
Apprezzarsi.
Gran bella parola, non trovi?
Letteralmente significa “darsi un prezzo”, quindi riconoscersi un “valore”.
Valore ed autostima vanno a braccetto.
Avrai sicuramente sentito, ripetuto e ricevuto il messaggio che bisogna imparare ad apprezzare sé stessi, ma tu, per primo, ti sarai detto che non sempre è così facile.
Se le circostanze della vita ti sono state amiche e favorevoli, probabilmente non avrai problemi di sorta e ti stimerai, dandoti il giusto valore, quello che a tuo dire, ti meriti, ma se hai vissuto esperienze che ti hanno sovente fatto dubitare della tua importanza e quindi del tuo inestimabile valore, forse oggi sei ancora “affaticato” e non sai come cambiare la tua situazione.
Cosa noto lavorando soprattutto con i ragazzi?
Che mancano spessissimo di autostima.
Tra loro c’è chi, spinto solitamente dalle famiglie, si sopravvaluta e vive i suoi conseguenti disagi e chi si disistima e vive, di conseguenza, altri disagi.
Quali sono i peggiori?
Beh, difficile a dirsi.
Il giusto valore di sé è un aspetto molto importante, ma abbastanza faticoso da riscontrare e da coltivare.
Chi riesce ad apprezzarsi veramente?
Chi è stato apprezzato e quindi coltivato nella giusta maniera.
Imparare ad apprezzare sé stessi significa trovare il modo, qualunque cosa ci accada, di cogliere se stessi come persone che meritano, che meritano al pari di tante altre.
Viviamo in una società dove la competitività è estremizzata, dove vanno solo i tipi “fighi”, da tutti i punti di vista, i così detti “popolari” e stiamo creando una fragilità umana inaudita, soprattutto tra i più piccoli, che noi crediamo forti, mentre in realtà soccombono sotto le nostre molteplici richieste.
Se fosse possibile vedere oltre, ci accorgeremmo di quanto è faticoso sia per l’adulto, che per il ragazzo, o il bambino, sentirsi apposto con queste premesse.
Sapere e quindi vivere con la convinzione di non essere inferiori a nessuno, sapere di essere individui di grande valore, per la nostra origine divina, capaci di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati, senza patemi, anche con i propri tempi.
Non servono bugie e sotterfugi per valere e non devi temere il confronto, perché sei unico e quindi non confrontabile, ma questo nessuno te lo rammenta, anzi.
Come dice l’aforisma iniziale di Buddha, meriti amore, affetto stima, perché sei una “parte della Luce di Dio”.
Tutti lo siamo, ma spesso non ne siamo minimamente consapevoli, anche perché ci confrontiamo in maniera distorta e veniamo educati a non saperci ricordare e riconoscere nessun tipo di valore.
Quando chiedo ad un ragazzo con quali frasi un adulto si rivolge a lui, solitamente mi rispondono:” Con rimproveri”
“MIA MAMMA MI SGRIDA SEMPRE”.
“Sa profe che mio papà, al posto di essere contento per l’82, mi ha detto che potevo prendere di più?
Ma se ho studiato come un pazzo e l’ho tirata matta nelle ore di studio assistito per sto benedetto compito di mate!!! E mio papà non me lo riconosce e chiede di più”.
Qui sta il punto.
Da piccoli sono spesso riempiti di elogi, anche se le eccezioni non mancano.
Poi, crescendo, a scuola i nostri piccoli Einstein ci deludono, e allora ci rivolgiamo a loro solo per sgridarli e far loro notare ciò che non va e non sanno fare.
E così li perdiamo.
Non ci ascoltano più, tanto siamo come dischi rotti, che ripetono sempre le ultime 3 note e contribuiamo con tanta forza a creare disistima.
Bastone e carota? Passati di moda. Eppure erano il modo per ricordarci di allungare la carota per ottenere …, che non significa né lasciarli fare, né dar loro sempre ragione, come fa qualche genitore.
A casa impazzisci, ma di fronte ad un altro adulto che ti chiede ragione e collaborazione, riportandoti alcuni comportamenti scompensati di tuo figlio, tu adotti l’unica strategia che conosci: negare, negare sempre, negare anche l’evidenza, fino al giorno in cui, di fronte ad una marachella di tuo figlio, più grossa del solito, ti troverai a capitolare e dover trovare sostegno da chi avevi abiurato.
Lo so, è un bel casino.
E’ un casino tutto questo sistema ed è un casino, per niente facile da prendersi in carico, il dover aiutare a passare da un’autostima bassa a una forte o il dovere, in prima persona, fare questo salto di qualità.
Se sei piccolo hai bisogno di un supporto in più.
Se sei adulto, puoi farcela, se lo vuoi, ma ti richiede molto impegno, amorevolezza personale, accoglienza, tanta pazienza, senza scoraggiamento, e tempo, tanto tempo.
Possibile?
Sicuramente sì.
Nulla è impossibile, di ciò che è pensabile.
Si tratta di arrivare a creare un ponte tra un passato, che probabilmente non arriverai a vedere sempre nella luce piena, come fosse giorno, al tuo oggi, con serenità, dando un senso anche a ciò che apparentemente un senso ( come dice Vasco) non ce l’ha, anche se così non è.
Non ti autocompiacerai per tutto e per tutti, ma vivrai ora al meglio.
L’importante è che ti accorga che molte tue fatiche sono proprio legate a questa tua “origine”, a questo tuo “non metterti il giusto prezzo.”
Confucio diceva:
“Non preoccuparti se gli altri non ti apprezzano. Preoccupati se tu non apprezzi te stesso.”
Immagina di essere un oggetto in una vetrina.
Per quanto tu possa essere di fine fattura, fatto con materiale di pregio, magari in forma artigianale, se il tuo prezzo è troppo basso verrai osservato con sospetto dai più e sicuramente ulteriormente sminuito da chi ignora il valore di certe cose.
L’ignorante non sa prezzare, e segue la “filosofia” che le cose di valore hanno un costo, sennò sono “tarocche”.
Se ti deprezzi, verrai deprezzato, anche perché la tua energia sarà di conseguenza.
Non ti credi tu per primo degno di lodi ed attenzioni e tutto di te ne parlerà, inclusa la postura, il timbro della voce, le modalità con cui ti muovi ed agisci, la mimica del volto e il come gesticoli … Tutto dirà di questa tua fatica nel credere in te stesso.
Come apprezzarsi dunque?
Semplice. Essere e fare solo se stessi. “
Ma tiiiiii
Come se fosse facile!!!”
Lo so e lo dico con convinzione, perché ci sono passata, altrimenti non sarei qui a parlarne in maniera così intensa e convinta.
Essere sé stessi, lo so, non è per niente facile!!!
Non lo è soprattutto perché in genere, chi non si apprezza, alle spalle un numero infinito di volte in cui ha sperimentato e attivato, come unico e supremo modo di sopravvivere, proprio quello di dismettersi, di smantellarsi, di smettere di essere se stesso.
L’ho vissuto come moglie e prima ancora, sotto altri aspetti, come figlia.
Chi ha difficoltà interiori crea ambienti faticosi e restrittivi e cerca di dominare l’altro, per sentirsi forte, per darsi un valore a modo suo.
Quando cresci in un ambiente troppo critico, non è facile coltivare la fiducia in te stesso. Tu accetti e divieni vittima connivente.
Ho detto poco fa di ciò che riscontro tra i ragazzi, ma potrei parlare di me e del pessimo rapporto che ho avuto a lungo con i miei capelli ricci, di un riccio instabile, che mia mamma trovava sempre spettinati.
Oggi ho una chioma stupenda e ne vado fiera, ma ho portato a lungo i capelli a spazzola, tutti in piedi, con quei tagli da marins, perché un cm in più poteva essere “disordine”.
Non riesci ad apprezzarti se tutti ti fanno sentire come la campana stonata o lo zoccolo di turno e arrivare ad imparare che tu sei nato così, perché qualcuno ti ha trovato bello/a così, beh, ne passa un po’ di tempo, ma ci arrivi e allora devi solo metterti in gioco, perché “nessuno al di fuori di te, può crederci più di te” e quando te ne accorgi, anche gli altri incominciano a guardarti con occhi diversi.
Ti minimizzi.
Cerchi di svanire, sparire, non apparire.
Ma quando il riscatto parte e trova spazio in te, allora tutto veramente cambia.
Allora non ti inviti più a startene buona, in disparte, come Cenerentola.
Non pensi ogni volta che ti viene un’idea che sia solo una cretinata.
Incominci, a poco a poco, prima in sordina, poi, lentamente in maniera più decisa, in un crescendo di forza interiore, anche in spazi e luoghi più aperti, meno intimi e quindi “acquisti volume”, trovi il tuo giusto posto e finalmente vivi.
Vivi, come non hai mai fatto e sei felice e sei sereno e sei TU.
Semplicemente tu.
Inizia a farlo in situazioni poco compromettenti e poi vai, non fermarti mai, continua per la tua nuova strada, prosegui, prosegui così.
Ci vuole forza.
Ci vuole costanza.
Ci vuole convinzione ed ora tu ce l’hai e niente e nessuno possono più fermarti.
Se cadrai, sappi che fa parte del gioco.
Permettiti anche questo.
Non aver paura.
Non temere la sconfitta, ricorda sempre che “nessuno può credere più di te” in te stesso e nei tuoi sogni, che tu ti meriti, ti meriti proprio esattamente come tutti, come tutte le persone.
affronta questa paura.
Sconfiggila!
Non c’è fallimento, ma solo esperienza.
Non c’è rovina, ma solo un nuovo inizio.
Non c’è se non ciò che tu vuoi e che permetti sia.
Tutti possiamo scivolare; questo fa parte del tutto, del gioco.
La caduta ti permette di ricominciare, raddrizzando il tiro, per arrivare appieno al tuo bersaglio ed in minore tempo.
Se sai di aver compiuto un gesto inadeguato, ecco che sollevi il braccio e, come un arciere, correggi la tua traiettoria.
Se ciò non fosse stato, avresti perseverato secondo il vecchio schema.
Tutto ha un senso, quindi entra nella convinzione che anche ciò che pare darti contro, ti sta solo facendo un favore.
C’è una tale ossessione per il successo che i nostri ragazzi stanno soffocando sotto il peso del sentirsi inadeguati, sempre.
C’è il panico del ”non me la sento, non ce la faccio!!!”.
Un successo è sempre frutto di studi, aggiustamenti del tiro e tanto esercizio e quelli che tu definisci fallimenti.
Queste dinamiche, se prendono piede, ti smontano pezzo a pezzo e ti rendono un oggetto senza valore, in una vetrina Tiffany.
Sappi che la vetrina c’è, per farti tirare fuori tutta la tua Luce, quindi, perché tu, data un’occhiata intorno, ti metta in gioco e dia solo il meglio di te.
L’umiltà, quella dote divina che prima avevi usato come scudo, per giustificare ai tuoi occhi certe tue posizioni, ora scopri che può essere vissuta da un’altra prospettiva e tale prospettiva è magica, perché non si tratta di dire sì a tutto e tutti, come facevi un tempo, ma è capire il tuo valore, dargli il giusto peso e quindi spazio.
Nasce così sempre più intenso, prima un calore e poi un amore verso te stesso, amore che ti porta nella giusta maniera anche in direzione degli altri, riuscendo ad accettare anche bene i limiti di questa umanità, un po’ stonata, perché ne sei parte.
Lei, come te, come tutti, ha le sue carenze e sue lacune.
Accettale in te stesso e accetterai quelle di chi ti vive accanto o incontri.
Se provi un amore intenso per te, si smorza la paura di non farcela, di essere inadeguato.
Certo, lo so, ci sono anche condizioni che l’esterno ti passa, limiti che altri ti mettono su un piatto d’argento, ma tutti sperimentano questa cosa, nessuno escluso.
Se ci passi, ne conosci le dinamiche e sviluppi appieno te stesso e quindi poi cammini fiero e più tranquillo, portando al Mondo ciò che sei e tu sei.
Sei Luce.
Sei Amore pieno.
Sei voglia di vivere.
sei gioia.
Tu sei TU, semplicemente tu e di questo devi esserne orgogliosamente “fiero”.
Amorevolmente ti
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Articolo semplicemente stupendo.
Grazie Ti degli Arcangeli.
Un abbraccio grande di luce e cuore ❤