Gentilmente gentile.

Non è sempre facile, nemmeno per me, farsi portavoce del cambiamento, perché siamo abbarbicati a certi comportamenti, ci appartengono da molto tempo e quindi non siamo né ben disposti a lasciarli andare, né predisposti a mettere seriamente in gioco situazioni consolidate, per l’incerto.
Oggi, se penso a qualcosa che devi cambiare nella tua Vita, mi viene in mente la parola Gentilezza.
Quale relazione può esserci tra le due?
Cambiare ed essere gentile.
Con chi?
Beh, prima di tutto con sé stessi.
Cambiare significa liberarsi dalle abitudini che ti fanno stare in qualche misura non bene, quindi significa misurarsi con i propri limiti, le proprie paranoie, le cadute e le fatiche.
Vuol dire spazientirsi e arrabbiarsi con se stessi, perdere la fiducia e pensare di non  farcela e di non valere.
Ecco che allora il metodo della Gentilezza  può avere un senso.
Ti liberi delle abitudini e impari a volerti bene.


Pensiamo ad una dieta, ad un percorso di formazione che ci porterà nuove conoscenze, a tutto ciò che ti comporta un’inversione di rotta e quindi uno sconvolgimento totale.
Cosa puoi fare per  attuare tutto questo?
Hai 2 minuti?
Allora prova a fare la mappa, non sto scherzando, delle tue abitudini.
Elenca tutte le cose che ripeti da sempre in un certo modo.
Quelle abitudini ti portano a certi risultati e quindi al raggiungimento di determinati obiettivi, obiettivi che, se negativi, sicuramente non sono il top, visto che non stai bene e fatichi a sentirti realizzato e felice.
Se ti impegni e scegli nuovi traguardi e ti attivi faticosamente per raggiungerli, inizi a cambiare il dialogo con te stesso e quindi a trattarti con maggiore gentilezza, quella gentilezza che tu, per primo, meriti e ti devi riconoscere.
Solo imparando a volerti veramente bene, potrai davvero ottenere un cambiamento duraturo, del resto un esempio concreto ti viene dal “mondo della dieta”; una persona, quando perde peso, quando mantiene la nuova linea, raggiunta a fatica? Quando impara ad amarsi e quindi a utilizzare il cibo in maniera “amica”, quando riesce a lavorare sul proprio corpo per sostenerlo e a renderlo più armonioso, e finalmente sa vedersi bello/a così.
Allora e solo allora non sente più il bisogno di colmare il vuoto dovuto all’assenza di “amore personale” con dolci, bevande, zucchero e tanto altro.
Ecco perché devi “accorgerti delle tue abitudini”; devi studiarle, devi individuare quelle sbagliate che devi correggere e quelle ok, che invece dovrai mantenere e addirittura potenziare.
Hai l’abitudine di sorridere?
Fallo e fallo ancora più spesso.
Ti prodighi per gli altri?
Continua a farlo!!
Sei generoso?
Bene, vai avanti, anche se qualcuno ti ha mal ripagato.
Hai l’abitudine di fare ogni giorno 30 minuti all’aria aperta?
Non perdere questa abitudine, ma rinforzala, ogni volta che puoi.
Mangi in modo attento e i risultati si vedono?
Benissimo! Diffondi pure ciò di cui sei testimonial e persisti.

E’ proprio quella che io avverto e chiamo gentilezza, che può fare la differenza, perché se vuoi cambiare, devi avere la consapevolezza che ogni cambiamento duraturo deve essere basato sulle tue qualità positive e non sulle cose che ti vieti, ti proibisci o i sensi di colpa.
Se ci pensi siamo in tanti e molti abbiamo abitudini che fanno stare male, ma che vengono, ciò nonostante,  perpetrate.
Come mai?
Perché non si riesce a cambiare?
Chi non vorrebbe smettere di fumare, oppure di bere troppo, di rimpinzarsi di cibo, pur sapendo che così ci si rovina la vita e ci si sprofonda nei sensi di colpa?
Tutti coloro che sono preda di queste situazioni.
Ma in quanti lo fanno?
Magari qualcuno si mette in gioco, ma basta poco e si arrende, sentendosi poi un perdente, un meschino, un senza nerbo.
Perché un perdente?
Un perdente perché non si è riusciti a proseguire, perseguire e seguire i propri propositi di cambiamento.
Eppure la partenza era stata entusiasmante e promettente, poi …
Se leggi qualcosa del terapista Shahroo Izadi , vedrai che non ha dubbi sulla strada da consigliarti  arrivare al benessere reale, lui ti dice e ribadisce che devi, prima di ogni altra cosa, imparare l’arte di essere gentile con te stesso, mettendo qualsiasi paura e pensiero limitante.
Ti invita a smetterla di ripeterti che tanto non ce la farai mai, che sei incapace e pieno di colpe.
Al contrario, secondo la sua filosofia della Gentilezza, lui ti chiede e ti sollecita a un nuovo modo di affrontare tutto quello che non ti va della tua Vita, suggerendoti vari esercizi, anche molto semplici, come quello di mappare le tue abitudini, per poi spostare l’attenzione dalle tue debolezze alle tue capacità, indicandoti le soluzioni per liberarti dai circoli infiniti, ripetuti e ripetitivi, in cui affoghi da tempo immemore.
Sono dei vizi che ci tengono intrappolati, ma se sappiamo sganciarci, riusciamo a spiccare il volo, a decollare, a fare finalmente la differenza per noi stessi e per gli altri, a realizzare i cambiamenti di rotta necessari, indispensabili e a volte veramente sorprendenti.
Così pensi, lavori e agisci con il cuore e questo ti fa bene e fa bene al corpo e allo spirito.
Pensa anche alle relazioni personali, nelle riesci e fai scattare la gentilezza.
Come vanno le cose?
Vivi in uno stato di “estasi”, di benessere ed accoglienza e a tua volta vieni accolto, con serenità.
Essere gentili conviene, ti fa bene alla salute, ti stimola all’apertura, ti conquista nuovi orizzonti, ti fa guadagnare punti e simpatie, creandoti intorno un clima veramente disteso, più proficuo, positivo e sereno. Il vero guadagno che hai è che si instaura una sorta di tornaconto per cui parti dalla gentilezza e ritorni alla gentilezza.
E’ lei il sale della nostra esistenza, lei che dà un valore aggiunto alla nostra giornata, spostando la nostra attenzione dalle paure, dai soliti trip, dalle frequenze ordinarie a quelle straordinarie.
Gentilmente stai bene, in pace perfetta con te stesso.
Oggi noi l’abbiamo veramente smarrita nella sua essenza e proprietà, quindi rispolverarla, in questa realtà formale, rigida, dove gli esseri umani sono sempre meno autentici e più costruiti, e tu senti il bisogno di qualcosa di diverso, tu, come tutti, vale veramente la pena di pensarci.
Quindi, alimentarti con un buon bicchiere di Gentilezza ti mette a tuo agio, ti sconvolge, ti sazia.
Ma gentilezza significa fare gli schiavi?
Significa essere preda degli altri e delle loro ambizioni, perché non si mai dire di no?
No, Gentilezza non significa che non sai porre dei limiti, ma semplicemente che tratti bene te stesso e anche chi ti passa accanto o ti vive accanto.
Non sto parlando di buona educazione, quella è solo buona educazione e non è questo l’aspetto che sto proponendo e so per certo che è faticoso cogliere questo aspetto, perché questa parola l’abbiamo dentro, ma secondo una certa etichetta.
Qui si parla di relazione, di quell’accorgersi di sé e degli altri.
Si parla di quella capacità di non generare quelle situazione nelle quali una persona non si sente accolta, non trova ascolto, cade nella sofferenza perché viene in qualche modo dimenticato, ignorato, non ascoltato e quindi amato per quello che è.
Questo capita in generale o nello specifico, nella famiglia o nella società, nella scuola, come nel lavoro.
Gentilezza è invece prendersi a cuore, tenere in considerazione, avere presente, curarsi di ogni persona con cui entriamo in relazione.
E’ l’avere cura delle relazioni quotidiane, quelle che occupano i nostri spazi affettivi, in qualunque dimensione e momento, semplicemente come compagno, oppure amico, o responsabile o collega, oppure medico, dirigente, capo, meccanico, veterinario, insegnante, o anche, semplicemente, come persona, come essere umano che sta con gli altri ed entra in relazione empatica con essi.
E’ uscire dalle modalità che vanno per la maggiore, di relazioni ingessate, oppure di prevaricazioni, di controlli, di arroganza, poca stima e molta prepotenza.
La gentilezza crea un ponte e lo offre proprio là dove spesso ci sono rapporti distorti, poca stima ed attenzione all’altro.
E’ prendersi a cuore l’altro, in qualsiasi ambiente e frangente con quell’amore che tutti vorremmo ricevere.
Così nessuno viene spogliato della sua dignità, ma al contrario sta bene e fa stare bene.
Tutto prende nuove sfumature e lo stare bene e far star bene, diventano facce meravigliose di un’unica medaglia.

Buona Gentilezza a tutti!

Amorevolmente ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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