Il potere della Parola

Prestiamo poca attenzione alle parole che pronunciamo e questo accade in maniera peggiorativa sui Social, dove ogni persona pensa di avere la “sua massima libertà” espressiva.
Questo fenomeno dilagante, ti ripresenta in realtà un “bisogno” e un “insoluto” che ciascuno di noi ha, possiede, nei confronti della parola e della sua forza, del suo “potere”.
La Parola è Potere, Potere creativo o distruttivo.

Da un po’ di tempo ne sto parlando e tutto questo è dovuto sicuramente, in parte, al tipo di lavoro che svolgo, ma soprattutto alle mie conoscenze animiche, conoscenze che vanno a cozzare con quanto leggo, ascolto, ricevo nelle email e di cui faccio esperienza diretta nella Vita quotidiana.

Pensiamo al lavoro che svolgo.
L’appello in classe, in apertura di giornata.
Lo ritengo un momento di grande “Valore”.
E’ il primo contatto, il saluto con cui apriamo ogni giorno.
Visualizzo l’appello come l’istante in cui tu, la mattina, spalanchi le finestre di casa per ossigenare gli ambienti.

Quello rappresenta dunque nel mio immaginario, l’istante in cui, all’interno della classe apro, spalanco la mia finestra verso i ragazzi e ciascuno di loro fa la stessa cosa sia verso di me e verso i coetanei.
“Apriamo le nostre finestre”, per comunicare, per lavorare insieme e quindi crescere.

E’ proprio durante questo momento magico, che mi capita spesso di raccogliere dal modo in cui gli Alunni “Rispondono”, le loro Gioie e a volte le loro fatiche. E’ un rimando “particolarmente creativo”, e sovente il punto d’inizio della lezione “condivisa”.
Spesso dietro i malumori che un ragazzo porta con sé in classe, ci sono Parole che noi adulti abbiamo pronunciato in maniera maldestra, come genitori e viceversa, quando essi ritornano a casa.

Lo so, mi trovo a fare anche la mamma, quindi so perfettamente che prima di uscire di casa, ci possono essere esigenze diverse che si incontrano e talvolta si scontrano, ma l’attenzione a quello che diciamo a chi ci sta vicino, soprattutto marito e figli, ci vuole, va coltivato.
Ci vuole, anzi oserei dire è indispensabile, per non scatenare “ciò che poi potremmo rimpiangere a vita”.

Sono di certo Parole che sfuggono, e in merito alle quali non esprimo nessuna opinione in merito, ma scrivo questa Pagina per ricordare a tutti noi, me inclusa, che talvolta ci si serve di Parole che tagliano più di una lama.
E’ successo e per questo lo riporto e il dolore che quel ragazzo portava con sé era proprio grande.

A volte presi dalle fatiche si può arrivare a pronunciare qualcosa capace di trapassare l’Anima di un figlio e lo si compie senza sapere che quanto è stato “decretato” devasta prima e in maniera potente, l’Anima di chi le pronuncia.

Ogni parola ha ed è un suono.
Ogni parola è una vibrazione.
Ogni parola è Energia e porta e smuove energia.

L’Uomo è sovente “ignorante”, parecchio ignorante, nel senso che “ignora” la portata e la conseguenza di quanto sta avvenendo attraverso ciò che dice, che in Verità è un Pensiero Parlato.

L’adulto in questi frangenti, si comporta come Topolino, quando ricopre il ruolo dell’apprendista stregone, nel famoso film della Walt Disney.
E’ identico a Topolino, con in mano la “bacchetta magica” del suo Maestro, cioè la Bacchetta che Dio gli ha conferito, il quale crede di riordinare gli spazi, mentre origina solo caos.

L’Essere Umano tiene in bocca, una sorta di bacchetta Magica, di cui “ignora”, cioè non conosce assolutamente l’esistenza, il Valore, il Potere e la grandezza, per cui la agita nell’aria, utilizzando spesso, solo la sua funzione distruttiva.
Quella bacchetta “magica” è la Parola.

Parola, di cui s'”ignora” completamente la “forza” intrinseca, forza che apre a dei mondi e crea delle realtà.

Queste realtà possono farci attingere o negarci di attingere, al nostro potenziale animico Superiore e quindi “Vitale” e nutriente.

Nessuno ti ha veramente “educato” al suo valore, né ti ha spiegato come muovere quella “bacchetta” e quali risorse generare, grazie a lei, e quali evitare.

Da piccolo ti hanno insegnato come pronunciare le Parole, ti hanno educato a saperle riconoscere e ad associarle a dei contenitori e contenuti, ma nessuno ti ha spiegato che la Parola è una sorta di bacchetta magica e non va agitata nell’aria in maniera inconsulta, perché lei agisce e crea, chiama alla Vita, ciò che affermi.

Crea il meglio e crea il peggio.
Tutto dipende da quali Parole pronunci, come le pronunci, in che contesto e a chi le rivolgi.

Sì, qualcosa in Verità ti hanno trasmesso sul valore qualitativo della Parola, ma solo in conformità alla vita materiale.
Per esempio i tuoi genitori, soprattutto la mamma, ti avrà di certo ripetuto più volte che ci sono Parole “poco educate”, Parole che devi evitare, se vuoi essere considerato una persona “educata e a modo”.

L’intervento adulto ti ha creato una sorta di dizionario “interiore”, un vasto mobile, nel quale ci sono vari cassetti.

In questo mobile interiore, di famiglia, perché lo crei in base agli schemi vigenti nel tuo ambito familiare, c’è il cassetto A, con le “buone Parole”, quelle considerate opportune ed “educate”. Tra queste esistono Parole da utilizzare con i tuoi genitori, i familiari, e poi ci sono quelle verso gli insegnanti e le persone adulte, sia conosciute che sconosciute.

Sono parole scelte con maggiore cura, filtrate da una sorta di “bon ton” relazionale; si tratta di Parole che devono dare di te una certa immagine, creare quello che potremmo chiamare “un buon profilo sociale”.

Che questo “profilo” sia reale o apparente, questo sembra avere poca valenza, perché l’importante è “fare una bella figura“, così si dice spesso.
L’importante è “apparire” come un soggetto, che parla in maniera “adeguata” al suo contesto.

In questo mobile ereditato anzitempo, esiste poi il cassetto B, quello dove le Parole sono più “in libertà”. Lì sono riposte le Parole che non subiscono grandi censure o non ne subiscono affatto, anzi: come direbbe Jovannotti sono per il “viva la Libertà!”.

Sono Parole che utilizzi in tutti i contesti in cui tu pensi di poterti esprimere, senza il controllo e l’apprensione di “essere educato e socievole”.

Questo grande cassetto contiene diversi scomparti, dove puoi riporre vari tipi di “slang”, che arricchisci a mano a mano cresci e crescerai e da cui potrai attingere al momento opportuno, sempre secondo i contesti in cui ti verrai a trovare.

Per i Social non so se si attinga da questi secreter o da un unico nuovo grande contenitore, il C, specifico per questi mezzi di comunicazione che la Rete ci offre.

In realtà, indipendentemente da questa divisione primaria e parecchio approssimativa, la Parola andrebbe trasmessa, come in altre culture, insegnata nel suo Valore Supremo e dunque, trasmessa veramente con grande attenzione e con una sorta di “rispetto” primordiale, quel rispetto che appartiene per esempio, ai “nativi” di alcune culture, apparentemente meno loquaci, rispetto a noi occidentali.

In realtà si tratta di culture profondamente consapevoli dell’ immenso “Potere” della Parola.

Uno sciamano, proprio come un Maestro di Luce, parla poco, non perché non ha nulla da dire, ma semplicemente perché sceglie con “attenzione” ogni singola Parola e sa, che la frase che ne nasce ha una “Forza” generante estrema.

La Parola, sovente, aggancia al passato, proietta nel futuro, a cui si ambisce in maniera spasmodica, ma raramente ci offre il suo “Potere di adesso”.

Questo accade a causa della mancata effettiva conoscenza.

Parola e Presente iniziano con la medesima lettera alfabetica italiana.
Nulla succede per caso.
Hanno lo stesso “codice numerico” nella lettera iniziale, la P, e si tratta di un 8, un 8 di cui tutti conosciamo il potere e il significato, quindi un numero che rispecchia l’infinito.

La stessa lettera e lo stesso codice numerico anche nella parola “Passato”.

Nella parola “Futuro” invece la lettera iniziale cambia, quindi il codice numerico cambia, e questo perché il futuro è tutto da scrivere, ma come scriverlo dipende dal Potere di “adesso”, un adesso che non ti trova mai perfettamente qui e quindi creativo e assertivo come dovrebbe.

Per questo e come conseguenza il Futuro è sovente, per diversi Esseri Umani, solo una “Ripetizione dell’esperienza Passata” e il presente un qualcosa di “inesistente”.

La Vita, in questi casi, la si attraversa come un turista dentro un vagone ferroviario, durante uno dei suoi tanti viaggi.
Tu conosci perfettamente il punto da cui sei partito e quella stazione rappresenta per te il Passato.
Lì c’era fino a poco fa, ma poi sei salito sopra il treno e te ne sei allontanato.
In quella zona tu hai vissuto tante situazioni, alcune delle quali belle, altre meno; la tua mente, la tua memoria rammentano soprattutto le situazioni più faticose, per cui ora sei salito sopra questo treno, con l’unico desiderio di partire e di raggiungere altre mete, mete che speri siano indubbiamente migliori e più accattivanti.
Sei sul treno, ma è come se non ci fossi.

Ti distrai in mille modi e pensi al Futuro. L’Uomo fa fatica a “partecipare al suo Presente”, perché non ha imparato a lavorarci e a dargli Valore.
Ma ora è Tempo!

E’ così, che sotto i tuoi occhi passano immagini, paesaggi, fermate, altre stazioni, varie persone, parecchie ombre, figure, alberi, acqua e tanto altro, senza che tu li scorga davvero e che presti loro la benché minima attenzione.
Un sacco di “occasioni” perse.

Tu vuoi solo la tua “stazione futura”, vuoi arrivare alla tua destinazione: il “Futuro” e così “ti perdi tutto ciò che sta tra te e il futuro”, inconsapevole che il futuro richiede il Presente.

Concentrati sul presente e fallo “Bene”!

Pianifica il tuo presente attraverso un “uso consapevole della Parola”.
Crea!

Vivi ogni singolo istante, cercando di utilizzare al meglio la bacchetta magica che i tuoi genitori ti hanno messo in mano, portandoti alla Vita.

Pianifica il tuo presente, perché il tuo futuro sia migliore.
Sii proattivo.


Non sprecare tempo ed energie a guardarti indietro e a recriminare.
Sganciati dal passato e dall’uso che facesti allora della Parola.
Ora che sai, ora che hai conoscenza, mettiti all’opera.

Togli le negazioni.
Scegli con cura parole “cre-aTtive”, cioè parole che “creano e sono attive”, nel senso che ora tu usi la loro magia al meglio, sia per il tuo bene che per quello degli altri!

Condizionati solo al “meglio”, non al peggio.

Serve imparare ad utilizzare bene la Parola e la frase, per esempio per abbandonare la lagnanza.
Se vuoi dire qualcosa di utile e di buono per te stesso e il mondo, che naviga sotto una coltre di polvere, usa Parole in grado di offrire Energia a te stesso, alle tue cellule, a chi scrivi, a chi parli, a chi incontri e al mondo intero.

Dichiara a gran voce:
“La Vita è Meravigliosa!”
Io sto bene!”.
“Mi sento bene!”.
“Sono forte!”.
“Mi amo!”.
“Sono sereno!”
.

Pensa a quali Parole vuoi utilizzare e servitene al meglio.
Inizia a osservarti, a prestare attenzione a come, solitamente, ti esprimi, soprattutto a cosa scrivi, quando ti servi dei Social.
Le Parole che ricorrono più frequentemente nei tuoi dialoghi, tracciano il “tuo reale profilo” attuale.

Ogni volta che dai forma a un tuo Pensiero attraverso la Parola, tu “crei” getti nel mondo una sorta di “profezia” auto-avverante.
Smettila di farlo a caso e di sostenere l’Energia che i mezzi di comunicazione e di informazione stanno generando, alimentando, sostenendo.
Basta sospiri!

Serve dare “vere fondamenta” a ciò che si dice e alle Parole che si usano.
Stella, per esempio, è una Parola creativamente positiva.

Se tu la svendi, utilizzandola continuamente, in contesti inadeguati, per esempio dicendo in merito a una persona in difficoltà “povera stella ….” è un uso improprio di una Parola Potente.
Sovente ci si rivolge a fatti, persone, situazioni negative, attraverso Parole che appartenengono a ben altre Vibrazioni e così le si sminuisce, le si svuota, le si deturpa.

Dietro la Parola ci deve essere il tuo Chakra cardiaco.
Inizia il discorso con la prima persona che incontri, dicendole: “Che bell’aspetto che hai oggi!”
“Come ti trovo serena!”-


Niente bugie, ma un rapida e attenta occhiata a chi ti sta di fronte, per esaltare qualcosa di bello che le appartiene, per poi puntare su quello e sostenerla, cambiarle l’umore, darle modo di uscire dal sogno in cui cercano di farci rimanere ancorati.

Ogni persona può aiutare l’altra ad uscire al più presto da questa rete e contribuire a creare un vero e “magico cambiamento”.
Vuoi esercitarti?
Inizia Ascoltandoti.

Prendi un foglio e scrivi la Parola o addirittura la Frase che ripeti più frequentemente in questi tempi.
Osservala e scoprila.

Poi prendi un secondo foglio e prova a trovare “tutte le varianti” migliorative possibili e pensabili e lavoraci sopra.
Migliorare!

Straccia il foglio con le vecchie espressioni, se mancano di Gioia e Potere Creativo Superiore e metti sull’armadietto della cucina, che apri più frequentemente questo compito che scegli di svolgere, per il tuo Sommo Bene e per un Mondo Straordinario.

La vibrazione di quelle “nuove Parole” frutto di nuove consapevolezze e conoscenze ti aiuterà.

Basta usare espressioni come “sono morto dal sonno”, “sono morto di paura”, “sono mezzo assiderato”, sono triste o sono stanco.

Se hai provato paura pensa a una cosa positiva che ti ha permesso di uscirne e pronuncia, dai esaltazione a quella.
Per esempio, potresti dire:” Mi sono sentito “rinascere quando…”.
Crea il “positivo”.

Allenati a trovare la Parola che possa esprimere ciò che è positivo e lascia andare, come se non esistesse, le situazioni inadeguate.
Lascia “senza Parole” tutti i vissuti faticosi e addobba a festa quelli positivi, creativi, luminosi.

Evita di negare ciò che esiste di bello in te, negli altri e nella Vita.
Vuoi far “fiorire la tua Vita e la Terra”?
Scegli con cura le Parole! E insegnalo a chi Ami.
Dì, esprimi, esterna, crea al di fuori di te, solo quello che vorresti ricevere per te.

Dagli forza!
Dagli Vita!
Dagli spazio…


E il Mondo prenderà Vita, Forza, forma e spazio nuovi.
L’uso corretto della Parola, fa parte delle Pratiche Spirituali Iniziatiche.
Buon Lavoro!
Con grandissimo Amore, Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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