
“Alcuni cambiamenti sono così lenti, che non te ne accorgi,
altri sono così veloci, che non si accorgono di te!”
Viviamo lamentandoci spesso per tutto, arrabbiati con il mondo intero e sempre con un retrogusto di insoddisfazione e la sensazione che ci manchi qualcosa, ma … difficilmente ci attiviamo per crescere e rimuovere ciò che genera queste lamentele sterili.
Brontolare e poi non agire … è da inetti, ed evidenzia uno spirito assopito e cullato dal buio che avvolge alcune zone del nostro pianeta …
Si sta benissimo così, nel proprio spazio di “malessere comfort”, da cui è assodato che è incredibilmente difficile uscire, per moltissimi di noi, perché lì ci sentiamo dopo tutto protetti, come in una specie di utero ovattato.
Sembra che l’opinione di molti sia :”Si stava meglio, quando si stava peggio”, quindi visto l’esperienza, non mi attivo più e mi limito a riempire e rimpolpare le fila dei lagnoni, dei petulanti dalla critica facile e non faccio proprio un bel niente …
Ma il niente produce solo NULLA …
La lamentela è sterile e fine a sé, se non è accompagnata dall’azione …e la critica occulta è come un seme gettato sul cemento …senza possibilità di frutto …
Eppure, è possibile uscire da questo stato avvilente e senza senso e superare il disagio che proviamo quando ci spingiamo oltre i nostri limiti adottando, in modo graduale, alcuni semplici accorgimenti.
Vediamo quali.
- Guardiamoci intorno e alimentiamo la nostra curiosità “operosa”.
Dovunque ci sia stasi, facciamo in modo di portare movimento.
Dove le cose non vanno, imprimiamo in qualche modo una spinta, perché la vita riprenda a scorrere e dove c’è buio, portiamo la nostra Luce …
Per fare questo, leggiamo, curiosiamo, esploriamo, informiamoci, cresciamo, facciamoci le giuste domande e cerchiamo una risposta consona …
Adottando un atteggiamento di curiosità nei confronti dello spazio circostante e delle sue fatiche, andando incontro al mondo che ci circonda abbiamo l’opportunità di espandere in modo esponenziali la nostra prospettiva.
Questo ci consente di sperimentare tutte le novità, di vivere con gioia, sperimentando momenti inattesi e di riuscire a confrontarci con contesti così inusuali da poterci spingere ben oltre il nostro ambito consueto e quindi di non entrare mai in una “zona ragnatela” o comfort. - Guardiamo in viso il nostro disagio ed abbracciamolo!!!
Avere la consapevolezza che una situazione ci sta in qualche modo toccando, infastidendo o ferendo, ci permette di abbracciare l’incertezza, che ne scaturisce e quindi di esporci in modo consapevole e intenzionale a ogni istante.
Faticoso, come processo, può però portarci a una crescita esponenziale, fuori, finalmente, dalla nostra zona di comfort.
Un esempio classico è quello di non amare parlare in pubblico, quindi il vivere ogni situazione che lo richieda, come una grandissima fatica, spesso frustrante.
Una modalità comfort potrebbe essere quella di evitare, adducendo mille e una scusa, oppure di lamentarsi per la situazione e lo spazio in cui lo si dovrebbe fare o ancora il criticare il contesto e le persone coinvolte.. Per molti di noi è quindi quanto di più lontano ci possa essere, fuori dalla nostra zona di comfort, ma la realtà è che più evitiamo di parlare in pubblico più ci sentiremo a disagio alla sola idea di doverlo fare e quindi più ci stiamo male ed attiviamo risposte inadeguate.
Al contrario, più ci armiamo di coraggio e ci sforziamo, in qualche modo, di parlare in pubblico, più questo ci riuscirà nel tempo piacevole, facile e costruttivo.
Quindi, riuscire a comprendere che va fatto e adoperarsi per esporci gradualmente, ma con costanza crescente a questo genere di situazioni, che sono sicuramente al di là della nostra mitica zona di comfort ci consentirà, piano piano, di acquisire sicurezza e quindi di rinforzarci anche per altri eventi, che solitamente ci fanno rintanare nello spazio comfort.
- Vinciamo la paura delle decisioni, per costruire il coraggio di poter e saper scegliere per noi e per gli altri.
Solitamente certe paure nascono e partono dalle cose più semplici, per andare poi a includere le cose più complicate e magari fastidiose.
Pe questo partiamo dalle amicizie e dalle esperienze che ci concediamo, cercando di circondarci di persone diverse, con interessi vari e pronte a mettersi sempre in gioco, in prima persona.
Tutti noi abbiamo il nostro gruppo di amici, con i quali condividiamo vari momenti, nei quali ci sentiamo completamente a nostro agio.
Ma quando siamo con estranei???
E’ la stessa cosa???
Non proprio!
Tuttavia non sempre ciò che è comodo è anche la cosa migliore per noi: stare sempre all’interno dello stesso gruppo, in cui si vivono con una certa regolarità certi eventi e si mettono in gioco certe emozioni, può diventare, nel tempo, piuttosto stagnante e poco positivo.
Incontrare persone nuove, fuori dalle modalità ordinarie, è il modo migliore per esporci a nuove idee e a nuovi stili di vita e di pensiero.
Questa esperienza, crea sicuramente al nostro interno, un’espansione, che può portare a rapporti e relazioni che daranno sicuramente frutti diversi e che potrebbero durare una vita.
Ogni incontro ci spinge a superare blocchi e paure e quindi diventa un’esperienza unica, positiva, dinamica e nuova, capace di allargare il nostro orizzonte e arricchirci immensamente da ogni lato, incluso quello relazionale ed umano.
Lavorare sulle paure a breve termine, ingenera sicurezza e fiducia e ha una ricaduta meravigliosa poi su tutto ciò che ci intimorisce …
- Non smettiamo mai di imparare e crescere …
E’ piuttosto sconvolgente constatare come, una volta terminato il percorso scolastico scelto per la propria formazione, molti di noi smettano di riconoscere qualsiasi forma di importanza all’istruzione e non avvertano più l’esigenza di continuare a mettersi in gioco, a crescere, ad approfondire il proprio sapere.
Molti infatti pensano che un diploma o un certificato siano sufficienti per la propria formazione e che non ci sia più alcun motivo di continuare a dedicare parte del proprio tempo all’educazione.
Non c’è nulla di più limitante.
Chi smette di imparare smette di crescere.
Imparare una nuova abilità è sicuramente difficile, ma è importante continuare a crescere in un modo o nell’altro, per mantenere forte lo spirito e attivo e operativo il corpo, che lo accoglie, oltre che la mente. Continuiamo a provare cose nuove, ogni giorno, per tutta la nostra vita!!!
Non areniamoci mai, pensando di aver già dato e di aver espresso ciò che siamo, perché molte “abilità”, soprattutto animiche, emergono lentamente, con il tempo … e richiedono svariati passi e molte altre camminate, prima di raggiungere il vero obiettivo …
Quindi, divertiamoci a cimentarci sempre in qualcosa di diverso, avvincente, simpatico o “diverso” dal nostro ordinario …
Di conseguenza …
5. Teniamo sempre acceso il nostro miticoooo cervello.
E’ piuttosto facile tornare a casa dopo una dura giornata di lavoro, accendere la TV e poltrire sul divano.
E’ facile, rilassante magari, ma crea fatiche relazionali tra coniugi, chi lavora per due e chi si spegne varcata la soglia di casa, ma, soprattutto, non ci porta da nessuna parte spiritualmente ed umanamente parlando. Ogni momento della giornata è un’opportunità che non avremo mai più a disposizione.
Se abbiamo bisogno di riposare, riposiamoci per tutto il tempo di cui abbiamo bisogno, in un certo frangente, ma non sostiamo in maniera costante ed ordinaria nella pigrizia fine a se stessa, perché è quanto di più deleterio possiamo fare per noi stessi e indirettamente per il nostro ambiente circostante.
6. Gentilezza e fiducia ci accompagnino sempre!!!
Alcune persone rimangono nella zona di comfort, conosciuta con il nome di “stammi lontano” o “non ti credo, non rompere”, non soltanto perché lì si sentono protette da intrusioni e disagi vari, quindi a proprio perfetto agio, ma anche perché sono terrorizzati dalla paura di fallire nel caso in cui decidessero di avventurarsi oltre i propri limiti, soprattutto relazionali.
E’ così, che la paura del rifiuto, del fallimento, della sofferenza, ci spingono a rimanere nel nostro meraviglioso guscio e a non correre mai e poi mai alcun tipo di rischio.
Tuttavia, il fallimento, se volessimo controllare al meglio questa possibilità, non è un evento definitivo, ma transitorio, stimolante in ogni caso e accrescitivo.
Un fallimento è semplicemente una tappa, spesso necessaria, lungo la nostra strada verso il successo.
Dobbiamo iniziare ad avere fiducia nelle nostre capacità di superare gli errori del passato e continuare ad impegnarci sempre, per crescere, metterci in gioco e quindi raggiungere i nostri traguardi ed obiettivi. Senza la possibilità di fallire, il successo non ci sarebbe e la vita non sarebbe così elettrizzante ed entusiasmante.
Non credete???
Amorevolmente ti**** degli Angeli
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