
Dobbiamo aprirci alla vita come le corolle di un fiore,
perché
“Le scoperte consistono nel vedere ciò che tutti hanno visto
e pensare ciò che nessuno ha pensato.”
Albert Szent Gyorgyi
Oggi ritorno a parlare della felicità, visto che la sua mancanza ci rende spesso depressi e appesantiti.
Se riusciamo invece a cogliere l’essenza di quello che sto per dire, potremmo veramente fare nostro il Risveglio tanto desiderato e riuscire ad appartenere a quella condizione per cui nulla potrà mai più ferirci, farci del male, provarci, in maniera pesante.
Noi veniamo spesso contaminati dalle situazioni: siamo come le stoffe sulle quali si rovesci del colore; la vernice si espande e le permea, spesso irrimediabilmente.
Al contrario, se io lanciassi in aria, lei non ne resterebbe assolutamente contaminata.
Ecco, dobbiamo imparare a diventare leggeri ed impermeabili come lei …
Ci sono persone che hanno raggiunto quest’obiettivo e ora vivono al meglio.
Non sono ignavi, persone insipide, ma al contrario persone altamente consapevoli ed evolute.
Un burattino, strattonato in tutte le direzioni, lascia che siano gli eventi, o le altre persone, a dirgli cosa deve provare, cosa deve dire o fare…
Chi vive in leggerezza, senza schemi ed etichette riesce a far svaporare la maggior parte delle preoccupazioni.
di che cosa ci preoccupiamo solitamente?
Della paura, delle malattie, della morte e non ultima, anzi prima la carriera ed il denaro ad esso legato.
Non che il denaro in sé non sia buono, anzi ci consente di essere generosi e di poter offrire molto agli altri e all’Universo, ma se diventa l’unico scopo della nostra esistenza, ci risucchia come fossimo nullità e quello che poi resta di noi spesso è inaudito ed inesistente.
Spesso abbiamo come esempio uomini che noi “consideriamo arrivati”.
Questo cosa significa?
Che desideriamo il successo.
Ma quale?
E chi decide cosa significa avere successo?
La nostra società, la quale ha come unica, se non principale preoccupazione quella di autoalimentarsi e mantenere la società stessa in uno stato di stallo, di fissità, di infermità a tutti i livelli, soprattutto spirituale, perché è il livello sommo, quello che ci rende liberi e padroni di noi, del nostro tempo, della nostra esistenza tutta.
E prima lo si capisce, meglio è.
Siamo molto inquadrati e il colmo che non ce ne rendiamo assolutamente conto …
Siamo intossicati da queste dinamiche di potere.
In realtà essere medico, onorevole, operatore ecologico o altro …non significa niente.
Essere presidente di una società o un calciatore stra-famoso, non ha niente a che vedere con l’avere VERAMENTE successo nella vita.
Si ha veramente successo quando ci si sveglia e ci si attiva per Essere …
Allora non dobbiamo più chiedere scusa a nessuno, non dobbiamo preoccuparci di nulla, né spiegare nulla a nessuno … e non ci importa cosa gli altri dicano o pensino di noi, delle nostre scelte, delle nostre decisioni.
Avere un bel lavoro, essere famoso, avere una splendida casa e/o reputazione non ha assolutamente nulla a che fare con la felicità o il successo.
Nulla!
È completamente irrilevante.
Di solito un uomo di successo ha in realtà parecchie preoccupazioni, partendo dalla cerchia familiare, via via fino agli antipodi del gruppo sociale di appartenenza.
Si preoccupa, perché in fondo ciò che gli appartiene dipende da cosa pensano di lui i suoi figli, cosa pensano di lui i suoi vicini, cosa pensa di lui sua moglie, i suoi elettori, i clienti, …
La nostra cultura ce lo imprime nella testa a caratteri cubitali, insistendo giorno e notte, che dobbiamo contare, farci conoscere, per essere …Persone arrivate!
Arrivate a quale fermata?!
Abbiamo l’ansia del “prestigio umano”, una forma di arrivismo materiale, che purtroppo per noi, non porteremo nella realtà oltre la nostra vita materiale e che quindi è spesso veramente fine a sé, come fossimo tanti piccoli Smigol, ciascuno con il nostro piccolo “Tessssoro …”
Per raggiungere questa apparente realizzazione, impieghiamo spesso, tutte le nostre energie ma siamo vuoti dentro … e ci perdiamo.
Se il successo bastasse, perché abbiamo attori, cantanti, musicisti famosi, … che si deturpano per apparire, che si tolgono la vita, che arrivano a rasentare il ridicolo per la paura di perdere ciò che hanno ottenuto, primo fra tutti quegli aspetti che hanno dato loro la notorietà???
Al contrario i veri grandi sono icone immortali che hanno curato e coltivato ben altro …
Guardiamo come le persone in carriera arrivano a turbarsi per una macchiolina sulla camicia …
Sono schiave dell’apparenza, dell’immagine perfetta …
Ma avete presente la capigliatura di Einstein???
Quando viviamo di parvenza, siamo purtroppo persone infelici, che dipendono da una macchiolina, da un brufolo, da una calza smagliata …
Siamo tanti piccoli Smigol che non si godono la vita, costantemente tesi e ansiosi, identificati con un’etichetta.
Il nostro vero obiettivo è il denaro, il lavoro, la professione, … non la professionalità, non il creare per stare e far star bene, o l’avere per condividere …
La nostra “vera essenza” al contrario, è quella che ci contraddistingue, qualsiasi cosa facciamo; potremmo essere preti, avvocati, bidelli, medici, uomini d’affari …, persone che improvvisamente cambiano professione, ma sarebbe solo come se ci fossimo cambiati d’abito, perché la nostra essenza sarebbe completamente invariata.
Il problema invece è che noi ci identifichiamo e veniamo identificati con la nostra parte umana, la nostra professione e non solo addirittura l’appartenenza spesso a un nucleo familiare.
Dovremmo rizzare le antenne quando ci riconoscono solo come figlio, la moglie, il marito di … perché questo significa che non possediamo socialmente un nostro riconoscimento e quindi siamo addirittura l’abito di mamma o papà …
Noi siamo loro?
Siamo l’abito?
Siamo la professione che svolgiamo?
Non possiamo animicamente identificarci e vivere per la Temporaneità.
Quando CI STACCHIAMO da QUESTI SCHEMI E MODALITA’ di VIVERCI e di PERCEPIRCI cresciamo e nutriamo nella VERA DINAMICA del BUDDHA in cui nessuna critica ci potrà toccare e nemmeno la lode o l’adulazione. Quando qualcuno ci dice: «Sei un tipo in gamba», di cosa sta parlando?
Sta parlando di “me”, non dell’“io”.
Il NOSTRO VERO ’“io” non è né forte né debole, non è né di successo né un fallito.
A LUI O MEGLIO AL NOSTRO IO INTERIORE NON APPARTIENE nessuna di queste etichette.
Queste sono cose che vanno e vengono, e dipendono dai criteri stabiliti dalla società, dal condizionamento a cui siamo stati sottoposti.
Queste cose dipendono dagli altri, dai nostri interlocutori, dal loro umore, dalle loro soddisfazioni o insoddisfazioni del MOMENTO.
Il nostro “me” è solitamente egoista, infantile, vendibile alle lodi e agli sfregi, sciocco, piuttosto infantile.
DESIDERIAMO essere felici?
La felicità ininterrotta, magica, senza limiti, non ha cause esterne a noi.
La vera felicità non ha …. cause.
Voi non potete rendermi felice, non siete la mia felicità.
Se chiedete ad una persona che si è “svegliata allo Spirito”:
«Perché sei felice?» lei risponde «Perché sì! Tutto mi canta dentro …».
La felicità è la nostra condizione naturale animica, che noi perdiamo in questa nostra condizione perché ci attiviamo per soffocarla ogni ora, ogni istante, in cento e più modi.
E’ così che abbiamo una casa straordinaria, un’auto eccellente, una donna o un uomo innamorati, un lavoro unico … eppure NON GUSTIAMO E SIAMO INFELICEMENTE INFELICI …
Siamo persi dentro l’arsura di noi, del nostro sé.
La felicità è la condizione naturale dei bambini piccoli, a cui il tutto il regno appartiene finché non vengono inquinati e contaminati dalla nostra società e cultura.
Per acquisire la felicità non bisogna fare nulla, perché la felicità non può essere acquisita LEI vive in noi, con noi, fa parte della nostra Essenza; Dio è serenità, Amore, Pacatezza, Accoglienza … e noi siamo stati generati da Lui a sua immagine …
Una scintilla sua ci arde dentro …
Come si fa quindi ad acquisite qualcosa che già si possiede?
E allora, perché non la proviamo?
Forse perché l’abbiamo seppellita sotto un mucchio di scorie e di macerie e l’abbiamo sostituita con le nostre illusioni …, che ora dobbiamo scovare e lasciare andare …
Non dobbiamo aggiungere niente, per poter essere felici, dobbiamo invece abbandonare qualcosa.
La vita è facile, è meravigliosa “ è perfetta”, come ci viene detto anche nella canzone ….
È dura solo con le nostre ambizioni, le nostre avidità, le nostre richieste assurde, dalle nostre etichette ….
Vogliamo diventare un po’ più “saggi”???
La prima cosa da fare è entrare in contatto con tutti i nostri sentimenti negativi, in cui ci immergiamo, come fosse un paludario, e di cui non siamo assolutamente consci.
Un sacco di volte proviamo dei sentimenti negativi senza renderci conto neppure di averli.
Qualcuno scuote la testa e dice che non è vero?
Pensiamo a quante volte ci è capitato di sentirci dire da qualcuno che lui non è arrabbiato, non prova rancore, non è depresso, non è negativo … e mentre ce lo dichiara noi pensiamo:
“Sob, ma come fa a non accorgersi che è un tantino depresso, …” “ … che è invidioso…”, “che non vede mai il lato B delle cose” …???
Lo sappiamo che fino ad ora ha funzionato pressapoco così … per tutti o per parecchi …
Un sacco di gente è depressa senza rendersi conto di esserlo.
È solo entrando in contatto con la serenità e la vera gioia che si acquisisce consapevolezza e ci si rende conto di quanto si sia stati depressi fino a quel fatidico giorno, in cui qualcosa o qualcuno ci ha toccato dentro, risvegliandoci.
Non possiamo affrontare questa malattia dell’Anima, se non ci rendiamo conto di essere nel malessere.
La prima cosa da raggiungere è quindi la consapevolezza dei propri sentimenti negativi.
Quali sentimenti negativi?
La malinconia, la tristezza, l’invidia, la paura, la povertà interiore, la chiacchiera inutile e dissacrante, il giudizio continuo, la poca amorevolezza verso di sé ….
Se questi aspetti albergano in noi, ci sentiamo malinconici, di cattivo umore, proviamo odio nei confronti di noi stessi o conviviamo con infiniti sensi di inadeguatezza e di colpa.
La vita sembra non avere nè uno scopo, né un senso.
Ci sentiamo feriti, da tutto e da tutti, nervosi e sempre tesi, come una corda di violino: scattare allora è un istante ed i feriti poi non si contano, a partire da noi stessi, che ci viviamo come incapaci di gestire fatti, realtà, emozioni straordinarie, relazioni e sentimenti eterni.
Prima di tutto, quindi, dobbiamo entrare in contatto con questi Stati d’Animo.
Il secondo passo obbligatorio da fare è quello di saper cogliere che quello che sperimentiamo, viviamo, proviamo è dentro di noi, non è la realtà, né parte di essa.
La nostra spiritualità, quella parte di noi sommersa che rincorriamo da generazioni … è proprio questa, è niente e niente altro che ascoltarsi veramente, cogliersi e disimparare.
Disimparare tutte le pesantezze che fanno parte dei nostri vissuti e che ci sono state inculcate, insegnate.
La leggerezza diviene parte incontrastata di noi, del nostro vivere quotidiano, nel momento in cui iniziamo ad acquisire la consapevolezza che i pensieri negativi sono tutti dentro di noi, sono creature nostre, siamo noi che li generiamo e li immettiamo nella nostra quotidianità, non sono parte vitale della realtà stessa.
Dunque, guardarci intorno senza fare pensieri limitanti verso nessun fatto, né persona, ci libera da moltissimi fantasmi e ci offre gioia, leggerezza …
Al contrario le ansie, le paure interiori, ci inducono a vivere con un nodo in gola, un senso di frustrazione, di inadeguatezza, di non amore e a tentare di cambiare la realtà, di cambiare l’altro.
Sciupiamo così, moltissime delle nostre energie e del nostro tempo cercando di cambiare le situazioni esterne, cercando di cambiare i figli, la suocera, la madre, il compagno, il marito, il datore di lavoro, i colleghi , gli amici, i parenti … il Mondo …
E non ci riusciamo …
E sapete perché???
Semplicemente perché non dobbiamo cambiare nulla, se non noi stessi e la nostra modalità di muoverci ed affrontare la Vita.
Nessuno ha il potere di renderci felici o infelici .
Nessun evento al mondo ha il vero e pieno potere di farci del male o turbarci, così come nessuna persona.
Se scivoliamo e perdiamo l’equilibrio, pensate a cosa diciamo e facciamo???
La prima cosa guardiamo per terra, perché pensiamo che la causa si esterna a noi …
Ora dobbiamo imparare e a guardare dentro di noi …
La scivolosità del suolo magari sconnesso o bagnato ci ha provocato questo?
O la nostra poca attenzione?
O il nostro non attivare il giusto equilibrio e la giusta modalità di andatura???
E’ qui che sta la differenza di veduta e di modo di vivere …
Quando sbattiamo la nuca al suolo, il terreno sta benissimo, … non è un problema suo.
Al contrario noi abbiamo un fortissimo dolore al capo o un braccio frantumato…
La realtà non è problematica, mentre sono i problemi generati da noi a fare la differenza: essi esistono soltanto nella nostra mente umana.
Ci identifichiamo con una parte di noi ed è questo il nostro vero ed unico problema.
Il sentimento negativo è dentro di noi e lì prolifera e imperversa, quindi un’altra cosa importante da evitare è quella di identificarci con quel nostro sentimento.
Noi diciamo: “Sono stanco, sono stressato, sono depresso …”
Così ci identifichiamo con quel sentimento , ma lui non è noi …
In realtà dentro di noi, a seconda dei momenti, ci possono essere queste emozioni, questi stati d’animo, ma loro sono altro da noi; a noi spetta riconoscerli e lasciarli andare …perché tutto passa e scivola via e se temiamo di non farcela, visualizziamo l’acqua di un fiume che scorre e mettiamoci nell’ottica che questo accadrà anche a noi … e a ciò che si agita in noi …
Tutto passa, tutto.
Se ci attiviamo cercando di lavorare in questi tre modi su di noi, ci riusciremo sicuramente e diverremo sereni.
Magari ci basteranno quattro tentativi o cinque o tre, volte, … non ci sono regole, l’importante è che ci attiviamo e faremo presto la ”nostra differenza” …
Quali sono invece due nostri reali bisogni ???
Essere libero e amare.
È necessario essere liberi.
È necessario amare.
Al contrario noi desideriamo essere accettati, accolti, applauditi, desiderati, … e siamo la “scimmia nuda” … avete presente la canzone vincitrice del festival di Sanremo???
Siamo scimmiette “omologate”, che si imitano, creano schemi e ballano tutte allo stesso modo.
Ritrovarsi significa liberarsi da qualsiasi schiavitù …
Nessun evento giustifica un nostro sentimento negativo.
E allora, starà pensando qualcuno, come si possono cambiare le cose?
Cambiando noi stessi.
Noi viviamo cercando il cambiamento negli altri e così ci perdiamo il magico che la differenza dell’altro ci offre.
Siamo come alcuni pazienti che sono abituati ad andare dal medico di famiglia, semplicemente per condividere le proprie patologie, auto – diagnosticate, in cambio di quel determinato tipo di farmaco.
Il medico non conta.
Non è assurdo?
Eppure è proprio quello che molto spesso facciamo.
La persona addormentata, come la bella Biancaneve, pensa sempre che si sentirà meglio se sarà l’altro a cambiare.
Soffriamo, per la nostra condizione e intanto pensiamo:
“Come sarebbe meravigliosa la vita insieme se lui/lei cambiasse; come sarebbe meravigliosa la vita se il mio datore di lavoro cambiasse atteggiamento, se il mio vicino di casa la piantasse, se mia moglie smettesse di parlare o mio figlio diventasse ordinato e …”.
Vorremmo sempre che fosse qualcun altro, non noi, a cambiare, perché pensiamo che questo e solo questo potrebbe farci stare meglio …
Quante volte l’altro cambia e l’unica cosa che succede è che lui/ lei si sente snaturato/a e noi rimaniamo depressi, angosciati, brontoloni, esigenti, stufoni… esattamente come prima, se non peggio.
Abbiamo ottenuto, ma ora su di noi questo non ha l’effetto sperato, anzi … ci piace pure meno, ci irrita, ci pare non sia più la stessa persona …
Lo credo bene!!!
Siamo noi ad avere bisogno di cambiare, ad aver bisogno della medicina e di quella giusta.
Impariamo a ripeterci:
«Mi sento bene, in forma piena, perché io sto bene» e non:” Mi sento bene, in forma piena, perché il Mondo sta bene!!!”
Il mondo intorno a noi va bene perché io mi sento bene e lo guardo con occhi trasparenti e tanta voglia di Amare in piena pienissima libertà …
Se io Cambio, la mia Vita cambia e rifiorisce e “la Scimmia nuda si rialza …”
Riflettiamo un pochino su queste cose e cerchiamo di attivarci … felicissimo lavoro a tutti ..
Provate per una volta ad magari ad abbracciare forte da dietro la vostra donna o il vostro uomo e a dirle:
“Ti Amo per COME SEI!!!” e forse vi accorgerete di quanta voglia di Vivere ha dentro e di vivere proprio con voi…
Felice cammino a tutti noi.
Namasté da ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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