La selezione naturale.

E’ tempo di smetterla di seguire l’onda che ti trascina a giudicare ogni evento, persona e azione, in essere, da una prospettiva critica e atta a crearti un “alibi”.
Basta alibi!

E’ questo il moto del Guerriero e il motto che deve contraddistinguere chiunque oggi appartenga all’antica e somma conoscenza dello spirito.
Basta fermarsi a perdere tempo nel giudizio e nel cercare il colpevole per quanto sta accadendo.
Siamo sotto una sorta di ipnosi collettiva, una specie di bolla nella quale ci si guarda con diffidenza e ci scanna a vicenda sulle responsabilità, sempre chieste agli altri e mai a te stesso.
Perplesso?
Pensa allora alla realtà di una famiglia e a come un genitore con un figlio problematico, sia solito parlarne con l’altro genitore.
Questa persona si esprime pressapoco così:
“Guarda tuo figlio cos’ha fatto!”
“Tuo figlio”.
Già, siamo talmente abituati a scaricare la colpa sull’altro, a delegare ogni forma di responsabilità, che siamo pronti anche a disconoscere la paternità o la maternità in essere, pur di salvaguardare la nostra immagine.
Farsi carico di un evento, di una reazione, di un pensiero, di una scelta, di un’azione, di una dinamica irrisolta o di qualsiasi situazione problematica non ti trova mai disponibile, non gode mai della tua presenza, né la tua benevolenza.


Perfino quando vivi in una situazione affettiva e relazionale al limite, sei disposto ad ammettere che tutto potrebbe mutare, se solo “TU” decidessi qualcosa di diverso, se tu infilassi la porta e ti allontanassi da quella donna o da quell’uomo, se tu prendessi una decisione.
“Non posso perché lui, perché lei,… perché mio padre, perché i bambini…”
Mai che tu abbia il coraggio di dire: “Non posso, perché non ho le palle per farlo!”
“Non posso, perché non voglio farlo!”
“Non posso perché non me la sento”.
“Non posso, perché non ne sono capace!”
Vivi di alibi e di capri espiatori, perché così sei stato educato.
Sei velocissimo a puntare il dito fuori di te, entrando in una sorta di babysitteraggio delle responsabilità.
Basta!
Basta prenderti colpe che non hai.
Basta farti carico di ciò che non ti appartiene.
Basta scaricare a destra e a manca le tue debolezze.
Basta!!
Questo è il tempo del “niente alibi!”
E’ scegliere di entrare sulla reale e antichissima frequenza del Guerriero, il quale lavorava su di sé, lavorava alacremente per sconfiggere i propri mostri interiori, per essere un vero campione, senza alibi, senza scuse, senza scogli a cui aggrapparsi.
Solo con le proprie paure.
Solo con le parole roventi del proprio silenzio.
Solo con la grandezza e la debolezza del proprio cuore, della propria mente e della propria Anima.
Tu hai una mente, ma possiedi anche un cuore, che è più forte, più potente della tua mente, se solo glielo consenti.
Lei, la mente, ti dice di aspettare, ti induce a rimanere, ti solletica a dare la colpa al prossimo, ma il tuo cuore sa, la tua Anima conosce il vero e ne soffre e ne rimane ferita.
Pensa al lavoro, al tuo lavoro. Pensa a quante volte sei e sei stato giudicante verso l’altro.
Lo guardi e di lui/lei dici e pensi: “Ma lui/lei, doveva fare questo e non l’ha fatto! Poteva fare quello e non l’ha fatto! Avrebbe dovuto fare così, ma non si è mosso/a”
L’altro.
E’ facile vedere le travi nella vita dell’altro e nella tua?
E se lui o lei non hanno fatto, tu, cosa fai e cos’hai fatto per evitare, per migliorare, per trasformare tutto quello che lui o lei non hanno saputo realizzare al meglio?
Certo, tu osservi e asserisci.
Tu pontifichi.
Tu punti il dito, ma non muovi un dito.
E’ facile sprecare energie in questo modo.
E’ normale per una società dove vige il “…ognuno incolpò qualcuno perché nessuno fece ciò che ciascuno avrebbe potuto fare.”
Ognuno di noi può fare ciò che serve, basta che si metta in prima linea e agisca e anziché aumentare le fila degli “ognuno che levano il dito per incolpare”, cioè per dare il sigillo della colpa, si metta dall’altra parte dell’asticella e faccia quello che va fatto.
Basta alibi!
Tutto o gran parte viene visto dalla pura e semplice prospettiva del “giudicante”.
Il Prof. del figlio avrebbe dovuto spiegare meglio, la tua compagna non avrebbe dovuto romperti le scatole, tua madre non avrebbe dovuto infierire, la macchina avrebbe dovuto funzionare, tuo suocero avrebbe dovuto sostenerti, gli amici dovevano condividere… e tu? Cosa avresti dovuto o potuto fare tu, che non hai fatto,  per cambiare ognuna di queste situazioni?
Criticare non serve.
Brontolare non risolve.
Accanirsi non muta le cose.
Restare fermi sulla propria posizione per partito preso, non porta nessuna forma di cambiamento, quindi… vuoi cambiare o voti per l’immobilità e per la fissità costante?
Ma se voti per non muovere un dito, sei pregato, ora come ora di tacere.
Se quello che stai riscontrando ti sta stretto, chi te lo fa conservare?
Chi ti impedisce di andartene?
Chi ti ferma dal fare?
Chi ti obbliga ad accettare quella situazione?
Tu! Tu conservi tutto nella stessa identica fissità.
Tu non giri i tacchi e non te ne vai.
Tu accetti quella situazione, contro la quale spendi fiumi di inutili parole che non modificano nulla, non creano nulla e non cambiano nulla.
Tu!
Tu parli a vanvera, seminando parole vuote e vibrazioni pesanti AL VENTO.
Tu stai lì immobile come uno stoccafisso e quindi alimenti e supporti una situazione che a parole disprezzi e critichi.
Tu non te ne vai.
Tu accetti ogni giorno di stare esattamente dove sei e con intorno le persone che dici di non volere.
Se hai dei colleghi che da anni ti ripetono: “… che schifo stare qui in pianura, in mezzo alla nebbia” e allo smog, invece al mio paese…
“Basta! “A questi colleghi oggi urla e consiglia: “Ma perché non te ne vai? Mi hai rotto!”
Se qui c’è un clima da schifo, ci sono persone pessime e il lavoro non va, perché non ti trasferisci dove tutto va a meraviglia? Te lo ha forse prescritto il medico di stare qui a romperci le scatole con le tue tirototele mattutine? Se al tuo paese va tutto bene, ritornaci! Ah, ma non c’è lavoro? Beh, allora forse non va tutto così bene, o mi sbaglio?
E’ più facile lamentarsi per il gusto di lamentarsi, e restare nella propria zona comfort.
Andarsene, vuol dire mettersi in gioco, vuol dire rischiare, vuol dire cambiare, vuol dire confrontarsi con una realtà dinamica, in movimento, una realtà che sicuramente si è evoluta, è cambiata, si è trasformata e forse potrebbe anche non essere più tanto semplice ed accogliente, come la mente ti dà a bere e questo te lo immagini.
Cambiare significa scegliere, significa uscire dalla fissità, cambiare comporta smetterla di soffiare al vento e muoversi, significa scendere in prima linea, farsi un “paiolo tanto” e rischiare.
Già, significa fare quello che non ti va di fare.
Scegliere di muoversi, significa imbracciare le armi e combattere veramente, significa entrare nella dinamica dell’Anima, senza alibi.
Devi essere un campione, ora più che mai.
Devi risolvere ogni problema che pensi di avere di fronte a te e farlo senza andare a cercare nell’altro un responsabile apparente. Ogni cosa che ti riguarda dipende da te, anche se preferiresti non fosse così.
Se non fai che lamentarti della tua compagna, abbi il coraggio di andartene.
Perché restare?
Si resta dove si sta bene.
Si va dove ci si sente a casa.
Si sta con chi ti dà serenità e ti permette di essere te stesso.
Si fa ciò che piace.
Si accoglie ciò che ti esalta e ti innalza.
Ti accompagni  con una persona piacevole, una persona che ti conquista per il timbro della sua voce, per la sua grazia, la sua armonia, la sua dolcezza, la sua capacità di accoglierti, la sua generosità, la sua capacità di innalzare le tue frequenze, per le cose che realmente condividete, perché ti piace, perché rappresenta per te un qualcosa di positivo, perché lei è tutto per te, anche nelle sue sfumature meno appariscenti o meno in bolla? Bene, allora stais icuramente a 100 e non hai nessun diritto e motivo di lamentarti.
Con lei non cerchi niente altro. Sei completo e sereno.
Non è così? E allora vedi di rendere tutto così, altrimenti taci e bevi, bevi fino a scoppiare, bevi fino a farti esplodere il corpo, ma smettila di ammorbare tutti con le tue lamentele, perchè gli altri ne fanno volentieri a meno.
Fai quella cosa perché ti piace, perché ti dà gioia, perché ti esprime, perché ti va, perché è per te un valore di inestimabile forza e grandezza e il farlo ti accresce, non ti sminuisce, non ti limita, non ti appesantisce mai? meraviglioso! Sei sicuramenteuna persona felice e realizzata.
Un campione, vero, non critica, ma si attiva per “rinforzare chi ha intorno”, se li vede in affaticamento, non per demolirli in maniera sterile, altrimenti non è una persona di valore, non è “un grande”, non è un Uomo degno di nessuna attenzione.
Quale capitano di una squadra spara sulla sua stessa squadra?
Basta! Zero colpe.
Le fatiche, gli sbagli, gli errori allora, non sono scogli insuperabili, né stanze buie, senza via d’uscita, ma sono solo stimoli, punti di partenza, elementi di aggregazione per fare squadra, per crescere insieme, per procedere, per andare oltre, per mettere in gioco nuove dinamiche e abilità.
Se ogni persona la piantasse di piangersi addosso e di riempire gli ambienti comuni con le sue lamentele inutili e le critiche gratuite, se ogni coppia incominciasse ad essere fiera dei propri figli e a farsene carico, sia con il vento favorevole, che con la tempesta, se ogni uomo amasse e accogliesse la sua donna per com’è, e se ogni donna fosse nell’amore divino con il suo uomo, e viceversa, che Luce emanerebbe il Mondo.
Brontolare non serve e se ti viene spontaneo farlo, significa che quella cosa non va e allora la devi cambiare, se vuoi Valere ee far valere il Mondo.
Sei un campione?
Sei un Guerriero?
Sei un atleta?
Sei solo una persona di Valore?
Allora dattelo sto valore, conceditelo!
Chiudi la bocca e mettiti a fare qualcosa di utile per te e per gli altri.
Non è vero che se anche ti attivi, le cose non cambiano.
Le cose non cambiano quando fai le stesse cose, fingendolo solo che siano diverse.

Se una realtà ti si ripropone e solo perché non hai capito e stai ripercorrendo la stessa identica strada, fatta dalle stesse identiche dinamiche.
Non è l’universo che si accanisce, ma sei tu che giri in tondo.
“No, ma è che…”
“No, ma è stato lui!”
“No, ma è colpa di…”
Basta! E’ ora di finirla.
Lui, lei?
Se da loro non viene nulla, mettiti in gioco tu, in prima persona e realizza quello che desideri, quello che ti piace, quello che vuoi o vorresti.
Quando tu desideri mangiare un piatto, non è forse vero che ti attivi per prepararlo o per poterlo in qualche modo mangiare?
E allora?
Perché non fai la stessa cosa in tanti altri settori della tua vita?
Se vuoi una cosa te la devi andare a prendere e se quella cosa non ti accoglie, bene, scuoti la polvere dai tuoi calzari e vai oltre.
Basta raccontarsi un sacco di storie e non uscire dal rondò.
Se un lavoro non ti soddisfa, cercane un altro o inventatelo.
Se vuoi una donna e lei non si fa avanti, chiedile direttamente se vuole starti accanto, sii chiaro con lei.
Se una situazione ti affatica vedi di risolverla e se servisse di prendere il largo.
Ogni se della Vita, attende un tuo passo e lo attende per sciogliersi e diventare una certezza.
I mediocri sono attratti dai mediocri, quindi è inutile che te la racconti.
Vuoi essere un campione? Basta brontolare, basta dare addosso agli altri, basta dire che in questo posto, in questo paese, in questa casa, in questa zona, in questo momento… Basta!
Qualunque attività tu svolga falla al meglio e prenditi la libertà di farla crescere e volare con te.
Qualunque sogno tu stia coltivando, credici e mettiti in gioco per realizzarlo.
Ogni cosa che non ti aggrada, allontanala, oppure risolvila e va oltre.
Se nella tua vita c’è un nodo, scioglilo!
In questo momento di fatica generale, non c’è bisogno di altra immondizia, ma di positività e di crescita.
E’ nella prova che si vede la grandezza, il coraggio e la portata morale di una persona e questa è una prova, una grande prova generale.
Cosa intendi fare?
Continuare a rompere le scatole e aumentare le energie negative o rimboccarti le maniche, allontanarti dal vecchiume che ti intossica e volare verso altri lidi, mettendoti in gioco per il tuo benessere personale e quello collettivo?
Se una persona cambio, ciò che gli sta intorno cambia.
Se dieci persone cambiano, già l’area si amplia.
Se 100 persone, se mille persone, se milioni di persone escono da queste vecchie dinamiche, la Terra acquista Luce e la Luce spezza le tenebre e crea nuove realtà e nuovi modi di vivere e di costruire ciò che ora non c’è.
Se sogni qualcosa che questo mondo non ha, datti da fare e sicuramente la realtà cambierà.
Amorevolmente ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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