“Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo.”
Gandhi
Un giorno il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate.
“Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare.
Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco”.
Il discepolo pensò ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riempì di patate.
“Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana” disse il saggio. ”
Poi ne parleremo”.
Inizialmente il discepolo non pensò alla cosa.
Portare il sacco non era particolarmente gravoso.
Ma dopo un po’, divenne sempre più un gravoso fardello.
Sembrava che fosse sempre più faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato.
Dopo qualche giorno, il sacco cominciò a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non era solo faticoso portarlo, era anche sgradevole.
Finalmente la settimana terminò.
Il saggio domandò al discepolo:
“Nessuna riflessione sulla cosa?”.
“Sì Maestro” rispose il discepolo. “Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate.
Questa negatività diventa un fardello per noi, e dopo un po’, peggiora.”
“Sì, questo è esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore.
Allora, come possiamo alleviare questo fardello?”.
“Dobbiamo sforzarci di perdonare”.
“Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco. Quante persone per cui provavi rancore sei capace di perdonare?”
“Ci ho pensato molto, Maestro” disse il discepolo.
“Mi è costata molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti”.
Bella, vero?
Bella perché ci mostra senza veli quello che ci accade …
Dovremmo perdonare per vivere leggeri e stare bene.
Perdonare per non lasciarci insozzare dal marcio che scaturisce dal rimanere nella situazione generatasi ed essere finalmente felici.
Tutti vogliamo essere felici e in questi anni ho imparato che il perdono è il lato meraviglioso, luminoso e al tempo stesso oscuro e segreto di questa felicità, che tutti cerchiamo ed invochiamo disperatamente.
L’ho vissuto e visto in prima persona, nella mia vita e in quella di molte persone.
Non parlo di un perdono ideologico, ma di un qualcosa di immediato e necessario per tutte le persone coinvolte.
Già, ma perdonare, lo so, è difficile per la nostra pura condizione umana, mentre non lo è per la Divina. Si deve imparare a perdonare, sapendo che Tutto dipende da noi.
Nessuno ha potere decisionale di farlo al nostro posto perché siamo liberi e quindi possiamo scegliere …cosa fare e come comportarci.
Nel vero perdono, non ci sono pegni, nessuno deve pagare nulla, non ci sono emozioni negative o sensi di colpa per gli altri, anzi, quando perdoniamo senza chiedere nulla, la risposta più probabile è la vera, pura, meravigliosa … gratitudine.
È entrare in un’emozione positiva, dopo un gesto negativo, è come gustarsi un sorso d’acqua, dopo aver sofferto l’arsura in un pomeriggio assolato.
Se perdoniamo solo a condizione che gli altri facciano come vogliamo noi, creiamo emozioni negative anche in loro e quindi ci mettiamo nella condizione di sostenere ed alimentare un nuovo ciclo no, dove anche noi, non soddisfatti dalle loro modalità ribelli, non cancelliamo del tutto le nostre …
Se invece offriamo un perdono incondizionato, eliminiamo ogni emozione negativa sia dalla nostra esistenza, che da quella dei riceventi, sprigionando solo gratitudine.
Non è vero?
Beh, gli ingrati esistono, ma dare senza pretendere ci mette nella condizione di stoppare ogni altra possibile invasione emotiva destabilizzante per noi.
L’incondizionato, che sia amore, perdono, sacrificio … o altro, non crea perdenti.
Vincono tutti e nessuno è danneggiato.
Il problema, però, è che questo perdono è per noi difficilissimo e basta guardarsi intorno per avvedersene: tutti pretendono risarcimenti per ogni cosa, anche per la più piccola inezia e, viaggiando con la ferma convinzione che la colpa sia sempre degli altri, il tutto avviene con ferma e grande prepotenza.
Lo so, anche tra voi lettori qualcuno dirà che quel che oggi scrivo è sbagliato, perché chi ha commesso un errore deve pagare, e anche salato, perché è l’ideologia del perdono ha generato l’attuale società così disarticolata e ingiusta …
In realtà è il non aver interiorizzato e aver perso i PROPRI VALORI, che sta creando questa rete di malvagità, non il saper perdonare.
Siamo convinti che concedere il perdono sia un modo per farci del male e renderci deboli e vulnerabili, quindi ne abbiamo paura e tutto ciò che genera questa emozione, sappiamo che lo allontaniamo e combattiamo, anche in maniera aggressiva.
Insomma, siamo una società ostile e contraria al perdono incondizionato o meglio che non sa cosa proprio sia, eppure desideriamo la felicita.
E se vi dicessi che senza perdonare senza condizioni non lo saremo mai felici?
Il perdono è un passaggio obbligato ed indispensabile per liberarci da qualsiasi forma e tipo di sofferenza del nostro passato.
Il problema è che è INDUBBIAMENTE difficile, richiede un lavoro impegnativo.
Ma perché, per noi, è così difficile questo passaggio?
Perché è così complicato perdonare?
Cosa ci impedisce di farlo?
Per prima cosa non è insito nei meccanismi automatici che ci appartengono: possiamo respirare, senza pensare di farlo, ma non perdonare.
Non è una cosa meccanica, né che può accadere in pochi minuti.
Attuarlo richiede un processo interiore soggettivo, per cui può avvenire con modalità e tempistiche molto diverse in ciascuno di noi, in due giorni, in un mese o addirittura dopo anni.
Ma se vogliamo essere felici è il nostro percorso di base, il più importante che dobbiamo seguire.
Da cosa viene la difficoltà a farlo???
Prima di tutto dagli aspetti emotivi che accompagnano un evento che poi richiederà un’azione di perdono.
Il PRIMO ASPETTO, che ci blocca, sono le emozioni negative.
Quando qualcuno ci ferisce, ci fa del male in qualche modo, esse ci scattano dentro come schegge, come lapilli dentro ad un vulcano.
Sono una semplice forma di difesa dalla sofferenza.
Le emozioni negative ci proteggono dai pericoli e dalle minacce, ma precludono anche l’amore, perché non possiamo provare contemporaneamente, verso lo stesso soggetto, due emozioni antitetiche, opposte.
Non possiamo provare rabbia mentre sentiamo amore, è impossibile, così come provare amore, quando c’è rabbia.
Il perdono è legato alle nostre emozioni positive e quindi non possiamo scegliere di perdonare, mentre sentiamo rabbia, rancore o sofferenza verso una persona …
Quindi … la prima cosa che dovremmo fare è quella di liberarci dalle fastidiose emozioni negative, che ci precludono anche la possibilità meravigliosa di essere felici.
La felicità, come l’amore, è un’emozione MOLTO positiva, incompatibile con la rabbia, oppure con la sofferenza o la tristezza.
Quindi, per ricordarcelo ancora una volta:
- primo motivo per cui ci è ultra difficile perdonare è perché proviamo un’emozione negativa per quello che ci è successo
Il SECONDO ASPETTO è la paura “FOLLE” di soffrire.
Siamo convinti che se perdoniamo chi ci ha fatto del male, lui lo rifarà allo stesso identico modo e noi sperimenteremo le stesse frustrazioni e delusioni, secondo un dejà vu molto antipatico.
Argggg…
- Rimaniamo nella sfera delle emozioni negative … che ci impediscono il perdono; nel primo caso le proviamo realmente, in questo invece ne sperimentiamo solo “LA PAURA” di riviverle, ma l’effetto non cambia o meglio la nostra risposta … che rimane un secco:
”NO!!!!! NON TI PERDONO!!!”
Se lo/la perdoniamo, siamo fermamente convinti che si comporteranno ancora male con noi e ci porteranno a rivivere situazioni similari, se non identiche.
Le emozioni saranno, di conseguenza, ancora negative, anche se nuove come tempistica.IL TERZO ASPETTO, altrettanto importante, soprattutto per chi ha dentro, come me un senso intensissimo di giustizia, è il vederla bruciata, il vederla sostituita dall’ingiustizia selvaggia.
- Spesso non riusciamo a perdonare perché troviamo PROFONDAMENTE INGIUSTO SBAGLIATO, che chi ci ha fatto del male non VENGA FERMATO o punito.
Una cosa infatti che dobbiamo considerare è che spesso il nostro confine tra la vendetta e la giustizia non è mia così netto, come pensiamo o vogliamo credere.
A volte non cerchiamo giustizia, ma vendetta e questo non è ammissibile: ciò che ha fatto male a me, perché chiederlo per lui/ per lei???
Lo sto in qualche modo giudicando e condannando e la mia modalità non si diversifica dalla sua, sotto alcuni aspetti.
Anche chi ci fa un torto, spesso lo fa ponendosi come arbitro della situazione.
Ovviamente è un processo.
LA QUARTA FASE : non siamo felici.
Come faccio a dirlo???
Semplice!!!
Perché dove vivono o sopravvivono emozioni no, negative, c’è assenza di ossigeno, di vita, di gioia, di pace.
Mai sentite quelle persone che ti ripetono da anni la stessa storia di ingiustizia che hanno vissuto???
Come sono?
Anemiche di ogni semplice forma di QUI ED ORA.
Ancorate ad un passato, che le sta divorando.
Non possiamo provare emozioni negative e positive nello stesso momento.
Se proviamo rabbia, … è rabbia.
Se noia … è noia!!!
Se felicità … E’ FELICITA’!!!
Quindi un altro aspetto che gioca contro anche la più vaga idea di perdonare qualcuno è la nostra infelicità, che ci affonda in una “fossa delle marianne” unica.
L’insoddisfazione di fondo nella nostra vita ci rema contro.
Gli altri sono colpevoli di averci rovinato la vita, o di rendercela peggiore di quel che già è.
Se abbiamo una visione già poco idilliaca della vita, sicuramente arriviamo a vedere tutto nero, a dire che tutto fa schifo, nulla va o andrà per il verso giusto … e ci tiriamo una serie di sciagure “annunciate”, senza limiti …
E’ tutto no, tutto assurdamente schifoso, tutto doloroso e quindi difficile da sopportare.
E in queste condizioni è possibile parlare di perdono verso gli altri???
Noooo!!!
No, perché non stiamo bene nei nostri panni, quindi siamo vulnerabili alle emozioni negative e agli errori degli altri.
Più non stiamo bene, più ci è difficile perdonare chi sbaglia e DIVENTIAMO INTRANSIGENTI CON TUTTI.
Una persona felice è molto più solare, meno disposta a portare rancore: lei riesce a perdonare con più facilità, perché la felicità è un risultato e richiama solo altra felicità.
Essere felici significa aver fatto un percorso e compreso cose che cambiano il nostro modo di vedere il mondo e anche gli altri, le altre persone.
Non siamo semplicemente felici, siamo persone diverse.
Più siamo felici più perdoniamo con facilità e più perdoniamo, per la legge d’attrazione, più siamo ancora più felici.
- Emozioni negative, senso di ingiustizia e infelicità sono altri aspetti, altri motivi per cui ci è difficile perdonare.LA QUINTA FASE: riuscire a cambiare punto di vista, prospettiva
Bel casino, perché significa partire da una posizione diametralmente opposta a quella che va per la maggiore.
Significa mettere in atto un qualcosa di INCONDIZIONATO …
Perdonare senza condizioni significa amare.
Quando siamo preda dei nostri trippppp, siamo vecchi dentro, siamo aggrappati al passato, siamo infelici, pensiamo solo a noi stessi e ai nostri problemi.
Ripetitivi come pochi, o chiusi come ricci, abbracciati al nostro senso di ingiustizia subita siamo IMMOBILI, statici, incapaci di vivere e GODERE.
Tutto ciò che sperimentiamo non è amore e quindi rimaniamo in una spirale senza colori, senza gioia, senza perdono ed emozioni positive.
In genere poi, quando non amiamo, agiamo con egoismo e spesso, o solo, per puro interesse personale.
Più siamo infelici, meno riusciamo ad amare in modo concreto, con gesti, azioni, parole che lo possano dimostrare, perché se non ci appartiene, non riusciamo a darlo, a condividerlo.
Ma quali vantaggi ci offre sto perdono???
Ci libera dalle emozioni negative!!
Ci permette di essere felici.
Lo so, a volte arrivare a queste due condizioni significa aver fatto il passo di concedere il perdono e questo rimane, lo sto ripetendo più volte, impegnativo e difficile, anche se possibile, sempre, per tutti.
Il perdono che cos’è????
E’ semplicemente l’eliminazione, la cessazione, il taglio netto, con il risentimento che proviamo nei confronti di una persona.
E’ una specie di impegno che sottoscriviamo con noi stessi, nel quale rinunciamo alle punizioni, alle estorsioni e alle vendette nei confronti di chi ha in qualche modo sbagliato con noi.
Io ritengo sia veramente girare pagina, non tanto e solo per l’altro, ma prima di tutto per noi stessi.
E’ un dono che faccio a me, prima che all’altro, perché voglio riprendere a vivere, voglio stare bene, voglio sentirmi bene …
Perdonare, quindi, significa, poi, in seconda fase, rimettere ANCHE in equilibrio la nostra relazione con una persona.
Il perdono è indispensabile perché fino a quando ci consideriamo in credito verso qualcuno, la nostra esistenza rimane ancorata a lui, al pensiero che ce lo ricorda, al vissuto che ci avvolge ogni mattina, … ai fantasmi che non ci mollano e ci terrorizzano e ci impediscono di respirare e vivere bene ogni dono, ogni nuova occasione, ogni possibilità.
Quando esistiamo nell’attesa di un risarcimento per il danno che abbiamo subito, possiamo avere due diverse forme di perdono:
- Condizionato
- Incondizionato
Il condizionato lo concediamo solo in cambio di un risarcimento, a cui l’altro deve attenersi.
Un esempio??
Ce ne sono moltissimi …
Perdoniamo qualcuno solo dopo che ha subito una punizione esemplare per quello che “ci ha fatto patire e subire.”
- Quindi il perdono lo diamo previo RIMEDIO all’errore commesso.
- Oppure a chi ci risarcisce per il danno che abbiamo subito a causa sua
- o a chi, guarda caso, prova sulla sua pelle le nostre stesse difficoltà.
In pratica il tutto avviene grazie ad una condizione e a 3 elementi:
- Chi ha sbagliato deve volere il nostro perdono.
- Deve fare quello che gli chiediamo.
- Deve essersi pentito per l’errore commesso
Se otteniamo una o l’atra cosa, o meglio ancora tutte e tre, allora concediamo la nostra santa benedizione, con il perdono.
E’ un po’ un dirgli ti amo, solo se tu fai determinate cose o ti comporti in un certo modo, altrimenti nulla.
Beh, se cercate di guardarlo da un angolo, che non sia il nostro solito, forse converrete con me, che si tratta di una sorta di “baratto”, di scambio …
Non è per nulla un gesto generoso o d’amore, spontaneo, senza dei ritorni …
E’ un calcolo!
Perdoniamo se da lui otteniamo quello che vogliamo, che ci aggrada o ci appaga …
La vita ci insegna poi, che non sempre l’altro è consapevole di quanto caos ha fatto e di quanto ci abbia ferito, oppure che qualcuno o per questo, o per altri motivi, non vuole il nostro perdono, non si è pentito, non vuole renderci nulla …
Ci sono rapinatori, assassini spietati, che partendo dai loro principi e valori, dicono di se stessi di essere “brave persone”, per cui sarà impossibile applicare con loro questo tipo di amore o perdono.
Essi non pensano di aver fatto nulla di sbagliato, quindi tanto meno di aver bisogno del nostro perdono o di doverci qualcosa.
Non possiamo dare per scontato che chi ci tratta male se ne renda conto, se ci pensiamo, sappiamo bene che spesso non è così.
Del resto, quante volte possiamo aver ferito gli altri senza averlo compreso subito?
Mai capitato che qualcuno ce lo dovesse far notare???
In pratica, l’aspetto critico di questa forma di perdono, condizionato, è che non dipende da noi, quindi ci sfugge facilmente di mano e può provocarci tutte quelle fasi o condizioni che ci rendono infelici, paurosi … quindi negati per l’accoglienza ed il perdono.
Non possiamo, non riusciamo ad essere felici se il solo pensiero di quello che ci è successo ci provoca emozioni negative, sbalenghe!
Non ce la possiamo fare, se non riusciamo ad uscire da casa e vedere questa persona, o qualcosa che ci ricordi l’accaduto, senza starci male o avere la voglia di stirarla con la macchina!!!
E allora?
Allora bisogna cambiare strategia ed iniziare non più a considerarsi vittime dell’altro e di quello che ci ha fatto, ma VITTIME DI NOI STESSI, di quello che noi ora, in seguito a quel fatto, ci stiamo facendo …, soprattutto se l’altro è sordo e cieco, quindi non si è nemmeno reso conto di quel che ci ha fatto.
Lui mi ha ferita/o.
Ora io, continuando a rimanere ancorato a quel fatto, perpetro uno stillicidio continuo su di me, mentre lui o lei, magari se la spassano pure, ignari …
Devo perdonare per me stesso, per porre fine al mio male, per consentirmi di RICOMINCIARE ALLA GRANDE!!!
Siamo noi a starci male.
Chi vince? Chi perde?
Sicuramente chi ha subito.
Chi è stato colpito perde sicuramente di più, perde dal momento in cui ha subito il torto, e continuerà a perdere, giorno dopo giorno, se non riuscirà a perdonare.
Si farà violentemente del male ogni giorno, ripensandoci, ripetendo, … abusando dei ricordi …
Riflettiamoci un attimo.
Qual è l’emozione che proviamo quando qualcuno ci fa notare che lo abbiamo offeso o ferito?
Se abbiamo validi principi di base, il senso di colpa, il dolore per avere ferito l’altro …
Ma se queste emozioni non ci appartengono?
Beh, la situazione è chiara.
Dobbiamo sentire questo senso di colpa, stare male per quello che abbiamo fatto, altrimenti ci comporteremo di conseguenza.
Un tempo coloro che chiamammo barbari, erano soliti applicare la faida o la legge del taglione, ma ancora oggi qualcuno la ritiene un’ottima soluzione, peccato che il “ ti faccio quel che mi hai fatto, anche se fa male a me e a te” non migliori le cose, né ci renda ciò che il torto ci ha preso.
Sono modalità che ci portano a fare agli altri qualcosa che a NOI non è piaciuto ricevere…
CI PENSIAMO MAI???
Puniamo chi ha sbagliato, senza che questo serva a nessuno, è solo un modo per sfogare le nostre emozioni di rabbia.
Quasi sempre non otteniamo nulla, neppure di stare meglio.
Io sono per una VIA ALTERNATIVA, una strada migliore, almeno, che considero tale, perché ci ricrea Benessere, eliminando stress ed emozioni negative …
Sto parlando del “Perdono incondizionato”.
Tu mi hai ferito, in modo consapevole o non, … non mi importa, … quello che conta è che ora io voglio SANARE AL PIU’ PRESTO LA MIA FERITA E RIPRENDERE LA MIA VITA.
Pe questo, per lasciare andare il più velocemente possibile l’accaduto, non chiederò nulla in cambio,
non vivrò in attesa delle scuse possibili o dei fantasmagorici pentimenti, … ma ricomincerò ora e subito da me.
In questo caso la NOSTRA vita è completamente nelle NOSTRE mani.
L’emozione negativa, legata al danno subito, non dipende dalle scelte dell’altro, ma dalle mie, di cui sono pienamente responsabile e consapevole.
Se applichiamo questa “possibilità”, scegliamo di perdonare senza chiedere niente e questo ci libera dalla sofferenza e ci porta alla felicità piena, grande, agognata eee… MERITATISSIMAAAAAA!!!
Pensiamoci!!!
Amorevolmente ti*****degli Angeli
Un esempio STRAORDINARIO
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



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