Cambiare per il cambiamento

Da un po’  di tempo stiamo parlando di cambiamento e questo non per una specie di fissa mia personale, ma perché, in una periodo storico ed economico impegnativo,  senza molti valori, dobbiamo sveltirci e scegliere dove e con chi stare e di conseguenza cosa fare e come muoverci.
Non serve la lamentela sterile, né l’additare tizio e caio come fautori dei nostri disservizi, bisogna attivarsi, con la rapidità geniale dei Folli, che fin dall’antichità hanno cambiato e saputo e potuto cambiare il corso degli eventi.
Riflettiamo mai sulla “grandezza di alcuni personaggi” che hanno magari attraversato come lampi il cammino umano (rammentiamo una Giovanna d’Arco o più tardi Garibaldi, capace di raccogliere 1000 uomini in una società difforme e così affaticata), riuscendo a trasformare ogni cosa?
Il punto è proprio questo?
Essi hanno creduto e quindi sono stati la “bacchetta magica di Dio”, per girare l’enorme pagina di un vecchio e consunto libro di storia umana, che nessuno voleva o sembrava disposto a voltare.
Trasformazione e cambiamento sono strettamente connesse.
Oggi intendo attingere e lasciare la parola agli ammaestramenti del grande Maestro asceso Yogananda, affinché ci guidi a riflettere e quindi ad operare in noi quella mutazione Folle, indispensabile per essere degli artefici convinti ed attivi di una nuova e positiva umanità.
Egli ci consiglia e ci esorta …

“Tasformate il vostro atteggiamento mentale!”

Paramahansa Yogananda ci esorta a cambiare noi stessi, soprattutto “gli atteggiamenti infiniti, che prosperano in noi,  per trovare finalmente pace e felicità, sapendo che «tutte le emozioni si riflettono nel corpo e nella mente».
 Egli afferma che è necessario formare e
«mantenere un carattere equilibrato – intellettuale, materiale e spirituale»
i
n modo da rendere felice la nostra vita e far sì che questa non ci domini.
Sono parole indubbiamente condivisibili, ma aggiungerei anche che se cambiamo il nostro ambiente mentale, come lo definisce Yogananda, saremo in grado di cambiare anche il mondo intorno a noi.
Ogni trasformazione non può passare inosservata e quindi, Il nostro cambiamento sarà percepito da tutti gli  altri, diventando sicuramente un potenziale oggetto di critica, per alcuni, mentre per altri, cioè  per chi avrà la sensibilità e la maturità per comprenderlo, sarà solo lo stimolo e una forma benevola di spinta a lavorare su di sé e quindi a sua volta ad attivarsi per una possibile trasformazione di se stesso.
Durante il cambiamento, dobbiamo tuttavia ricordarci che, trascurare del tutto il nostro corpo, non è saggio
.
Quando ci trasformiamo anch’esso è chiamato in causa e quindi va sostenuto con particolare sensibilità ed attenzione.
Si devono consumare cibi sani, molto semplici, piuttosto che cibi dozzinali, molto elaborati, ricchi di zuccheri e grassi, quindi sicuramente inadatti alle modifiche generali, in essere.
Quando viviamo poi, con persone impegnative, molto critiche e affaticanti, che ci mettono a dura prova e ci accrescono sicuramente nella pazienza, ma a volte riescono a renderci nervosi, ogni tanto dovremo “cambiare aria”, come dico io, o meglio ambiente, come direbbe qualcun altro, proprio per “respirare di nuovo, purificarci, fare il punto e recuperarci al meglio.
Però la cosa migliore è poter trasformare il nostro ambiente mentale, così da non essere più disturbati dalle azioni degli altri e quindi procedere in perfetta serenità, nonostante tutto e tutti.
Cambiare noi stessi è l’unica cosa possibile, quindi siamo tenuti a farlo e poi il resto verrà da sé e potremo vivere dovunque in pace e felicità.
Il mondo, in maggior parte, è simile a un manicomio.
Le emozioni sono infinite e sfaccettate e per lo più non eccellenti.
Alcune persone sono malate di gelosia, altre di rabbia, oppure odio o passione sfrenata.
Esse sono vittime delle proprie abitudini ed emozioni, proprio come fossero mosche finite nella ragnatela.
Ogni giorno nelle nostre varie e mutevoli relazioni ne incrociamo oppure ci troviamo, nostro malgrado, costretti a viverle per più ore, soprattutto negli ambienti familiari e/o lavorativi.
Non importa: noi possiamo e dobbiamo fare della nostra casa, sia quella fisica, cioè il luogo in cui realmente viviamo, che il nostro tempio,  cioè il corpo,  un luogo di vera e immensa pace.
Analizziamoci attentamente.
Tutte le nostre infinite emozioni si riflettono sia nel nostro corpo, che nella nostra mente.
Certe parole ci destabilizzano e minano le nostre sicurezze, se non siamo dei veri “duri dell’autostima”; l’Invidia e la paura ci fanno impallidire il volto,  ci rendono nervosi e quindi fanno apparire tirati i tratti somatici del nostro viso, mentre, grazie al cielo, l’amore lo rende luminoso.
Impariamo ad essere calmi e saremo sempre felici.
E’ importante ricordarci che, qualunque tipo di ego abbiamo, qualunque personalità cerchiamo di esprimere, dobbiamo fare uno sforzo per analizzare la nostra vera natura e sviluppare le nostre qualità, parlo, naturalmente, di quelle migliori.
Possiamo avere un Ego artistico, oppure un ego morale o ancora un ego patriottico, o un ego tagliato per l’economia, gli affari, ma, se alla base di tutto c’è una forte moralità, e abbiamo sempre dei valori, di cui siamo convinti in maniera inossidabile, sebbene indubbiamente non collimino con quelli che vanno per la maggiore, ma con lo spirito dell’Universo, saremo persone eccezionali e questo ci consentirà di vivere in modo retto ed esprimere sempre il meglio di noi e tutta la nostra benevolenza e amorevolezza verso gli altri, qualunque professione ed impegno ci siamo assunti.
E questa è la vera moralità.
I “follemente virtuosi”, non criticano, perché è l’orgoglio che ci rende critici senza sosta e pronti a consideraci migliori degli altri, soprattutto se gli altri sono più deboli, caratterialmente, rispetto a noi.
La nostra vera moralità include la compassione per gli altri e per i loro errori,  dovuti sovente all’ ignoranza.
Coloro che sono il prodotto del proprio ego materiale, soffrono molto e senza una vera necessità.
Queste persone dovrebbero imparare l’autocontrollo, altrimenti non saranno che “pezzi di materia in movimento”; essi devono fumare tante volte al giorno, devono mangiare certi cibi, se saltano un pasto si fanno venire il mal di testa, e possono dormire solo in un particolare tipo di letto.
Sono figli del consumismo e quindi hanno fatto delle comodità la loro principale schiavitù.
Se invece siamo un incrocio, fra un ego di quel tipo e uno intellettuale, beh, siamo già messi meglio, ma dovremo addestrarci e formarci e quindi  riuscire a mantenere, un carattere equilibrato,  tra la nostra parte intellettuale, quella materiale e la spirituale, altrimenti non saremo felici.
Il nostro intuito spirituale ci informa che dobbiamo “follemente” controllare la nostra vita, in modo da non esserne dominati e quindi non finire in catene.
Non è saggio lasciare che sia l’ego materialista a governarci, soprattutto a tenere a bada il nostro giudizio; a decidere devono essere la nostra coscienza e la nostra intuizione.

“Spesso noi continuiamo a soffrire senza fare uno sforzo per cambiare; ecco perché non troviamo pace durevole e appagamento.
Se noi perseverassimo, saremmo certamente capaci di superare tutte le difficoltà.
Dobbiamo fare lo sforzo, perché possiamo passare dalla miseria alla felicità, dallo sconforto al coraggio.”
Il cambiamento, anche quando si annuncia come portatore di piacevoli trasformazioni e tante bellissime novità, lo abbracciamo sempre con un po’ di reticenza, anche perché l’ambiente circostante spessissimo ci turba e non sostiene la novità, quindi tende a darci un rimando poco stimolante e sostenente.
Di solito, quindi, viene vissuto con apprensione, almeno in minima parte.
«Se rinuncio a qualcosa» si pensa «non mi resterà niente».
Ci vuole coraggio a rinunciare a ciò che conosciamo, per il puro ignoto.
Non è nemmeno facile rinunciare a un dolore che ci è familiare per una gioia sconosciuta e, di conseguenza, incerta.
La nostra mente è bislacca, è molto metodica è come un cavallo che ha percorso la stessa strada per anni, trainando la stessa biga e facendo le stesse cose …
Si è abituata a percorrere quel tragitto quotidiano, ed è difficile convincerla a seguirne uno nuovo.
Lei non abbandonerà con leggerezza le vecchie abitudini, neppure quando è consapevole che, nello stato attuale, sta soffrendo.
Novità!!!
Bisognerebbe abbracciare con coraggio i cambiamenti positivi o presumendoli tali.
L’Universo, del resto, quando chiude una porta è per portarci solo migliorie, ma noi … ci crediamo poco, siamo poco “connessi a lui e alle sue leggi”, quindi fatichiamo a compiere questo salto di qualità, a fare questo passaggio.
Finché le speranze di miglioramento saranno contrastate dalla paura di realizzarle, la mente non troverà mai pace.
Accettare quindi il cambiamento come l’unica costante della vita è un salto di qualità, non indifferente e mitico.
Le nostre vite sono un’incessante processione di vincite e perdite, gioie e dolori, speranze e delusioni.
Un momento siamo come cieli spazzati dai venti e minacciati dalle tempeste delle tribolazioni, mentre qualche momento dopo le nuvole si squarciano e un raggio di speranza le attraversa e poi, all’improvviso, il cielo è di nuovo meravigliosamente azzurro – blu.
cosa vogliamo quindi fare???
Vedere sempre le nuvolacce e assecondare il nostro cavallo “pazzo” e immutabile, oppure trasformarci e dare una sferzata di energia a tutto???
Io scelgo la mia “Follia” divina e il cambiamento e voi???
Amorevolmente ti**** degli Angeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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