
“Il compito dell’adulto e’ far rivivere il bambino che è dentro di se’.”
Stephen Littleword, Nulla è per caso
Parlare di bambino interiore so che risulta molto faticoso, soprattutto a tutte le persone estremamente rigide e inamidate, che popolano la terra, ma egli esiste, c’è e spesso langue dimenticato e trasformato in un piccolo, affaticato e “consunto Smigol”.
Riusciamo ad immaginarlo?
Dobbiamo vederlo come adagiato nel profondo della nostra Anima, irriconoscibile nella sua essenza, quasi ridotto in polvere …
Brutto vero?
Brrrrr…
Questa immagine, grazie al cielo, non mi appartiene!!!
Il bimbo dentro di me è fresco, vitale, allegro, giocherellone e soprattutto non conosce la parola “rassegnazione”, proprio come qualunque bambino che si rispetti e qualora dovesse impararla, ne morirebbe, ma so che così non è e non sarà mai.
E’ lui che mi spinge ad essere ciò che sono, senza pensieri, senza paure, senza quelle ipocrisie che generano solo una società “impacchettata” nelle falsità, nei pregiudizi, nelle meschinerie.
Perché parlarne?
Forse perché è tempo di “vivificarci” e di prenderci in carico il compito , di far rivivere il bambino che è dentro di se’.
Farlo rivivere?
“E perché mai?” si chiederà qualcuno …
Abbiamo presente la gioia con cui eravamo soliti fare le cose un tempo, quando eravamo più piccoli???
Ebbene, il bambino giocoso e semplice, che eravamo un tempo continua a sopravviverci faticosamente dentro il nostro guscio di adulti.
Che ci piaccia o no, siamo simultaneamente il bambino che siamo stati, che vive nell’atmosfera emotiva del passato, e spesso interferisce nel presente, e gli adulti di oggi, che cercano solo di dimenticare il passato e di vivere totalmente e faticosamente in maniera ben diversa nell’oggi, nel presente, mentre in realtà siamo solo proiettati al nostro futuro, l’unico, che erroneamente crediamo, ci darà ciò di cui sentiamo il bisogno.
Il bambino che siamo stati, inascoltato, può intralciare o frustrare le nostre soddisfazioni da adulti, imbarazzarci, rallentarci, tormentarci e perfino farci ammalare oppure…, se lo accogliamo come parte integrante e meravigliosa di noi, arricchire per sempre, tutta la nostra vita, vivificandola.
Ognuno di noi ha dentro di sé questo piccolo fanciullo, questo meraviglioso bambino interiore, che richiede e cerca, almeno inizialmente, attenzione.
Siamo convinti, però, a differenza di quanto accade nelle antiche società iniziatiche, che egli debba scomparire con l’età, con il passaggio dall’adolescenza al periodo adulto e così lo immoliamo.
Non abbiamo cerimonie e prove, che convalidino questo momento della nostra crescita anagrafica, ma … lavoriamo tenacemente, per “neutralizzare” questa parte vitalissima di noi …
Per questo, non sempre riusciamo a sentire la sua voce o siamo disposti ad ascoltarla.
Ogni ferita che il passato ci ha inferto, lo ha in qualche modo colpito …
Se lo abbiamo perduto o dimenticato, ora è tempo di riscoprirlo …
Dovremmo imparare a prenderci cura del nostro bambino interiore, per guarire quelle brutte e fastidiose ferite.
Cosa proviamo di fronte ad un bambino inerme ferito nell’orgoglio, nei sentimenti o denutrito e solo?
Ecco immaginiamoci che questo sia lui, il nostro piccolo, bisognoso solo di coccole ed attenzioni.
Lui, del resto, ha solo bisogno del nostro amore, come ci mostrano le fantastiche sculture di Milov, che rappresentano un vero e proprio inno all’amore che abbiamo dentro di noi, ma che spesso per varie ragioni rimane intrappolato e inespresso.
Ma come fare?
Come ridestare questa parte “addormentata” nella selva dei problemi, delle paure e dei vari sensi di responsabilità che ci attanagliano?
Beh, le modalità ci sono, ma tutto parte dal nostro desiderio di farlo e dalla ferma convinzione che abbiamo bisogno di lui e che non possiamo assolutamente continuare a rinnegarlo e abbandonarlo a sé.
Il primo passo, vitale, è indubbiamente è quello di prendere
- consapevolezza della sua esistenza.
Dobbiamo diventare consapevoli della presenza del nostro bambino interiore, delle sue emozioni e di quelle che proliferano in noi, grazie a lui.
Il nostro bambino interiore è vivacissimo: ha sentimenti, necessità e paure che vuole affrontare o soddisfare.
Proviamo a pensare a cosa potremmo offrirgli, quale aiuto gli piacerebbe ricevere e mettiamoci all’opera.
- Ritrovarci, cioè ritrovare i punti di vista di quando eravamo bambini …… può essere molto utile, soprattutto in varie circostanze e nelle situazioni usuali, di ogni giorno, quando dobbiamo prendere decisioni particolari.
Lui è capace di guidarci dove mai oseremmo avventurarci e quindi ci consente, sia a breve, che a lungo termine, di assumere un punto di vista speciale, capace di farci cambiare in meglio, modificando i nostri punti di vista e le nostre prospettive di vita. - Modificare la nostra percezione emotiva.
Il nostro bambino interiore deve imparare che le emozioni vanno e vengono, e soprattutto sono altro da noi.
A volte possono sembrare troppo pesanti da sopportare, ma hanno un inizio ed una fine.
Vanno riconosciute, per poterle accogliere, accettare, trasformare, reimpastare e rielaborare, ma senza appunto incancrenirci, confondendole con ciò che noi siamo veramente.
- Guarire le ferite interiori!
Il nostro bambino interiore può richiamarci e dipendere, in qualche modo, da una ferita aperta, profonda magari, ed ancora da guarire, ma questo non deve distruggerci, ma al contrario farci imparare a riconoscere queste lacerazioni, per rassicurare il nostro bambino interiore, per trasformarci e vivere con più tranquillità ogni evento, anche i peggiori, come il tradimento, l’abbandono, la violenza o la mancanza di affetto.
- Vivere in amicizia!!!
Il nostro bambino interiore ama la compagnia, i giochi, la condivisione, ma soprattutto ciò che lo rende e lo stare al sicuro.
Che cosa allora, meglio degli amici di infanzia, con cui andavamo molto d’accordo e con cui giocavamo volentieri per interi pomeriggi???
Giocare è stare al meglio!
E’ sentirsi parte di …
E’ vivere al riparo, al sicuro … e respirare un po’ di sanissimo ossigeno, in una società serissima e molto problematica.
- Relax
Il nostro bambino interiore potrebbe avere bisogno di uno stacco, di un “angolo benessere” giornaliero, settimanale o mensile, per non scoppiare e non soccombere.
Un momento di vero benessere, per rilassarsi e per sentirsi meglio, con qualche abitudine preziosa che gli crei tanta sicurezza, come la decisione di ricominciare a fare colazione oppure merenda tutti i giorni, sempre e comunque in modo sano e dedicandogli tutto il tempo, il giusto tempo utile…
- Avere a cuore i particolari!!!In che senso???
Proviamo a circondarci di oggetti che il nostro bambino interiore apprezza, sente suoi, ama profondamente, come il colore, i profumi, gli incensi, quindi dei cuscini, per esempio, colorati, setosi, morbidi, … per decorare il divano, oppure delle fotografie, dei dipinti, dei batik … da appendere alle pareti in nome dei ricordi più belli, in modo che rimangano indelebili …
Oppure regaliamogli e circondiamolo di fiori, piante … dai meravigliosi colori e dalle più fantastiche venature …
- Ricominciare a giocare, a divertirsi.
Ci piace l’altalena?
Oppure i pattini a rotelle?
I modellini funzionanti di ….
Proviamo a ricominciare a giocare, anche se siamo diventati adulti ed anche se non abbiamo molto tempo a disposizione per lo svago, almeno a parole.
Il problema, non è il tempo, ma la voglia ed il giudizio sotteso.
Un adulto, certe cose, non dovrebbe manco pensarle!!!
Ma chi l’ha detto???
Dove sta scritto???
Forse è per questo che a volte ci scindiamo e una parte di noi ci rifiuta e si rifiuta di continuare astare e collaborare con noi.
Solo doveri e mai piaceri!!!
Non siamo schiavi e questo il bambino lo sa bene e non vuol sapere ragione.
E fa benissimo!!!
Se abbiamo dei bambini, possiamo essere facilitati nel “recuperare questo aspetto”, perché potremmo giocare con loro ed entrare in contatto con il loro mondo ricordando la nostra infanzia.
Se da bambini amavamo disegnare e colorare oppure sapevano suonare uno strumento musicale, perché non dovremmo continuare a dedicarci all’arte e alla musica anche da adulti?
La creatività fa bene al nostro bambino interiore e ci permette di esprimere al meglio le nostre emozioni.
E allora, cosa aspettiamo???
Di non poterlo più fare???
Oggi vi invito a fare qualcosa che desiderate da tantissimo tempo, ma non vi concedete, perché avete il chiodo fisso che un adulto certe cose non le fa, anzi, non deve neppure pensarle …
Non vi sto incitando a compiere chissà quale nefandezza, ma a prendervi cura del vostro bambino interiore, assecondando qualcosa che lui ritiene piacevole, per farlo stare bene e renderlo di nuovo amato.
Correre a piedi nudi?
E chi ce lo vieta?
Giocare sull’altalena? Perché no???
Mangiare per una volta con le mani … Bellissimo!!!
Colorare con le mani i muri di una stanza …
Solitudine e rispetto
A volte egli desidera appartarsi, per ascoltarsi e ritemprarsi.
Dovremmo rispettarlo anche in questo suo desiderio, il desiderio che nasce dal bisogno di trascorrere qualche momento din silenzio, nella solitudine, perché ha bisogno di riflettere, soprattutto su di sé, con molta tranquillità. Così, riusciremo ad imparare i suoi innumerevoli bisogni, che spaziano dal bisogno di compagnia, di socializzazione, del gioco, di stringere nuove amicizie, a quello di isolarsi, temporaneamente, per godersi e/o ritrovarsi..
Pascoli disse ne’ “il Fanciullino, da Pensieri e discorsi “…
“È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi.
Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo.
Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena maraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello.
Il quale tintinnio segreto noi non udiamo distinto nell’età giovanile forse così come nella più matura, perché in quella occupati a litigare e perorare la causa della nostra vita, meno badiamo a quell’angolo d’anima d’onde esso risuona.
E anche, egli, l’invisibile fanciullo, si perita vicino al giovane più che accanto all’uomo fatto e al vecchio, ché più dissimile a sé vede quello che questi.
Il giovane in vero di rado e fuggevolmente si trattiene col fanciullo; ché ne sdegna la conversazione, come chi si vergogni d’un passato ancor troppo recente.
Ma l’uomo riposato ama parlare con lui e udirne il chiacchiericcio e rispondergli a tono e grave; e l’armonia di quelle voci è assai dolce ad ascoltare, come d’un usignuolo che gorgheggi presso un ruscello che mormora.
Non l’età grave impedisce di udire la vocina del bimbo interiore, anzi invita forse e aiuta, mancando l’altro chiasso intorno, ad ascoltarla nella penombra dell’anima .
E se gli occhi con cui si mira fuor di noi, non vedono più , ebbene il vecchio vede allora soltanto con quelli occhioni che son dentro di lui, e non ha avanti sé altro che la visione che ebbe da fanciullo e che hanno per solito tutti i fanciulli.
E se uno avesse a dipingere Omero, lo dovrebbe figurare vecchio e cieco, condotto per mano da un fanciullino, che parlasse sempre guardando torno torno. ”
Ognuno di noi ha le sue passioni, i suoi piaceri e desideri, che vengono da lui … e dobbiamo ascoltarli e appagarli, per non morire, per non lasciarci sopraffare dallo stress, per non morire a noi stessi e al grigiore della vita, così come noi, erroneamente la intendiamo.
Buon divertimento a tutti!
Amorevolmente ti **** e gli Arcangeli.
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