Il senso del Sacrificio

Sacri_ficio.
Si tratta di una parola importante che è stata “sconsacrata” e ribaltata in un’accezione pesante e negativa.
E’ bastato ancorarla all’immagine della fatica e il gioco è stato fatto.
E’ così che, ogni volta, che qualcuno la menziona ci si defila.
Ogni cosa che richiede sacrificio è malevola è da evitare con cura.

Anche in ambito familiare accade la stessa cosa.
Quando? Quando per esempio in certe occasioni, qualcuno menziona e ricorda ai membri della famiglia che una cosa è stata fatta ed è costata tanto sacrificio.
Ecco allora che il sacrificio non viene visto, vissuto e accolto come un “gesto sacro”, un’azione di valore, ma al contrario come una sorta di “palla al piede”, una fatica tantalica che qualcuno ha affrontato, per il bene di tutti i congiunti o di un unico membro della famiglia, con grande sforzo e quindi degno, in qualche modo, di riconoscimenti.
Questo sforzo è simile ad un macigno.
Tu lo hai spostato per qualcuno ed ora, parlandone, è come se lo gettassi, con un tonfo tremendo, al centro della stanza dove siete riuniti.
Il fragore è grande.
L’impatto con il suolo tremendo.
Tutti i presenti avvertono nel dialogo, attraverso le parole con cui si esterna quanto è avvenuto o sta avvenendo, il peso di quell’oggetto e la sua pericolosità.

Un sacrificio è quindi un macigno, non un’azione che porta la sua sacralità tra noi.

E’ così che acquistare casa è un sacrificio.
Fare quella professione è un altro sacrificio.
Andare a trovare i parenti è un bel sacrificio!
Stare con la propria compagna o compagno è un grosso sacrificio.

La parola “rendere Sacro” è stata ancorata a qualcosa che implica il sobbarcarsi di una fatica, priva di senso, di amore, a cui Tu sottostai solo per un senso del dovere, un obbligo, una sorta d’imposizione personale o da parte di altri.

In ambito Educativo il sacrificio ha fatto più vittime di quante si possa pensare e ancora oggi, ne sta mietendo, anche se in maniera più subdola e sottile.

Pensiamo alla famiglia.
Una delle leve su cui i genitori sono stati indotti a pigiare con grande maestria è proprio quella del “sacrificio”.
E’ stato ed è un modo per rendere i figli dipendenti
.
Ho fatto questo per te, “con grande sacrificio” è una sorta di “espressione trappola”, che crea un senso di debito verso i genitori, difficile da “sanare”.

Agisce sul cervello inconscio e lavora a tempo indeterminato.

Si tratta di una sorta di “politica” subdola e ricattatoria, sulla quale è incentrata non solo la gestione familiare, ma in modo più ampio, tutta la struttura sociale.
“Se non ti vaccini il nonno muore”.
Dietro c’è sempre quel senso “di responsabilità” indotta, di dovere, di sacrificio utile e indispensabile per una grande causa, di vincolo.
A questo proposito, vi riporto un episodio accaduto poche settimane fa, perché dietro ci sono tutti questi meccanismi sottili, ma taglienti come lame di coltello, che affondano nelle carni e lasciano ferite indelebili.
Sto acquistando alcuni prodotti a km 0.
La persona che ha dato vita a questa attività, e che fino alla scorsa settimana era sorridente e carico di buoni propositi, oggi pare più silenzioso e affaticato del solito.
Gli chiedo come sta e mi risponde grugnendo che è stanco.
Ha iniziato l’attività, non per sé, ma per dare un lavoro ai figli, ma ora questi, sembrano defilarsi entrambi.
“Certo, è un lavoro che richiede sacrifici!”.
Ho innescato, senza volere, una bomba.
Mi racconta di come volesse renderli “autonomi”, toglierli da un lavoro dipendente e offrire loro un buon lavoro, dentro casa.
Sorrido con dolcezza e chiedo che lavoro svolgano.
Entrambi sono dipendenti.
Qual è il click di fondo che ha generato questo contenzioso, perché sembra che la discussione con i figli sia ormai all’ordine del giorno?
Un padre si muove di solito spinto da buoni propositi, ma in maniera “ingerente”, secondo il suo punto di vista, un punto di vista indotto dalla sua forma educativa.
Egli pesa, valuta e sceglie in base a suoi punti di vista che, spesso, non coincidono con quello dei figli, nella maniera più assoluta.
Ognuno di noi ha i suoi sogni, i suoi tempi, i suoi sassi da levare dalle scarpe.

Questo è un momento davvero cruciale e troppo importante, per credere di poter scegliere per gli altri e stabilire  cosa sia meglio per loro e che cosa sia dannoso.
“Io non gli ho puntato la pistola alle tempie, potevano dirmelo che non mi sarei imbarcato in questa storia.
Ora sono in ballo e mi “tocca ballare”!”
Ci sono tante cose in merito alle quali potremmo riflettere, ma diciamo che mi fermo qui.

Questo è un chiaro esempio di “sacrificio”, nel senso denso del termine, un qualcosa di non richiesto, che ora pesa su ambo le parti; è scattato di sicuro con buoni intenti ma, come prevedibile, sta creando parecchie situazioni particolari, tra cui una brutta tosse e qualche attacco febbrile.

E’ un gioco poco amorevole quello nel quale si fa presente e si inculca nella prole che i genitori hanno fatto tanti sacrifici per i figli, sacrifici che vanno in qualche modo “redenti”.

Di sicuro, in tutte le famiglie ordinarie, un padre e una madre fanno e hanno fatto tanto rinunciando a  questo o a quello.
Entrambi i genitori ,o magari uno tra loro, hanno magari lavorato il doppio, hanno trascorso notti insonni, hanno sacrificato la loro libertà, hanno rinunciato ad alcuni sogni , ad amicizie, a frequentazioni o alla carriera, ma lo hanno scelto

Il sacrificio in famiglia è una sorta di “spada di Damocle”.

Sia in maniera specifica, che in modo imprecisato, cioè senza rendere palese il tipo di sacrificio fatto, esiste sempre questa sorta di “fantasma” del sacrificio che aleggia sui figli, che così crescono impauriti e sottomessi, sotto il peso di questa spada, sentendosi in debito a vita.
Infatti, quando mai potranno sdebitarsi di quello che i genitori hanno fatto per loro?

E’ così che i debiti vanno in accumulo.
Hai debiti energetici.
Hai debiti energetici ed invisibili del karma.
Hai debiti legati al patto di fedeltà, un patto che tutti ci ritroviamo sul piano sottile e poi, oltre a quelli vari, ci sono i debiti collettivi, e poi ti ritrovi con una sorta “di debito” verso chi ti ha generato.

Con la famiglia sei in debito perché sei stato messo al mondo e questo ha stravolto la loro vita, tanto che, per crescerti, hanno rinunciato e rinnegato se stessi.

Siamo lontani, lontani anni Luce dal concetto Divino di Amore, di Famiglia e di scelta generante.
Credo tu abbia colto oggi, quanto sia spropositata e buia, senza amore una concezione di famiglia e di rapporti, basata su questo senso “distorto” del sacrificio.
E’ la cultura degli oscuri che l’ha generato, rendendo quasi blasfema questa parola così importante e preziosa: Sacrificio.
Rendere, fare una cosa sacra.
Come può essere sacra nella sua vera e piena accezione, un’azione genitoriale dietro la quale si paventa la perdita di un sogno, la scomparsa della leggerezza che contraddistingue un’Anima, l’Amore per se stessi e per la vita?
Nulla di buono nasce dalla rinuncia a sé.

La Famiglia è un luogo accrescitivo, non privativo, come ci è stato insegnato.

Se oggi la famiglia è un ambiente povero, è tale perché è stata trasformata, privata della propria “forma originaria”, resa un agglomerato di perso_ne e non di Uomini e di Donne.
Quando una coppia decide di dare la Vita e quindi pro_creare, cioè generare prima ancora che ci sia una vita visibile e tangibile di quel Figlio, tutto quello che le servirà per far crescere bene i figli sarà l’Amore, e ne servirà in quantità industriale, come dico io.
L’Amore secondo la sua accezione Divina, non terrena.
L’Amore e non il sacrificio inteso come macigno, un grosso, enorme pietrone, pronto a rotolarti addosso o una spada di Damocle, sopra il capo.
Che senso ha mettersi insieme nella pesantezza, sopportarsi, fare i figli e poi andare lamentandosi di averli messi al mondo, di essere convolati a nozze e quindi il renderli testimoni e debitori di uno “sbaglio” apocalittico?

 E’ una scelta e chi la fa la dovrebbe fare con estrema consapevolezza, sapendo che a livello materiale succederanno certe cose, cose che devi essere pronto ad accogliere.
E’ un cammino d’Amore, cammino che dovrebbe partire dopo che ciascuno ha capito chi è cosa è venuto a fare e perché.
Stare insieme è un atto d’Amore, altrimenti diventa un ricatto, e quando nascono i figli diventa un ricatto allargato in cui si cerca di mettere in atto un riscatto ai danni di qualcuno e quindi un abuso.

Oggi la Famiglia deve ritrovarsi e per farlo deve ricominciare dal lato spirituale, non religioso in senso ordinario, ma secondo la Legge
dell’Anima.
Tutto parte e ritorna a Lei, soprattutto la Vita allargata.
La famiglia è Anima.

E’ tempo d’interrompere tutte queste accozzaglie e nodi karmici, di cui la famiglia è uno strumento e la creatrice per eccellenza.
Chi fa famiglia deve aver ben presente cos’è l’Amore, perché è l’unica Energia utile per creare e sciogliere e per guarire.

I nostri genitori, e i genitori dei nostri genitori, e i genitori dei genitori, dei nostri genitori e così via  allevati, educati, istruiti in un certo modo, erano inconsapevoli e parlavano di sacrifici, in continuazione, perché così era stato loro passato il testimonial.

Ora però, sciogliamo, guariamo, lecchiamoci le ferite e andiamo oltre

Devi liberarti da tutti questi debiti, da tutti questi “si deve, è obbligatorio, è così che si fa da sempre”, perché questo è il tempo dell’ autonomia, dove ciascuno,  si sbarazza di tutti i legacci e senza il consenso o il permesso o la bolla di chissà chi, sceglie, vola e cambia.
Se ancora ti senti obbligato a far visita a qualcuno, significa che sei ancorato “energeticamente” a quel qualcuno e se si tratta dei tuoi genitori, significa che sei ancora nel “ruolo di Figlio” di terza dimensione.
Come liberarti è un qualcosa di soggettivo, come tutte le Cure e i provvedimenti odierni, di questi tempi.
Te lo dirà la Tua guida interiore, quando avrai fatto i passi giusti e ti troverai nella giusta dimensione, nella tua intenzione e affermazione più vera.
Quando scioglierai le catene, ricorda che libererai anche i tuoi discendenti, partendo dai tuoi figli, perché anche senza volerlo, a livello di frequenze, vibrazioni ed energie, oltre che di affermazioni, Tu trasmetti a chi viene dopo di te, le stesse dinamiche e tutte le idee di sottofondo, che appartengono alla tua famiglia da generazioni.

Tu sei Libero!
Sei nato da un Amore,
magari inconsapevole, secondo le frequenze  e le leggi dell’Anima, ma sei un Essere sacro, che niente e nessuno può assoggettare, secondo le leggi di un macigno o della Spada di Damocle.
I macigni di famiglia non sono stati causati da te, né mai lo saranno.

L’Amore crea  e lo fa con un atto spontaneo e generoso, volontario, come Qualcuno ci ha mostrato, originando la nostra Scintilla Divina.

Om Shanti!
Con Amore Ti degli Arcangeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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4 commenti

  1. Valentina

    Grazie Ti bellissimo articoloooo!!!!!
    Chiarezza vera e Luce è stata fatta 🤍🤍🤍🤍💛💛💛💛
    Io Sono Liberaaaa!!!!
    Libera Io Sono!!!!!
    Grazieeeee grazie di Cuore! Come Gandalf sei arrivata ancora
    grazie grazie grazie Sempre
    Un grandissimo e caro abbraccio
    Carissima Grande Ti
    💗🙏🏻☀️🌈
    ONORATA

    • *** ti degli Arcangeli

      Occhio ai cacciatori!
      Scherzoooo!
      Sono felice per questa tua serenità e per la gioia che sento “esplodere” dentro il tuo cuore, quando la lettura ti risuona.
      Buona serata!
      Om Shanti!!!
      E buonissimo volo…

  2. Mariano Francesco

    Il concetto originario di Famiglia ❤️ tutto ruota intorno all’ Amore più puro e pieno senza sorte di ricatto.
    Grazie Grazie Grazie sempre Dolcissima Anima sei sempre di grande aiuto con gratitudine un abbraccio grande di Luce e Amore incondizionato 🙏💙💜💚❤️🧡💛🤍

    • *** ti degli Arcangeli

      Eh sì, Francesco.
      Un Amore difficile da assaporare e cogliere, percepire, perché tutto il sistema, nei secoli ha concorso, con sagacia e costanza, a cercare di spegnere, screditare. rendere il più materiale e povero possibile.
      Ma tutto ora ri-nasce.
      Buona serata!

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