Educare oggi

Cervello spento e occhio semi fermo sulla figura dell’adulto che riversa fiumi di parole nella classe.
Ci vuole coraggio e moltissimo Amore oggi, per sfidare la legge del “che palle”, che circola tra i ragazzi seduti tra i banchi di scuola, e svolgere sempre con passione il lavoro d’insegnante.
Ma ce ne vuole altrettanto per fare il “genitore.
Perché?

Perché esiste una sorta di “rifiuto” all’educazione e alla scuola, in particolare, vista come la portavoce ufficiale dell’educazione.
Come mai questa sorta di rifiuto collettivo al “sapere” e questa sorta d’idrorepellenza alle forme educative propinate dagli adulti di riferimento?

Vale la pena rifletterci e con attenzione.
Rifiuto.
C’è in essere soprattutto oggi, una sorta di rifiuto, forse perché, sia sul fronte genitoriale che scolastico, di saporito e di educativo c’è ben poco e loro, i pargoli, a naso lo sentono e lo sanno.
Di conseguenza hanno verso queste due forme istituzionali lo stesso atteggiamento che hanno verso la minestra: “No, grazie”.
La vita è bella quando è saporita al punto giusto, divertente e creativa. Insipida è poco gettonata.
Di fronte a queste dinamiche, viene allora spontaneo chiedersi:

“Ma la realtà offre ai giovani ciò che essi chiedono e desiderano? E soprattutto: come vivono loro, dalla loro prospettiva, la realtà?”

I due aspetti sono strettamente correlati e l’uno influenza l’altro, in una sorta di gioco dell’uovo e della gallina.
Quello che è palese, ma forse poco chiaro a parecchi adulti, è che i nostri ragazzi ci chiedono proprio quello che tutti, anche inconsciamente chiediamo e vogliamo: Amore, Attenzione, Ascolto ed Accoglienza.

Sono 4 A.

Le 4 A più faticose e più gettonate da mettere in gioco, in un contesto creato e basato sulle dinamiche di terza dimensione e uniformato alle sue leggi.

I giovani chiedono Attenzione, Ascolto, Amore e Accoglienza e il mondo degli adulti gli offre fretta, disattenzione, impegni a ruota libera, in un crescendo di attività ludiche, sportive, ricreative e molte ore a scuola.
L’adulto di riferimento è un “assente” per antonomasia e un veloce sostenitore della delega.
Delega ad altre figure, delega alla scuola, delega all’oratorio, delega ai nonni, delega ai mister, delega all’istruttrice, delega al don…
I ragazzi fin da piccoli, vengono inseriti in una realtà vorticosa, disumana e frenetica, con il sano intento di offrire loro una buona e accrescitiva “educazione”, un’educazione che li faccia crescere sani, corretti, istruiti, “completi”,  pur in assenza delle vere figure di riferimento, che devono lavorare, perché la vita è impostata così.

Famiglia e Scuola, sono i due pilastri portanti.
Come affrontano i “reali bisogni dei ragazzi”?

I due pilastri cercano l’attenzione dei ragazzi e la loro benevolenza, mettendo loro in mano, appena possibile un cellulare, e un’aula con cinque strumenti informatici, una lim e libri digitali.
Lo spaccato che sto offrendo può apparire disumano, ma è ora che ci guardiamo attorno con occhi svegli e disincantati.

Tutti gli oggetti con cui li sommergi dalla più tenera età, sono ben altro rispetto alle loro semplici richieste.
Chiedono Amore e tu gli dai il ciuccio.
Chiedono di starti in braccio e tu li metti davanti al televisore.
Tuo figlio ti chiede di ascoltarlo e tu gli rispondi di sì, mentre messaggi o svuoti la lavatrice, con la testa dimenticata in “ufficio”.
Tuo figlio strilla e piange, fa i capricci ad oltranza, e tu lo accontenti, pur che smetta e ti lasci in pace.

Ti può apparire troppo glaciale il mio ritratto odierno, ma ti invito ad entrare in un ristorante o in una pizzeria, in un fine settimana qualunque.
Siediti e osserva.
Osserva il mondo adulto e il mondo dei piccoli a tavola.
Le coppie con figli e i tavoli occupati da compagnie d’amici con i figli al seguito.
Osserva e poi forse ti si aprirà un “mondo”, quel mondo disincantato, che dipinge bene tutte le dinamiche che avvengono.

I giovani sono il futuro ed apprendono per osservazione ed emulazione.

Cosa possono apprendere dal mondo adulto?

Come vengono disposti i figli a tavola nei momenti di festa?
La tavola è il punto per eccellenza di aggregazione, di scambio e di crescita.
Quale crescita?

Osserva e sorridi, perché siamo davvero buffi.
Gli adulti sono seduti ammassati da un lato del lungo tavolo ed i piccoli sono tutti sull’altro lato.
La cosa può essere funzionale, perché così i ragazzi socializzano meglio e tra loro si divertono.
Il punto è proprio questo: socializzano?
Per socializzare ci vogliono le premesse.
Questi ragazzini sono seduti tra loro e nonostante le diverse età hanno tutti i cellulari, i videogiochi, gli iphone e i tablet in mano.
A cosa servono? Quello che occorre per star bene insieme ce l’hanno lì, seduto accanto, a un battito di ciglia: un altro bambino o bambina con cui chiacchierare, ridere, giocare e programmare cosa combinare dopo.
Accade questo? No! Sono tutti isolati e tuffati nei loro apparecchi elettronici.

Com’è possibile creare un costrutto sociale, se questo è quello che si coltiva?
Se semini rape, raccoglierai rape, se semine rose, raccoglierai rose.

Che cos’ha di educativo a livello di relazioni, mettere tuo figlio all’altra estremità del tavolo e lasciare che abbia con sé un videogioco?
E’ così socializza?
Gli stai creando tutte le premesse perché “faccia l’isoletta”, l’isoletta persa nelle navigazioni delle varie reti, e così per ore.

Li riempiamo di oggetti e di situazioni disarmoniche e devastanti, per la nostra Essenza Animica e la nostra sete di amicizia e di benessere relazionale.
Quando arriviamo in questa dimensione, noi veniamo da una realtà dove si vive in una condizione d’Amore e di compenetrazione attenta, creativa e costante, e finiamo in una realtà esperienziale dove l’altro non c’è, non ti sente.

Così impari l’arte del non sentire, a tua volta.

Poi a tavola ti viene mostrato che il telefonino conta più dei convitati e ti viene permesso di fare la stessa cosa; a questo punto non ti viene nemmeno in mente di coinvolgere il piccolo che sta alla tua destra, se non per fargli notare che il tuo videogiochi è meglio del suo o che babbo natale ti ha portato 5 nuovi giochi super.


Li riempiamo di cose che non offrono Amore e non li spingono ad Amare.

Li riempiamo di oggetti che parlano un linguaggio così distante da quello animico e che esprimono solo freddezza, distanza, assenza, un’assenza che percepiscono far parte del Cuore dell’adulto.
Nel Cuore di chi gli sta vicino i giovani non si “sentono”, non sono parte reale di quel Cuore.

E’ vero, ci sono genitori innamorati dei figli e uomini e donne che svolgono la professione d’insegnante con passione, ma quando sei parte di un sistema che crea, sostiene e conduce solo alla materia, il Cuore, che ancora vibra sulle frequenze dell’Anima e la guida, fa fatica a dire la sua e a nutrire se stesso e la gioventù, il prossimo, perché tutto cerca di bloccarlo e di metterlo a Tacere.

E’ così che abbiamo cresciuto generazioni che sono sfuggenti e disincantate.

Ora che le cose stanno cambiando, dobbiamo prepararci, perché il passaggio sarà importante e richiederà molto Amore e una meravigliosa crescita Animica.

In questi ultimi due anni i giovani sono vissuti sentendosi ripetere sempre no e ricevendo un sacco di ordini.

Se ti rivolgi a un ragazzo e gli dici:
“ Devi studiare!”
“Devi stare distanziato!”
“Devi stare seduto!”
“Devi riordinare la tua stanza!”
“Hai fatto i compiti?”
“Vatti a lavare! devi pulirti!”

Quanti devi e quanti fai gli offri in un giorno?
E quanti “Ti Amo”?
Qual è lo spaccato di “mondo” che gli prospetti con le tue continue e costanti richieste?

Il mondo glielo dipingi come una sorta di corsa ad ostacoli, una pista da mezzofondista dove nessuno ha il tempo reale di ascoltarti con il cuore, un mondo dove sei sobillato e schiacciato dai doveri, dagli obblighi e dal tempo, un mondo dove a sera sei “spappolato” come la crostatina, di tuo figlio, rimasta sotto i libri, dentro lo zaino.
E credi che ai giovani venga la voglia di “ridursi così”?

Guarda un bimbo piccolo.
Cosa ama?
Cosa gli piace fare?

Quanta dolcezza esprime ed espande intorno a Sé!

Se lo osservi con attenzione, ti accorgi che spesso nel suo correre e saltare, quando è piccolo, ama imitare l’adulto e aiutarlo.
Poi, con il tempo e le delusioni, gli passa.

Di sicuro, se ti aiuta, lo fa con il cuore, lo fa come può e come riesce, ma Lui c’è, è presente e sa imitare tutto quello che tu fai e a come lo fai e vorrebbe darti una mano, farlo con Te, ma questo richiede che Tu gli dia tempo. Il tuo tempo.
Se tu sei in cucina, ed è ancora piccolo, lui cerca di raggiungerti.
Trascina la sedia, spesso più grande di lui e cerca di salire sopra e di partecipare, di fare “quella cosa” con te, fare quello che Tu stai facendo.
Anche quando sei in garage e stai sistemando la moto, lui cerca anche solo di passarti le chiavi inglesi.

C’è, è “presente” e lo è in modo spontaneo e attivo.

Perché poi sparisce e diventa il ritratto della fatica affaticata?

Come mai è ridotto così?
Eppure da piccolo era diverso.

Il passo sbiascicato, la camera tipo discarica abusiva, il letto strabordante di tutto e il cellulare o il videogioco come estensione del pollice sono lo specchio di ciò con cui viene sommerso: oggetti a valanghe e nessuna o poche delle 4 A.

Da piccolo invece era un trafficone.
Cosa gli è successo?
Si è solo spento e si è adattato e allineato al modo di vivere di un sistema dove l’Amore, quello vero, sembra assai raro, ma soprattutto è una forma di Amore difforme dall’Amore “originale” che Lui porta dentro, in Sé.

L’Amore Animico è presenza intensa che parte e ritorna al Cuore.
E’ Luce.
E’ ascolto.
E’ Azione effettiva.
E’ Attenzione.
E’ la gioia piena dello stare con l’altro per Lui.

Tu non puoi dirgli sempre e solo: “Devi!”
“Devi studiare, devi mettere in ordine, devi fare i compiti, devi guardare tua sorellina, devi andarti a lavare…”.

Il tuo compito, se viaggi sulle frequenze dell’Amore è prenderlo per mano e accompagnarlo, dando “valore” a quello che fa, ma un valore reale e “sentito”.
A volte, a scuola, i nostri piccoli faticano così tanto a cogliere il senso di quanto tu dici loro.
Crediamo che, per una sorta di magia, tutti i piccoli apprendano la letto scrittura a 6 anni, ma se è vero, e lo è, che ciascuno di noi è stato forgiato in maniera unica, come puoi pretendere la stessa prestazione da 20 cuccioli così vigili, in movimento e volenterosi?
E’ impensabile! E lo è ancor di più se tu hai bloccato la sua curiosità, la sua voglia di mettersi in gioco, la sua disponibilità e lo hai reso “dipendente” da te.
Se gli allacci sempre le scarpe perché altrimenti arrivi tardi al lavoro, se gli eviti di mangiare da solo perché poi c’impiega tre ore, e si sporca, se non lo lasci pasticciare con te e la farina, cosa pretendi poi che ami fare e che si metta in gioco!
E se questi cuccioli già “costretti” li metti in una classe e li sottoponi a una sorta di catena di montaggio dove per un tot di settimane si faranno solo quelle cose, uguali per tutti e, allo scadere di quel tempo, ognuno di loro dovrà saper fare al meglio quella determinata cosa, come credi si sentiranno?
Accolti, amati, sostenuti e accettati anche nelle fatiche personali?
Le insegnanti si fanno in quattro, ma i bisogni di queste generazioni sono tantissimi e così si creano altre frustrazioni, altri dinieghi, altra amarezza e senso d’inadeguatezza.
Perché?
Perché siamo abituati a fare tutto seguendo certi schemi.
Ma oggi i nuovi nati non rientrano per nulla in questi schemi e così le classi sono piene di “casi”.
Piccoli con doti straordinarie, visti solo come “casi”, perché faticano a esprimersi e a portare all’attenzione degli adulti il “loro vero Sé”.
Così in ogni classe c’è il disgrafico, il discalculico, il dislessico, il disortografico, il disturbato, il piccolo che si dice affetto da un ritardo mentale e tanto altro.

Quando Tu fai qualcosa e lo fai e ci metti il Cuore è allora che i cuccioli d’Uomo, di qualunque età,  ti seguono e arrivano, piano piano a mettersi in gioco, ad imitare, ad esprimere i loro talenti e a creare.
Ma questo va fatto da subito, dalla più tenere età, da quando iniziano a trascinare la sedia in cucina, perché vogliono mettersi in gioco.

Qualunque cosa tu faccia con Amore, loro lo colgono e lo sentono proprio perché l’Amore scatena una sorta di melodia magica, una melodia su cui i sistemi dei nuovi nati sono, da sempre, sintonizzati.
Molti adulti no!

Ma tutto deve nascere, partire e ritornare al Cuore, all’Amore.

Se però, all’interno della famiglia e di tutti gli ambienti, in cui  a poco a poco, giorno dopo giorno, il pupo cresce, gli viene mostrato che la vita è fatta di “Devi”, cioè di doveri, doveri a cui l’adulto si “sottomette”, e non c’è spazio e tempo per un “lavoro di crescita amorevole congiunta”,
quale informazione educativa silente ne trae?


Un figlio vede i genitori correre senza sosta dalla mattina alla sera.
Li osserva lavorare, spesso senza passione, senza gioia, e li vede “persi” tra un dovere e l’altro e distratti, poco addentro all’ascolto delle loro emozioni e ai loro sentimenti e a quelli degli altri, a partire dai figli.

Che insegnamento può trarre un figlio da una realtà come questa?
Tu devi Essere ed Essere in “presenza amorevole” per avere presa su di loro!

Una torta perché sia una torta, necessita di uno stampo che la contenga e le imprima la “forma”.
La farina e gli altri ingredienti ci sono e creano l’impasto, ma se poi, una volta pronta, la rovesci dentro il forno, senza un recipiente, senza un contenitore adatto, cosa ottieni?

Così un piccolo  a cui chiedi di amare.
Non è sufficiente che Lui porti in sé la capacità di amare, Tu gli devi preparare il terreno e portarcelo, standogli accanto, senza sostituirlo, ma in amorevole e attiva presenza, affinché si senta forte, protetto, amato e come un seme sotto la terra, custodito.
Tu gli mostri cosa si può fare, lo inviti a fare, a metterci di suo, a mettere in gioco quello che sente di poter fare, ma ti muovi in una sorta di “invito amorevole”, perché quando si sente pronto scelga e proceda.

“Sei capace? Vuoi provare? Ti va? Tu come lo faresti, Amore?”

E lui lo fanno, lo fa se e perché si sente libero, lo fa se capisce che non è giudicato, che è nella sua libertà, senza costrizioni, che tu gli lasci un margine per decidere, per sperimentare il senso del dovere oppure della disobbedienza.
Allora sente che non ti deve dimostrare niente. E lo fa, lo sceglie.

Se il tuo ordine è asettico, troppo duro e parecchio freddo, sceglierà la via disobbedienza.

I ragazzi di oggi, come anche noi, anche quelli di un tempo, vengono da un’altra realtà e sono “liberi”, ma la loro è una libertà più intensa, più radicata, quindi più difficile da smantellare.
Sono stati creati per la nuova realtà, quella odierna.
Fintanto che nessuno riesce a rompere e a tarpare le ali a questa loro libertà, se Tu sei poco vero, se li prendi in modo freddo, ostile, a comando, loro ti dicono e ti diranno sempre e solo “NO”.

Un figlio, un piccolo, un ragazzo, attiva il suo “senso di responsabilità”, SOLO se sente dall’altra parte l’energia dell’Amore, dell’Ascolto, dell’Accoglienza e Attenzione, vale a dire se sente “a pelle” il tuo “rispetto”, il tuo prenderlo e averlo in “considerazione” davanti al tuo petto o meglio dentro il “tuo Cuore”.

E’ un linguaggio sottile quello che passa, è un qualcosa di meraviglioso e d’impalpabile: è il rispetto che esiste sul piano sottile, prima ancora che sul piano fisico, umano e terreno.
Se il ragazzino “ti sente” a livello sottile, passa poi alla seconda fase, quella terrena, fisica, reale.
Deve vagliare le tue proposte e capire i vantaggi di quello che deve fare.
A cosa gli serve, cosa gli comporta e a cosa lo porta fare o  rifiutare quella cosa di cui tu gli parli?
Deve pensarci e scegliere in base al suo sentire.
Gli viene chiesto di prendere in considerazione una certa cosa, quindi di interiorizzarla, cioè portarla dentro di sé e di sua volontà di dire di sì o di no, cioè di fare o di rifiutare, di scegliere così o cosà.

Ci vuole tempo e calma.

Scegliere comporta che gli deve essere chiaro cosa ne può trarre da quello che gli paventi.
A volte mi viene da ridere, quando vedo genitori trafelati, arrivare di corsa alle riunioni e poi chiedere con enfasi ai figli di decidersi a dire che scuola “vogliono fare” pensando al loro lavoro futuro.

Se vedono noi adulti così stonati, sempre di corsa, insoddisfatti, assorbiti senza sosta dal lavoro, quando mai può venirgli la voglia di mettersi in gioco per passare altre ore sui banchi, per poi finire, a loro volta, a fare un lavoro che li renderà stonati, sfiniti e stressati come i grandi che hanno di fronte?

“Vuoi che io studi? Acchiappami! Fammi vedere che lavorare è bello e poi ne riparliamo.”
“Dammi modo di capire che hai colto l’enorme fatica che ho fatto ieri per risolvere le operazioni e smettila di confrontarmi con il mio compagno di banco o mio fratello!”
“Vuoi che risponda alle tue aspettative? Allora vieni alla mia recita e vieni con tutto il tuo Cuore e canta con me, anche se stono, anche se mi dimentico le battute, anche se sono il più basso sul palco!”

Capisci allora che quel passo trascinato, l’occhio vitreo, le orecchie chiuse, sono richieste, sono modi diversi per dirti che in gabbia lui non ci vuole stare.
E’ un cucciolo sì, ma d’Uomo, non un burattino come Pinocchio.
Tu lo vuoi “bambino” e lo tratti come un piccolo burattino?
Preparati ai suoi atteggiamenti in risposta alle tue dinamiche e modalità.
Lui è fuori dalla gabbia dello zoo, per ora, e cerca di non finirci, quindi sfugge, chiude le orecchie e ti mette alla prova.

Mette alla prova le tue 4 A.
Vuoi averlo?

Devi mostrargli che hai il passaporto in regola!
Devi accompagnarlo e dargli modo di “sentire a pelle”, a livello eterico, la tua Accoglienza.
Deve sentire in te l’Amore, quello vero, fatto di esserci e di sentirlo e prima ancora deve cogliere in te Amore per te stesso.
Deve vedere che sai scegliere tra lui e il lavoro, perché li poni su due piani diversi e ben distinti.
Sai scegliere tra te, i tuoi veri, reali bisogni e il lavoro.
Deve percepire l’affetto, sempre.
Deve vedere, sperimentare e notare sempre la tua attenzione e la tua forte considerazione per te stesso, per la vita, per chi sei e quello che fai, così come per l’ambiente e la natura.
Nel dubbio, ecco che ti mette alla prova.
Ti mette alla prova.
Allora tira la corda e mette alla prova la tua pazienza, la tua sensibilità, la tua amorevolezza, la tua gioia, la tua veridicità.
Ti mette alla prova.
Quel piccolo batuffolo mette alla prova la tua capacità di ascoltarlo, di riprenderlo, di parlargli, di essere sintonizzato, di stare calmo mentre gli spieghi una cosa e poi gliela ripeti e gliela dici di nuovo.
Lui sa come guardarti nel Cuore, mentre tu gli dici o gli spieghi, perché deve fare determinate cose.
Se a te di quella cosa poco importa, o la trovi stupida e noiosa, sta certo che lui lo sente e ne resta deluso, e allora dentro, ha già deciso come fare per farti scoppiare.

Vuoi che faccia una cosa?
Ricorda che il pupetto vuole capire prima di decidersi a fare.

Vuoi che si decida a darti la sua risposta?
Allora lo devi “considerare” perché abbia voglia di scegliere di risponderti e di farlo.

Puoi fargli la proposta più allettante del mondo, ma lui desidera solo essere visto, non essere un oggetto di chiacchiere tra adulti.
Prima di accettare qualunque cosa, deve vedere e sentire che tu lo accetti così com’è.
Bello, brutto, dislessico o disgrafico. Non importa, lui deve trovare in te i requisiti che lui ha in sé: l’accoglienza piena, quella del bimbo che accarezza un altro piccolo che vede piangere.

Soprattutto oggi i nuovi nati, i figli, i piccoli, i giovani, i nipoti, sono qui “per insegnarci” tante cose, cose che in terza dimensione abbiamo perso e sostituito o barattato con tanto altro.
Quindi, aspettiamoci di tutto.
 

Essi hanno la stessa sensibilità di un animale. Ci sanno fiutare.
Il tuo “Devi!”, detto da adulto, non li spaventa più, perché questi piccoli sono Cristici e se vuoi raggiungerli devi bussare, devi avere la consapevolezza che stai per entrare “in un Tempio Sacro” e quindi lo devi fare al meglio, scalzo e in punta di piedi, come si conviene.
Se il tuo Cuore è cresciuto e lui, loro ti ritengono degno, allora significa che passi la prova e come vedi fare al cane del vicino, ti si avvicina e ti degna delle sue manifestazioni d’affetto.
Ti lascia “entrare”.

È un Tempio Sacro quello dei nuovi figli, un tempio a cui è chiaro che possono accedere solo coloro che risultano idonei, altrimenti il tuo posto è fuori, sotto il porticato o forse nemmeno lì, perché non ti verrà dato stare.
Sono dinamiche uniche, molto speciali e sottili quelle che passano tra le diverse generazioni, soprattutto oggi, ora.

Un Tempio.
Dal fuori, se ti è precluso l’accesso, tu non puoi vedere e gustare la sua bellezza e nemmeno puoi contemplare e permettere che il suo “incanto” ti aiuti a riaprire il tuo Cuore e a ricollegarti all’Energia del Mondo eterico.

I piccoli sono le chiavi di Alice nel Paese delle meraviglie, quelle chiavi che ti permettono di spalancare una porta dietro la quale vive il tuo Bambino interiore, quel Bambino che ti ricollega all’energia del tuo “IO Sono” e quindi di ritornare vero e autentico nel tuo modo di fare, di agire, di Essere.
In quel Tempio tu ritrovi il tuo Tempio ed è proprio quello che loro cercano di farti ritrovare.

Buon viaggio e buon accesso a Tutti!!!
Om Shanti da Ti.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

Lascia un tuo commento, sarà visibile a tutti 💜

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

8 commenti

  1. Mariano Francesco

    Sono completamente d’accordo su ogni tua parola carissima Ti 💛continuo in punta di piedi e con tutto l’ amore che ho nel cuore verso tutti i cuccioli insieme ovviamente figlia grazie grazie grazie è un messaggio importantissimo accurato e amorevole ☀️💛🙏
    Un abbraccio grande 💚

    • *** ti degli Arcangeli

      Steiner diceva:
      “Ogni conoscenza che tu cerchi al solo fine di arricchire il tuo sapere, di accumulare tesori, ti fa deviare dalla tua strada; ogni conoscenza però, che tu cerchi per maturarti sulla via della nobilitazione dell’uomo e dell’evoluzione del mondo, ti porta avanti di un passo.”
      Dobbiamo invertire la camminata e darci da fare.
      Ciaoo Francesco!
      Grazie per il tuo prezioso riscontro.

  2. Mariano Francesco

    Con grande gratitudine carissima Anima hai assolutamente ragione bisogna invertire la marcia Educare con la magia dell’ amore Autentico grazie grazie grazie 🙏💙💞💞💞
    Un abbraccio grande fraterno di Luce e gratitudine 💛🤍💛
    “Un seme contiene in sé più forza e potenza di quanta ne realizzerà la pianta ed in voi si trova un potenziale di spiritolatente molto più grande di quanto possiate mai sospettare. Se volete liberarlo, allontanate il dubbio, la sfiducia, la preoccupazione.”
    Rudolf Steiner

  3. Valentina

    Grazie Ti grazie di Cuore hai descritto tutto l’argomento, cogliendo tutti i dettagli della situazione attuale in modo forte, chiaro e diretto esattamente come è la nostra realtà… in modo pulito e limpido con parole sempre piene di Amore che arrivano dritte dritte al Cuore; lo riscaldano, e commuovono.
    Grazie ancora e ancora!!!! Ti
    per Illuminare anche questo argomento che sta molto a Cuore anche a me…
    ONORATA e GRATA
    Un caro abbraccio con affetto❤

    • *** ti degli Arcangeli

      Grazie per il tuo sempre gradito riscontro. Possa Tu seminare nuovi semi nel percorso odierno e futuro.
      Om Shanti!!!!

  4. Valentina

    Grazie Francesco per i tuoi commenti meravigliosi un abbraccio Fratello dolce💛💛💛🌈

    • Mariano Francesco

      Ti mando un abbraccio forte di Luce carissima Valentina 🤍💛🧡
      Grazie per la tua presenza dolcissima e fraterna che tu possa risplendere in ogni attimo felice giornata ☀️
      Pace Amore e Luce 🙏💙

    • Valentina

      Grazie di Cuore Francesco anche a te immensa Luce Splendente ti avvolga e illumini Sempre il tuo cammino✨✨✨💛🌈

✏️ Scrivi un nuovo commento
css.php