
“Se aspirate ad apprendere la saggezza ,
dovete prima far sorgere la mente di grande compassione,
generare grandi voti e coltivare il samadhi (Unità),
impegnandovi a guidare al risveglio gli esseri senzienti
senza cercare la liberazione solo per voi stessi.”
Sedere con la consapevolezza del ‘qui ed ora’ del maestro Chan Zongze Cijiao
Sono parole penetranti, che attestano il bisogno di ritrovarsi e l’impegno che tutto questo comporta.
Quando una persona inizia la ricerca di sé, deve lasciar andare qualsiasi idea e abbandonate le miriadi di preoccupazioni, così che il corpo e la mente siano unificati, continuamente sia nel movimento che nella quiete e si sente il desiderio di iniziare una serie di buone pratiche, utili sia per disciplinare la propria vita, che il proprio modo di essere ed esistere.
Diventa buona regola la cura del cibo e la moderazione nel mangiare e nel bere, senza prendere troppo né troppo poco. Anche il sonno, assume un’altra valenza : diviene più sereno e regolare, cioé non si arriva né a privarsene, né a concedersene in eccesso.
Si inizia a sentire l’esigenza della preghiera e della meditazione, vale a dire sia di rivolgersi al divino, che del mettersi in ascolto del sussurro dell’Universo.
A questo proposito quando si medita, si adottano alcune semplici ma funzionali regole: ci si siede in meditazione, sistemando un cuscino su una stuoia in un luogo tranquillo e ordinato, magari all’aperto.
quando si è alla ricerca di sè, senza accorgerci, cambiamo anche la modalità di vestirci e quindi anche durante la meditazione, scelgliamo abiti comodi, non troppo stretti. La persona che sta compiendo un lavoro su di sè, assume una posizione posturale più corretta e ha un portamento più sereno anche nella camminata: le spalle sono più rilassate e la modalità di approccio verso le persone risulta più calma, rilassata e quindi serena e proficua.
Pensiamo ora in particolare alla modalità da adottare per creare un momento di crescita del nostro Sé, attraverso la meditazione.
Ci si siede solitamente nella posizione del loto, cioè ponendo prima il piede destro sulla coscia sinistra e poi il piede
sinistro sulla coscia destra. Va bene anche la posizione del mezzo loto, in cui basta porre il piede
sinistro sulla coscia destra.
Poi dobbiamo appoggiare la mano destra sulla caviglia sinistra e la mano sinistra sul palmo della mano destra. I pollici delle mani si sfiorano delicatamente.
Per essere comodi e liberare la mente, bisogna assestare la postura, allineando le anche, la spina dorsale e la base del cranio, in modo che si sostengano a vicenda.
Il corpo non deve però essere rigido, perché ciò disturba la corretta respirazione, ostacolando la pace mentale.
Le orecchie devono essere in linea con le spalle e il naso con l’ombelico.
La bocca è chiusa e la lingua, per ottenere il massimo beneficio e contatto, posata sul palato superiore.
Di solito, per concentrarci, chiudiamo gli occhi, ma i grandi Maestri ci dicono che ad occhi aperti il potere
della concentrazione meditativa è forte.
Una volta resa stabile la postura e armonizzato il respiro, dobbiamo rilassare il basso addome, inspirando ed espirando piano e rilassando.
Non dobiamo trattenere alcun pensiero, né positivo né negativo. Quando un pensiero sorge, va notato; così facendo immediatamente, esso scompare.
Alla fine non saremo più coinvolti dai fenomeni e la nostra pratica fluirà ininterrotta. Questa è l’arte essenziale della meditazione seduta.
E’ una via autentica, verso la pace e la felicità.
Se meditiamo nel modo giusto, il corpo si sentirà naturalmente leggero e comodo e la nostra mente sarà chiara e acuta. La consapevolezza rifulgente. Il gusto del meditare, arricchisce lo spirito, conducendo alla gioia pura della serenità.
Quando vogliamo uscira dalla meditazione, è bene far oscillare lentamente il corpo e alzarsi con
calma e attenzione, senza affrettarsi. Non è bene fare movimenti bruschi o iniziare a parlare a voce alta.
Il corpo e la mente vanno risvegliati lentamente da questo stato di ascolto.
Si legge nel libro di questo Maestro, a proposito della Meditazione:
“Se volete trarre una perla dal profondo dell’oceano, è meglio calmare le acque; se le agitate, vi sarà più difficile. Allo stesso modo, quando l’acqua del samadhi è calma e chiara, la perla della mente si rivela da sé.”
E ancora: “Praticate in un luogo tranquillo il raccoglimento della mente, stabilizzandola e rendendola immobile come la Montagna Polare.” Quindi, per trascendere l’ordinario e entrare nel sacro, si deve praticare in una condizione di tranquillità, senza disturbi.
Siamo in un momento particolare e molti di noi si stanno cercando; applicare queste buone norme, significa prepare il nostro corpo a sorreggere e interagire con lo Spirito, educandoli alla fusione piena.
E’ poi importante lo scambio con chi può guidarci,nella riflessione sui nostri vissuti, il cercare i giusti supporti umani e divini, per ottenere gli strumenti per attuare nel silenzio “guidato” la ricerca e la scoperta di Sé …
Buona ricerca, nella Luce a tutti!!!
“O mio Angelo custode, Guida i miei passi …
Fa che lungo il mio cammino io possa trovare chi mi attende, per accompagnarmi fino alla parte “Suprema di Me”
e, riconosciutolo, che io lo segua;
aiutami a vivere sulla Terra nella serenità del Cielo
e a donarmi al prossimo con devozione e Pace.
Rendimi attento ai tuoi silenziosi consigli,
pronto nel capire ciò che mi stai donando,
perspicace nel riconoscere l’opportunità che tu mi offri.
Fammi crescere e conoscere,rendimi umile e attento,
dammi di Essere,
secondo il volere paterno celeste.
Grazie grazie Grazie!

Informazioni sulla Meditazione, tratte da: “A Guide to Sitting Chan”, tradotto dal cinese in inglese dal Ven. Guo Jue, pubblicato in Chan Magazine nel 2002. (Traduzione italiana a cura della Comunità Bodhidharma)
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