
Le parole fanno la differenza e attestano chi sei e a quali
realtà sei ancorato e cosa vuoi dare e costruire in questo Mondo.
Da come le scegli parli di Te, ti racconti e fai la differenza.
C’è una parte di me diventata, sotto un certo aspetto più rozza; è quella che
cerca il contatto “con tutti”, soprattutto con una realtà affaticata e faticosa
che il “linguaggio aulico” non lo coglie, quindi se scendi e parli “terra a
terra” ti avverte e si sintonizza finalmente sulle tue frequenze.
In certi ambienti, e ne converrai con me, inutile trasmettere un pensiero con
dolcezza e cura somma: se vuoi che quelle orecchie odano, ci sta bene pure un
intercalare forte, del resto ordinario e confacente a quel contesto.
Una cosa che noto, però è la capacità propria soprattutto di questi ambienti
poco spirituali di utilizzare una sorta di “intelligenza ferente”, cattiva nell’uso
del linguaggio.
Lo stupore non nasce dal fatto che la signora Pina, poco avvezza a grandi voli
pindarici, alle pratiche di gentilezza e
alla meditazione, sia a volte, nel suo modo di esprimersi e di parlare così
immediata e poco fine, poco attenta alle fatiche altrui, ma alla sottile
intelligenza di chi, ti aspetteresti usasse sempre il proprio cuore, nelle
relazioni, mentre in realtà così non è.
Dove voglio andare a parare?
Voglio farti riflettere all’importanza di essere
“un seminatore di Pace, Amore, Amorevolezza e Gratitudine, anche grazie alle
parole che scegli ed usi.
Ti capita mai di stare poco bene o di aver avuto una giornata
particolarmente impegnativa e di incrociare una persona a cui tieni, che
guardandoti, se ne esce con un’osservazione del tipo:
” Ma che brutta cera che hai stasera!”, oppure: ”Sembri proprio uno straccio!”
Cosa provi in quel momento?
Come ti senti?
Erano le parole di cui avevi bisogno in quel momento?
Non avevi forse consapevolezza del tuo stato e quindi avevi bisogno di “questa
persona” che te lo rammentasse?
Meno male che ci sono queste anime benevole che ti salvano la giornata con la
loro ciliegina sulla torta!
Passami l’ironia pungente, ma di queste persone è tempo che ce ne liberiamo,
soprattutto se sono persone che lavorano per il benessere altrui, come per
esempio infermieri, medici, preti …
Chiunque ha assunto un ruolo sociale impegnativo, un ruolo volto alla crescita
e al sostegno della persona, dovrebbe avere un vocabolario “del cuore”, un dizionario speciale, che sappia
ricostruire un’anima provata, non cacciarle la testa in un secchio pieno di
acqua gelida e puzzolente.
E’ necessario scegliere con cura le nostre parole e connettere il cuore al
pensiero, prima di proferire parola, proprio per non seminare dolore e ferite.
Il problema è che c’è chi parla prima di
connettersi e c’è chi si connette, al link sbagliato, e poi dà semplicemente fiato
alla voce.
Gli esiti, in entrambi i casi sono comunque drammatici: il morale della persona
già affaticata dal succedersi degli eventi, che la stanno provando, viene
ulteriormente colpito e ferito.
Entrambi i “distruttori” partecipano comunque ad un progetto malevolo, sebbene
in maniera diversificata, perché l’uno è consapevole di ciò che sta facendo e
mette in atto tutta la sua capacità cognitiva usando la parte peggiore di sé, e
l’altro, al contrario, semplicemente come strumento “ignorante/inconsapevole”
di un progetto devastante.
Lavoro con i ragazzi, quindi so perfettamente quanto sia importante sostenerli
sempre e soprattutto conosco il potere che ha la parola nelle relazioni; sono
una educatrice e devo sostenerli e farli a loro volta riflettere, per creare la
dovuta consapevolezza sul valore della parola e sull’importanza di sceglierla
con cura, tenendo conto dell’interlocutore, del tempo e del momento in essere.
Perché lo faccio?
Per creare una realtà migliore.
Perché stiano bene e facciano stare bene
chiunque incontrano lungo il loro cammino.
Una persona che sta poco bene, ha problemi sul lavoro ed è stata lasciata
dal compagno, come credi si possa sentire se incontra la zia che l’ha vista
crescere e si sente dire:
“Che brutta cera che hai oggi, sembri malata. Ma stai bene? E come va il
lavoro? Scommetto che ti ha appena lasciato tuo marito!”
Come pensi si senta?
L’altro aveva la grande opportunità di fare la differenza, di distrarla, di
risollevarle il morale, ed invece le ha sparato una mega fucilata, manco avesse
la sfera di cristallo, agganciandosi alle sole e uniche tre cose che stanno
devastando/affossando questa persona, sbattendogliele tutte in faccia in pochi
istanti, come una cannonata.
Ci vuole un’abilità non ordinaria e
qualcuno la possiede veramente questa abilità.
Scommetto che stai pensando a qualcuno in particolare, a qualcuno che ben
conosci e che ti ha messo, almeno un volta in una situazione del genere.
L’ultima volta ho parlato di Verità e anche questo rientra nel percorso delle
Verità Nuove che dobbiamo seminare.
Non ti sto fomentando a dire il falso, bada bene, ma a dire la cosa giusta nel momento perfetto.
Partendo dal presupposto che la Verità sull’aspetto fisico/emotivo dell’altro,
se non sono esplicitamente richiesti, (e non rientrano in un ordine di
richiesta professionale) andrebbero tassativamente evitati se sai o ti accorgi
che l’altro sta in qualche modo male, che c’è difficoltà, squilibrio e fatica.
Non è amorevole portare altra sofferenza a chi ti sta di fronte e non è
benevolo.
Ha perso un po’ di capelli?
Credi che non se ne sia accorto e quindi stesse aspettando giusto te per
scoprirlo?
Oppure che ti stesse cercando per sentirsi dire che ha messo su peso? Oppure che
la tua migliore amica avesse giusto bisogno oggi, dopo una giornata d’inferno,
di incrociarti e sentirsi sbattere in faccia che dopo la gravidanza è rimasta
larga come una chiatta?
Pensa invece che gioia poter trovare 3
cose belle da trasmettere all’altro, per farlo sentire/stare al meglio.
3 frasi semplici, anche brevi, così che gli arrivino subito, nell’immediato,
nonostante sia poco propenso a mettersi in gioco, ad ascoltare, e al meglio.
Trovare e pronunciare 3 frasette che sottolineino all’altro qualcosa di
piacevole, di bello, di carino, di particolare che gli appartengono e di
cui ti sei accorto e ora, mentre lui sta poco bene, tu glielo fai presente.
Per te si tratta di fare un buono e sano
esercizio di connessione all’altro, per creare un legame empatico speciale
e costruttivo, che rigeneri l’altro e di rimando anche Te; per lui di pura “vitamina energetica” capace
di distrarlo, risollevarlo, distoglierlo dai pensieri azzeranti, per riprendere
ad espandere la propria Aura , la propria energia.
Parole Medicina.
Sono esattamente quelle di cui hai bisogno in quel momento no, per stare
Meglio.
E’ un rapporto d’Amore, quello di saper scegliere le parole giuste
nel momento, come dico io, esatto, esatto per la realtà dell’amica, del
compagno, del figlio, dello sconosciuto che ho davanti in questo preciso
istante.
Conosco qualcuno che di fronte a quello che sto scrivendo ribadirebbe:
“Ma quella zia ha detto la verità, solo la Verità, dove sta il problema? Tu hai
scritto di diffondere la Verità.
NO!!
Cosa significa per te Vero? Ha più significati, giusto?
Lo posso intendere come un qualcosa di concreto, reale, verificabile ed anche
nel senso spirituale appunto di verità, via, vita, allora devo attivarmi per
creare condizioni in cui la Verità e la Vita sono la stessa cosa.
Devo dare ed essere per l’altro Vita, in questo “suo momento” e quindi porgergli quella Verità che non sta
vedendo, non sta sentendo e non può o non sa più partecipare da solo, e farlo, proprio perché lui possa affrontare
al meglio Tutte le sue Verità odierne, incluse quelle che ora lo affaticano.
Sposto il suo centro, la sua attenzione, per aiutarlo a guarire e questa dovrebbe essere una “dinamica educata”,
che tutti possediamo, a qualsiasi età, condizione e lato della terra occupiamo.
Quando lo facciamo entriamo nella modalità adottata dal gatto, e se ne possiedi uno glielo avrai sicuramente visto
fare, quando ti vede triste e viene, lui, padrone assoluto della sua libertà, a
strusciarsi contro di te, a richiamare la tua attenzione, a leccarti, ad
impastare proprio sulle tue ginocchia,, mentre stai piangendo o provando un
dolore.
E’ l’empatia d’Amore.
E’ la Medicina dello Spirito.
E’ la cura e la Misericordia amorevole.
Quando stai male tu rifletti all’esterno un’energia che parla di te.
Se incontri una persona come la zia, che avverte questa tua energia malata, la sa cogliere e
leggere, se lo fa ad alta voce, ti fa solo del male, perché riprende ed intensifica
ciò che già ti appartiene.
E’ vero solo quello che rende più piena la nostra esistenza, ciò che ci
arricchisce la Vita.
Allora cosa puoi fare per accrescere la tua e quella di chi incontri?
Scegliere parole e comporre frasi che
portino questa verità amorevole, questa Medicina energetica, questo
ricostituente naturale, capace di fare stare bene tutti.
Noi abbiamo un bagaglio interiore molto ampio, fatto di storie nelle storie.
Ciascuno di noi è il frutto di aspetti del proprio sé in cui vivono tutte le
persone che ti sono state in qualche modo accanto e ti hanno preceduto; ci sono,
sono lì, in qualche angolo di te.
Questo significa che se tuo padre era emotivo, anche tu da qualche parte lo
sei.
Se tua madre era ansiosa, anche in te c’è un residuo della sua ansia.
Ma in tua madre ed in tuo padre, a loro volta, c’erano le caratteristiche dei
loro genitori e quindi dei loro nonni, i quali avevano in sé i loro genitori e
così via.
Godiamo di una sorta di evoluzione dei punti A,B,C, e D…, peggiorativa, perché
la crescita culturale ci rende più consapevoli, più saputi e quindi più
arroganti e più distruttivi.
Tu perdi la semplicità che ti rende più
umile, meno invasivo e distruttivo, per acquisire più invasività
consapevole e più voglia di mettere il dito nella piaga dell’altro, quasi a rimarcargli la tua autorevole capacità di
lettura, di comprensione e di visualizzazione del suo tutto di dolore,
sofferenza, frustrazione.
E’ così che metti in atto, in movimento, solo il lato peggiore di te.
Al contrario dovresti vedere in chi ti
sta di fronte il suo lato migliore, quello non condizionato dagli eventi
esterni che lo provano, e farglielo notare, riportarglielo, offrirglielo come
dono perché si riprenda, si ridesti, si ami e si apprezzi, anche se sta sotto
un acquazzone spaventoso e pure senza ombrello.
E’ questo che ci rende speciali, che ci riporta alla nostra missione e ci congiunge
alla parte sopra di noi.
La Società è vivibile e serena se noi la rendiamo tale, soprattutto
attraverso le parole e le relazioni, oltre che i gesti e le azioni.
Io aiuto il mio prossimo se utilizzo le parole che possono portarlo a volersi
bene, a rientrare nella giusta logica della sua Vita, ad essere amorevole come
lo era nella sua forma originaria.
Buona creazione di un biodizionario di Medicina della parola, utile per il
Benessere del Mondo.Amorevolmente ti
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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