Intervista particolare all’Arcangelo Uriele

CUORE Fiorito

“Quando senti di non essere più dipendente da nessuno,
dentro di te nascono una quiete, un silenzio e un abbandono profondi.”

Osho

Ciao Dolcissimo Arcangelo Uriele, ho deciso di rivolgerti alcune domande relative all’egoismo e al volersi Bene.
Tu sei l’Arcangelo preposto ai tempi nuovi ed è a te, oltre che agli Arcangeli Gabriele e Raffaele, in modo speciale,  che noi dovremmo rivolgerci per crescere e cambiare …
Cosa significa essere egoista?
Quali sono i tratti e i comportamenti di una persona egoista??

“Ben venuta e benvenuti a tutte le persone di Fede che ora leggeranno e parteciperanno quindi a questo nostro dire.
Sono tempi questi particolari, in cui la persona stenta a trovare la propria via, per quanti consigli e quante occasioni essa riceva da noi, … così è e si mantiene spesso smarrita, anche più intensamente rispetto a prima.
Tu sai che questa parola, egoista, viene spesso usata nel vostro linguaggio e serve ad indicare molte situazioni, non sempre tutte consone alla realtà che il termine stesso dovrebbe indicare, attestare.
Egoista è colui che vive solo per sé ed i propri comodi.
Ve lo rendo in modo semplice come :”Sto in me”.
E’ esattamente il vivere in modo non conforme e contrario al vostro percorso e scuola animica, quando, prima dell’incarnazione, foste Uno nel Tutto e Tutti nell’uno.
Ciascuno di voi, risponde in modo forte ed intenso a questo suo modo di essere, esistere e vivere, perché ogni volta che si muove, parla, dice, pensa in questi termini, va contro alla Luce che dovrebbe permearlo ed appartenergli.
Chi è l’Egoista?
E’ semplicemente colui che chiede sempre e non da mai o forse, in rarissime eccezioni e pochissimo.
E’ un male tipico e contagioso dell’Uomo, soprattutto del vostro secolo.
Se una persona ha bisogno, l’egoista non lo nota.
Se una cosa deve prendere il via non se ne lascia coinvolgere, neppure lontanamente, se non per un ritorno ben preciso, per esempio di genere economico.
Egli chiede, pretende, critica spesso, se non sempre, nella piena inconsapevolezza del suo esistere, ma nulla fa di suo e chiede agli altri ciò che egli non da mai.
Così si cresce e ci si consolida.
Una persona che ama in modo incondizionato, perdona amorevolmente anche chi la danneggia, soprassiede a tante tantissime situazioni non è egoista, lo è mai stato e mai lo sarà.
Alcuni tra di voi Guerrieri nella Luce, veri cultori dell’Amore, hanno modificato atteggiato, mentre altri lo modificheranno, spinti dai fatti, ma  nessuno di voi sarà e conoscerà mai l’egoismo, anche se, parenti e conoscenti, o amici, abituati a sfruttare chi lavora in modo animico li stanno criticando e ingiustamente aggredendo.
Presto però ogni cosa sarà chiara e chi ha sparso mala semente verrà aspramente punito.
Al contrario, le giovani generazioni, mal educate, sono vere maestre in tutto questo e tra le due, maschi e femmine, le femmine lo sono ancor di più.
A loro tutto sembra dovuto.
L’egoista non si accorge di nulla e perde Amore alla fine anche verso se stesso; dissanguato dal suo stesso agire, egli arriva ad accusare gli altri di essere manchevoli verso di lui.
A lungo andare, giorno dopo giorno, egli perde la sua Luce animica e quindi percepisce il tutto in uno stato anomalo, una specie di insoddisfazione generale, anche verso sé, che esprime poi riversando sul prossimo le sue inadempienze e manchevolezze, sotto forma di critica gratuita, aggressività verbale e a volte fisica.
O Anime di Luce, tagliate da questi episodi e prendete le distanze da persone siffatte, le quali stanno vivendo un grandissimo disagio interiore, che si aggancia alla rabbia ed esplode poi nella violenza pura e inaudita.
Guardate la cronaca, se non credete, e conferma ne avrete a volontà.
Anche nelle vostre piccole realtà, vale a dire nei vostri Paesi terreni, per quanto non si registrino alte temperature, le quali in genere accendono gli animi, noterete situazioni di sofferenza ed intolleranza.. .
Questa gente inacidita  è prossima, come tu ben sai ( si rivolge a me),  alle più grandi e gravi forme di reazione, se non viene accudita ed accontenta nei suoi desideri.
Voi madri terrene, in particolare, siete state educate a credere che l’Amore filiale comporti  il “soccorrere sempre il proprio cucciolo”.
Questo non è affatto vero, ma la vostra cultura, soprattutto occidentale ed Europea, vi ha indotto a questo.
Amare significa dare.
Dare comporta aprirsi all’altro e quindi ai suoi bisogni reali.
Voi state soddisfacendo bisogni che, tre volte su quattro non sono assolutamente bisogni o non lo sono più, vista l’età del figlio.
Osservate una mamma leonessa.
Parliamo di un felino che non riceve, in genere supporto maschile, ma solo, in alcuni casi  dalla parte femminile del gruppo, quindi di una creatura che sola sorregge la prole, come molte di voi donne.
La leonessa osserva il suo piccolo, a volte con fare un po’ distratto; il piccolo la cattura, ma non completamente, com’è giusto sia.
Essa fa parte di branco e non se ne distacca mai: una parte di lei è presente e attiva alla vita sociale, mentre l’altra osserva il cucciolo giocare e crescere…
Lo guarda, ma lo lascia fare.
Se capitombola, litiga o altro, la madre non interviene …
Al massimo espone il suo parere contrario agli accadimenti emettendo un miagolio – soffio, che attesta la sua contrarietà.
Se il piccolo, in alcuni momenti della giornata ha richieste supplementari di cibo e giochi e la disturba lo scaccia, senza mezzi termini.
Ogni cosa ha i suoi tempi e spazi.
Voi umani vi fate cavalcare dai vostri figli e non li staccate mai.
Essi sono autonomi da voi, già dall’atto della nascita, ma il distacco fisico ombelicale non sembra avvenire realmente e il legame permane quindi sia nella vita emotiva, che eterica, ingenerando una forma di attaccamento .
I figli sono creature venute al mondo grazie a voi, attraverso di voi, ma indipendenti.
Ciascuna ha un suo compito, un suo tempo, un suo spazio e … un suo “libero arbitrio”, che presiede e governa il suo tutto, la sua SS. esistenza.
Voi, se cadete in schiavitù degli egoisti, vivete per le poche persone che vi attorniano e che avete generato e vi dimenticate il vostro vero percorso e cammino.
In questo modo vivete per il solo vostro mondo terreno e per niente altro, perdendo tempo dietro alle schiere di egoici, che popolano il pianeta.
Non sciogliete mai quel legame ombelicale che il gesto fisico dovrebbe recidere.
Questo rende voi poveri succubi e loro tremendamente “egoisti e richiedenti”.
Una madre ha il dovere di tirare fuori dal figlio le sue “abilità“, a tutti i livelli, partendo da quelle animiche, ma non di portarlo sulla schiena fino allo sfinimento e all’annientamento, che del resto i figli terreni non notano nemmeno, presi dai loro soli ed esclusivi bisogni.
Anche la legge non vi aiuta, perché vi fa rispondere per essi fino ad un’età sconsiderata, cosa che non dovrebbe assolutamente essere.
Qualsiasi cosa un ragazzo faccia è scelta e responsabilità sua, a meno che non glielo abbiate imposto e/o  ordinato.
Anche un bimbo di tre anni, che scende dalle scale, contravvenendo o non rispettando le indicazioni genitoriali è il “solo e unico responsabile delle sue azioni”.
So che la vostra mente così non valuta e non lavora, ma così è già davanti per primo al Padre vostro Altissimo.
Egli è buono e misericordioso, ma ognuno di voi ha la sua responsabilità, indipendentemente dall’età anagrafica.
Ogni nuovo nato, deve crescere rapidamente, svezzarsi, essere accogliente e amorevole.
Questo significa muoversi per primo all’interno del suo nucleo familiare, senza ricevere solleciti di alcun genere, levarsi come gli altri, ascoltare, obbedire, fino a quando decide di restare nel suo ” branco di nascita”.
Perché mi comprendiate: se un figlio non vi ascolta, pretende, chiede continuamente qualcosa, anche solo il vostro tempo ed attenzioni, si lamenta spesso, contravviene le vostre disposizioni e nega quanto avete concordato insieme, crescendo dorme fino a tardi, non fa nulla se non glielo richiedete più e più volte, non si attiva per staccarsi dal gruppo e si sente eroico perché ha un piccolo lavoro o ha fatto qualcosa … è un egoista.
Non sente quando gli parlate, interviene ad aiutare di mala voglia e solo se invitato, spesso più e più volte … quello è un esempio di cosa sai l’egoismo.
Da adulti, questi cuccioli d’uomo, tendono ad essere aggressivi, pretenziosi, subito sfiniti e non riescono e non riusciranno mai a creare ambienti equilibrati e duraturi, in nessun ambito, partendo da quello affettivo, dove  si accoppieranno solo tra simili e quindi la convivenza diventerà impossibile, fragile, temeraria.
Staccate questi individui e fateli precipitare, perché solo così impareranno il senso vero della parola Amare, cresceranno e diventeranno adulti, consapevoli delle priorità di ogni giorno e del valore vero del loro e Vostro Esistere.”

Ma una madre o un padre, che non rincorrano il figlio o altri membri della famiglia nei bisogni, dai più semplici ai più complessi, diventano in automatico per la nostra realtà odierna genitori, figli, persone distratte e poco affidabili.
Cosa mi puoi dire di questo?

“Un animale di 15 anni è dipendente?
Può esserlo rispetto al branco, ma, in genere no!
A seconda delle specie, anzi,  ha ormai svolto il suo cammino appieno ed è già in fase discensionale.
Voi avete ritmi di crescita fisiologica più lenti, nei quali il corpo dovrebbe essere solo l’involucro, lo scatto finale, del vostro processo evolutivo, mentre il resto dovrebbe già essere attivo e operativo da parecchio tempo prima.
Al contrario, coltivate parecchio il corpo ed i suoi bisogni, con attività fisica, lezioni di vario tipo, prestazioni sportive … tutti aspetti sicuramente positivi, ma purtroppo prevalenti, se non addirittura unici e dimenticate che la Vostra Anima è il punto di partenza e di arrivo vero di ogni processo e stato dell’Essere.
Così si ingenera uno squilibrio enorme, un’incapacità gestionale del tutto e una involuzione forte dello Spirito incarnato.
Senza quello l’egoismo imperversa, perché mancano le Virtù, grande bagaglio animico, disperso lungo il vostro cammino di crescita, iniziale.
Voi state operando sessualmente con sempre più largo anticipo, mentre perdete tutti gli altri aspetti: animico, emozionale…. e questo ingenera una crescita disarmonica generale, dovuta quindi ai processi educativi che attivate.
Questo fa di voi una specie unica nel suo genere e molto corrotta ed egoista.
Siete come fuochi, che vengono lentamente spenti; qualcuno prima dell’ingresso a scuola, qualcun altro in itinere, altri durante l’adolescenza.
Per questo stanno venendo questi tempi.
L’aver fatto così per tanto tempo, soprattutto a partire dalle vostre rivoluzioni tecniche e tecnologiche, industriali, ha ingenerato un ulteriore rallentamento e peggioramento sociale generale.
Il malessere, anche del Pianeta, è proprio frutto dell’egoismo più esacerbato ed esacerbante.
Siate nuovi, anche e soprattutto come genitori, perché l’idea che avete dei vostri ruoli è sempre più confusa e meno proficua.
Staccateli da voi!
Pensate a soli 40 anni fa, mi rivolgo soprattutto a chi tra voi era già nato: avevate chi vi svegliava tutte le mattine e vi ricordava i vostri doveri e diritti?
Oggi voi lo fate, perché altrimenti i vostri piccoli non sanno mai cosa fare e come comportarsi …
“Ascolta la maestra!”
“Sii educato!”
“Non parlare!”…
Essi hanno ben radicati quelli che ritengono “diritti”, ma nulla posseggono dei loro Doveri.
Perché??
Forse perché voi li ritenete vostre propaggini e vi sentite sempre in ogni caso e situazione responsabili per loro, ma non è così.
La stessa cosa accade anche tra persone legate da vincoli di sangue e questo perché reputate il sangue superiore al legame animico, in realtà  il vero e solo che dovreste coltivare in maniera illimitata, per tutta la durata del vostro tempo di soggiorno terreno, è proprio quello animico.
Se faceste così,  non avreste abbandoni, né situazioni di disagio, quali quelle che voi avete avuto nei tempi passati e oggi ancora di più, visto che i vincoli consanguinei stanno mutando e soffocando, giustamente, perché basati su forme ammalate di amore e parecchio sull’attaccamento, che però è altra cosa e andrebbe evitato.
Se voi andate al lavoro, avete una persona che tutte le mattine vi ripete tutto per filo e per segno cosa fare??
Solo per consegne nuove, diverse dall’ordinario, giusto?
Anzi, se qualcuno vi ripete un fatto, un comando, un’informazione per più volte, vi sentite presto molto infastiditi e subito pensate che vi sta “Scocciando” e che non siete scemi,  o sbaglio??
Ecco, pensate ora alle varie generazioni …
Quando uno di voi, deve essere riprogrammato tutte le mattine è come una macchina guasta o “deficitaria”.
Eppure i vostri figli li trattate così e di conseguenza si comportano e poi diventano  così.
Ma l’Anima che li dovrebbe governare non era così alle sue origini, avvolta com’era in un Amore e Luce immensi, che successivamente si perde in tutto questo processo distorto di crescita,  da essere incarnato.
Sareste felici del vostro computer e del suo sistema operativo  se doveste riprogrammarlo ad ogni accensione???
Ecco, credo ora abbiate capito …”

“Effettivamente le tue parole sono taglienti e veritiere.
Cosa fare allora?”

“Educateli da subito ed evitate di ripetere loro sempre le stesse cose.
Una cosa detta, sia tra adulti, che tra adulti e piccoli, io te la affido, quindi tu ne diventi responsabile, promotore, sostenitore, sia in mia presenza, che assenza.
Io ti sto ora rispondendo a nome del cielo tutto, domattina sarebbe giusto se tu mi rifacessi le stesse domande o io ti ripetessi tutto per filo e per segno??
Quanto detto, dovrebbe essere parte dell’altro e non richiedere nulla di più.
Consigli, inviti o altro, secondo la legge divina,  vengano detti per tre volte,  non più di tre volte.
Se poi, ritornando a voi,  il piccolo arranca e sbaglia, motivatelo con il rinforzo emotivo di fronte alle conquiste, ma non sostituitevi mia e poi mai a lui.
A mano a mano i piccoli crescono, ogni compito spetta a loro, non a voi per loro, come invece accade.
Pensiamo all’esperienza scolastica …
Anche in questo ambito,  il controllo di tutto viene demandato a voi, ma non dovrebbe esserlo …, non dovrebbe avvenire nei termini odierni.
Nello sport, scendete forse in campo a calciare per vostro figlio, o a fare canestro o saltare dal trampolino?
Lo potete incitare, nei giusti termini, consigliare, consolare, rinforzare, ma giocare … spetta a lui e solo a lui..

E allora, perché questa regola non vale per il resto???”

“Credo che noi genitori non sappiamo Amarci…
A questo proposito, la frase che talvolta voi ci ripetete :”Devi imparare ad amarti”, che cosa ci invita a fare?
Cosa significa nella vita pratica?”

“Esatto!!
Vi è stato fatto credere ed inculcato che il Bene dell’altro sia essere sempre presenti,  agire per lui, ripetergli tutto fino allo sfinimento e arrivare sempre comunque e dovunque…
Non è vero, non funziona assolutamente così.
Date loro compiti e fatelo subito, il prima possibile.
Lasciare che il piccolo regga il biberon e si disseti da solo non è un disonore per la madre, che oltre tutto nel frattempo può fare altro.
Insegnargli a riordinare le sue cose, quando ha il controllo motorio è buona regola e darà sicuramente molti e vari frutti.
Educarlo ad attraversare senza metter in pericolo né la propria vita, né quella altrui è cosa eccellente.
Pretendere partecipi alla vita di famiglia apparecchiando, sparecchiando e anche, perché no cucinando e/o cucinandosi qualcosa non è assolutamente indecente, anzi …
Voi, al contrario, li allattate fino a tempi indeterminati, li tenete nel vostro letto fino ad età spropositate, vi sobbarcate del riordino di tutto e di tutti gli spazi, fino allo stremo, pensate che non possano adempiere a più di un compito per volta, quindi se studia, non gli chiedete altro, con il solo risultato che, se non ama questo tipo di impegno o è un’Anima lenta, presto tralascerà anche quel compito e diventerà sempre più inetta, dimentica, … quella che voi chiamate lazzarona…
Ma un buon atleta lavora sodo, tutti i giorni e fino a ché vuole essere e restare un campione o uno sportivo che offre valide o validissime prestazioni.
Quindi distribuite e date compiti, da assolvere, sempre, ogni giorno, alcuni proporzionati alle abilità in atto e altri incentivanti, perché si cresce nello sforzo, mentre il vostro motto è:
“Mio figlio non deve provare quello che ho patito io!!”
“Lui non deve faticare come me!”
Perché?
Voi siete quel che siete grazie a quello che la vita vi ha proposto e a come l’avete affrontato e superato.
Voi oggi, cercate di scremare tutto: il dolore fisico, la fatica, l’impegno, l’attenzione, l’attesa, la mancanza, il lutto … e il “latte” con cui li nutrite è quindi  povero di tutti quei principi nutritivi indispensabili.
Ricordate: non c’è un atleta senza una palestra!!
E con questi incarichi voi addestrate lo Spirito prima ancora del resto!!
Senso del dovere.
Pazienza!!
Capacità di ascolto.
Rispetto.
Dovere …
Non potete avere “generazioni palestrate” e pronte ad affrontare la vita, se non li addestrate.
Già date poco alimento alla vostra parte spirituale, se poi perdete di vista e tralasciate le Virtù …
Chi tra di voi punterebbe, in una scommessa all’ippodromo , su un cavallo che non è mai uscito dal box e non è stato nutrito a sufficienza e in modo adeguato???
State sicuramente comprendendo…
I muscoli, partendo da quelli primari, vale a dire la propria Anima, il proprio Spirito, vanno educati da subito, per primi e in modo continuo e costante.
Poi il cuore, la mente, il fisico …dovranno anch’essi  essere intensificati come tutto e sostenuti, dallo Spirito.
Se non educate, cioè non tirate fuori con i dovuti allenamenti, il DNA si impoverisce e tende a scomparire; è così che quello che era attivo fin dalle origini ( es. la mia famiglia ha bisogno di me …) non esiste più e quindi avete “macchine difettose” che voi spingete, per evitare che facciano troppa fatica.

Vi faccio un altro esempio, partendo dalla vostra vita reale.

Il primo anno della scuola materna un bimbo di tre anni, in genere non sa ancora attraversare la strada da solo.
Accompagnatelo, ma incominciate a fargli portare il suo zaino.
Non pesa dieci Kg.
Cosa potete fare di corretto?
Calibratelo per lui e poi metteteglielo comunque sulle spalle.
Rinforza le gambe e lo responsabilizza.
Intanto, nel corso dell’anno di frequenza,  incominciate a farlo divenire più vigile e autonomo: dategli indicazioni precise sul come fare per esempio ad attraversare una via poco trafficata e poi stando un poco discoste o senza tenerlo per mano attraversate  vicino, ripeto senza tenerlo per mano …
Quando lo farà bene, passate ad altro, magari in una via a maggiore percorrenza e poi, a mano a mano, lo porterete ad attraversare anche una strada molto trafficata.
Se non lo abituate avrà sempre bisogni di voi!!
Giunto alla scuola elementare, se non sussistono condizioni particolari, sarà autonomo per spostarsi da solo.
Quaggiù, sembra che tutto concorra a rendere involutiva la fase di crescita umana e che gli interventi già rari vengano fatti solo per creare ed accentuare gli attaccamenti, le fragili ma perduranti connessioni umane e quindi portino solo alla deresponsabilizzazione e alla scarsa autonomia.
Gli zaini, che hanno sostituito altri contenitori per i libri, sono spesso pesanti e allora i  genitori portano lo zaino ai figli,  li accompagnano a scuola, con qualsiasi tempo e stagione.
Al minimo accenno di affaticamento relazionale ed emotivo intervenite …: a volte giudicate perfino la valutazione e l’operato del maestro, vale a dire dell’esperto a cui affidate vostro figlio.
Una donna giudica il  meccanico a cui affida la sua auto o lascia a lui di fare il suo giusto lavoro??
Com’è che uno tra i compiti più difficili, per il quale molte persone serie lavorano, viene invece così aggredito e “consigliato?”
Mi spiego: a nessuna donna verrebbe in mente di correggere il proprio meccanico, ma la maestra o il maestro del figlio sì …
Pensateci!!!
A ognuno il “suo mestiere!!”
… e crescere i bambini è uno tra i più belli e delicati, soprattutto in una società in cui l’adulto genitore ha perso il suo equilibrio e pretende dal contesto, ciò che dovrebbe chiedere a suo figlio.
Non potete creare forza e rinforzo, se non allenate.
Tutto va allenato: mente, corpo, cuore ed Anima, …ricordatevelo e anche nell’eventualità che qualcosa tra educatore e figli non passasse in modo fluido, ricordate che trovare la soluzione ad un problema aguzza l’ingegno e rende responsabili, fa crescere.
E’ la fatica che vi fa crescere tutti, figli inclusi!!
Anche le normative sociali stanno concorrendo allo sfaldamento della forza base del Nuovo Mondo: i bambini!!!
Oggi, infatti, è la scuola stessa che richiede  all’adulto con figli frequentanti la scuola anche primaria, che debba accompagnarlo e lo vada a riprendere, obbligatoriamente.
Questo non li aiuta e non vi aiuta a scioglierli dal sé materno, il quale, per far fronte ad un lavoro esterno alla famiglia, ai bisogni familiari – parentali, alla casa e ai figli entra in un vortice in cui fatica a trovare equilibrio e ad avere una chiara percezione del giusto, del limite invalicabile.
Scattano pensieri ed emozioni nei quali la donna si sente inadeguata e quindi bisognosa di recuperare in qualche modo terreno.
E’ così che inizia ad educare scendendo a continui compromessi con sé e con l’altro…
La donna, lasciata sola a gestire la crescita sia fisica, che emotiva e spirituale della prole, stenta a riconoscersi e riconoscere il proprio ruolo univoco e così dovendosi attribuire anche elementi che spetterebbero alla parte maschile, si sente sempre più affaticata e ha come unico pensiero quello di non far provare al figlio, futuro adulto, le sue stesse fatiche e senso di stanchezza e manchevolezza.
Anche in palestra, per uno sviluppo armonico, dovete allenare tutta la muscolatura, attraverso varie tecniche e grazie a vari attrezzi.
La stessa cosa nella vita reale, quotidiana.
Siete così, madri e padri avvolti nella nebbia e faticate a vedere oltre il vostro naso.
Ecco allora spuntare tutta una serie di comportamenti che non sostengono né allenano voi e vi impoveriscono di quella parte di voi stessi, che unica vi dovrebbe sostenere: l’Amore per sé.
Che cos’é???
Per farvelo intendere potrei paragonarlo all’impulso primordiale,  alla sopravvivenza.
Avere Amore per sé è saper tenere l’altro fuori dai propri spazi vitali, ciò significa che l’altra persona non deve mai mettermi nella condizione di sentirmi oberata, aggredita, soffocata da lui, dalle sue richieste e bisogni.
Voi che state leggendo, e a volte vi siete stupiti delle mie parole… , pensate alla vostra realtà e rispondete a questa mia domanda semplice semplice …
“Quante volte di fronte ad un figlio che vi chiede di portarlo da un amico per un compleanno, chiedendovi quindi di rivedere il vostro calendario – impegni,  già stracolmo, tra mamma, suocera, palestra del marito, allenamenti dell’altro figlio/a, pianoforte … vi siete sentiti mancare il fiato, come se qualcuno vi avesse afferrato per la gola?”
Ecco questo è un chiaro sintomo che aggredisce la  ” persona che non si ama”.
Avete chiare manifestazioni  di affaticamento da attaccamento e sindromi varie.
Non amarsi è così, è dimenticarsi di sé.
Sentirsi affaticato, oberato, stracolmo …
E’ vivere con l’acqua alla gola.
Significa non aver mai finito di pensare agli altri…
Potrei raccontarvi tante, tantissime cose, ma voglio portare a conoscenza dei lettori, un episodio che tu ben conosci, perché risale alla tua infanzia…
Quando eri più piccola, vicino alla casa della tua bisnonna c’era una vedova con 9 figli; era un caso unico, uno dei pochi esemplari sopravvissuti ad altri tempi, di madre prolifica.
Quando passava davanti al giardino dove tu giocavi, la osservavi … e la vedevi mangiare, tutte le mattine, di gusto, una barretta  di cioccolato e ti meravigliavi, perché le donne di casa erano solite regalarle cibi, abiti e denaro per i suoi bambini e ti chiedevi perché sprecasse denaro per prendersi quel dolce, quando stentava a sfamarli tutti…
Un giorno essa si fermò a parlare con la tua nonna e la bisnonna e la sentisti dire così:
“Mangio questo cioccolato, prima di arrivare a casa, perché sennò dovrei darlo a loro, ma sono tanti e non saprei a chi darlo …
Così me lo mangio io, perché me lo merito!
Io sono più importante di loro!!
Senza di me, loro finirebbero in orfanatrofio”
Ricordi come ti scandalizzasti di fronte a quelle parole?
Noi ti spiegammo e con un certo lavoro comprendesti che quella donna aveva perfettamente ragione…
Tu faticavi a capire le nostre spiegazioni, perché quaggiù si dice che chi ama deve essere pronto a sacrificarsi per …
In realtà lei aveva capito la vera filosofia dell’Universo e il suo NON ERA EGOISMO, ma sana prevenzione.
I piccoli hanno bisogno della madre, quindi essa riservava per sé una stecca di cioccolato che le dava forza, quella forza indispensabile per provvedere poi a loro …
Questo significa Prendersi cura di sé, amarsi, per poi prendersi cura degli altri…
Faticoso, vero?
Sì, per ciò che vi è stato inculcato nel tempo, sì, …ma reale, indispensabile, oggi più che mai.
La figura femminile poi è la più portata a queste forme di annientamento e disamore al sé, per le più svariate motivazioni.
Ora vi lascio con tanta serenità nell’Anima, nella speranza che possiate far tesoro delle mie parole e raddrizzare lentamente il vostro timone, per giungere ai lidi attesi e più consoni.
Abbiate cura di voi e rendete forti i vostri Spiriti, nella Preghiera con amorevole fede, ora e sempre, per poter essere buoni “educatori/ educatrici animiche”, prima ancora che padri e madri.
Grazie! Grazie! Grazie!
Dio vi Benedica tutti e in speciale modo Te, dolcissima luce Divina tutta!
A presto miei devoti.

Vostro affezionatissimo Arcangelo Uriele, qui per servirvi ora e per sempre.”

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com
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