
“Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo
e ciò che potremmo diventare.”
(Ben Herbster)
Essere o non Essere?
Il dubbio amletico ha indubbiamente un potente significato e si integra molto bene con la citazione che ho scelto per questo articolo.
Spesso ci discostiamo dal “nostro reale modo di essere” per la paura che comportano le “trasformazioni, le variazioni, le modifiche necessarie per divenire creature piene e nuove.
In realtà ogni cambiamento della vita che ci spaventa e’ positivo, perché ci trasforma e ci fa crescere. Dobbiamo solo imparare ad accoglierlo con fiducia e con la convinzione, reale, che sono i cambiamenti della vita ad avvicinarci al nostro percorso “universale”.
La vita è un continuo cambiamento: cambiano le situazioni, le persone, le relazioni, il lavoro, il clima, il nostro stato d’animo.
Negli ultimi anni la velocità con cui accadono le cose e cambiano le situazioni di vita e ambientali è aumentata sensibilmente ed i cambiamenti che coinvolgono la nostra vita a vari livelli sono all’ordine del giorno.
Il problema è che ogni cambiamento ci fa paura e questo non dovrebbe accadere, se non fossimo stati educati, da secoli, a ritenere che solitamente le variazioni giungono per portare cataclismi e dolore.
Nulla di più sbagliato!
E’ guardare la realtà sempre e solo da un’angolatura distorta.
Al contrario variare, proprio come per i cibi è salutare.
Ecco perché:
1.Il cambiamento ci cambia interiormente.
Il cambiamento inevitabilmente non cambierà solo la nostra vita, ma cambierà proprio noi stessi.
E, putroppo, la cosa che ci intimorisce è proprio il solo pensiero di cambiare, o perché stiamo bene oppure crediamo di stare bene nella situazione in cui ci troviamo o perchè sai quel che lasci, ma non ciò che troverai…
Ma non abbiamo forse fatto dei cambiamenti anche per essere ciò che siamo , vale a dire le persone innamorate, dolci, semplici, sorridenti, disponibili, altruiste … che siamo oggi?
Il cambiamento ci aiuta a evolvere, a crescere, a diventare pienamente noi stessi.
2. L’incognita del cambiamento ci riserva ANCHE il positivo
Basta pensare a una “variazione sul tema” sul come viviamo, per sudare e temere il peggio.
Portare cambiamenti nella nostra vita spaventa, di qualunque tipo essi siano.
L’ignoto ci terrorizza, ma perché?
Forse perché proviamo questo sentimento verso tutto ciò che non conosciamo.
Perché?
Forse per i rischi a cui potremmo andare incontro?
Se è per questo la saggezza popolare ci ha sempre suggerito che la “fortuna aiuta gli aiudaci”, cioé chi osa.
Se non rischiamo non avremo ricompense, come dice il proverbio “chi non risica non rosica”.
Quindi, perché non provare a salutare l’ignoto come una meravigliosa opportunità, che ci consentirà di raggiungere la nostra pienezza, vale a dire il punto in cui dovremmo essere, per “Essere Noi?”?
3. La sicurezza del cambiamento
Se ci fermiamo a pensare, anche quando ci coglie il ghiribizzo di dare una sterzata alla nostra vita, riflettendo con calma ci vien da pensare: “Sono pazza.
A me piace la mia vita!
Perché cambiarla?” (oppure il mio compagno, il lavoro, le amicizie, l’auto, la città, …).
Siamo esseri umani e ci abituiamo facilmente alla metodicità ( ecco perché facilmente ci “ossidiamo”, come sostenevo in uno degli articoli dei giorni scorsi): la routine ci piace, ci da sicurezza, ci impedisce di temere; adoriamo le comodità della nostra casa, apprezziamo la nostra città, anche se senza alberi, caotica e amiamo le nostre situazioni personali, sia belle che brutte, perché le conosciamo e sappiamo perfettamente cosa ci riservano.
Adoriamo sapere tutto in anticipo: che cosa, dove, chi è chi, e quando fare cosa.
Il cambiamento è sregolatezza; lui modifica tutto questo.
Ci scuote dalla nostra zona di oasi e ci fa precipitare nello spaventoso mondo del disagio interiore, esteriore… generale.
Ma se non lasciassimo mai la nostra zona di “apparente relax”, non riusciremmo a crescere e resteremmo standardizzati a vita, come persone che si pettinano allo stesso modo per tutta la loro esistenza.
Dobbiamo imparare ad essere abbastanza coraggiosi da muoverci verso lidi sconosciuti senza remore, timori, tremarelle varie.
Dobbiamo imparare ad aver fiducia nel salto che ci attende ed essere consapevoli che il cambiamento è una costante, e quindi dobbiamo anche iniziare a lasciarci andare e a non far di tutto per evitarlo.
Questo è il tempo in cui è importante, più che mai, essere consapevoli che l’unica certezza è il cambiamento ed imparare ad accoglierlo con la consapevolezza che la vita è meravigliosa e magica nelle sue variazioni e nei suoi mutamenti ciclici.
Insomma, credere con tutto il cuore che ogni cambiamento ci porterà ad una crescita e ci avvicinerà un po’ di più al percorso della nostra vita.
Ho letto:
“Quand’ero giovane ero un rivoluzionario
e tutte le mie preghiere a Dio erano:
“Signore ,
dammi la forza di cambiare il mondo””.
“Quand’ero ormai vicino alla mezza età
e mi resi conto che metà della mia vita era passata
senza che avessi cambiato una sola anima,
cambiai la mia preghiera in
“Signore, dammi la grazia
di cambiare tutti quelli che sono in contatto con me.
Solo la mia famiglia
e i miei amici, e sarò contento””.
“Ora che sono vecchio
e i miei giorni sono contati,
comincio a capire quanto sono stato sciocco.
La mia sola preghiera ora è:
“Signore, fammi la grazia di cambiare me stesso”.
Se avessi pregato per questo fin dall’inizio
non avrei sprecato la mia vita”.
Da “Il canto degli uccelli” di Anthony de Mello
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