
Nella nostra Vita, piuttosto complicata, l’aspetto emotivo, sentimentale, relazionale ha la sua importanza e gode del suo giustissimo “posto al sole”.
La fatica è quella di trovare la persona giusta da amare e con cui percorrere un tratto di cammino o tutto il nostro cammino.
Attenzione perché oggi vi sconvolgerò, o meglio minerò seriamente le nostre “convenzioni mentali”, frutto dei condizionamenti sociali e non solo.
A cosa ambiscono di più le persone, soprattutto le donne? Un marito.
Mai viste due amiche di vecchia data che si ritrovano dopo un po’ di tempo, quando i figli sono piuttosto cresciuti?
Domanda classica:
” E i tuoi figli? Tutto bene? Che scuole hanno fatto? Lavorano? Hanno la fidanzata o sono sposati?”
Se poi sono sposati, la domanda successiva è quella di sapere se hanno figli e quindi voi avete dei nipoti.
Da tempi immemorabili una persona, nella nostra testa, è una persona realizzata, quindi felice e inquadrata socialmente, se ha passato tutti questi step, nessuno escluso.
Perché?
E se tuo figlio o tua figlia non avessero intenzione di fare famiglia?
Sicuramente sono momenti di “crisi d’identità, soprattutto materna”.
Non hai una famiglia con un percorso “regolare”.
Beh, partiamo dal presupposto che questa idea di fasi obbligatorie ce le siamo costruite noi, in base ad un vissuto, esteso e quindi condiviso dal gruppo, dalla stragrande maggioranza delle persone.
Beh, oggi la Vita ci porta a riconsiderare con serenità tutto questo e a prestare maggiore attenzione a ciò che desideriamo realmente.
Ci servono un anello al dito, una moglie o un marito per che cosa?
Per sostenere ed incrementare questo iter che, visto i risvolti degli ultimi anni, sembra parecchio in difficoltà, in crisi, oppure per vedere di svoltare e dare un vero senso allo stare insieme, al condividere il proprio corpo, parte più tangibile di noi, e tutto quello che ci sta dentro e ci aleggia intorno, insieme con la vita ordinaria e straordinaria che creiamo con le nostre scelte?
Perché scandalizzarci ancora se vogliamo crescere nell’amore, senza puntare ad un anello e ad vestito bianco?
Non sono contraria sia ben chiaro, a chi fa questo tipo di scelta, ma credo che quello dovrebbe essere solo un punto di arrivo e nemmeno il più importante.
Se tu sei tra quelle persone che sta pensando a questa mia opzione, non come ad una proposta indecente, forse hai finalmente capito che anche tu desideri e cerchi interiormente, prima dell’anello al dito ( quello potrà, a seconda delle scelte poi personali della coppia, avvenire o meno, ma questo non preclude ciò che non può assolutamente mancare, il vero protagonista, cioè l’Amore) un compagno, una compagna di viaggio, che devi desiderare ed amare, non per l’abito bianco, i paggetti, i fiori, il pianto dei parenti ed il viaggio di nozze, ma per metterti veramente in gioco, offrendogli, per prima/o il tuo amore e la tua reale presenza, sia fisica, che emotiva, divertente, costruttiva.
Perché tante separazioni e divorzi?
Forse perché in realtà il nostro desiderio veramente “primordiale” è quello di trovare una persona con cui condividere nell’amore un progetto, un cammino, un hobby, delle passioni, amando in modo libero e incondizionato.
E chi lo vuole un marito?
Forse chi pensa che un anello sia un sigillo, una specie di lucchetto salvavita, una ganascia come quella che intrappola le povere volpi o i lupi nelle foreste.
Ma non è così.
L’Amore, quello vero, cresce nella libertà e nel rispetto e nel cercare, ogni santissimo giorno, un nuovo equilibrio, non nel marcarlo/a stretto/a, frugando tra i suoi effetti personali, perché non ti sfugga mai più.
L’altro non è un oggetto.
L’altra persona non è un trofeo.
E a proposito di felicità …
Molti di noi, soprattutto femmine, sogniamo fin da piccini il principe azzurro e la cenerentola di turno, l’abito bianco, la cerimonia, il bouquet, il “vissero per sempre felici e contenti”
Ma è davvero questo quello di cui abbiamo bisogno per essere felici?
Noooo.
Altrimenti lo sfarzo di alcuni matrimoni, sarebbe ultra sufficiente proprio per realizzare quel “vissero per sempre felici e contenti”.
No, non è il matrimonio l’obiettivo finale che devi raggiungere, ma il tuo benessere con un’altra persona, che sceglie liberamente di stare ogni giorno, proprio al tuo fianco.
Si, il matrimonio può anche starci, venire molto più in là, ma solo se è il coronamento di una relazione coi fiocchi, dove la mattina ancora ci si guarda e ci si accorge di avere tanto in comune e soprattutto la voglia pazza di fare qualche follia con lui/ o con lei.
L’equilibrio richiede lavoro, condivisione e sicuramente di ritrovarsi ogni giorno, di scegliersi, di mettersi in gioco, ma proprio per questo, non conosce muffa, né stanchezza, né routine.
Cos’è che mi fa amare in modo straordinario il mio lavoro?
Il fatto che io non uso mai due volte una lezione e questo lo rende vivo, vitale.
Sì, conservo i fogli con le programmazioni, ma per condividerli con le colleghe, perché io, come Paganini non riesco a ripetere nulla.
Il materiale che ho di fronte è “umano”, quindi mutevole, sempre uguale nella sua essenza, ma diverso nella sua sostanza.
Come potrei rifare la stessa cosa tre anni dopo?
Non esiste, ma neppure un anno dopo.
La stessa cosa nella vita a due.
Il lavoro è costante, ma è proprio questo che ti rende vivo e attento e quindi piacevolissimo, perché mai uguale a te stesso.
Il matrimonio?
Non è certamente obbligatorio.
Tu puoi essere una moglie straordinaria o un marito magico, senza essere una moglie siglata, né un marito “bloccato”.
Cosa devi cercare nella tua vita?
Qualcuno che non ti faccia mai pensare al matrimonio, proprio per la moltitudine di altre meravigliose novità che ti regala, inconsapevolmente, ogni giorno.
Non devi sentire l’obbligo di dover “ufficializzare” qualcosa per forza, anche perché con lui/ con lei è una grande festa anche un martedì qualunque, sul divano, davanti alla televisione.
Certo che, se come capitò a me, il divano lo occupa solo lui e tu non esisti, beh, avrai anche una fede al dito, ma non c’è nulla di amorevole e di progressivo in un rapporto senza sostegno, complicità, condivisione, risate e momenti spesi insieme, abbracciati, anche solo con il pensiero.
Il vero amore non ha bisogno di firme, di etichette, di corsi o di momenti di formazione.
E’ invece vergognoso che si sia reso necessario fare un corso per impegnarsi con una persona, come se dovessimo imparare a guidare un pullman o prendere un brevetto di volo.
O forse sì: il brevetto per pilotare al meglio l’altro e la situazione, perché nulla ci sfugga e tutto resti “impomatato” e fisso come fosse rivestito di cera lacca.
L’altra persona dovresti averla dentro, nel tuo profondo.
Amarla e onorarla con la tua spontanea voglia di stare con lei, di renderla parte di chi sei, di cosa vuoi, di cosa fai, cosa ti piace e cosa non ti piace.
Invece, proprio perché tutto viene “organizzato” secondo certi schemi che stanno dimostrando la loro “relatività” e la loro inadeguatezza ( visto il numero di separazioni e di divorzi), si parte con l’idea di fare bella figura, come fossi alla ricerca di un posto di lavoro, di piacergli e di compiacerlo/a; poi si scivola in certe dinamiche a strangolo e, dopo un numero variabile di anni, anche se, ti stai chiedendo che cosa hai in comune con quella persona ed inizi a dubitare di amarla, ti decidi per il “grande passo”, come viene chiamato, in modo brrr… sicuramente indicativo.
Quante persone , me lo sento ripetere da tanti amici, prima ancora che da persone con cui interagisco senza alcun legame amicale, ti dicono che, visto il numero di anni trascorsi insieme lo devono a lei o a lui di sposarlo/a?
“Glielo devo???”
Nessuno deve niente a nessuno!
Mettitelo bene in testa.
In amore non c’è alcun tipo di obbligo, altrimenti non è Amore.
Un Arcangelo se dovesse aiutarci perché ce lo deve, probabilmente non riceveremmo proprio nulla.
Il vero amore si vive, si respira, si impara, si fa spazio nella tua quotidianità con prepotenza e passione, come un vero e proprio uragano e ti lascia senza fiato, interdetto/a.
Ti fa venire la pelle d’oca e ti fa desiderare solo di stare accanto all’altra persona, anche tra mille persone, stare solo con/vicino a chi scegli di amare.
Nella vita non dobbiamo scegliere un marito o una moglie, ma un compagno, una compagna.
Un compagno di che cosa?
Di tutto!!!
Un compagno di viaggi, un compagno di giochi, un compagno per i momenti no, un compagno per quelli straordinariamente sì, un compagno per quando sei allegra, un compagno per quando ti senti un buco nello stomaco, un compagno indipendente, che riesca a vivere in casa, anche quando tu sei fuori, un compagno felice o triste che ti rende partecipe di sé, che quando siete lontani ce la faccia, e non si butti tra le braccia della prima persona che trova, giustificandosi poi dicendo che gli mancavi.
E’ tempo di crescere anche in questo.
E’ il tempo giusto questo, per essere “indipendentemente dipendenti”, nel senso di sapersi amare e rispettare anche quando per qualsiasi motivo, di forza maggiore, ci si trova lontani.
L’uno deve sentire la mancanza dell’altro più di qualsiasi altra cosa, non perché è dipendente, ma perché sente il bisogno di darsi all’altro e di continuare una storia carica di gioia, fantasia e tenacia insieme.
Non è più tempo per il non vivo senza di te, ma è tempo per attivarsi per il “vivo finalmente” con te. Non abbiamo bisogno dell’altra “metà della mela“, ma di creare una perfetta macedonia di frutta!
Smetti di essere alla ricerca di un completamento.
Cerchiamo chi ci lasci liberi di esprimerci e di essere amore in tutta libertà.
La persona che dobbiamo cercare nella nostra vita, deve essere pronta ad esprimersi con noi, quindi pronta solo a coltivare il rapporto insieme, nel migliore dei modi, con fiducia e con libertà, senza catene o restrizioni perché quando si ama, ci si resta accanto, cercandosi ogni giorno, sebbene si viva nella propria possibilità di allontanarsi, d’interagire per lavoro o per motivi di amicizia con il mondo esterno, quindi anche di vivere, di vivere indipendentemente l’uno dall’altro.
Mettiti in testa, come fosse un mantra, la frase :
“ …non cerco un/una… (marito/ moglie), cerco un/a compagno/a.
Non cerco il matrimonio, cerco la festa tutti i giorni.
Non cerco mazzi di rose rosse per riparare a qualcosa, ma cerco una persona che sappia sdraiarsi insieme a me, nella piena serenità, sui prati che la vita ci porterà.
Non cerco catene, cerco solo cancelli aperti dal vento, per avere sempre la possibilità di scappare, sentendomi nella libertà piena, di poter scegliere di non scappare mai.”
Con amorevolezza, Ti degli Arcangeli
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