Sapete che ogni tanto scrivo Pagine che riservo alla Morte, per guidarvi nella sua conoscenza, ben sapendo che qui, lei viene sovente considerata come una creatura matrigna che, secondo un’espressione popolare, toglierebbe all’uomo la vita.
Vista in questi termini questa signora, parrebbe sconfiggerle la Vita, ma così non è.
✨Nessuno può sconfiggere o togliere qualcosa che “IO SONO”, cioè annientare un “Aspetto Divino” che SONO, rappresento ed Esprimo.
Ciò che invece viene a mancare è l’involucro, l’indumento o il cappotto com’ero solita additarvelo, ma chi ANIMA quel cappotto, il Soffio, quell’Alito Divino o se preferite quella Scintilla, no, non è possibile annientarlo.
Oggi riprendo quindi questo iter, ma non per raccontarvi cosa avviene in quei frangenti, quando viene riconsegnato il corpo fisico, cosa che ho già fatto più volte, ma per guidarvi attraverso il presunto Regno dell’Aldilà, perché esiste una “strettissima connessione” tra il prima e dopo.
L’Aldilà
Lo so, molto spesso si pensa e si crede, e lo si nota dalle narrazioni più frequenti e comuni, che l’Anima, una volta abbandonato il corpo entri subito nella Luce.
Molto spesso, soprattutto amici e familiari di chi ha conosciuto la sofferenza per abbandonare la fisicità, augura o s’immagina questo rientro immediato nella Radiosità, che si crede o si desidererebbe fosse stata “guadagnata” attraverso la malattia e il dolore.
Questa immissione diretta è possibile, ma è raro che avvenga, perché l’espansione e la leggerezza necessari per accedervi, richiederebbe una Liberazione Totale dagli ostacoli terreni, dunque dal ruoli, dal karma e dai legami.
Invece, fino ad ora, sono stati ben pochi i Viaggiatori che al momento della partenza da questo Pianeta sono apparsi “completamente Liberi” dagli appetiti della materia e da tutte le forme di “asservimento”, che la densità propone e sovente comporta.
La maggior parte dei Camminatori, dopo l’uscita dalla materia, vive in una sorta di “chiaroscuro” della Coscienza e non mancano nemmeno coloro, che vivono nell’ombra.
La loro Volontà Superiore, risulta sovente ancora fragile e discosta da quella Divina e dunque sebbene abbiano lasciato la fisicità, essi procedono nella loro “recita”, portandosi appresso nell’Aldilà, quegli aspetti disarmonici che hanno caratterizzato le loro molteplici esperienze.
Di conseguenza, a seconda del bagaglio a mano del proprio Stato Coscienziale, questo chiaroscuro ed ombra, si esprimeranno come Purgatorio e Inferno.
Dell’Inferno e del Basso Astrale vi ho parlato ed ecco che ora mi appresto a narrarvi in merito al Purgatorio, collocato nelle parti intermedie o in loro prossimità.
Cosa accade in questa parte Astrale?
In pratica avviene che lo scenario olografico terreno, dove le Anime Disincarnate mettevano in scena i loro molteplici Ruoli, viene ricostruito qui e la recita “continua”.
Ogni Anima si appronta un Set e riprende a mettere in scena, o meglio procede con le narrazioni che i suoi livelli di Coscienza le consentono, scegliendo le pièces teatrali più ricorrenti e per certi versi a lei più care ed apprezzate. In genere 2, talvolta 3.
La Cultura Orientale
In una sorta di “collaborazione immediata”, la Coscienza appronta il palcoscenico, mentre l’Anima riprende le sue Storie salienti, ma soprattutto i suoi “vissuti” più frequenti.
La tradizione Indiana o Tibetana indica infatti questi “Stati d’animo” che prendono le sembianze di “Luoghi”, di palcoscenici o set cinematografici, come LOKA. Si tratta di una Parola Sanscrita che indica proprio lo “spazio” che l’Anima delimita e predispone per continuare la sua Storia, la sua narrazione.
✨Parliamo di un vero e proprio Spazio Vibratorio.
Tra lo Spazio dell’Ombra e quello del chiaroscuro, parlare del Purgatorio mi aggrada di più e come avrete modo di verificare, se ancora non lo conoscete, perché risponde in maniera più agile al mio modo di presentare questi Stati Vibrazionali.
Questa ambientazione, in Oriente, viene chiamata Kamaloka ed è appunto paragonabile al Purgatorio che ricorre nella nostra cultura.
Il Dopo fisicità
Il dopo corporeità, allora, non è altro che il “prodotto” delle molteplici convinzioni e costruzioni mentali, che hanno caratterizzato un’Anima.
Quindi il Set ripropone interessi, bisogni, convinzioni, condizionamenti, cioè il più o meno nutrito bagaglio a mano, che il disincarnante porta con sé, e grazie al quale viene costruita una sorta di ambientazione, fatta di pochi “luoghi” e poche scene (2 o 3), le salienti, le più rappresentative.
Vi faccio un esempio.
Un uomo che ha trascorso gran parte della sua incarnazione in palestra, ricreerà questo ambiente e lì ripercorrerà idealmente i vissuti esperiti in quello spazio.
Una variazione sul tema c’è, perché nel ricrearli cercherà, a differenza di chi sta nell’ombra, di idealizzare, non avendo più i vincoli dettati dalla materia, questo spazio e così anche i personaggi, che vi collocherà.
L’idealizzazione è pertinente e consequenziale al suo vissuto esperito nella materia.
Questo significa che l’inclinazione personale emergerà dall’ambientazione medesima e dalle caratteristiche degli attori presenti sulle scene.
Là dove possibile le scene presenteranno gli aspetti migliori di ognuno dei 2 o 3 “luoghi ricostruiti”.
Lì, la Coscienza vivrà e rivivrà e poi ancora ripercorrerà, per un numero imprecisato di volte, uno spaccato di storia già vissuta nella materia, senza continuità e senza reali accadimenti Superiori.
Cioè senza alcuna forma Evolutiva e migliorativa della storia in sé.
L’idealizzazione
Mi soffermo un istante su questo aspetto, perché risulta davvero importante, anche ai fini della cessazione dello Stato di Purgatorio.
Il Purgatorio ha un senso, o meglio una finalità, come ogni cosa.
Esso viene allestito per consentire all’Anima un processo Evolutivo che non è avvenuto nella materia, sebbene all’apparenza, possa sembrare privo di un Significato Superiore.
Qui esemplifico per farvi comprendere quanto accade.
Immaginiamo un’Anima appassionata di attività sportive, volte soprattutto a conservare il suo aspetto fisico, secondo una Coscienza Astrale.
Agli allenamenti serrati, essa attribuiva più valore rispetto allo Spirito.
Se durante l’incarnazione ha però vissuto la palestra e i luoghi sportivi come luoghi piacevoli, la sua nuova ambientazione tenderà a ottimizzarli.
Se come essere umano sapeva convivere, con le diverse situazioni sportive, andando spesso Oltre quanto poteva osservare “fuori”, ora potrà ottimizzare il set e la finalità del suo Purgatorio sarà calibrata su questo suoi modi “partecipativi e percettivi”, terreni, in fin dei conti positivi.
Egli per esempio ripeterà quella certa scena per “integrare” quell’aspetto o passaggio che non ha colto o vissuto nella sua forma Superiore.
Verrà poi il tempo in cui l’Anima, inconsapevolmente, concederà alla Coscienza di fare un balzo in avanti; allora entrerà in gioco una sorta di Noia, ponendo fine al tutto, che non avrebbe più motivo d’essere.
Viceversa chi ha vissuto gli stessi ambienti, “adattandosi” per paura, per comodità, per senso di appartenenza, per sentirsi integrato e ben accetto, per passione consumistica o per altro, all’interno del suo ologramma proverà per esempio, l’impossibilità a raggiungere qualcosa.
Come in vita si è impedito di Essere Sé Stesso, così ora le scene gli impediscono il conseguimento di qualcosa. Per esempio egli si alza per uscire dalla sala, dove è avvenuto l’allenamento, ma non trova la porta.
Questo, ripetuto all’infinito, lo porterà a una “ricerca”, che esperirà e riproverà per un numero improponibile di volte, fino a quando lo “ricuserà”, ponendo fine al tutto.
Vivrà la scena del suo Purgatorio come se fosse uno di quei Sogni in cui ti trovi a voler salire sopra un mezzo, ma non ci riesci e questo ti porta a svegliarti con un dentro un senso di perdita, di fallimento o di vuoto.
Allora la ripetitività indurrà quest’Anima a raggiungere un tale stato di frustrazione e di Desiderio da far avvenire uno scatto Coscienziale, anche se all’apparenza, se tu potessi osservare la scena, la sua espressione mimica potrebbe apparirti senza senso, quasi imbambolata, come se non stesse partecipando.
Sta rivivendo su altri Piani la medesima situazione di non conseguimento.
Sembrerà che sia il fastidio a prevalere, ma dentro in Verità, avverranno delle connessioni Sottili prima inesistenti, perché “in vita” quest’uomo non aveva saputo, voluto o per meglio dire, scelto di farle scattare, durante le esperienze fatte.
In sintesi
Il Kamaloka è dunque uno Spazio temporale, in cui l’Anima ricostruisce ambientazioni olografiche e al loro interno rivive all’infinito, in maniera ripetitiva, pezzetti della sua esistenza.
La storia narrata non ha continuità, non è evolutiva, cioè la storia NON PROCEDE, non crea soluzioni pratiche, ma pare presentarsi come ripetitiva.
E’ una “Prigione mentale” che manifesta in quale direzione un soggetto era solito indirizzare le sue Energie.
Il Kamaloka è in genere pieno di Anime con una forte attrazione per il consumismo, per il benessere fine a sé e per le avventure sentimentali o meglio sessuali effettive o mancate.
Le scene ricreano queste aspirazioni del personaggio, il quale dà vita anche agli altri attori, che sono PURE costruzioni sue, sebbene ricalchino le fattezze e le modalità delle persone conosciute nella materia.
Il protagonista passa da un’ambientazione all’altra senza continuità, come fossero dei set cinematografici, allestiti l’uno accanto all’altro.
Un esempio.
L’appassionato di sport, si trova in palestra, in una sala con gli attrezzi, e mentre si allena si odono i rumori tipici di questo ambiente.
Il clima è piacevole e piuttosto ridanciano. D’improvviso il personaggio dice di aver terminato l’allenamento e mentre si alza da un attrezzo, ecco che si ritrova in un’altra ambientazione dove vive alcune scene e poi di nuovo passa ad una terza, oppure ritorna alla precedente.
Non esiste continuità di soluzione, ma possono comparire nuovi personaggi, i quali però non apportano mai una svolta alla pièce.
Questi “attori” chiamiamoli così, a cura della Coscienza del personaggio agente, sono solo proiezioni, ologrammi e nulla di più, lo ripeto, che agiscono secondo il copione dell’Anima.
Il Kamaloka è un Isolamento
Il Kamaloka esprime i bisogni ed i desideri compulsivi di un’Anima e per tanto crea la condizione per indurla a una sorta di “indigestione” in qualche modo “Rigenerativa”.
E’ una Dimensione in costante espansione, dove ogni Anima convenuta ha il suo set e il suo cast, dove mettere in scena dipendenze, paure, blocchi, bisogni, condizionamenti… che l’hanno appesantita e rallentata. Insoluti.
Immagina questo Kamaloka come un’immensa Bolla di Sapone, con al suo interno tantissime altre Bolle di sapone, ciascuna con il suo colore, la sua forma e la sua dimensione.
Ogni Bolla è animata da un personaggio creante, ma non esiste nessuna possibilità, né forma comunicativa tra una bolla e le altre.
Le Anime riproducono la loro chiusura alla Vita e ai suoi Veri Aspetti, quelli che caratterizzano ogni Scintilla, come Essenza Divina, e non avendoli compresi, rivive il suo “errore”.
Il Purgatorio è una sorta di parcheggio, dove non esiste sofferenza e consapevolezza, intesa come la percepiamo noi, ma una memoria che nella ripetitività ad un certo punto fa scattare ciò che serve e questo dissolve la Bolla e permette di passare ad una Zona più Luminosa.
Una caratteristica del kamaloka è l’instabilità.
La Terra non terra
In Verità, fino al dissolvimento della Bolla, è come se l’Anima non avesse mai abbandonato la Terra ed è solo l’insoddisfazione o lo sgomento che ad un certo momento crea la spinta propulsiva per sciogliere questo palcoscenico, questa ambientazione grottesca.
La Bolla del Purgatorio
Il Purgatorio allora, non è un “Luogo Specifico” con mari, monti e tanto altro, ma una “Bolla”, una zona temporanea che l’Anima tesse, come un ragno, tesse la sua tela intorno a sé, una volta lasciato il suo cappotto.
E’ la Coscienza che la aiuta e le crea queste ambientazioni e questo rende visibile “la partecipazione” all’Intelligenza Divina, in quanto Vita.
E’ dunque una condizione che permette all’Anima di fermarsi e ripetendo senza sosta ciò che l’attraeva, di riuscire finalmente ad andare OLTRE ed entrare nella Luce.
Solo così i suoi “occhi” possono guardare e partecipare il Potere dello Spirito.
I legami e gli insoluti terrene, invece, glielo impedivano e la mantenevano sotto i veli.
Una Bolla o Sfera
Pensa al Kamaloka anche come una sorta d’immensa Sfera, contenente altre Sfere più piccole.
Le Sfere contenute sono simili a dei sottoinsiemi, accorpati per stati vibrazionali e condizioni/dipendenze, che sono simili, ma completamente autonome.
Ogni Personaggio all’interno della sua Bolla, nonostante possieda un bagaglio simile a quello dei personaggi delle Bolle o delle Sfere confinanti, si crea il suo Purgatorio, dunque il Kamaloka presenta e contiene una varietà incalcolabile di Purgatori.
La Bolla/Sfera è illusoria e si attiva secondo un copione, che come ripeto ancora, è quello dell’Anima.
Perché ne ho parlato?
Perché sia chiaro come il mantenersi all’interno dei Ruoli, secondo certi canoni astrali, in genere, crei dopo la disincarnazione, null’altro che questa prima condizione. Poi verrà la Luce.
Occorre Amare la propria Vita, SAPENDO di ESSERE la Vita Stessa.
Serve lodarla e Benedirla ogni giorno, usando quello che percepiamo come il “tempo” per trasformarsi in Esseri Divini, dunque Migliori.
Questo però deve avvenire non per allinearsi ad una morale terrena o alle credenze dogmatiche, ma per CORRISPONDERE alla propria REALE NATURA SUPERIORE.
Adeguarsi alle condizioni e alle pure e semplici attese umane non porta a nessuna evoluzione dello Spirito, che è ciò invece, per cui si sceglie di partecipare alla materia.
Serve Conoscere e Comprendere i meccanismi della Coscienza e i suoi Stati Evolutivi.
E’ necessario uscire dall’ignoranza, per approdare agli Aspetti Superiori che caratterizzano ogni Coscienza, quali la Saggezza, l’Amore e la Verità.
L’Anima necessita di questi Aspetti Divini per Nutrirsi ed espandersi, così da essere in grado di camminare a passo spedito, lungo il Sentiero Spirituale, secondo il proprio Scopo o Proposito.
Evolvere allora non rappresenta uno stato sociale o simbolico, o altro, ma un MODO per ESPRIMERE ed Ottemperare alla Vita che ciascuna Essenza “IO SONO” E’ e renderLa manifesta, esprimendo la propria reale e REGALE Natura.
✨La Vita non è altro che Amore e l’Amore e la Vita non sono altro che Dio.
L’Amore è allora una Forza Divina che va anch’Essa scelta ed espressa, prevaricando le pulsioni umane; Essa è una Qualità Divina e come tale necessaria alla nostra Essenza per Essere e manifestarsi secondo ciò che la caratterizza, vale a dire la Luce e SOLO la Luce, senza le ombre, che appartengono sempre alle “costruzioni olografiche” create, come Bolle, per ritrovarsi e Crescere.
In Amorevole Servizio, Ti degli Arcangeli

di Daniel Meurois.
Al suo interno potete trovare anche la sua EDUCATIVA esperienza nel Kamaloka
Rammento l’Articolo precedente: GLI STATI EVOLUTIVI DELLA COSCIENZA
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Lascia un tuo commento, sarà visibile a tutti 💜