
Lavorare e poi lavorare e ancora lavorare.
La frenesia imperversa per un buon motivo.
Già, bastasse lavorare, l’aspetto ancora più “compromettente” è che l’uomo si trova a lavorare, in una sorta di vortice, dentro il quale deve esaudire innumerevoli richieste, spesso tra loro contradditorie.
Le richieste mutano nel tempo e sovente, soprattutto negli ultimi 3 anni, paiono un inno all’imbecillità più spudorata.
“Fai questo! E fallo così!”
Ma cosa fai? Non così, cosà!”
Un anno e quello che prima veniva risolto in questo modo, ora viene svolto in maniera diametralmente opposta.
E non solo…
“Forza, compila questo e poi riempi quello e poi spedisci quest’altro e se ti avanza tempo, leggi e sottolinea questo documento e poi fammi un piccolo prospetto. Grazie!”
Un numero spropositato di richieste, ogni giorno.
Perché? Perché questa sorta di centrifuga, pare aver avvolto ogni ambito e settore lavorativo, soprattutto là dove c’è contatto diretto con il pubblico?
Si tratta di una delle tante “STRATEGIE”, molto sottili e proficue, che rientrano in una sorta di PROTOCOLLO attivato con l’intento di ottenere e mantenere il controllo mentale del collettivo, vale a dire di tutte le perso_ne.
La prima strategia, quella più gettonata e attiva, è quella del stanchiamoli e “Distraiamoli tutti!”
L’elemento primordiale su cui accampare il proprio potere è la strategia della distrazione, chiamata così, proprio perché consiste nel DISTRARRE, nel deviare l’attenzione del pubblico o con un surplus di richieste o con vero e proprio “decentratore di focus”.
C’è un problema importante che vuoi che passi sottobanco?
Per esempio qualcosa che desideri ottenere a livello politico o economico?
Riempi l’opinione pubblica di richieste e d’informazioni “insignificanti”, inondali come un fiume in piena di cose da fare, oppure di notizie spazzatura o di falsi allarmi.
Le persone hanno sete di fatti di pessimo gusto o di “problemi” e tu allora glieli crei e li monti come panna montata, per distrarli.
Questa strategia è anche ottima, funzionale e indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali in diverse aree, vedi nell’area della scienza, oppure dell’economia, della psicologia, o in merito alla neurobiologia e alla cibernetica.
“Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali; si tratta di una frase chiara, riportata nel testo: “Armi silenziose per guerre tranquille”.
Un secondo punto di questo Protocollo, riguarda il CREARE dei problemi, all’apparenza insormontabili, per poi DARTI la soluzione.
E’ un vero e proprio metodo, applicato in diversi ambiti e quindi anche in ambito governativo.
Si chiama: “problema- reazione- soluzione”.
Se vuoi ottenere qualcosa, ma sai che l’opinione pubblica ti boccerebbe, perché la situazione che verresti a creare, otterrebbe la reazione popolare, allora Tu gli crei il problema, lo fai a regola d’arte, e poi, dopo un po’ che la gente annega in quella situazione, ecco che prendi delle misure restrittive, all’apparenza utili per arginare e risolvere la situazione.
Fai accogliere quelle misure che non accetterebbero mai, perché ora risultano inevitabili.
Un esempio?
Fai dilagare la violenza, lasci che ci siano attentati, aggressioni, episodi sanguinosi, con lo scopo che il pubblico arrivi a chiederti leggi sulla sicurezza e tutta una serie di politiche a discapito della libertà.
Un altro aspetto, sovente utilizzato, è stato quello di creare crisi economiche, per far accettare, come un bene indispensabile, o come un male necessario, la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
Al terzo punto troviamo poi la GRADUALITA’.
Ne ho parlato tempo fa, si tratta in pratica del sistema conosciuto come la finestra di Overtone
Per far accettare delle misure inaccettabili, basta applicarle gradualmente, a contagocce, magari per anni, consecutivi.
Si applica la legge del chiudere la finestra a poco a poco, in modo che quasi non ci si accorga di quanto sia in essere, per poi arrivare ad avere la finestra completamente chiusa.
Durante il periodo tra gli anni 80 e 90 è così che si è creato il Neoliberismo, cioè tutta quella serie di condizioni socio-economiche radicalmente nuove, con diverse privatizzazioni, uno Stato minimo, parecchia disoccupazione, salari bassi, parecchia precarietà e lavori proposti in una formula nuova e senza dignità.
Se questi cambiamenti fossero stati introdotti tutti insieme, avrebbero provato una rivoluzione.
Applicati gradualmente, poco a poco, hanno creato un sistema, secondo una logica del profitto, ottenendo ciò che si voleva, privando di diritti e di rispetto l’essere umano.
Un quarto aspetto è quello di presentare una scelta “impopolare”, come dolorosa, ma ineluttabile, come necessaria per il futuro, ottenendo l’accettazione pubblica, per bene comune.
Se … verrà richiesto un sacrificio.
E’ più facile accettare un sacrificio come possibile in futuro, che un sacrificio nell’immediato.
Lo sforzo immediato, ti spinge già a sudare, mentre se lo ipotizzi, per un tempo imprecisato, la massa, ha sempre la tendenza a sperare, ingenuamente, che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe benissimo essere evitato. Nel frattempo si creano episodi alterni e poi alla fine ecco la richiesta, la soluzione finale, ineluttabile.
Si tesse un ordito, per dare tempo all’opinione pubblica di accettare e di abituarsi all’idea del cambiamento, che verrà accolta, con rassegnazione, come ultima spiaggia, quando arriverà il momento.
Far leva sull’aspetto emotivo.
Creare una condizione emotivamente impattante, per sfruttarla a proprio vantaggio.
Sfruttate l’emozione è una tecnica che manda in corto circuito l’aspetto razionale.
Salta allora qualsiasi forma di analisi e di senso critico dell’individuo.
Inoltre, utilizzare l’emozione apre, anzi spalanca la porta dell’inconscio e così ci puoi impiantare o iniettare qualunque cosa.
E’ così che si è agito in questi ultimi 3 anni, impiantando attraverso la paura, idee, desideri, comportamenti, azioni e risposte compulsive.
Rivolgersi alle persone, come se fossero bambini
Le notizie e le forme pubblicitarie più usate, infatti, si servono di frasi minime, discorsi sintatticamente poveri, presentati da personaggi di scarso spessore, ma amati dal grande pubblico, a cui si fa seguire il luminare del sistema, che dopo aver dato poche parole incomprensibili, abbassa il livello, utilizza un’intonazione particolarmente infantile, con una modalità affranta e quasi debole, come se gli mancassero i mezzi per far fronte al problema.
L’ascoltatore o meglio lo spettatore, viene trattato al apri di un bimbetto di pochi anni.
Più si vuole ottenere e più desiderare avere, più si cerca d’ingannare lo spettatore, abbassando i livelli e usando volutamente un tono molto infantile.
Perché?
Se vieni trattato con tono materno, come fossi un bambino, i tuoi sistemi, suggestionati, ti porteranno ad una risposta o una reazione proporzionata all’età, quindi senza alcun tipo di filtro critico, in piena accoglienza, di “fiducia”.
Un altro aspetto del protocollo è quello di creare e mantenere nell’ignoranza e nella mediocrità
Le perso-ne devono sapere poco, per esempio devono essere incapaci di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il controllo e la schiavitù.
Ecco perchè anche a scuola vige la politica del promuovere, abbassando l’asticella.
Ci vuole un’educazione che conduca in una certa direzione, e che mantenga nella mediocrità, così che il dislivello tra chi conduce e chi segue, sia incolmabile.
Creare una politica sociale in cui ci si gondola nella mediocrità.
Pensa a quanti spettacoli di bassissimo livello, che danno l’impressione di chiedere la tua opinione, mentre tutto è pilotato a far emergere la stupidità.
Spingere il pubblico, soprattutto più giovane, a ritenere che la fatica è inutile, che va bene ed è di moda essere volgari, stupidi e ignoranti…
Poi, quasi in cima alla classifica ecco che svetta la “colpevolezza o meglio l’auto_colpevolezza
Fare in modo che ogni individuo si creda sfortunato, disgraziato, poco intelligente o altro, così che accolga qualunque cosa, come una sorta di accanimento e non si ribelli.
Fai di lui un problematico, una persona priva di autostima, con un forte senso di svalutazione, sempre pronto ad incolparsi e a cercare consensi, perché non abbia mai il coraggio, nemmeno di pensare ad agire contro qualcosa, di cui pensa di essere l’artefice, così che non agisca mai.
E senza azione, non c’è rivoluzione!
Ultimo passaggio.
Fare in modo che l’individuo non si conosca, mentre il sistema lo conosce anche nei più piccoli particolari.
Quanti esperimenti condotti, attraverso i così detti “fenomeni di massa”, per verificare fino a che punto sia possibile spingersi, quali siano le reazioni possibili, in quali condizioni scattano.
Dietro certi suicidi e comportamenti, soprattutto giovanili, deviati, quanti studi condotti nell’ombra, per studiare la mente e la psiche umana!
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato una spaccatura netta, tra le conoscenze della collettività, manipolate, anche in ambito spirituale, e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alle Nuove scienze, come la neurologia, la biologia, la psicologia applicata, il “sistema” ha raggiunto una conoscenza molto avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica.
E’ strano da dire, ma, anche grazie alle notizie che vengono fornite in mille modi, pensando di servirsi della rete, l’utente è stato usato per una raccolta costante e spasmodica, di informazioni.
E’ così che il burattinaio, conosce i suoi burattini, mentre il burattino non sa chi è e sta ancora cercando il colpevole fuori di sé.
Il sistema, è così che, riesce a controllare la persona, per i suoi fini o scopi, molto di più e meglio, rispetto a quanto non sappia e non riesca a fare la persona su di sé.
Ora, tutto questo è utile per capire che più grande è la pressione, esercitata attraverso questo protocollo, più importante è l’occasione che viene offerta all’Uomo di RIUSCIRE, attraverso l’Amore verso di sé a riscattarsi e a capovolgere tutto quanto, fendendo il buio e accecandolo.
Il burattinaio non pensa che il burattino sappia diventare un Bambino Vero, ma la “storia” del Burattino, insegna.
Siamo qui per questo e se siamo stati scelti per questa missione, significa che siamo in grado di portarla a termine.
Le missioni speciali sono sempre state affidate a “corpi speciali”, quindi anche oggi l’addestramento procede.
Buon cammino!
Con Amore Ti degli Arcangeli!!
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Buongiorno cara Ti esprimo il mio completo legame al tuo pensiero ognuno deve svegliarsi e in amorevole convinzione che può e deve esercitare la sua Libertà Divina.
In gratitudine un abbraccio grande di Luce
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E’ TEMPO!!!
Grazie Ti, grazie! Sia Rivoluzione della Luce nella Luce per La Luce!!!!!! Accecante per il piccolo buio ✨🙏🏻✨
L’Era della Luce è quì ora ✨✨✨✨✨
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Un abbraccio grande 💖✨🌠🌸
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Anche a te.