme di adattamento, ma sicuramente valevoli nella misura in cui, ci portano ad un equilibrio positivo e quindi ad un benessere, alla espressione della nostra felicità, non al suicidio.
Qualsiasi aspetto non positivo, non appartiene né alla Luce, né alla nostra essenza divina.
E’ grave pensare quindi dare ai figli l’infelicità, come esempio di adattamento,oppure la finzione e la bugia come fossero un clima naturale tra le mura di casa.
Se pensiamo, poi, che i figli, piccoli o grandi che siano, non abbiano intuito cosa sta accadendo tra le mura di casa, togliamocelo dalla testa: noi donne li abbiamo generati ed essi, almeno fino ad un certo punto della loro esistenza(fino a quando non li abbiamo diseducati e rieducati secondo gli schemi ed i pregiudizi sociali che ci appartengono) sono empatici e sentono qualsiasi vibrazione nasca, parta e si aggiri tra le nostre viscere.
Stanno al gioco ed imparano a “barare” ed è una cosa riprovevole.
Insegniamo loro, proprio usando gli affetti, ciò che di più bello possa esistere per il genere umano, a fingere e a diventare adulti affettivamente corrotti e persi.
Nooooo!
E’ ora di finirla.
Quanti meccanismi scattano mantenendo queste realtà familiari alla deriva,meccanismi che poi pagheremo, quando passeremo, alla inevitabile separazione posticipata o tardiva?
E’ inutile attendere, perché l’amputazione in qualche modo avverrà oppure ci sarà un’implosione spaventosa dello stesso nucleo, al completo, che coinvolgerà veramente tutte le persone coinvolte.
Sì quindi a tagli rapidi, veloci, una volta constata l’impossibilità alla rimarginazione del nucleo.
E’ solo dopo tanto dolore che si arriva a questa decisione e non può essere che un atto d’amore e di coraggio a spingerci in quella direzione.
Cosa succede poi?
Di tutto!

In genere, nella stragrande maggioranza dei casi è in questa fase, che emergono i nostri reali profili e abbiamo quindi modo di visualizzare appieno i tratti belli o abominevoli di noi stessi e dell’altro.
Se l’ex si comporta da “canaglia”, beh, non prendiamocela, ma ringraziamo il cielo di non dover più convivere sotto lo stesso tetto e impariamo a tirare un bel sospiro di sollievo, per la fortuna attuale, e abbandoniamo qualsiasi idea di ripicca, per non agganciarci alle sue dinamiche ed esche.
Le meschinerie che l’altro mette in gioco, non illudiamoci, gli appartengono, gli sono sempre appartenute, ed ora, che giochiamo a carte scoperte le sta solo manifestando: vivevamo con un baro e lo dobbiamo solo accogliere come verità.
Per molti di noi, è un periodo di forte conflitto, di rabbia e di rancore, sentimenti repressi che vengono a galla, facendo, a volte, veri e gravi danni.
Ecco perché poi diciamo che i figli dei separati sono “individuabili”: perché loro stanno nel mezzo della guerra dei “Roses”.
Il nostro Amore dovrebbe aiutarci a saper lasciare andare, a non agganciarci a tutte quelle reazioni incontrollate che l’altro sollecita, proprio per il nostro equilibrio mentale ed il bene supremo dei figli, anche a costo di perderli, per un po’.
Una volta cresciuti, torneranno e più grandi e saggi di prima.
Entrare nel pieno del conflitto, invece, li renderà meschini, opportunisti, doppiogiochisti e tanto altro.
Vogliamo questo?
Non credo proprio, quindi evitiamo “tutte le situazioni” fatte per questioni di principio.
Non è sano.
Ma oggi non voglio soffermarmi su questo, voglio andare oltre, immaginando insieme, che tutti noi separati/divorziati, superato questo periodo iniziale della separazione, ed i successivi, per chi li ha, ci si ritrovi  finalmente, una bella mattina, predisposti per un nuovo amore.
Abbiamo fatto pace con la situazione precedente, ci siamo riscoperti e ora vogliamo ricominciare.
Bene.
“Bene un cavolo, ti, non è per nulla semplice!”, brontolerà ora qualcuno di voi.
E’ vero, concordo, per tutti noi è bellissimo, a parole, ma peccato che non sia affatto semplice, soprattutto per chi ha dei figli.
Perché?
Beh, diciamoci la verità: i figli sono probabilmente un dono inestimabile per chi li ha, ma sono un “pacchetto optional “ per chi arriva e deve entrare nella famiglia.
Dissacrante?
No, realista.
Ci sono fatiche e difficoltà, che vengono a toccare entrambe le parti coinvolte, cioè sia chi ha dei figli, e vuole trovare un nuovo compagno di vita,e sia il compagno o la compagna di vita che arriva, e che deve accettare la sua posizione nelle retrovie della classifica, prendendosi in carico una situazione per intero.
Perché è vero che i genitori restiamo noi, ora soprattutto, come generanti, perché chi arriva deve in qualche modo trovare un suo posto all’interno del menage familiare.
Noi donne siamo più versatili, anzi molto.
L’uomo no, un po’ meno, concedetemelo maschietti.
Per le donne single, con figli, è più complesso trovare nuovamente l’amore, questo perché gli uomini, in genere, si spaventano di più, rispetto alle donne, davanti a certe situazioni.
Una donna con figli è una donna sicuramente più, beh, impegnativa, sia dal punto di vista emotivo, che pratico, rispetto ad una donna single, senza figli.
Di contro troviamo che ha, sicuramente, meno pretese e fa meno capricci: non ne ha il tempo.
Scherzo!!!
Invece, gli uomini single, con figli, sono un’eccellente attrattiva per il nostro spirito “infermieristico” femminile, quindi i maschietti sono indubbiamente facilitati nell’incontrare altre donne, disposte a fare le madri, anche in modalità a volte assurde.
Di contro c’è che potrebbero non accettare di non essere sul podio delle attenzioni dell’uomo in questione, eh sì, perché mica tutte sono Penelope.
Insomma, lo so, oggi sono particolarmente realista e quindi maliziosamente veritiera, ma dobbiamo saperlo ed accettare tutti i pro e i contro, di sempre,come in tutte le situazioni.
Se guardiamo, cioè affrontiamo senza stereotipi, di nessun genere, questa situazione in sé, possiamo notare delle rigidità, che sono comuni a tutti.
Chi arriva, non importa se un lui o una lei, in un contesto che era già stato strutturato, poi destrutturato, e ricompattato si trova di fronte a vere ed oggettive difficoltà:

  1. Fin dove arrivare con questi bambini/ragazzi?
  2. … quindi qual è la giusta distanza?
  3. Sul podio familiare, quale posto dovrà occupare?
  4. Reggerà l’essere piazzato/piazzata magari in una posizione, diciamo non prima?
  5. Ci saranno scelte e rapporti con l’altro genitore che andranno solo rispettate
  6. Accogliere ogni cosa con Amore e quindi con la Pace interiore, che rende capaci di trovare un posto, in qualsiasi contesto, sentendoci apposto, a casa, bene.

Sono tutte difficoltà concrete e reali, per molti di noi separati/divorziati, che si aggiungono a quelle, variabili delle variabili, date dalla personalità dei soggetti coinvolti, dalla complessità della situazione, cioè dall’iter burocratico del divorzio avvenuto o ancora in essere.
E per chi sta dall’altra parte, come vanno le cose?
Domanda di riserva??
Beh, anche chi sta dall’altro lato non si sente in vacanza, perché incontra anche lui/lei delle difficoltà oggettive:

  • Dove incontrare una persona interessante?
  • Come fare a trovare  il tempo per frequentarla e conoscerla, tra il compito di Pierino e la pallavolo di Cinzia?
  • Quando, come e dopo quanto, se … si deve o si potrà presentarla ai figli?
  • Dilemma peggiore? Capire se questa persona può essere adatta anche per i propri figli!
  • Accettare, in prima persona, che il nuovo amore,entri nell’ordine familiare attuale, che occupi un suo posto, senza
  • Fare mai paragoni con i vissuti precedenti e le figure coinvolte.

Ci vuole fiducia, ma soprattutto essere grandi dentro e innamorati veramente, prima di sé, poi degli altri, perché quello che ho, un po’ironicamente dipinto, è un quadretto indubbiamente complesso e se una delle variabili fosse poi che entrambi hanno dei figli, la difficoltà di incontrarsi e di conoscersi aumentano esponenzialmente.
Perché?
Cerchiamo di scoprirlo e coglierlo insieme.
Mille domande, soprattutto per chi ha dei figli.
(Sarà buono con i miei bambini? Posso fidarmi? Li amerà davvero, anche se …?Rispetterà i ruoli? Non si stuferà di me perché non ho abbastanza tempo? Mi capirà,quando dovrò rinunciare ad una cena, ad fine settimana tutto nostro speciale,per la tonsillite virale di Paolino o la malattia immaginaria di Fabiola? Ecco alcune delle domande di rito).

Chi sta dall’altra parte, spesso inconsapevole di tutto questo, a sua volta comunque si domanda se sarà in grado di sostenere tutto il“pacchetto”, perché è impegnativo.
Anche qui, come nel caso della separazione, ritengo che anche una nuova relazione sia un atto d’amore e di coraggio veramente grandi, unici, anzi: forse maggiori di quello precedente.
Anche in questo caso dovremo applicare l’Amore verso l’altro e verso noi stessi e ci vorrà coraggio, perché nonostante le mille difficoltà, che vediamo, ci dovremo lasciare andare e iniziare a camminare insieme.
Vittimismi e paure, quindi mettiamoli al bando e concediamoci tutto, con amorevole Amore.
Ma visto che , sono in vena di scrivere a proposito di questo argomento acchiappante, vediamo da vicino altri aspetti, che ho anticipato prima.

1- Dove la/lo incontro?

Le occasioni per incontrare l’amore non sono così rare, come pensiamo.

Sicuramente chi frequenta più ambienti, magari per lavoro, o chi si iscrive a corsi vari ha più possibilità statistiche, almeno così si dice o meglio scrive, di incontrare la sua anima gemella, ma, tranquilli, anche chi non cerca l’amore e fa altro o tende ad isolarsi non è per forza destinato a stare solo: se il Cielo ha scelto una nuova persona per lui/lei, stiamo tranquilli che l’Amore busserà anche alla sua porta.
Basta la vita quotidiana, pura e semplice, a consegnarci tutte le occasioni e credo siano gli incontri più belli. Altro scoglio, me lo sento ripetere tantissimo nelle vostre lettere o dalle amiche:
“Eh, ma io ora sono grassa, chi mi prende più? “ , oppure “sono vecchia/o” o“sono pelato e ho la pancia” “Già, tu dici così, perché sei minuta.”
Beh, il ridicolo è che io ho sperimentato di nuovo l’Amore, dopo la separazione, senza averlo assolutamente cercato e soprattutto, senza averlo riconosciuto.
Ricordiamoci che l’amore arriva quando NOI CI AMIAMO.
Quando abbiamo stima di noi, di come siamo dentro e fuori, l’amore ci riconoscerà.
Chi si ama sorride di più e il sorriso attira sempre positività.
Io, quando arrivò di nuovo, non lo riconobbi, non mi accorsi che mi corteggiava, ma ti è fatta così, e fu lui a dichiararsi, altrimenti avremmo fatto le calende greche.
E’ entrato ed uscito dalla mia vita, oggi credo, dopo quattro anni e mezzo, nel“giusto tempo”, che ci era dato di accompagnarci.
Dobbiamo lasciare ogni forma di apprensione e stare certi che qualsiasi cosa ci spetti l’Universo ce lo concederà, senza torcerci neppure un capello.
Là dove c’è dolore e sofferenza è il nostro Libero Arbitrio che entra in gioco e crea casini, di varia entità e natura.
Se non arriva è perché sovente noi lo rallentiamo in qualche modo, magari con le paure, legate al passato.
Tagliareeee!
Altrimenti creiamo un Karma infinito.

2- E il tempo? “Non ho tempo” , frase classica.
 Ti non ha mai avuto problemi di tempo, di nessun genere.
Proviamo a concederci il tempo, quindi a conoscerne meglio il valore, ad usarlo in maniera più attenta, inventandocelo anche, perché sovente lo sciupiamo, riservandolo “ai falsi doveri”, quindi a un qualcosa che ci affonda.
Questa del tempo, mi dispiace, ma è una delle scuse più usate e quella che regge veramente meno.
Una cena, un caffè, un aperitivo, una colazione, le commissioni insieme… se davvero si vuole passare del tempo con una persona, una “quadra” la si trova sempre.

3- Altra domanda da un milione di dollari? Sìììììì!!!

Potrò fidarmi?

Oppure: ”Sarò in grado?”

SE il Cielo ci manda una nuova storia è perché siamo pronti!
Dobbiamo entrare nell’ottica che anche noi facciamo parte dei “cicli” che regolano la vita quaggiù.
Poi, ricordiamoci, che nella vita qualche rischio bisogna pur assumerselo,capito “Ponzi Pilati”???
Certo non abbiamo la sfera di cristallo, né la bacchetta magica, ma insomma: vogliamo vivere?
Quindi, con una dose di prudenza, non eccessiva e maniacale, passetti continui, tempo utile, qualche emicrania in più, sto scherzando, e un po’ di sana fantasia e follia e tanta fiducia in ciò che ci viene inviato dall’Universo e sicuramente, se deve essere sarà.
Tutto va accolto e assaporato, dosato e bilanciato, al fine di osservarlo più da lontano e vedere cosa ci mostra, senza quelle modalità spasmodiche ed ordinarie a cui siamo stati cresciuti ed educati.

4- E se ci si scopre geloso/a dei suoi bambini?
Ahi, ahi, ahi!
I bambini esistono e sono un’altra cosa.
Abbiamo ruoli diversi, quindi con chi competiamo, con nasini colanti e compiti?
Loro possono o essere accolti nella nuova coppia senza problemi o possono invece essere motivo di accuse e recriminazioni, il che non va, nella maniera più assoluta.
Ci chiedevamo se ci avrebbe lasciati?
Beh, stiamo sicuri che se entriamo in competizione con i figli, facciamo scenate ogni tre per due, non ci muoviamo con amorevolezza verso tutti, la sfera di cristallo non serve, per prevedere la solitudine all’orizzonte e sarà poi inutile piangere e recriminare, per un qualcosa di “cercato”.
Beh, l’amore sappiate che non ha limiti e chi ha figli, chi vi incontrerà e s’innamorerà di voi, amerà anche i vostri figli senza se e senza ma, quindi non inventateveli voi, ecco perché ribadisco:

“INNAMORATI DI TE, DELLA VITA E DOPO DI CHI VUOI. “

Allora non conoscerai le paturnie mentali, i capricci, le ripicche, le meschinerie, né la servitù, ma solo il camminare veramente mano nella mano, sia sotto il sole, che nelle giornate di pioggia (che saranno comunque poche, visto il cambio climatico in atto), con lui/lei e chi vi sta intorno, se c’è.
Buona rinascita e scoperta dell’Amore a tutti!

Amorevolmente ti**** degli Angeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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