
Sono solita parlare di amorevolezza, ma mi accorgo che questa parola sembra estranea alla nostra quotidianità e al vocabolario da cui attingiamo per relazionarci.
Non siamo in genere molto benevoli e affettuosi verso il prossimo e tendiamo a standardizzarci in schemi e ruoli, che non facilitano sicuramente questo nostro lato umano.
Essere accolti, abbracciati, “sentiti e vissuti” fa parte di qualsiasi forma di vita e in particolare dell’Uomo, che essendo un’Anima incarnata, lo sente come un bisogno sottile, come un qualcosa che viene dal profondo, di cui spesso non sa nulla, ma c’è e si fa sentire.
Il tuo corpo ha bisogno di cibo, ma la tua Anima ha bisogno d’Amore, tanto, tantissimo Amore, perché lei viene dall’Amore divino e quindi, come fosse un fuoco, va alimentata.
Questa necessità è molto visibile nei cuccioli, anche in quelli d’Uomo, che sembrano non essere mai sazi di contatto fisico, di abbracci, di baci, di carezze, di sentire e risentire il proprio nome, pronunciato da chi amano, così come di pronunciare quello di chi amano, in particolare la mamma.
Mai visto o sentito un bambino ripetere all’infinito, apparentemente senza un motivo, il nome della mamma o del papà?
A volte continua a chiamare mamma ogni tre per due, magari mentre gioca o sembra perso con i suoi effetti personali; pronuncia quel nome, come un nastro, facendoti magari infastidire, innervosire, ma sente il bisogno e quindi cerca di soddisfarlo.
A un bambino tu puoi dare tutti i comfort fisici possibili, piazzargli in mano un cellulare o un tablet a meno di due anni, ma se gli manca l’abbraccio il tuo bambino non crescerà come un essere umano e spirituale, sereno e sano.
Dentro, ci sarà sempre, una parte di lui, abbandonata, persa e profondamente triste, che chiederà e cercherà Amore; chi non riceve si trova senza la sua cura, quindi si sente come un individuo rifiutato, come una persona non voluta, ignorata.
Il Mondo è pieno di bambini e persone accudite, ma non nutrite.
Nutrire è fornire tutto il necessario al sostentamento, si ma di cosa? Del corpo.
E cos’è veramente necessario? L’Amore, l’unico in grado di nutrire in profondità.
E l’Amore lo offri attraverso l’Amorevolezza e quella che Osho chiama la “compassione”
Osho sostiene:
“Tutto ciò che è malato nell’uomo nasce dalla mancanza d’amore.
Tutto ciò che non va nell’uomo è in qualche maniera collegato con l’amore: o non è stato capace d’amare oppure non è stato capace di ricevere amore.
Non è riuscito a condividere il suo essere.
Da qui la sofferenza che crea complessi d’ogni genere.”
“Tutto ciò che è malato nell’uomo nasce dalla mancanza d’amore.”
Già, l’Amore è l’Alfa e l’Omega di ogni nostra condizione, sia fisica, che mentale, che emotiva, che spirituale.
Dallo Spirito parte questa richiesta e a lui ritorna ogni tua risposta.
Se non ami non riesci a condividere il tuo essere, perché tu sei Amore e se non dai amore, non stai dando te stesso agli altri.
E’ una regola fondamentale, una regola disattesa e non “educata e sostenuta” nel nostro mondo attuale.
Tu vieni invitato e riprogrammato, a partire dalla tua infanzia, a disattendere a questa necessità animica, di base, e a sopperire questo vuoto, con il “possesso” fisico e materiale.
L’assenza di Amore consuma il tuo Essere, lasciando una voragine interiore; la voragine, ti viene insegnato, che va colmata con oggetti e persone, che devi possedere o da cui farti possedere.
E’ per questo che i banchi a scuola sono pieni di ragazzi con problemi, ragazzi incapaci di amarsi, di stare in ascolto, di fare silenzio, sia interiore che esteriore, di condividere realmente, di essere solidali, creativi e compassionevoli.
Competitivi?
Oh, sì, quello indubbiamente.
Misericordiosi verso se stessi, gli eventi e gli altri? Per nulla.
Sbeffeggiare, prendere di mira e far soffrire sono tra gli sport più gettonati.
L’Amore nutre ogni cosa e si riversa in ogni tua azione, espressione, costruzione creativa.
Se non lo possiedi più, sei una persona “denutrita” e quindi con parecchie patologie del caso.
La patologia oggi sta diventando la normalità e noi insegnanti stiamo assistendo e cercando di far fronte a situazioni sempre più ampie e più faticose, in una realtà sociale che taglia fondi, personale, aiuti e ti lascia solo con il frutto di un sistema corrotto, sistema che sta cercando di distruggere l’Uomo o meglio l’Anima che vive dentro quell’Uomo.
Mi riallaccio ad altre affermazioni ed asserzioni di Osho, veramente emblematiche:
“Queste ferite interne possono venire a galla in molti modi: possono diventare disturbi fisici o malattie mentali – ma, di base, ciò di cui l’uomo soffre è la mancanza d’amore.
Proprio come il cibo è necessario per il corpo, l’amore lo è per l’anima.
Il corpo non può vivere senza nutrimento e l’anima non può vivere senza amore.
Se non hai amato, non hai mai conosciuto la tua anima.
Solo nell’amore arrivi a comprendere che sei più del corpo, più della mente.
Ecco perché sostengo che la compassione sia terapeutica.”
Già, ma cos’è questa compassione?
Secondo la lingua italiana, è una parola con un’accezione addirittura negativa, nel senso che dovrebbe esprimere, solitamente, il tuo disprezzo, di fronte al comportamento altrui.
In realtà in questa parola esiste anche un significato positivo, ma sempre limitato, rispetto al suo senso reale e più completo, senso che non indica solo un atteggiamento comprensivo e soccorrevole verso lo stato penoso di una persona, che, per qualche motivo è afflitta, ma una forma di “passione” trasformata.
Tu parli di passione solo a proposito di sentimenti e di cose che ami fare, di cose che in qualche modo ti risultano piacevoli, adatte a te, mentre Osho le inserisce in un contesto molto ampio e ben diverso.
Egli si chiede e risponde:
“Ma che cos’è la compassione? È la forma più pura d’amore.
Il sesso è la forma più bassa dell’amore, la compassione la più alta.
Nel sesso il contatto è soprattutto fisico, nella compassione è soprattutto spirituale.
Nell’amore, sesso e compassione sono mescolati, fisico e spirituale sono mescolati.
L’amore è a metà strada tra il sesso e la compassione.
Puoi anche chiamare la compassione preghiera, oppure meditazione.
È in ogni caso la forma più alta dell’energia.
La parola compassione è molto bella: comprende in sé passione — la passione dev’essere raffinata al punto da non essere più passione ma diventare compassione.
… Nella compassione, dai solamente; nella tua mente non hai l’idea di ricevere qualcosa in cambio.
Non che non ti arrivi nulla in cambio!
Ricevi milioni di volte ciò che hai dato, ma solo come effetto collaterale, come conseguenza naturale.
Non è una cosa che desideri e che insegui.
La compassione è la forma più alta dell’amore.
Riceverai in cambio moltissimo – ti dico, milioni di volte quello che hai dato – ma non è quello il punto, non sei lì ad aspettare.
Se non ricevi nulla, non ti lamenti. Se ricevi, ne rimani sorpreso!
Se arriva qualcosa, è un fatto quasi incredibile.
Se non ricevi nulla, non è un problema – non avevi dato il tuo cuore a qualcuno con l’idea di fare un baratto.”
Siamo una società sofferente, proprio per questa assenza di Amore e di Compassione; mancando l’uno non riesci a giungere all’altro, perché la Compassione è appunto una forma accresciuta, evoluta dell’Amore.
La Compassione è pura Energia, è quella che Buddha dava per la guarigione dell’altro, in un flusso spontaneo, e che invitava a dare, ad offrire a tutti, indistintamente, dopo la meditazione, quando ti senti ricolmo di Amore e dei suoi frutti e quindi puoi diventare benevolo e immediato, propeio come un fiore che esala il suo profumo, oppure come una goccia di rugiada che disseta una foglia, come una nuvola che semina la pioggia, portando benessere alla Terra.
E’ un modo, molto spontaneo, per attestare gratitudine: ho ricevuto moltissimo, attraverso la Meditazione, e ora travaso questa mia energia
nel mondo, offrendola con un gesto di gratitudine spontanea, senza pensare a chi andrà, come se ne servirà e perché.
Sto bene, quindi faccio un’iniezione di benessere anche alla Terra e a chi la popola, senza attendermi nulla in cambio.
E’ un atteggiamo incondizionato, una compassione reale, un qualcosa che ti permea e ti permette di essere come una fontana che zampilla, senza nessuna preoccupazione.
Naturalmente è un gesto che richiede una cultura che ci è stata in gran parte tolta, richiede un Amore, che non coltiviamo e non nutriamo, necessita di uno star bene che stiamo togliendo anche e soprattutto alle generazioni future.
Ora poi, i piccoli li vogliamo educare al “distanziamento sociale”, dandoci a bere e trasfondendolo in loro, che lo facciamo solo per il bene di tutti.
Quale bene, quello degli Angeli rinnegati?
Quello del lato oscuro?
Ricordiamoci che ciò che arreca sofferenza non viene dal bene, non è espressione del bene e non lo sostiene, non lo nutre, non lo diffonde.
Un ragazzino, un bambino, un anziano, una persona in generale, di cosa hanno realmente bisogno, anche e soprattutto quando stanno male? Di qualcuno che prenda loro la mano, li abbracci, gli sorrida, gli stampi un bacio sulla guancia.
Come si può lasciar dare, senza nessuna presa di posizione, il colpo di grazia ad una società già in ginocchio?
Sono state create le condizioni perché ci fosse tanta paura e terrore e poi, successivamente, prese tutte le misure atte a creare un’ulteriore frattura e perdita d’Amore e Compassione.
L’Amore è la terapia e la medicina più grande che ci sia e viene dal Padre, dovrebbe essere la tua parte integrante ed integrale di ciascuno di noi.
Il mondo è in sofferenza, non lo puoi negare, e quindi ha solo bisogno della giusta terapia, cioè di una bella iniezione costante di Amore, di una trasfusione di gratitudine, e di tanta compassione.
Cosa manca nel Mondo? Nulla, se non l’Amore.
In un mondo dove l’amore viene coltivato, nutrito, alimentato, staremmo tutti bene e non avremmo questi pensieri e problemi, indotti proprio dall’assenza totale di generosità amorevole.
L’Amore da solo sarebbe sufficiente a sanare le piaghe di tanti ragazzi, bambini e adulti, sarebbe un antidoto a tanti malanni, più che sufficiente.
L’abbraccio, la vicinanza sono solo gesti di amore, di attenzione, di sostegno compassionevole, di calore intenso, di cura.
La sensazione di calore che fluisce da te, all’altra persona, è capace di alzare le tue difese immunitarie, di sciogliere il ghiaccio che ricopre tante relazioni, di far star bene chi è solo, di far sentire al meglio il tuo bambino, anche quello interiore.
Quando un bambino non è abbracciato a sufficienza, e con questo intendo abbracciato con quel trasporto vero e disinteressato, incomincia a dimagrire, soprattutto dentro, nel suo profondo e lì, se non fuori, può perfino morire, anche se tu lo ricopri di tante altre cose e lo imbottisci di antibiotici ogni volta che gli si alza di un poco la temperatura corporea; tu curi il suo corpo, gli dai ogni cura, lo difendi da chiunque osi avvicinarsi a lui o dire qualcosa che temi possa ferirlo, ma se non c’è vero amore in ogni tuo gesto e intorno a lui, lui diventerà una creatura triste e sola, una specie di Smigol, un isolato, perché sarà sicuramente connesso, a volte pure in maniera pericolosa, a tutto l’universo attraverso i social, ma è destinato a diventare un disconnesso dall’esistenza e io ne vedo tanti, troppi ed in crescendo, di ragazzini così, per fingere di non vederli.
Quale reputo tra gli strumenti odierni, uno tra i migliori da adottare nell’immediato ovunque?
L’abbraccio, quell’abbraccio che ci viene chiesto di eliminare, quell’abbraccio che alcuni superiori reputano poco professionale, ma che se nessuno dà, creerà presto un disagio talmente forte, da pensare che veramente siamo una società morente.
Quando ami una persona, spesso le parole non ti bastano, soprattutto quando lei non riesce ad aprirsi, a buttar fuori ciò che la affatica; è in quei momenti che ti accorgi che c’è bisogno di un qualcosa di più intenso, che c’è bisogno di quella pioggia sottile e fine, capace di dissetare la terra, gli orti e i fiori e tu, che hai il cuore allenato, non puoi fermarti, perché sei come la nuvola, sai, che sei venuto solo per portare la pioggia. Cosa fai allora?
Prendi quella mano la stringi, forte, abbracci chi ti sta di fronte, lo baci sui capelli e lo avvolgi con le tue braccia, come fossi una coperta, la sua copertina di Linus per quel faticoso momento.
Quello che fai non è disumano.
Quello che fai non è frutto di un calcolo o di pensiero malevolo, come spesso possono pensare le persone malpensanti odierne, quello che fai è un gesto di vero Amore, anzi è un gradino più su, perché si tratta di compassione, qualcosa che ti sfugge, e che sappi aiuterà sia l’uno che l’altro.
Aiuterà chi lo dona e aiuterà chi lo riceve.
Quando agisci seguendo il cuore, sei nella piena spontaneità e ti senti vero, ti senti leggero, ti senti parte del tutto, ti senti attivo, vitale, rinato, rinato come non mai…
Hai solo guarito il cuore dell’altro e senza accorgerti, hai curato anche il tuo.
Osho infatti dice:
“Devi diventare tu stesso compassione! Una compassione incondizionata, non indirizzata a qualcuno in particolare. Allora potrai essere una forza di guarigione in questo mondo così tribolato.”
Ti degli Arcangeli
Fonte dei passi di Osho:
http://www.vivizen.com/2009/02/osho-la-terapia-chiamata-compassione.html
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Bellissimo articolo…arrivato nel momento più opportuno (nulla a caso!!)!! Grazie di Cuore ti degli Angeli per le tue costanti Riflessioni…che a fine lettura lasciano sempre qualcosa di indelebile. un abbraccio forte colmo di Gratitudine.
Om Shanti!
Con Amore … ti