Il Valore delle parole

Pensare a ciò che desideri è faticoso.
In genere, se scegli di evitare di immaginare un elefante rosa è proprio su di lui, che finisci per focalizzare la tua immaginazione.
Nessuno ti accompagna durante la tua crescita, cercando di farti comprendere l’importanza e il potere creativo delle parole.
Ed è così che immagini e crei proprio quanto aborri.

Pensare a ciò che vuoi.
Pensare a ciò che sei e a chi sei.
Pensare a un sogno, il tuo sogno e dargli forma.
E’ stata creata, negli ultimi secoli, una sorta di magia del brutto, dell’orrendo, per indurci a generare solo fantasmi paurosi.
Oggi quindi ritorno a bomba su questo argomento, perché abbiamo bisogno di riflettere e di farlo bene e in fretta, sul “come usi/usiamo le parole”.
Forse qualcuno di voi sta sentendo per la prima volta questo discorso sui modi di pensare, ma chi mi segue da tempo, sa che spesso mi soffermo sul potere creativo della parola e sulla fatica di servirsene in maniera veramente piena e divina, presente e costruttiva.

In questo articolo desidero parlare della parola perché spero di contribuire a crearti consapevolezza, tanto da indurti a generare, solo ciò a cui vuoi realmente pensare.
Un mostro o un angelo, sappi che sei tu a “originarli”, a dare loro forma e corpo nelle tue giornate, in base a come ti esprimi e alle parole che scegli di usare.
Le parole sono ciò che ci distingue da tante altre forme di vita.
Qualcuno direbbe che le parole sono ciò che ci rende “umani”.
Hai un cane, oppure un gatto?
Se li osservi con attenzione, ti sarai sicuramente accorto che sia l’uno che l’altro dicono un sacco un bau o miao, diversi l’uno dall’altro.

Se chiedi al tuo gatto se ha fame, ti risponderà in un certo modo, utilizzando il suo miagolio con una certa intonazione, proprio come è diverso l’abbaiare del tuo cane quando ti fa le feste, rispetto a quando ti chiede di farlo uscire, per rispondere a un urgente bisogno fisiologico.
Sebbene molto intelligenti, però, né l’uno, né l’altro si servono del vasto mondo della parola, prerogativa unica dell’essere umano.
Un noto linguista ha detto che la Lingua è la “caratteristica nucleare”, che ci rende esseri umani.
Tu non puoi fare a meno delle parole, eppure spesso le usi, come se le estraessi da una sorta di cilindro, senza dare loro il giusto peso, mentre esse sono di “vitale importanza”.
La lingua ci accompagna da sempre, in pratica da quando nasciamo, ma proprio per questo ne sottovalutiamo la “forza generante”.
Ogni parola ha una serie spesso molto ampia di significati.
La prima cosa che tu fai, mentre ti servi delle parole è quella di metterle in gioco per descrivere la realtà che ti circonda.

Ogni parola ti permette di restituire la realtà, a chi ti sta intorno, perché metti delle sorte di cartellini ovunque, su tutto quello che si trova nel tuo circondario.
D’altro canto, chi ti ascolta, ti comprende, perché esiste un tacito accordo sul senso, sul valore di ciascuno di quei cartellini.
Quello di cui ci serviamo è un “codice” condiviso.
A te serve, come a tutti, la parola per “descrivere” la realtà che ti circonda.
Ora, visto che la realtà cambia in continuazione, anche la lingua, cambia di continuo con lei, per poterla “descrivere” al meglio.
La lingua ti serve per comunicare con chi appartiene a quella che un tempo avresti definito la “gente della tua tribù”.
E tribali siamo ritornati ad essere, nel modo di gestirla.
Usiamo le parole senza alcuna reale “consapevolezza”, soprattutto oggi, quando viviamo in una situazione di estrema “precarietà” creativa e il burattinaio gode di questa sorta di “ignoranza” della massa, rispetto al codice verbale e alla sua “potenza”.
Il come ti esprimi ha la sua importanza.

Le parole che usi possono creare o distruggere una certa realtà e consentire o vietare il raggiungimento di un certo obiettivo.

Questa ignoranza del suo potere creativo, in realtà la estendi ad ogni tuo vissuto e a quello di chi ami e ti vive accanto.
La svalutazione di molti ragazzi è spesso legata alle scelte lessicali dei genitori e degli adulti in generale.
Usare il verbo essere al posto del verbo avere o possedere è un classico.

Non sono bravo”.
“Mio figlio è testone”
“La mia compagna è lunatica” … e così potrei offrirti altri cento esempi, in merito ad un uso inadeguato.
In realtà ciascuna delle persone menzione “non è” non brava, testona o lunatica, ma semmai ha un comportamento, in alcuni frangenti di questo tipo, ma non in assoluto, quindi non è corretto dire “é”, ma semmai “ha”.
Questo modo di esprimersi , crea, perché ogni parola ha un potere, una forza generante, una vibrazione, un’energia.
Un bambino che fin dalla tenera età vede la sua “identità” riconosciuta con un aggettivo sminuente, come appunto può essere la parola “testone”, si identifica a lungo andare con questa caratteristica e sostituisce la sua “Essenza reale” con questa creata e indotta dalla forza e dal senso di questa parola.

La Lingua poi ti permette di scoprire chi viaggia sulle tue frequenze, cioè chi appartiene alla tua “stessa tribù”.

Ogni parola che usiamo è anche un vero “atto d’identità”.
Dico chi sono e in cosa credo o non credo.
Parlare del futuro, che ci attende,  come se fosse una sorta di buco nero, evidenzia che assecondo il pensiero comune della massa, non solo: mi fa creare o concorrere a creare quella sorta di “buco nero”.
Perché?

Perché la parola è la bacchetta magica che mi è stata data per “contribuire alla creazione divina”.
“Il verbo si fece carne”.

Tutto quello che dici ha un peso, un grosso peso.
Il burattinaio conosce perfettamente la “povertà” animica, per non dire umana e ne gode.
Lui dà semplicemente il là, con affermazioni, decisioni, frasi dette o mezze dichiarazioni e l’accrescimento della sua eggregora distruttiva, compete poi al popolo “inconsapevole”, ignorante, che parla, dice, dà corpo a ciò che ancora non è, semplicemente usando le “parole sbagliate” per la causa che teme, ma alimenta.
Pensa all’elefante rosa.
Si tratta di una sorta di gioco del domino.
Basta dare il là, poi le pedine si atterrano da sole.
Dovremo essere a stadi ben superiori nella nostra ascesa, verso la quinta dimensione, ma questo “contributo” alla causa altrui, ci sta rallentando.
Ecco perché oggi ti invito a porre maggiore attenzione a cosa dici e a “come lo dici”.

Per conseguire invece un obiettivo, divino, ricorda che ti possono venire in aiuto tutte le affermazioni, i pensieri positivi, le preghiere, le frasi, le numerose meditazioni, le parole ripetute e cariche di valenza e potere vibrazionale positivo.

Invece di dire che non ne usciremo mai, inizia a dare vita a quello che realmente desideri, per esempio sostenendo che le cose stanno funzionando; cerca tutte le occasioni per fare sfoggio delle parti migliori della nostra lingua, perché si crei una realtà radiosa, luminosa, creativa secondo Dio e non secondo il buio.

Inizia a riprogrammare il software della tua mente, se vuoi che si crei un Mondo Nuovo, il più rapidamente possibile.

La maggior parte delle persone viene spinta, inconsapevolmente a pensare sempre e solo alle cose di cui ha paura, alle cose di cui si preoccupa.

Io spesso ripeto, a chiunque si lamenti per questa situazione umana assurda, che è tempo di iniziare a pensare alle cose che amiamo, a ciò che vogliamo, al futuro che desideriamo.

Pensa e parla delle cose che ti appassionano, per irradiare energie pulite, positive, per percorrere altri sentieri, in serenità e in salute.
Usare bene la parola, ti rende creativo, ti offre il giusto slancio e accresce la tua sicurezza.
Lavorare in maniera consapevole sulle parole, sulla lingua e sul come utilizzare entrambe è “vitale” in questo momento storico.
La ripetizione poi, di questa nuova dinamica è molto importante, perché il cervello, risponde bene alla ripetizione, alle immagini e alle emozioni e ti consente di rendere “normale”, ciò che ora può essere più affaticante, perché non ti appartiene.

Quando riesci a diventare consapevole che tu non sei i tuoi pensieri, riesci ad allontanarli da te, a lasciarli uscire dalla tua vita, a lasciarli andare come fossero palloncini che ti scivolano dalle mani.
Puoi fare molto, ma devi sceglierlo e iniziare a creare nuovi pensieri,  a percorrere nuovi sentieri, scegliendo solo tutto ciò che contribuisce a far nascere e crescere quello che tu vuoi, che tu desideri.

Vuoi che tutto sia nella Luce?
Contribuisci a generarla!

Con grande Amore e Amorevolezza
Ti degli Arcangeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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3 commenti

  1. Valentina

    Ok Ti, voglio contribuire a generarla la Luce!!!
    Iniziamo a creare nuovi pensieri!!! Grazie Ti!
    Grazie di cuore!!!
    Sei Ancora arrivata come Gandalf Il Bianco!!!
    Grazie grazie grazie!!! 💖

    • *** ti degli Arcangeli

      💖💖💖💖Namasté1
      Sicuramente … è una prerogativa del Cielo…

  2. Mariano Francesco

    Generare Luce autentica non deviata con l’ utilizzo Amorevole di pensieri e parole grazie sempre carissima Ti ti voglio bene 🙏🪶✨💞🦋
    Un abbraccio grande fraterno di Luce e Gioia cara Ti e a tutti voi
    ❤️🙏
    Pace Bene e Luce🙏🦋❤️
    Aguyjevete 🙏❤️✨🪶🦋

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