La Stella Aime e Banano

Ci sono situazioni ricorrenti di fronte alle quali è forse più semplice osservarle come testimone, se le visiti attraverso una Storia ed è proprio così che è nato nel mio Cuore, il racconto odierno.
C’era un tempo e ancora oggi c’è un Mondo bellissimo popolato di Stelle.
Luminose, brillanti, sempre allegre e sorridenti esse avevano ed hanno il compito di rischiarare la Notte

e portare la loro profonda dolcezza sui Popoli e le Terre a loro affidate.
Tra queste numerose Luci, che possiedono tantissime dimensioni e sono tempestate di piccoli diamanti, ce n’era una davvero dolcissima. Amava i piccoli e le avventure e tutte le notti, non vista, rischiarava il loro sonno e sussurrava loro magiche storie.

Un giorno, o per meglio dire una Notte, Stella, a cui daremo il nome di Aime, vide un Uomo, un Uomo di nome Banano, che camminava lungo un piccolo sentiero. Come gran parte degli abitanti della Terra, lui era assorto nei suoi pensieri e la Stella, incuriosita dalla sua postura raccolta, lo seguì e non vista, gli portò un po’ della sua Luce, lungo il sentiero che conduceva alla sua abitazione.
Da quella sera, iniziò a cercarlo e a seguirlo, quando a una certa ora usciva dal suo lavoro. Era davvero affascinata dalla serietà con cui l’Uomo faceva qualunque cosa e a poco a poco, rimase affascinata anche dal modo “intenso”, con cui pareva affrontare la Vita.
Ai suoi occhi, Banano era come una sorta di Gigante. Magari un po’ ombroso, ma dopo tutto gli pareva come un uomo attento a ciò che succedeva intorno, fiero nel portamento e audace.

Sovente Banano, prima di rincasare, rimaneva qualche secondo appoggiato con le mani al cancello dell’abitazione, e guardava verso il cielo e così la Stellina iniziò a pensare che lui, come lei, amasse la volta del Cielo e le sue numerose Abitatrici, le Stelle, quelle dolcissime luci che dispensavano con Amore, Luminosità e Sogni meravigliosi, tanto che se ne innamorò.

Una Stella vive in alto, mentre gli uomini sono sotto la volta del Cielo, e popolano un Pianeta chiamato Terra, ma per lei lui era come fosse lì, a portata di mano, e lo contemplava con un grande sorriso, osservando con il suo Cuore, e godendo per ogni passo, movimento, sguardo di quell’Uomo, che Lei interpretava, non conoscendolo ancora.

Una Notte più chiara delle altre, mentre la Luna splendeva alta nel Cielo e tutte le Luci che trapuntano il Cielo sorridevano liete, la Stellina Aime prese coraggio e si abbassò, per poterlo vedere più da vicino, e il suo Cuore, nel farlo, sussultò lieto. Non aveva mai visto Banano così da vicino e per lei, quella notte, fu davvero magica.
Aime, contemplò ogni suo minimo gesto e movimento, dandogli un senso e un valore immensi.

La dolce Stellina, cercò di accarezzargli il viso, con un suo delicato raggio e quando le prime luci dell’Alba apparvero, quel mattino, fu con una certa tristezza, che rientrò nel suo Paradiso, in mezzo alle sue Sorelle, in attesa che la notte ritornasse veloce.

Ogni sera non vedeva l’ora di potersi accendere per contemplarlo, finché decise di chiedere il permesso al Re dell’Universo, per scendere sulla Terra e poter coronare il sogno di vivere accanto a quell’Uomo.
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Il Re, dopo averle a lungo parlato, e prospettato tutte le possibili fatiche, finì con il darle il permesso, confidando nell’immenso Amore che questa Stella portava in Sé.
Probabilmente lui era troppo diffidente verso gli Uomini e se la dolce Aime aveva visto, in quella creatura terrena tutti quei meravigliosi doni, poteva essere che ne esistessero davvero di Uomini rari e quindi le accordò il suo permesso.

Fu fatta una grande festa per salutarla e accompagnarla in questa sua impresa. Ogni Amica e Sorella Stella le diede un consiglio e una piccola scintilla, riponendola nel suo Cuore, affinché le fosse possibile brillare, anche una volta giunta a Terra.
E così Aime partì.

Le vennero date, al momento del passaggio, sembianze umane, quindi un corpo fisico, che la sua dolcezza e tutti i doni personali e quelli avuti in regalo, per la sua partenza, resero ancora più radioso.
Le ci volle poco per abituarsi a questa nuova modalità di vivere e così, ben presto, poté incontrare Banano, l’uomo che da un po’ portava dentro al Cuore.

Non appena lo vide di persona, le parve ancora più bello e ancora più “importante”.
Non era molto alto, ma questo ai suoi occhi non significava molto, perché anche il Corpo, che lei si era scelto per vivere quaggiù, era piccolo e minuto.
Anzi, questo fatto le sembrò un ulteriore dato a favore di questa loro storia. Il Padre delle Stelle, naturalmente, fece in modo che tutto fosse al meglio e così, in poco tempo, tra Aime e Banano nacque un’amicizia, che in poco tempo sembrò diventare qualcosa di più profondo, anche da parte dell’Uomo.
Lui le spiegava la Vita e Lei affascinata, assorbiva ogni sua parola, con estremo Amore.
Banano era davvero un principe ai suoi occhi innamorati e la incantava con tutte le sue spiegazioni circa la vita ed i valori utili per stare bene, per far carriera e formare una famiglia.
Ben presto quindi, l’affetto fu ricambiato e nacque davvero una famiglia, secondo le usanze terrene.

Arrivò il primo figlio e nonostante qualche nuova fatica, gli occhi della Stellina erano sempre adoranti per il suo Uomo. Vivere in tre era di certo più faticoso; le modalità del compagno ora, non erano sempre dolci e cariche di stima, come le “apparivano” un tempo, ma ai suoi occhi innamorati e al suo Cuore, quelle erano quisquiglie giuste e dovute alle nuove responsabilità e agli impegni che ora Banano rivestiva, per far vivere al meglio la sua famiglia.
Anche Aime lavorava da tempo e così ora tra casa, piccolo e famiglia allargata, di tempo ne restava davvero poco, ma lei cercava di vedere ogni cosa, come un momento magico, come il giusto frutto di questo impegno reciproco.
Il piccolo cresceva e con questo anche le dinamiche familiari andavano evolvendo. Banano era di certo un Uomo esigente e intransigente: il piccolo andava tenuto così, vestito in questo modo, educato in quest’altro.
I sistemi adottati dalla nostra Aime, per crescere il figlio, erano quelli che le erano stati trasmessi dal suo Popolo e dai suoi avi, ma per quanto fruttuosi, non parevano godere del sostegno di Banano, che voleva sempre, che le cose fossero fatte secondo i suoi pensieri e la sua consuetudine familiare.

A volte, per Aime era faticoso, ma in fondo era questo l’Amore, almeno così la dolce fanciulla, ora donna, pensava.
Passò un po’ di tempo e nacque un secondo figlio.
Un Nuovo piccolo da coccolare ed accudire, per Aime, e una responsabilità in più, per Banano.
Iniziarono allora alti e bassi, ma lei cercava sempre di sorridere e offrire il meglio, convinta che il suo Banano fosse dopo tutto presente e innamorato di tutti loro.
Sì, era sempre più esigente, ma questo atteggiamento era di certo normale e solo per il loro massimo bene.
Spesso ad Aime, affaccendata e sola, mancava il suo mondo e desiderava poterne parlare, anche solo un po’, ma qualunque cosa del suo vissuto lei cercasse di condividere, veniva in qualche modo spento, come denigrato e bloccato sul nascere. Pareva che l’Uomo non nutrisse alcun interesse per le sue origini e per come il suo Cuore le facesse vivere e “sentire” la vita e le emozioni, il lago immenso e infinito delle sue Emozioni.

Questo era di certo un aspetto po’ faticoso, ma in fondo Banano spesso portava i figli a scuola, presenziava con lei alle riunioni e pareva attento e in fondo in fondo, abbastanza disponibile, oltre che vigile, quindi stargli accanto, valeva di certo qualche sacrificio.
Aime, mentre sbrigava le sue numerose incombenze, di tanto in tanto, incontrava qualche persona che sembrava parlare la sua lingua; allora per Lei era una festa indescrivibile e cercava di “parlare” con il Cuore, com’era nella sua natura, ma tutto durava poco, perché appena Banano se n’accorgeva, la redarguiva e le faceva notare che quelli erano persone perse, oppure fuse, gente alternativa, poco affidabile e persone di poco conto e di certo, da non frequentare.
“Bisogna vivere con i piedi piantati per terra e il naso ben puntato in avanti, non con queste grullerie per la testa”, andava ripetendo Banano e così ogni frequentazione, nel giro di poco tempo, sfumava e si restava con i suoi quattro amici, tutti puntati agli stessi obiettivi.

La vita, però, tutto sommato, in fondo in fondo, scorreva abbastanza serena: bastava che lei non esprimesse il suo parere in merito a certe cose e lo lasciasse libero di dare solo la sua versione dei fatti in merito a tutto, che le giornate scorrevano lisce.

Devi sapere che il Popolo delle Stelle parte dal Cuore per qualunque cosa e porta lo scintillio del Cuore in ogni situazione, vedendola in maniera delicata e regale. Raramente chi vive lassù, si preoccupa, perché tutto ha un senso e vige solo il rispetto. Quaggiù invece tutto parte e risponde alle leggi della materia e del dolore, della paura e della divisione, che sovente regnano sovrane.

Una Stella accoglie.
Un uomo, e Banano in modo particolare, diffida.
Aime avrebbe desiderato tanto poter portare nella loro quotidianità un po’ della sua Cultura, trattare i figli con la stessa dolcezza con cui era stata accolta e allevata lei; in fondo, era convinta che un po’ di dolcezza, qualche azione nuova, magari capovolta per gli uomini, ma simpatica e creativa secondo il Popolo delle Stelle, avrebbero solo “giovato” alla serietà e ai musi lunghi, che sovente governavano le giornate degli umani, ma nulla.
La sua parola era bloccata con ferma autorevolezza e talvolta anche con durezza.

Così, anche questa volta, la piccola Stella si adeguò, anche se ogni tanto godeva di qualche nuovo incontro fortuito, con persone che le parevano donare un po’ d’istanti delicati e accoglienti, più simili al quelli vissuti nel suo mondo, facendola “sentire amata e a casa”.
La Notte poi, sovente, prima di abbassare l’ultima tapparella, Aime restava con il naso incollato ai vetri a guardare la volta del Cielo e a parlare per qualche istante con le sue Sorelle, ma più il tempo passava e più il suo saluto notturno, sembrava non riuscisse a raggiungere la sua destinazione.
Non capiva perché, ma questa cosa era un altro motivo d’inquietudine.
Non che avesse mai detto dei suoi pensieri alle Sorelle che amava, perché le avrebbe preoccupate inutilmente, ma qualche piccolo racconto, qualche aneddoto divertente, circa i piccoli, erano la giusta motivazione per salutarle e avere qualche parola amica.

Poi, arrivò il terzo figlio.
Lavoro, casa, 3 bambini e un nuovo giro di vite alle loro storie personali.
Ora, quando a tavola cercava di portare un po’ di leggerezza, per permettere almeno ai piccoli di pranzare in pace, veniva fermata e additata come “banale” davanti alla sua prole.
“Questo che stai dicendo no, non va bene! Quell’altro tuo modo di sentire è ridicolo, e questo si fa a modo mio, perché questa tua idea è pura pazzia.”
Certe giornate erano davvero faticose e il sorriso meno certo e aperto ora, sul suo volto.

Aime, ormai pensava, che l’unica maniera per stare bene al fianco di Banano, fosse assecondarlo, per avere pace a tavola e in ogni ambiente della casa.
“Va bene così, dovete fare come faccio io, questa è l’unica maniera!” era un po’ il suo motto, in ogni circostanza.
Lei non osava nemmeno pensare che fosse un suo diritto parlare.
Avrebbe voluto dire che la Vita per lei aveva un altro significato e che il dolore era solo la conseguenza di certe scelte e modi duri.
Sapeva che se lanci un dardo, prima o poi ti ritorna, ma se offri un fiore, sarà quello a farti visita. Banano, però, era convinto che la vita fosse sempre e comunque dura e sempre pronta a restituirti solo fatiche e per questo, era solito ripetere che i guanti di velluto sono inutili e da evitare, perché non devi mai mostrarti debole, se non vuoi essere schiacciato.
Meglio fare il muso duro, dunque, per avere la certezza che ti stiano a debita distanza e ti rispettino.

Aime avrebbe voluto che i figli vivessero in altra maniera e stabilissero buone relazioni con tutti. La mattina regalava loro un ampio sorriso, perché uscissero con un bel dono da offrire a loro volta, anziché con il broncio e la clava del padre, ma essi avevano bisogno anche di altro, che rimaneva  chiuso dentro di lei, perché esprimerlo le era impossibile.

Le mancavano soprattutto le Luci e i loro riflessi.
Così aveva escogitato di adornare la casa con un po’ di profumo, un incenso o un Lume acceso, così che le scaldasse il Cuore e le rammentasse il suo mondo.
Questo piccolo rito durò davvero poco, perché una sera Banano rincasò prima del previsto e non appena vide un piccolo lumino e dell’incenso poco ci mancò che non chiamasse i pompieri.
Così questi piccoli riti, furono banditi e severamente vietati.

A qualche figlio però piacevano e di nascosto, ogni tanto, li accesero ancora, quando lui era fuori casa per lavoro, ma poi le affermazioni paterne finirono con il coinvolgere le menti dei figli e quindi anch’essi, ora che stavano crescendo, si misero a lamentarsi e a considerarle come piccolezze, puzze, cose fastidiose alle narici e  per gli occhi e così Aime, per quieto vivere, si mise il cuore in pace e rinunciò.

A poco a poco, la piccola Stella iniziò a stare male e Banano, quando succedeva, si arrabbiava molto.
Non gli piaceva rientrare e trovare la moglie coricata, la casa in disordine e la cena ancora da preparare.
Allora Aime, quando accadeva, per non sentirlo sbraitare e per non lasciare i figli senza cena, a fatica, si alzava e provvedeva.

La sua piccola gioia era qualche amica a cui portare e raccontare le sue fatiche, ma con garbo, perché mentre parlava dei modi di Banano, ecco che già lo definiva “in fin dei conti un bravo papà, perché a volte c’era” e soprattutto con il piccolino era presente e più attivo. Certo, poi con i compiti no, con la casa no, con questo nemmeno, con quell’altro anche, ma del resto era molto assorbito dal suo lavoro, e in fondo, lo faceva per loro, per farli stare bene.

“In fin dei conti non era poi così dura”, finiva sempre con il dire: “doveva solo non parlare e non “esprimere” la sua natura”, perché come le aveva detto chiaro Banano, più di una volta davanti ai figli:, “le Stelle, quaggiù, non esistono” e per ottenere il meglio serviva solo quello che lui già faceva.

Questa parte di Lei, quindi, bastava tenerla ben serrata dentro, non parlarne e non lasciarla mai uscire…, non toccare questo tasto e guardare la Vita solo dalla prospettiva e con gli occhi di Banano.

❤️❤️❤️❤️
Lascio questa Storia senza scrivere nessun finale, perché tu e chiunque la leggerà possa aggiungere il suo.
L’ho scritta di getto e la dedico con grande Amore, a tutte le Stelle e i Banani che popolano la Terra.
Cosa ti ha fatto pensare questa Storia?
Quale finale metteresti? Scrivilo!
Hai vissuto un’esperienza d’Anima, simile?

❤️❤️❤️

Quanto ho scritto, non è la Storia di una coppia, ma è la Storia di DUE Anime.
Stella e Banano, nel mio Cuore, rappresentano “entrambi” la parte vera, viva, vitale, l’Essenza che anima la Materia, la vera protagonista, e incarnano due ruoli, che possiamo incontrare lungo il nostro cammino.
Siamo Anime in esperienza, attraverso la Materia.
E questa è un po’ della loro Storia, storia che hanno scritto a poco a poco, dopo essere entrate in un Corpo Fisico e quindi nella materia.
La Materia è la costruzione che contiene, è la scatola, il cappotto, la vettura, che grazie a un Cuore, un’Anima e un Sé Superiore prende vita e può ricevere tutta l’Energia, grazie alla quale si muove, “vive” e fa esperienza.
Vivere una vita fingendo che Lei non ci sia, è ciò che è stato chiesto, per secoli all’Uomo, generando una realtà densa, una realtà dove l’Amore di origine Divina, venne dimenticato.

Amore e Amare.
Due Parole che ora devono riacquistare tutto il loro Valore e nutrire finalmente la Terra, portando qui tanta, tanta Polvere di Stelle….

Felice giorno a te, che hai letto questa Storia.
Con Amore, grande,
da Ti degli Arcangeli

* Nota successiva.

Una Stella viene per “im-personific-are” cioè per agire e portare nella personalità terrena la sua Essenza, vale a dire la sua Divinità.
Ogni volta che una Stella arriva e non si “manifesta”, si “snatura” perché offre al mondo circostante solo ciò che è già presente nel mondo.
Tutto l’amore che elargisce è allora infruttuoso e sterile, perché non manifesta la sua Divinità.
Allora l’Oro, che come Stella incarna, racchiude in sé e rappresenta, perde il suo Valore e Lei diventa solo, piombo nel piombo.

E’ così che varie Stelle, discese su questo Pianeta, hanno perso nei secoli la loro “identità” e hanno smesso di brillare e di illuminare la Terra.
Ora è tempo che TUTTE le Scintille qui convenute, si accendano
e ritornino a splendere…

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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3 commenti

  1. Mariano Francesco

    Un abbraccio grande cara Ti grazie Grazie Grazie 💙🤍💙💎✨️

  2. Rina

    Bella storia. In fondo mi ritrovo molto nei personaggi. Io la finirei che un giorno, la stella (dopo aver cresciuto i figli) sul far della sera , prepara una valigia, poche cose essenziali e si incammina verso il sentiero di casa. Leggera e piena della sua esperienza faticosa qui su questa terra. Non si volto’ indietro. Tanto sapeva già tutto.

  3. Moira

    Bellissima storia e mi sono ritrovata.
    Il mio finale è stato lasciare Banano e ricominciare da me stessa e infine ritrovare i miei due figlio🌟🌟🌟💫
    Grazie dolcissima Ti💫💫💫

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