Lettera pasquale dall’Arcangelo Gabriele

“ Buongiorno a tutti!

Sono l’Arcangelo Gabriele e vengo per portarvi la voce del Cielo, perché possiate dare un senso a tutto questo.
Voi, siete soliti vivere nei vostri agi, presi dalla fretta e dalla frenesia, del rincorrere tutto e tutti, tranne Dio.

Sono stati tempi duri per il Padre vostro, tempi nei quali ha assistito con sommo dolore alle vostre scelte sconsiderate e al male che dilagava.
Per questo, per evitarvi il peggio, Egli si è deciso a ripulire la patina di malattia che giaceva nel vostro interno, giù nel profondo, per offrirvi una “nuova occasione”.
Ben dice la “nostra ti”, che siete, che vi trovate al termine di un periodo storico senza precedenti e pronti a tuffarvi in un’altra dimensione, ma per poterlo fare, per potervi accedere, vi viene richiesto di cambiare radicalmente il vostro modo di trascorrere il vostro tempo e soprattutto di rendere più silenziose e calme le vostre giornate.


Nella fretta il cervello non riposa, la mente imperversa e vivete come “foste in un Sogno”, un sogno un po’ pazzo, senza capo né coda.
I vostri figli sono vuoti, riempiti solo di una vostra “apparente presenza”, ma l’assenza di valori, che voi imputate ad altri, sappiate che a voi e solo a voi è imputabile; a voi, che li avete generati a questa Vita, spetta, non trasmetterli, perché essi già  li hanno, nel loro profondo, nella loro impronta, cioè nell’Anima divina, che gli appartiene, come appartiene a ciascuno di voi, ma “riportarli in superficie ed attivarli”.
Voi vivevate di cose superflue, nel caos ed i vostri figli vi somigliano, sono lo specchio di chi siete e di cosa state facendo.
Mettere al mondo un figlio, è un dono, un qualcosa che voi non state più cogliendo come tale, visto che vi ingegnate addirittura a scegliere il colore dei capelli o degli occhi del nascituro.
Una madre, attraverso il suo uomo, concepisce e genera una creatura di Dio, prima che un figlio terreno, di carne.
Riceve una creatura da vegliare e svezzare, non solo e tanto per i mesi di allattamento e poi di cibo solido, ma soprattutto per la Vita.
Colui che arriva è spesso un’Anima grande, chiusa solo in un piccolo corpo, che ha bisogno di attenzioni, Amore e Cure per evolvere non solo e tanto fisicamente, quanto Spiritualmente. E di questo non ve ne fate carico.
Voi pensate al corpo, solo ed esclusivamente a farlo crescere, in una sorta apparente di pace e di benessere fisico e talvolta emotivo.
Questo comporta una grossa responsabilità vostra, di entrambi i genitori accoglienti, perché è come se Dio vi affidasse un’automobile di grossa cilindrata, di indescrivibile valore, che voi dovete far uscire dal garage, senza graffi e a cui voi dovete poi mettere il carburante, tutto il carburante necessario per lasciarla andare in piena e autentica libertà.
Ogni auto, per meglio capirci, cioè ogni figlio, con voi deve solo fare il rodaggio iniziale, poi a correre su pista, dovrà pensarci lui.
E presto.
Avete invertito ogni cosa e vivete solo come se questo “vostro Sogno” fosse la realtà, la vostra vera ed unica realtà.
E’ così che tutto è per voi: “MIO!”.
Quel figlio, come la moglie o il marito non lo mollate mai, sebbene non ve ne curiate nella maniera più assurda ed assoluta.
Lasciate che il figlio, come un’auto giocattolo, gironzoli qua e là, facendo ogni sorta di esperienza da solo  e pretendete di utilizzare un telecomando per direzionarlo e controllarlo.
Non è così che le cose funzionano e crediamo ve ne siate accorti, almeno lo speriamo ardentemente.
Soli, frustrati, riempiti di impegni, vestiti come re, ma con il cuore vuoto e freddo, come possono questi ragazzi e bambini tirare fuori il meglio di sé ed esprimere tutto il proprio essere “cosmico”, universale?
Sono dolci, molto più sensibili, rispetto a voi, perché essi appartengono a “una nuova generazione”, ma se il rodaggio viene fatto male, saranno in grado di rendervi soli il male avuto.
SI VENDE CIO’ CHE SI POSSIEDE, NON ALTRO.
Quando vi lamentate ed imputate ad oratori, preti, maestre, coach, insegnati e tanto altro le loro debolezze e manchevolezze, vergognatevi.
Essi sono lo specchio vostro.
Demoni o Angeli, siete vi, che vi piaccia o meno a crearli, ad indirizzarli.
Le vostre strutture educanti e aggregative, faticano a gestire ciò che voi danneggiate.
Non è dando loro ragione, per quietare le vostre coscienze manchevoli, che avrete e darete loro il giusto aspetto e la giusta dimensione loro nel mondo, nell’Universo.
Abbandonati, dimenticati … ecco cosa sono i vostri figli.
Non li crescete all’interno della Comunità, per la Comunità, ma contro la Comunità e questo poi vi si ritorce e vi si ritorcerà contro, se non invertite la rotta.
Da sempre essi e voi sono e siete parte di un tutto.
Non si può farli vivere chiusi in casa, soli, con strumenti che li portano nel Mondo, senza i giusti strumenti e le adeguate difese.
E non dite che voi sapete cosa fanno, dove sono, con chi chattano e cosa si passano, perché così non è.
Essi vanno alla deriva, senza la vostra guida.
Il pilota automatico li deve allontanare da voi, ma a tempo debito, finito il rodaggio, invece voi fate il contrario.
Da piccoli li lasciate come fossero autonomi.
Da grandi li tenete nel vostro raggio d’azione, come auto giocattolo, teleguidati,  con le belle pile inserite, legandoli con fili sottili di tipo economico, lavorativo, emotivo, culturale, perfino religioso.
Fuori di casa sì, ma come i vostri cuccioli di cane, nell’arco dei 200 metri di “tutela garantita”.
Li crescete a ricatti, senza farli ragionare sul senso vero del bene, del male e senza risvegliare il senso del dovere e della responsabilità.
Devono essere bravi a fare tutto, ma da soli, come per magia, senza che rompano le scatole e senza la vostra presenza.
Confondete la presenza, con la vigilanza soffocante.
Emozioni?
Allo stato selvaggio.
I piccoli, vivono allo stato brado, come i cavalli un tempo, perché volete salvaguardare la famiglia e uccidete la società, la collettività, la Comunità, quella Comunità che presso altri popoli, che voi considerate “primitivi” o “terzo o quarto mondo”, coltivano, offrendo così ai bambini l’occasione per essere sempre vigilati, coccolati, seguiti, indirizzati ed amati.
Se un adulto, che non siate voi o qualche stretto parente, vi fa notare qualcosa, riguardo ai vostri figli, vi alterate, perché vi sentite giudicati.
Avete dentro la paura del giudizio, perché il vostro cuore non è in pace e sa che non siete adempienti.
Non sapete gestire la morte, la vecchiaia, la malattia, nulla.
Perché tutto questo?
Perché vivete per voi, non per Dio, quindi se una cosa non riuscite  a gestirla, a farla sparire, la temete e la rinnegate, non la volete e non ne capite il perché debba esistere.
Ma esiste, come esistete voi.

  1. In tutto questo marasma la morte non è per voi, come dovrebbe, un portale da oltrepassare, per stare meglio e procedere lungo il cammino animico.
  2. La partenza di un “congiunto”, che non significa “un oggetto di appartenenza”, ma una presenza accanto voi e simile a voi stessi, è una sorta di tragedia immane, un’opera divina malvagia, una vera prepotenza inspiegabile.
  3. Vi ricordate del Cielo solo in questi casi e di solito per esprimere il vostro sommo disappunto, rispetto alle decisioni divine.
  4. Vivete calati nel tempo fisico, come fosse UNICO, però disdegnate lo sgretolarsi del vostro corpo, sotto i colpi del vostro signore, l’unico che temiate e onoriate, per questo usate tutti gli stratagemmi possibili per esorcizzarlo e rallentarlo. Il signor Tempo.
  5. Non avete compreso che voi lo rallentate nel momento in cui lo vivete.
    E viverlo non è correre come idioti, come gatti dietro a una pallina, dalla mattina alla sera, dimentichi di tutto.
  6. Non coltivate relazioni, se non quelle che vi danno un ritorno, altrimenti usate la dicitura consueta: “Ok, uno di questi giorni ci sentiamo e/o ci vediamo”, che sta a dire per voi, nel vostro linguaggio: ”MAI!!!”.
  7. Ripetete continuamente :”Non ho tempo”, per forza, chattate tutto il giorno e raccontate i fatti vostri a tutto l’Universo, ma non a chi vi sta vicino.
  8. La malattia vi disgusta, non la sapete controllare, quindi vi ingenera una sorta di paura, di repellenza, ma essa vi appartiene, è frutto delle vostre scelte e del vostro modo di vivere.
  9. Così come la vecchia, di cui vi ho già accennato.
  10. Relazioni familiari, di parentela malate e di convenienza, dove i problemi si sommano tra loro e si trascinano, con la scusa che una vera famiglia si fa carico dei problemi di tutti.
    No! Il problema è di chi se lo fa, se lo crea ed è lui e solo lui che se lo deve gestire, nel modo, misura e maniera che reputa più corretto, chiedendo magari aiuto, a chi di dovere, ma meglio fuori dalla famiglia.
  11. Non conoscete e non coltivate l’IO sono, ma siete tanti Io a seconda del momento; è così che siete figli di.., padri di, sposi e spose di, compagni di, operai di…
    Poi siete preoccupati, siete spaventati, siete stanchi, siete stressati, siete ammalati, siete sani, siete stufi, siete sportivi, siete allenati, siete felici, siete vivi, siete morti, siete… Uno, Nessuno, Centomila ed i vostri figli, educati dai vostri comportamenti, ricalcano le vostre orme e con maggiore maestria, rispetto a voi.
    Spesso il discepolo supera il maestro ed i figli che il cielo vi offre, macchine di nuovissima generazione, molto potenti e svegli, perché ad essi è dato cambiare le sorti della Terra, vengono così da voi traviati e distrutti dentro.
  12. Non siete qui per correre al lavoro e spolverare mobili, pulire pavimenti, non è questo il vostro scopo primario.
    Siete quaggiù per recuperare il vostro STATO DI MASSIMA LUCE, compiendo un percorso terreno, fatto sì di relazioni genitoriali, affettive, lavorative e tanto altro, ma soprattutto per Essere, quindi per scoprire il Vostro Io e portarlo al mondo, in un cammino che, incarnazione, dopo incarnazione, vi restituisce alla vostra vera essenza, quindi vi riporta a casa, cioè dal Padre vostro.
    Tutto poteva avvenire senza dolore, ma, nonostante il sacrificio di colui che io annunciai alla vergine Madre sua Santissima, state ancora passando attraverso di esso, per vostra libera scelta.
    Ecco allora che Dio ha concesso questo sommo disagio, per offrirvi uno spazio tempo per ritrovarvi, per usare al meglio gli strumenti informatici, per stare con i vostri figli, per riscoprire il silenzio, per udire la voce dei vostri demoni interiori e farci due conti e decidere.
    E’ un’occasione, una grande occasione quella che avete vissuto, con il Virus, non sprecatela e fate in modo che oggi, Dio Padre Risorga dentro di voi, in pienezza, per invertire la rotta, ritrovare la vostra Luce interiore, quella Luce delle vergini scaltre, capace di illuminare e fendere il buio della notte, facendo ritrovare e percorrere velocemente la via Arcobaleno, verso l’Eternità.
    Buona Pasqua di Resurrezione a voi Tutti, che accogliete e accoglierete e farete fruttare, queste mie parole d’Amore grandissimo.

Vostro amorevole Arcangelo Gabriele, qui per voi Tutti.”

Messaggio Canalizzato da Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com
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