Le nostre convenzioni sociali

Siamo figli di una cultura del dolore e del sacrificio.
Siamo stati educati al “gusto della sofferenza”, utile per riscattarci e concederci poi il meglio in un’altra Vita e dimensione.
Attenzione: non voglio dire che il nostro cammino non sia legato effettivamente ad una risalita e ad un ricongiungimento con chi ci ha creato, ma abolisco e non riconosco, nella maniera più totale, l’idea che tutta la nostra esistenza debba essere e sia solo dolore.
Chi ci ha creato è Amore e Amorevolezza; il dolore e la sofferenza sono frutti aggiunti, appendici generate in seguito ad una nostra dissociazione da Lui, dal Creatore, quindi altra cosa, rispetto al Padre nostro.
Come figli suoi dobbiamo risalire la china, ma cercando di essere come Lui, quindi di mettere in pratica le sue stesse virtù e valori.
Proprio partendo da questo, mi viene spontaneo chiedere:
“Chi l’ha detto che la vita deve essere per forza sacrificio?”
Ti sei mai chiesto quanto ti influenzi e ti abbia influenzato l’ambiente in cui vivi? Ti rispondo io …
Tanto, moltissimo.
E’ una cosa che sto ribadendo da parecchio tempo, perché la cultura di ciascuno di noi è “atavica” e si riallaccia alla storia delle 5 scimmiette.

Non la ricordi?
Te la ripresento, perché tu possa afferrare al meglio il concetto odierno.

Come siamo stati plasmati dal mondo che ci circonda?
In modo da essere un unico gruppo, che si muove all’unisono, impedendo ai singoli di esprimere ed esternare la propria vera individualità.
In questo modo non riusciamo ad essere noi e a dare al Mondo quelli che sono i doni che abbiamo ricevuto per noi stessi e gli altri, per la collettività.
Solo i folli, l’uno per mille, nel corso della loro storia personale, hanno saputo scegliere di essere “liberi” da tutti i condizionamenti e quindi hanno svoltato e offerto occasioni  a tutto il genere umano, con creazioni, invenzioni, scelte contro corrente, veramente uniche e straordinarie.
Così abbiamo scoperto certe leggi della fisica, dell’astronomia e della matematica.
Così sono nati strumenti nuovi e rivoluzionari o qualcuno ha saputo proporre e sostenere “guerre pacifiche”, capaci di cambiare le sorti di un intero Paese.
Fu così che San Francesco, Garibaldi o S. Jobs hanno lasciato impronte indelebili nel nostro cammino.
Credi di essere libero dalla tua famiglia, dai loro valori e dal sistema di appartenenza…, ma ti sbagli, ti illudi, perché anche quando viviamo a centinaia di chilometri di distanza, ci troviamo nella condizione di fare o non fare certe cose, proprio come scimmiette, senza saperne spesso il perché, ma lo facciamo.
Forse ti sembrerà che io faccia parte di un gruppo sovversivo, di rivoluzionari a favore delle pecore nere; in realtà mi faccio solo portavoce del bisogno di un cambiamento, auspicato per consentirti di cogliere la tua unicità, inquadrare il tuo compito, visualizzare le abilità e gli strumenti adatti per questo, che ti furono elargiti e quindi per spingerti a scegliere di svoltare, rimboccandoti le maniche ed iniziando a fare.
Per fare questo non puoi essere alla mercé di tutte le regole del gruppo, devi SVEGLIARTI e riprenderti in mano la tua vita.
Siamo sommersi dai “dovresti”, quei condizionali che ci “affannano la vita”, perché ci colpevolizzano in maniera sottile, facendoci sentire manchevoli.
Ti viene spesso detto e ripetuto che dovresti, potresti, faresti meglio, oppure non dovresti …e attraverso queste forme verbali vieni quindi indotto a sottometterti al desiderio, alla volontà degli altri.
La verità è che l’ambiente culturale sta manipolando la tua vita, come quella di tutti noi, con una serie di “dovresti” a cui non riesci a venir meno, non ti senti in grado di opporre resistenza e quindi fai, acconsenti, esegui, ti sintonizzi per essere parte del tutto, non sentirti manchevole, diverso, asociale, atipico.
Il problema è proprio questo: non riesci ad esprimerti a dire chi veramente sei e ad esserlo in maniera valida, unica, positiva e costruttiva.
Dovresti fare questo. Dovresti vivere così.
Cosa combino?
Cerco di fare in modo che i doni del cielo vengano usati e non lasciati ammuffire da qualche parte, perché la nostra cultura non ci concede di metterli in gioco.
Inizia ad assaporare il gusto di vivere al di fuori dei dovresti e di quanta bellezza possa esserci nel viaggio più tumultuoso di una vita in cui metti in campo le tue passioni, le abilità che il Padre eterno ti ha dato, senza restrizioni.
Voglio precisare che esistono dei momenti nella vita in cui dobbiamo veramente abbassare il capo, stringere i denti e camminare, mentre intorno soffiano certi venti polari, capaci di ghiacciarti anche l’ultimo recondito pensiero, e farti dubitare di avere ancora qualcosa da dire e da fare quaggiù: sono momenti, grazie a dio, limitati, ma ci sono.
Sono quelle le situazioni in cui devi farti piacere anche ciò che non vorresti, ma c’è una grande differenza tra piegarsi alle necessità della vita e accettare ciecamente di vivere la vita sulla base di certe regole prestabilite, che non sai nemmeno bene da dove arrivino e perché.
Pensa al nostro “calendario annuale” su certi comportamenti considerati normali.

Normale è andare sull’altalena fino a 5 anni.
Anormale vedere un ragazzo di 12 anni sull’altalena.
Psichiatrico, secondo il nostro “calendario” delle convenzioni sociali, andarci a 30 anni o più.
Perché?
Chi lo ha stabilito?
Il bon ton?
Sono le “convenzioni sociali”, cioè un lunghissimo elenco di ciò che si fa e non si deve nemmeno pensare a seconda dell’età anagrafica ( forse è proprio per questo che una cosa che chiediamo spesso, ad un estraneo, è proprio l’età? Già è più importante catalogarlo, schedarlo, che ascoltarlo ed accoglierlo!!).
E’ una scansione estremamente impoverente, generatasi nel corso dei secoli, che riesce a renderci persone buie, scontente, poco giocose e con un “bambino interiore disintegrato”.
La nostra situazione generale, da tanti punti di vista è da rivisitare e parecchio.
Forse è arrivato il momento di smettere di lamentarci e iniziare a chiederci:
 “Come siamo arrivati a questo punto, e in che modo possiamo uscirne?”
Semplice,  siamo stati vittime e complici inconsapevoli della “TIRANNIA DEI PREGIUDIZI, dei PRECONCETTI e dei CONDIZIONAMENTI”.
Un interminabile elenco di divieti, in base ai quali «dovresti» vivere la vita in un certo modo, perché tutti gli altri sembrano farlo.
E tu vuoi non essere come gli altri?
Una delle chiavi per essere una persona straordinaria è quella di avere consapevolezza di quali, chiamiamole regole” seguire e quali infrangere.

Certo, le regole hanno anche un loro valore positivo, un valore legato alla loro funzione di GUIDA, ma c’è un problema: molte di queste credenze e di questi sistemi non sono funzionali per noi, non ci consentono di essere noi, come Dio ci vorrebbe, e benché il loro intento sia quello di guidarci, in realtà ci tengono bloccati in vite molto più limitate, di quanto potrebbero essere.
viviamo ingabbiati.
I condizionamenti ci hanno ingabbiato e ci sono riusciti anche molto bene.
A chi fa male, se il signor Rossi decide di sedersi, nonostante i suoi 40 anni, sull’altalena e dondolare felice con suo figlio Mattia?
Perché è male?
Perché non sta bene?
Perché non si deve e non si può fare?
Nella maggior parte dei casi non c’è una base razionale che dimostri che il nostro agire sia giusto o sia l’unico corretto.
Quasi tutto quello che riteniamo vero sta solo nella nostra testa.
L’ambiente culturale è così forte, così auto rinforzante, da convincerti, convincerci, che la vita debba svolgersi in un particolare modo, altrimenti non va bene, è sconveniente.
Certo, vivere secondo le etichette, le convenzioni e tutte le regole ed i pregiudizi sociali e culturali, va bene se volete una vita normale, sicura, senza problemi.
Va benissimo se volete far parte della normalità collettiva (non c’è niente di sbagliato in questo, ma come libera scelta individuale, non come un’imposizione collettiva), per cui siete disposti a rinunciare anche a dondolarvi sull’altalena con vostro figlio, a tenere per mano e baciare la vostra compagna/ vostra moglie oltre i 30 anni, a vestire solo con certi colori, a non concedervi mai una serata divertente, a non entrare da sole, soprattutto se donne, oltre un certo orario, nei locali pubblici.
Il problema sopraggiunge quando ti accorgi che questi comportamenti supportano certe forme mentali che ancora creano giudizi e pregiudizi.
E se la vita non fosse fatta per essere “uguale per tutti”?
Se fosse fatta per essere un meraviglioso e, per certi versi, folle dipinto, pieno di colori, che scopriamo e sperimentiamo, anche facendo le cose al di fuori di ciò che è pratico e realistico?
Credo profondamente che la sicurezza venga sopravvalutata, infatti come mamme abbiamo la cultura del far vivere i nostri figli in ambienti asettici, pulitissimi, senza rischi, rincorrendoli in continuazione, affinché ci facciano la cronistoria, minuto per minuto di tutto.
In realtà, correndo quelli che noi valutiamo come rischi, mentre è tutto da ridefinire che realmente lo siano,  abbiamo molte più probabilità di sperimentare i brividi di una vita ricca di significato e di scoperte.
Tutti gli individui straordinari hanno messo in discussione il proprio ambiente culturale.
I Liberi  hanno messo in dubbio il significato della carriera, della laurea, della religione, del modo di vivere e di altre regole per «stare tranquilli».
Hanno seguito un’unica regola e non convenzione, cioè quella di TRASCENDERE il proprio AMBIENTE CULTURALE e trascendendolo hanno fatto scoperte uniche, per tutti.
Cosa significa?
Significa che le menti straordinarie, sintonizzate solo con l’alto, con il loro ideatore (Dio) sono brave a valutare l’ambiente culturale di appartenenza e quindi sono in grado di scegliere selettivamente le regole e le condizioni da seguire e quelle, al contrario, da mettere in dubbio o ignorare.
E’ così che hanno saputo percorrono le strade meno battute e rinnovare e dare nuova energia al Creato, sconvolgendo la definizione stessa di vita.

E tu da che parte stai?

Vuoi vivere una vita da “NORMALE” o da persona folle, “STRAORDINARIA”?

Non importa se hai dodici o ottant’anni, sappi che non è mai troppo tardi per mettere in discussione le regole e uscire dalla propria zona di comfort.

Con amorevolezza.

Vuoi leggere altro di mio? Seguimi anche qui e diffondi il link.

https://sites.google.com/view/semplicemente-ti-di-www-sottou/home

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

Lascia un tuo commento, sarà visibile a tutti 💜

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php